Nuova Riveduta:

Giovanni 19:27

Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua.

C.E.I.:

Giovanni 19:27

Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

Nuova Diodati:

Giovanni 19:27

Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quel momento il discepolo l'accolse in casa sua.

Bibbia della Gioia:

Giovanni 19:27

Ed al discepolo: «Questa è tua madre!» E da quel momento il discepolo l'accolse in casa sua.

La Parola è Vita
Copyright © 1981, 1994 di Biblica, Inc.®
Usato con permesso. Tutti i diritti riservati in tutto il mondo.

Riveduta:

Giovanni 19:27

Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua.

Diodati:

Giovanni 19:27

Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quell'ora quel discepolo l'accolse in casa sua.

Commentario:

Giovanni 19:27

27. Poi disse al discepolo: Ecco tua madre!

Brevi parole, ma ricche di ogni necessaria benedizione per la povera vecchia vedova. Esse suonano: "Ricevila in casa tua; falla partecipe di tutti i beni di cui ti arricchirà il Signore; assistila nelle sue infermità, consola i suoi dolori, confortala colle speranze del mio Vangelo, che, la mia risurrezione tosto confermerà, e trovi d'essa in te tutta la gratitudine e la venerazione che un figlio deve a colei che fu la prima e la più costante nell'amarlo". Maria e Giovanni non potevano se non sentirsi intimamente uniti nel comune loro dolore. Giovanni capì che Gesù affidava la madre alla sua protezione speciale, e così pure intenderà queste parole chiunque le legge senza preconcetto alcuno; ma la Chiesa Romana si è ingegnata a trarne un argomento di più per la sua mariolatria, asserendo che, con queste parole, il Signore affidava Giovanni, qual tipico rappresentante della Chiesa tutta, alla custodia di Maria; e che essa è per conseguenza, la patrona dei santi, la protettrice della Chiesa, l'ausiliatrice di tutti i bisognosi. Ogni uomo di senso comune dirà con Alford che quella è una idea assurda. "Gesù non affidò Giovanni a Maria, bensì Maria a Giovanni. Maria non doveva esser per il discepolo la rappresentante di Gesù; ma Giovanni doveva prendere verso di lei il posto del figliuolo. Maria, non Giovanni, aveva bisogno di protezione e di aiuto" (Arndt, citato da Stier).

E da quell'ora quel discepolo l'accolse in casa sua.

Queste parole ci dicono che Giovanni accettò di tutto cuore l'incarico affidatogli dall'amato Maestro, e provvide, da quel momento in poi, al mantenimento di Maria. Alcuni però ne vorrebbero trarre la conclusione che egli subito condusse a casa sua la madre di Gesù, per risparmiarle lo strazio di esser testimone dell'ultima e più dolorosa agonia di suo figlio, tornando poi egli medesimo a riprendere il suo posto appiè della croce. Questo ci par molto improbabile. Maria era tal donna da non abbandonar la croce fino all'ultimo, e neppur Giovanni se ne sarebbe allontanato sotto qualsiasi pretesto. Altri, mettendo assieme varie circostanze della vita di Giovanni, e specialmente il che suo padre Zebedeo aveva degli "operai" Marco 1:20, e che Giovanni stesso "era noto al sommo sacerdote" Giovanni 18:15, ne concludono che la sua fosse una famiglia di benestanti, ed avesse una casa propria in Gerusalemme, nella quale egli avrebbe condotto Maria, non appena spirato Gesù. Tutto ciò è pura immaginazione. L'espressione è troppo generica perché la si possa intendere di una casa propriamente detta "È vero che, quando è detta di Cristo Giovanni 1:11, Diodati traduce, come qui, "a casa sua"; ma è chiaro che in quel passo non si tratta di una casa materiale. Il senso migliore quì è evidentemente il senso più generico: "in sua" della Vulgata, o "dai suoi" della versione inglese. Il testo greco non implica punto che l'apostolo avesse allora una casa propria in Gerusalemme. Senza dubbio egli condusse Maria nell'alloggio che occupava in città colla madre Salome, ed in seguito forse nella casa paterna sulle rive del lago di Tiberiade, finché non ebbe casa propria. Una tradizione, che risale al settimo secolo, ci dice che Maria visse con Giovanni in Efeso, fino ad età avanzatissima, il che non impedisce minimamente ai frati di Gerusalemme di farne vedere la pretesa tomba nella valle di Giosafat. Ricordato questo fatto, che occorse verso il mezzodì, Giovanni passa sotto silenzio tutto quello che avvenne fino alla morte del Signore, e dobbiamo perciò raccogliere dai tre primi Vangeli gli eventi di quelle tre ore solenni. Vengon prima di tutto le Tenebre miracolose, ricordate da Matteo 27:45; Marco 15:33; Luca 23:44. Matteo ci dice: "Ora, dalle sei ore si fecero tenebre sopra tutta la terra, infino alle nove". Queste tenebre non si possono spiegare coll'avvicinarsi della notte, poiché si era invece al pieno meriggio. Nemmeno possono dirsi la conseguenza di una ecclissi solare; le ecclissi di sole non accadono mai al plenilunio, e di più durano in media quindici minuti, non già tre ore. D'altra parte, di fronte alla unanime testimonianza di tre uomini integri come Matteo, Marco e Luca, non contraddetta da nessuno fra i moltissimi testimoni oculari del fatto, qual uomo onesto potrà chiamar questo un mito o un'impostura? Furon quelle tenebre mandate da Dio per nascondere sotto un conveniente velo di dolore il fatto più tragico che sia accaduto quaggiù. Durante quelle tre ore di tenebre, un silenzio di morte regnò sulla, città, sui suoi abitanti, sulla natura intera; tacque perfino la voce di Gesù al sommo della croce, e l'ora nona era quasi giunta, allorché essa ruppe nuovamente il silenzio.

La quarta parola in sulla croce. La ricordano insieme al fatto che l'accompagnò, ed in termini pressoché identici in Matteo 27:46-49; Marco 15:34-36: "E intorno alle nove, Gesù gridò con gran voce, dicendo: 'Eli, Eli, lamma sabactani?'" Marco conserva la forma più puramente aramaica: "Eloi, Eloi" cioè: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai lasciato?" Son questo le prime parole dei Salmi 22, che contiene la descrizione profetica più minuta che si possa desiderare delle sofferenze del Messia in sulla croce. Il Signore le ripete, non nell'ebraico classico, ma nel dialetto siro caldaico che egli parlava ordinariamente coi suoi. Son, parole di doloroso lamento per l'abbandono in cui avealo lasciato il suo Padre Celeste, e che egli aveva sentito ognor più vivamente durante quell'ore di tenebre e di silenzio. Alla fine, avvicinandosi l'ora del sacrificio vespertino, che doveva pure esser quella della sua morte, le sue sofferenze raggiunsero il loro culmine e gli strapparono quel grido di angosciosa agonia. Quanto vivo sia stato il sentimento dell'abbandono di suo Padre, e l'angoscia che quello produsse nel cuor suo, lo si può vedere paragonando i nomi che egli diede all'Altissimo, mentre pendeva dalla croce. Nella sua preghiera a pro dei suoi crocifissori, lo chiama "Padre" Luca 23:34; "Padre" pure lo chiamerà di nuovo fra poco, allorquando le tenebre si saranno dileguate dalla natura e dalla propria sua anima Luca 23:46; ma mentre soffre le torture fisiche più intense, mentre grava sull'anima sua il pondo incomportabile dei peccati dell'uman genere, mentre è nascosta dagli occhi suoi la luce della faccia del Padre suo, non ardisce chiamarlo Padre, e si contenta di invocarlo col nome di "Dio mio, Dio mio". Ma anche in quelle parole, risplende la fede sua, che si dimostra incrollabile. Le ineffabili e misteriose sofferenze del Figliuol di Dio, fatto maledizione per il nostro peccato, orbato per un momento della luce della faccia di Dio, noi non le potremo mai comprendere. Però, se egli fu abbandonato nella sua natura umana, Dio non avrebbe potuto, senza rinnegare sé medesimo, abbandonarlo nella sua natura divina, Quell'abbandono non significa che Dio Padre più non lo sostenesse colla divina sua potenza, né che avesse cessato anche momentaneamente di amarlo, perché forse non lo amò mai cotanto come al momento in cui, in ubbidienza all'ordine divino, egli mise la vita sua per i peccatori. Neppur significa che furono in quell'ora ritirate a Gesù la grazie dello Spirito, imperocché fu l'esercizio vigoroso di quelle che maggiormente diede gloria a Dio in quel momento supremo, e comunicò al sacrificio di Cristo tutto il suo valore, tutta la sua efficacia. Finalmente, quell'abbandono non fu né definitivo né completo, ed ebbe anzi brevissima durata. Lo diceva lo stesso salmo profetico di cui Gesù, nell'angoscia dell'anima sua, aveva pronunziato le prime parole, poiché al vers. 24 di quello leggiamo: "Egli non ha sprezzata, né disdegnata l'afflizione dell'afflitto; e non ha nascosta la sua faccia da lui; e quando ha gridato, l'ha esaudito". Non dobbiamo dunque pensare che Dio abbia in modo assoluto abbandonato il suo Figliuolo, mentre questi era in sulla croce, ma solo che per un tempo Gesù più non sentì la presenza del suo Padre Celeste, mentre invece facevasi più che mai presente alla sua coscienza l'ira di Dio contro il peccato. Si fu in quell'ora di tenebre e di abbandono che il Cristo venne "fatto maledizione per noi" Galati 3:13. Nessuna mente umana potrà mai concepire quali dovettero essere le sofferenze del Figliuol di Dio, allorquando più non gli vennero concesse le manifestazioni dell'amor di Dio, mentre d'altra parte gravavano sull'anima sua immacolata tutte le conseguenze del peccato degli uomini. Matteo continua Matteo 27:47: "E alcuni di coloro ch'erano ivi presenti, udito ciò, dicevano: Costui chiama Elia". Meyer ed altri vedono in queste parole un bisticcio crudele dei Giudei, fondato sopra un'insulsa distorsione delle parole "Eli, Eli"; ma non ci sembra probabile che, usciti appena dall'orrore di quelle ore tenebrose, quelli che trovavansi ancora attorno alla croce di Gesù fossero disposti a far dello spirito, ed è probabile che si ti atti qui di Giudei Ellenisti, i quali, poco avvezzi al linguaggio volgare della Palestina, fraintesero realmente le parole di Gesù.

PASSI PARALLELI

Genesi 45:8; 47:12; Matteo 12:48-50; 25:40; Marco 3:34; 1Timoteo 5:2-4

1Giovanni 3:18-19

Giovanni 1:11; 16:32

Riferimenti incrociati:

Giovanni 19:27

Ge 45:8; 47:12; Mat 12:48-50; 25:40; Mar 3:34; 1Ti 5:2-4
1G 3:18,19
Giov 1:11; 16:32


Visualizzare un brano della Bibbia

Aiuto Aiuto per visualizzare la Bibbia

Ricercare nella Bibbia

Aiuto Aiuto per ricercare la Bibbia

Ricerca avanzata