Nuova Riveduta:

Giovanni 19:38

Il seppellimento di Gesù
=(Mt 27:57-61; Mr 15:42-47; Lu 23:50-56)
Dopo queste cose, Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma in segreto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di poter prendere il corpo di Gesù, e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e prese il corpo di Gesù.

C.E.I.:

Giovanni 19:38

Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù.

Nuova Diodati:

Giovanni 19:38

Il seppellimento di Gesù
Dopo queste cose, Giuseppe d'Arimatea che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di poter prendere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e prese il corpo di Gesù.

Bibbia della Gioia:

Giovanni 19:38

Dopo di ciò, Giuseppe d'Arimatea, che era stato discepolo di Cristo in segreto, per paura dei capi giudei, si fece coraggio e chiese a Pilato il permesso di portare via il corpo di Gesù. Pilato glielo concesse, così egli andò a togliere dalla croce il corpo di Gesù.

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Riveduta:

Giovanni 19:38

Il seppellimento di Gesù
(Matteo 27:57-61; Marco 15:42-47; Luca 23:50-56)
Dopo queste cose, Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma occulto per timore de' Giudei, chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e tolse il corpo di Gesù.

Diodati:

Giovanni 19:38

DOPO queste cose, Giuseppe da Arimatea, il quale era discepolo di Gesù, ma occulto, per tema de' Giudei, chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù, e Pilato gliel permise. Egli adunque venne, e tolse il corpo di Gesù.

Commentario:

Giovanni 19:38

Il seppellimento di Cristo, Giovanni 19:38-42

38. Dopo queste cose, Giuseppe da Arimatea,

A colui che ebbe tanto coraggio da domandare a Pilato il corpo di Gesù, tutti e quattro gli Evangelisti hanno fatto l'onore di tramandare il suo nome alla più remota posterità. Matteo Matteo 27:57 ci dice che egli era "un uomo ricco, il quale era stato discepolo di Gesù". Marco Marco 15:43 ch'egli era "un consigliere onorato, il quale eziandio aspettava il regno di Dio". Luca Luca 23:50-51 che "era consigliere, uomo da bene e diritto, il quale non aveva acconsentito al consiglio, né all'atto loro, ed era di Arimatea, città dei Giudei, e aspettava anch'egli il regno di Dio". Era dunque un ricco ed influente membro del Sinedrio, credente in Gesù; ma, fino a quel momento, non aveva ardito dichiararsi tale, per timore di venire scacciato dalla sinagoga. Dove fosse Arimatea, non è ancora stato dimostrato in modo sufficiente. Alcuni credono che sia stata l'antica Rama di 1Samuele 1:1,19, vicina a Betleem e luogo di nascita di Samuele; altri credono di trovarla nella piccola città di Ramleh, vicino a Giaffa e a Ludd; la sola cosa certa si è che era "una città dei Giudei" il quale era discepolo di Gesù,

ma occulto, per tema dei Giudei,

Il nostro evangelista completa la descrizione del carattere di Giuseppe, già delineato in parte dai precedenti evangelisti, dicendoci che, benché credente sincero, subiva molto l'influenza del mondo, ed era così timoroso di quel che direbbe la gente, da nascondere accuratamente le sue convinzioni, fino forse al punto di non andar più alle sedute del Sinedrio.

chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù, e Pilato glielo permise.

Lo scopo di Giovanni, nel riferirci questo particolare, non è solamente di presentarci nella sua integrità il carattere di Giuseppe, ma pure di manifestare la gloria di Dio, facendo vedere qual meraviglioso cambiamento la morte di Cristo aveva prodotto nel cuore e nella condotta di questo timido discepolo. L'amore per il suo Signore svegliò in lui tal coraggio, che al momento in cui era più pericoloso che mai dichiararsi per Cristo, egli sfidò ogni pericolo e coraggiosamente si presentò a Pilato, per chiedere quel corpo che nessun altro osava reclamare. "L'eroismo della fede si accende spesso nei momenti più disperati, e non di rado in quelli che prima eran più timidi, ed appena noti come discepoli" (Brown). Pilato non aveva interesse alcuno a ricusare quella domanda; anzi, accordandola ad un discepolo di Gesù, mostrava una volta ancora il suo disprezzo per i membri del Sinedrio; ma, prima di farlo, volle accertarsi che Gesù fosse realmente morto Marco 15:44-45. Una morte così pronta lo sorprendeva. Forse sospettò una trama dei discepoli per richiamare Gesù a vita, dopo averlo sceso dalla croce. Fece adunque venire l'ufficiale che aveva sorvegliato la crocifissione, e saputo da lui che Gesù era veramente morto, concesse subito a Giuseppe la sua domanda. Eravi nella valle di Hinnom un cimitero pei malfattori, ed in quello senza dubbio i Giudei avrebbero sepolto in fretta il corpo di Gesù, se la cosa fosse dipesa da loro; ma 700 anni prima Isaia aveva predetto che il "servitore del Signore" sarebbe "col ricco nella sua morte", e questa domanda inaspettata del ricco consigliere di Arimatea adempì una tale predizione. Il passo di Isaia Isaia 53:9 ci dice che "la sua sepoltura era stata ordinata con i malfattori" i suoi nemici cioè, essendo riusciti a farlo crocifiggere in mezzo a due ladroni, volevan pure seppellirlo insieme a quelli, infliggendogli così l'onta finale di una sepoltura disonorevole. Ma "egli è stato col ricco nella sua morte", ossia dopo la sua morte. La testimonianza del centurione e l'ordine di Pilato costituiscono altre prove della realtà della morte di Gesù.

PASSI PARALLELI

Matteo 27:57-60; Marco 15:42-46; Luca 23:50

Giovanni 9:22; 12:42; Proverbi 29:25; Filippesi 1:14

Riferimenti incrociati:

Giovanni 19:38

Mat 27:57-60; Mar 15:42-46; Lu 23:50
Giov 9:22; 12:42; Prov 29:25; Fili 1:14


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