Nuova Riveduta:

Giovanni 19:41

Nel luogo dov'egli era stato crocifisso c'era un giardino, e in quel giardino un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato deposto.

C.E.I.:

Giovanni 19:41

Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto.

Nuova Diodati:

Giovanni 19:41

Or nel luogo dove egli fu crocifisso c'era un orto, e nell'orto un sepolcro nuovo nel quale non era ancora stato posto nessuno.

Bibbia della Gioia:

Giovanni 19:41

Il posto dove Gesù era stato crocifisso era vicino ad un orto, dove c'era una tomba nuova, in cui non era ancora stato messo nessuno.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Giovanni 19:41

Or nel luogo dov'egli fu crocifisso c'era un orto; e in quell'orto un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato posto.

Diodati:

Giovanni 19:41

Or nel luogo, ove egli fu crocifisso, era un orto, e nell'orto un monumento nuovo, ove niuno era stato ancora posto.

Commentario:

Giovanni 19:41

41. Or nel luogo, ove egli fu crocifisso, era un orto, e nell'orto un monumento nuovo, ove niuno era stato ancora posto. 42. Quivi adunque posero Gesù, per cagione, della preparazione dei Giudei, perciocché il monumento era vicino.

Il nostro evangelista ci dice che nella vicinanza immediata del Golgota trovavasi un giardino che racchiudeva una tomba scavata nella roccia Matteo 27:60; ma gli altri ci dicono che giardino e tomba appartenevano a Giuseppe di Arimatea. La scelta di questa sepoltura per deporvi il corpo di Gesù sembra essere stata dettata dalla sua vicinanza al Calvario, sicché vi potevano portare il corpo del Signore con facilità e senza timore di venire interrotti. Importa notare che, secondo; Luca e Giovanni, in quella tomba "niuno era ancora stato posto". Se vi fosse stata fatta anche una sola sepoltura, le autorità giudaiche, le quali già stavano all'erta, non avrebbero mancato di dire che Gesù non vi era mai stato sepolto, poiché vi si trovavano i resti di un solo, cadavere. E se la tomba non fosse stata scavata nella roccia viva, avrebbero detto che i discepoli di Gesù ne avevano trafugato il corpo per di dietro. Invero, in questo modo solamente cercarono essi di spiegare la sparizione del corpo di Gesù al primo giorno della settimana; ma la Provvidenza divina ordinò le cose in modo che non potesse cadere dubbio alcuno sulla identità di Cristo, quando egli sorse dalla tomba. Questa era nuova; nessun altro corpo vi giaceva, talché si potesse mettere in dubbio quale dei due fosse tornato a vita; era scavata nella roccia viva, sicché non vi si poteva penetrare altrimenti che per l'apertura ordinaria, sulla quale Giuseppe aveva "rotolato una gran pietra" Matteo 27:60, e alla quale Pilato aveva posto, a richiesta dei sacerdoti, una guardia di soldati romani; era dunque impossibile ai discepoli di trafugare il cadavere di Gesù. Tante e tali precauzioni per parte degli amici e dei nemici del Signore, accrescono la certezza della sua risurrezione, che doveva poi venire predicata al mondo, come una dottrina fondamentale della nostra fede.

PASSI PARALLELI

Giovanni 20:15; 2Re 23:30; Isaia 22:16; Matteo 27:60,64-66; Luca 23:53

Salmi 22:15; Isaia 53:9; Matteo 12:40; Atti 13:29; 1Corinzi 15:4; Colossesi 2:12

Giovanni 19:14,31

RIFLESSIONI

1. L'importanza speciale che Giovanni dà al sangue ed all'acqua che uscirono dal fianco di Gesù si potrebbe attribuire al suo desiderio di riferire esattamente ciò che aveva veduto, e di stabilire indiscutibilmente la morte di Cristo, se egli medesimo non ci sembrasse dare a questo fatto un significato più elevato ancora in 1Giovanni 5:6,8. Parla qui di una testimonianza più alta della propria, e dice: "Lo Spirito è quel che ne rende testimonianza, conciossiaché lo Spirito sia la verità". Ma lo Spirito si associa altri due testimoni, cioè "l'acqua e il sangue", sicché "tre son quelli, che testimoniano sopra la terra: lo Spirito, e l'acqua, e il sangue, e questi tre si riferiscono a quell'una cosa". Nell'ispirata Parola di Dio, abbiamo la deposizione dello Spirito, il testimone primario e più importante in questa gran causa, e, insieme a lui testificano l'acqua che significa santificazione, e il sangue che significa purificazione. In questo modo l'intera verità, riguardo a Cristo ed alla sua morte, divien sorgente di vita e di forza spirituali, per chiunque crede che Gesù è il Figliuol di Dio, e lo rende atto a vincere il mondo: "Questa è la vittoria che ha vinto il mondo, cioè la fede vostra" 1Giovanni 5:4.

2. "L'esempio di Nicodemo è molto istruttivo. C'insegna quanto piccolo e debole possa essere il principio della vita religiosa in un'anima. Ci dice di non disperare di quelli che cercano Cristo timidamente ed in segreto. I caratteri dei credenti variano all'infinito; alcuni giungono subito al pieno possesso della luce e tolgono senza indugio la croce in ispalla. Altri non vedono la verità, se non un poco alla volta, e rimangono lungamente perplessi fra due opinioni contrarie. Nicodemo ci fa vedere che spesso quelli che fanno meno sfoggio al principio brillano di più viva luce alla fine. Egli confessò la sua fede in Gesù e il suo amore per lui, quando Pietro, Giacomo e Andrea lo avevano abbandonato. Siamo dunque pazienti e caritatevoli nel giudicare la religione altrui. Chi dice non convertiti e privi della grazia quelli che non si protestano sicuri della loro salvezza, non appena si son volti alla religione, dimentica il caso di Nicodemo, e dimostra la propria ignoranza delle vie dello Spirito" (Ryle).

3. Non si può esagerare l'importanza della risurrezione di Cristo. Essa è la dottrina cardinale della fede cristiana; la gran prova che Gesù di Nazaret fu il Messia, predetto dai profeti, il segno convincente che egli stesso aveva indicato ai Giudei della sua divina missione. Essa è così essenziale alla nostra felicità eterna, che Paolo dichiara: "Se Cristo non è risuscitato, vana è la vostra fede, voi siete ancora nei vostri peccati. Quelli adunque ancora che dormono in Cristo son periti" 1Corinzi 15:17-18. Ben a ragione adunque Giovanni consacra i due ultimi capitoli del suo Vangelo a riferirci varie apparizioni del Signore, dopo la sua risurrezione.

Riferimenti incrociati:

Giovanni 19:41

Giov 20:15; 2Re 23:30; Is 22:16; Mat 27:60,64-66; Lu 23:53

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