Nuova Riveduta:

Giovanni 1:13

i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio.

C.E.I.:

Giovanni 1:13

i quali non da sangue,
né da volere di carne,
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.

Nuova Diodati:

Giovanni 1:13

i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio.

Bibbia della Gioia:

Giovanni 1:13

Chi crede in questo, nasce di nuovo. Non si tratta di una rinascita fisica, risultante da un progetto dell'uomo, o dalla sua passione, ma di una nascita spirituale per volontà di Dio.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Giovanni 1:13

i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma son nati da Dio.

Diodati:

Giovanni 1:13

i quali, non di sangue, nè di volontà di carne, nè di volontà d'uomo, ma son nati di Dio.

Commentario:

Giovanni 1:13

13. I quali, non di sangue, né di volontà di carne, né di volontà d'uomo, ma son nati da Dio

Si è discusso molto (e assai inutilmente) se il pronome "i quali" con cui principia questo versetto si riferisce a "figliuoli di Dio", o a "i quali credono nel suo nome", del ver. precedente, perché, il soggetto è il medesimo in ambo i casi, poiché, la clausola: "i quali credono nel suo nome", non è che la spiegazione del titolo "figliuoli di Dio". In questo versetto, continuazione del precedente, l'Evangelista spiega in qual modo i "figliuoli di Dio" divengono partecipi di così alto privilegio, e ciò egli fa, mostrando che in quella filiazione Dio opera, non l'uomo. Le tre negazioni: "non di sangue, né di volontà di carne, né di volontà d'uomo" escludono ogni possibile supposizione che l'uomo abbia parte attiva qualsiasi nella nuova nascita. Molte spiegazioni diverse sono state date di queste negazioni; alcuni asseriscono che "sangue", (al plurale), indica qui la generazione casuale ordinaria, e che i due termini seguenti non sono che una amplificazione di quella idea; altri considerano ogni negazione come distinta, e danno a ciascuna un senso diverso. (Chi desidera maggiori particolari sa queste spiegazioni le troverà nel Commento di Lange sopra Giovanni). Il senso preferibile, a parer nostro, di queste tre negazioni è il seguente: il " sangue". Lo intendiamo della discendenza da una prosapia illustre, quale quella di cui menavano vanto i Giudei, dicendosi il popolo peculiare di Dio, perché, figli del santo Abrahamo Giovanni 8:33, e la lezione che ne dobbiamo ricavare si è che l'esser figliuoli di Dio non è una distinzione ereditaria, posseduta, di generazione in generazione, da una razza speciale. In Cristo Gesù, "non vi è Greco e Giudeo, circoncisione e incirconcisione, servo e franco" Colossesi 3:11. Iddio può di queste pietre far sorgere de figliuoli ad Abrahamo Matteo 3:9. La "volontà della carne" abbraccia tutto quanto appartiene alla generazione umana; e il pensiero dell'Evangelista è evidentemente che, siccome "la carne", ossia la natura umana, dopo la caduta, si è corrotta e allontanata da Dio, egli è affatto impossibile che i genitori trasmettano ai figli questa vita spirituale, insieme alla vita ordinaria. "Chi può trarre una cosa immonda da una immonda? Niuno" Giobbe 14:4. L'ultima delle negazioni di questo versetto è: "né di volontà d'uomo", e il senso sembra esserne che nessuno sforzo di mera volontà dell'uomo, esercitato sopra un suo simile, fosse pure suo figlio o parente più prossimo può produrre questa nuova nascita, e impiantare la vita spirituale nell'anima. Possiamo, con un grande sforzo di volontà, imporre un sistema di educazione, delle abitudini, perfino dei modi di pensare a quelli che dipendono da noi, ma i nostri sforzi sono impotenti ad impiantare la vita spirituale. Quante volte parenti religiosi hanno sperimentato questa verità nel caso dei loro bambini figliuoli! Nulla desiderano più ardentemente, che di saperli figliuoli di Dio in Cristo Gesù; a questo tendono le loro preghiere, i loro sforzi, il loro esempio; ma finche, i nostri figli non sono efficacemente chiamati dallo Spirito Santo, la volontà dell'uomo è impotente. "Non per esercito, né per forza; ma per lo mio Spirito, dice il Signore" è vero di questo come dell'impresa di. Zaccaria 4:6. Non si perdano però di animo i genitori, i maestri, i ministri, se i loro sforzi e le loro preghiere sembrano tornare inutili per un tempo, perché, lo Spirito di Dio si serva generalmente di questi mezzi esterni, per impiantare la nuova vita in qualsiasi cuore. Avendo così chiaramente ripudiato l'idea che la decaduta natura umana possa in qualsiasi modo produrre la nuova nascita, nell'ultima clausola del versetto, egli chiude con forza l'antitesi, colle parole:

ma son nati da Dio

Queste parole ci dicono qual sia la vera filiazione da Dio, e spiegano: "figliuoli di Dio" del vers. precedente. I credenti han diritto ad esser figli di Dio in virtù di una vera filiazione spirituale, essendo generati da Dio stesso, per opera dello Spirito Santo Giovanni 3:5, mediante la strumentalità della sua parola vivificante 1Pietro 1:23. Né un ministro consacrato, né qualsiasi altra persona può conferire la grazia ai peccatori; l'uomo è impotente a rigenerare i cuori. I credenti divengono quel che sono solamente e unicamente per la grazia di Dio. Stiamo attenti a non interpretare le parole: "i quali sono nati", come se la nuova nascita fosse un cambiamento che accadesse nell'uomo solo dopo che egli ha creduto in Cristo, e fosse il primo passo dopo la fede. La fede che salva e la rigenerazione sono inseparabili. Dal momento che un uomo crede realmente in Cristo, per quanto debole la sua fede, egli è nato da Dio, Dove c'è la fede, c'è sempre la nuova nascita; ma dove la fede non esiste, non esiste neppure la rigenerazione.

PASSI PARALLELI

Giovanni 3:3,5; Giacomo 1:18; 1Pietro 1:3,23; 2:2; 1Giovanni 3:9; 4:7; 5:1,4,18

Giovanni 8:33-41; Matteo 3:9; Romani 9:7-9

Genesi 25:22,28; 27:4,33; Romani 9:10-16

Salmi 110:3; Romani 9:1-5; 10:1-3; 1Corinzi 3:6; Filippesi 2:13; Giacomo 1:18

Giovanni 3:6-8; Tito 3:5; 1Giovanni 2:28-29

Riferimenti incrociati:

Giovanni 1:13

Giov 3:3,5; Giac 1:18; 1P 1:3,23; 2:2; 1G 3:9; 4:7; 5:1,4,18
Giov 8:33-41; Mat 3:9; Rom 9:7-9
Ge 25:22,28; 27:4,33; Rom 9:10-16
Sal 110:3; Rom 9:1-5; 10:1-3; 1Co 3:6; Fili 2:13; Giac 1:18
Giov 3:6-8; Tit 3:5; 1G 2:28,29

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