Nuova Riveduta:

Giovanni 1:29

Mt 3:13-17; Gv 3:28-36
Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!

C.E.I.:

Giovanni 1:29

Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!

Nuova Diodati:

Giovanni 1:29

Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!

Bibbia della Gioia:

Giovanni 1:29

Il giorno dopo, Giovanni vide Gesù venirgli incontro e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!

La Parola è Vita
Copyright © 1981, 1994 di Biblica, Inc.®
Usato con permesso. Tutti i diritti riservati in tutto il mondo.

Riveduta:

Giovanni 1:29

Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva a lui, e disse: Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!

Diodati:

Giovanni 1:29

Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva a lui, e disse: Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo.

Commentario:

Giovanni 1:29

Giovanni 1:29-34. TESTIMONIANZA DI GIOVANNI A GESÙ DINANZI AI SUOI DISCEPOLI, E ALLA FOLLA

29. Il giorno seguente (quello in cui la deputazione del Sinedrio avealo interrogato), Giovanni vide Gesù che veniva a lui e disse:

Il giorno prima, guidato dallo Spirito, egli aveva detto solamente che colui che non era degno di rendere i più umili servigi, trovavasi nella folla; ma ora, vedendo avvicinarsi Gesù, lo addita ai suoi discepoli e alla moltitudine chiamando la loro attenzione su di lui colla esortazione: ecco! Notate quell'uomo, perciocché egli è colui che io vi ho annunziato. Era naturale e conveniente, che dopo la sua prova, e al momento di esordire nel suo ministero di Redentore, Gesù tornasse a Giovanni per dargli l'occasione di compiere fino in fine la sua missione di araldo, presentando ad Israele la persona stessa del Messia. "È, pure probabile", dice Godet, "che il Signore tornò da Giovanni, perché sapeva di trovar fra i suoi discepoli quelli che potevano aiutarlo a spargere la buona novella del suo regno".

Ecco l'Agnello di Dio,

Alcuni suppongono che nella conversazione che passò fra Giovanni e Gesù dopo il battesimo Matteo 3:14-15, il Signore abbia fatto al suo Precursore tali rivelazioni da giustificare il titolo che egli dà quivi a Cristo. Preferiamo credere che questo annunzio col quale Giovanni chiude il suo ministero, fu messo sulle sue labbra dallo Spirito di rivelazione. Questo titolo era il tempo stesso famigliare e pregno di significato, soprattutto se ad esso si uniscono le parole che lo seguono immediatamente e proclamano rimosso il peccato. Eravi l'agnello ucciso e mangiato in ogni casa d'Israele alla Pasqua, in ricordo del riscatto dalla morte nella terra di Egitto; eravi l'agnello ucciso mattina e sera nel Santuario (due ogni volta il Sabato), come sacrificio per il peccato Esodo 29:38-39; Numeri 28:3-10; eravi la nota profezia di Isaia 53 (da tutti i vecchi Commentatori ebrei considerata come messianica), dove Colui "che è stato ferito per i nostri misfatti e fiaccato per le nostre iniquità, e sopra cui è stato il gastigamento della nostra pace", ci vien mostrato "menato all'uccisione come un agnello, e come una pecora mutola davanti a quelli che la tosano" Giovanni 5:7. Si obietta che, in questa profezia, l'agnello è citato solo come esempio di mansuetudine e di dolcezza; ma è impossibile non tener conto del fatto che Colui di cui l'agnello è emblema, secondo la profezia medesima "ha posto l'anima sua per sacrificio per la colpa" Giovanni 1:10, "ha esposto l'anima sua alla morte" Giovanni 1:12, "è stato annoverato coi trasgressori" e "ha portato il peccato di molti" (ibid.). E probabile che lo Spirito avesse in vista tutti questi fatti complessivamente, allorquando mise sulle labbra del Battista quel titolo del Salvatore, che il nostro Evangelista ripete così spesso nell'Apocalisse. "L'AGNELLO" dà qui, in modo non dubbio, alla morte di Cristo il carattere di sacrificio. Di più, egli non è descritto solamente come un agnello, bensì come "l'Agnello di Dio." È un ebraismo ben riconosciuto il chiamare le cose grandi, mirabili, indescrivibili, "cose di Dio" 1Samuele 14:15; Salmi 65:9; Genesi 13:10; Isaia 51:3; Ezechiele 31:8-9, e alcuni, prendendo questa espressione in tal senso leggono: "quel grande, eminente, eccellentissimo Agnello". Questo è vero; ma v'ha di più. Le parole "di Dio" hanno qui un senso enfatico, e c'invitano a considerare questo Agnello come quello che è stato da Dio stesso preparato fin da ogni eternità, e che egli aveva promesso di mandare a morire in terra per i peccatori; come quello che gli era caro e prezioso, perché solo poteva dar soddisfazione per il peccato, secondo il piano della salute. "Chiamandolo l'Agnello di Dio, Giovanni lo addita come l'unico sacrificio espiatorio, da Dio preordinato, da Dio reso perfetto, da Dio accettato" (Brown). Con questo titolo speciale "l'Agnello di Dio", il Santo Spirito volle insegnarci pure che tutti i sacrifici soliti offrirsi dai Giudei, sotto la legge, erano impotenti ad espiare il peccato, erano mere figure, la cui sostanza è rivelata solo in Cristo.

che toglie il peccato del mondo

Vi sono due parole in Greco per indicare l'atto di Cristo nel far propiziazione per noi: una è ha portato 1Pietro 2:24; l'altra che toglie, qui e 1Giovanni 3:5. La parola Ebraica corrispondente nasa ha i due sensi, cioè prendere su se stesso, divenire responsabile per, e togliere il peccato e procurare perdono. Entrambe queste idee si ritrovavano nel rito del capro espiatorio Azazel, nel giorno della espiazione; il peccato d'Israele veniva dal sacerdote figurativamente posto sopra esso; quindi carico di quel peccato, era condotto fuori in terra solitaria Levitico 16:21-22. Esse si trovano pure tutte e due nella parola di questo versetto, imperocché, per togliere il pondo del peccato da quelli sui quali esso grava, Cristo deve prenderlo su di se, e si fu il prendere definitivamente su di sé, quel carico doloroso che strappò perfino alla sua immacolata umanità il grido di angoscia: "Padre mio, se egli è possibile, trapassi da me questo calice" Matteo 26:39. Questa espressione "che toglie", ecc. è una fra le molte che ci presentano la grande verità, così spesso ripetuta nelle Scritture, che la morte di Cristo fu un sacrificio vicario per il peccato 2Corinzi 5:21; Galati 3:13; 1Pietro 2:24; 1Giovanni 3:5. Essa c'insegna che, mediante la efficacia del suo sacrificio, offerto una volta per sempre, Gesù continuamente toglie dal suo popolo il suo peccato. Giovanni parla qui di peccato al singolare, per indicare la corruzione comune a tutti gli uomini, mentre così ci dà pure l'idea del peso collettivo messo sull'Agnello e della universale efficacia del suo gran sacrificio. Questa idea è resa più chiara ancora dalle parole che seguono: "il peccato del mondo". I Giudei credevano che tutti i benefizi che il Messia porterebbe con se sarebbero rigorosamente confinati alla loro nazione; ma Giovanni, in presenza del Messia e nell'atto di introdurlo nell'opera sua corregge questa gretta nozione, e dichiara che del benefizio della salvazione può godere ogni uomo "Giudeo o Gentile, barbaro o Scita, libero o franco". Lungi dall'esser la salute confinata in un popolo speciale, o in un paese qualsiasi del globo, in ogni luogo, dovunque vi sono peccatori schiacciati sotto il peso delle loro colpe, essi hanno solo da guardare a lui per esser salvi 1Giovanni 2:2. In questa universalità della salute viene adempiuta non solo la promessa fatta ad Abrahamo: "tutto le nazioni della terra saranno benedette in te" Genesi 12:3, ma pure quella più antica fatta ad Adamo, prima dell'esilio dall'Eden, che "la progenie della donna triterà il capo del serpente" Genesi 3:15.

PASSI PARALLELI

Giovanni 1:36; Genesi 22:7-8; Esodo 12:3-13

Numeri 28:3-10; Isaia 53:7; Atti 8:32; 1Pietro 1:19; Apocalisse 5:6,8,12-13; 6:1,16

Apocalisse 7:9-10,14,17; 12:11; 13:8; 14:1,4,10; 15:3; 17:14; 19:7,9

Apocalisse 21:9,14,22-23,27; 22:1-3

Isaia 53:11; Osea 14:2; Matteo 20:28; Atti 13:39; 1Corinzi 15:3; 2Corinzi 5:21; Galati 1:4

Galati 3:13; 1Timoteo 2:6; Tito 2:14; Ebrei 1:3; 2:17; 9:28; 1Pietro 2:24; 3:18

1Giovanni 2:2; 3:5; 4:10; Apocalisse 1:5

Esodo 28:38; Levitico 10:17; 16:21-22; Numeri 18:1,23

Riferimenti incrociati:

Giovanni 1:29

Giov 1:36; Ge 22:7,8; Eso 12:3-13; Nu 28:3-10; Is 53:7; At 8:32; 1P 1:19; Ap 5:6,8,12,13; 6:1,16; 7:9,10,14,17; 12:11; 13:8; 14:1,4,10; 15:3; 17:14; 19:7,9; 21:9,14,22,23,27; 22:1-3
Is 53:11; Os 14:2; Mat 20:28; At 13:39; 1Co 15:3; 2Co 5:21; Ga 1:4; 3:13; 1Ti 2:6; Tit 2:14; Eb 1:3; 2:17; 9:28; 1P 2:24; 3:18; 1G 2:2; 3:5; 4:10; Ap 1:5
Eso 28:38; Lev 10:17; 16:21,22; Nu 18:1,23

Dimensione testo:


Visualizzare un brano della Bibbia

Aiuto Aiuto per visualizzare la Bibbia

Ricercare nella Bibbia

Aiuto Aiuto per ricercare la Bibbia

Ricerca avanzata