Nuova Riveduta:

Giovanni 2:1

Primo miracolo a Cana
(Mt 22:2; Ap 19:9)(Gv 5:36; At 10:38) Mt 9:15
Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea, e c'era la madre di Gesù.

C.E.I.:

Giovanni 2:1

Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù.

Nuova Diodati:

Giovanni 2:1

Le nozze di Cana; l'acqua mutata in vino
Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e la madre di Gesù si trovava là.

Bibbia della Gioia:

Giovanni 2:1

Le nozze di Cana: primo miracolo di Gesù.
Due giorni dopo, la madre di Gesù fu invitata ad un matrimonio nel villaggio di Cana, in Galilea.

La Parola è Vita
Copyright © 1981, 1994 di Biblica, Inc.®
Usato con permesso. Tutti i diritti riservati in tutto il mondo.

Riveduta:

Giovanni 2:1

Le nozze di Cana
Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e c'era la madre di Gesù.

Diodati:

Giovanni 2:1

E TRE giorni appresso, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e la madre di Gesù era quivi.

Commentario:

Giovanni 2:1

CAPO 2 - ANALISI

1. Le nozze di Cana, il primo miracolo di Cristo. Da Betabara a Nazaret, Gesù impiegò due giorni compreso quello della partenza. Lì trovò la madre ed i fratelli: ebbe l'invito alle nozze di Cana, e al terzo giorno partì per quel villaggio posto alcune miglia a Nord, colla madre, gli altri membri della famiglia dei discepoli. Mediante la sua presenza a quelle nozze e il miracolo che vi compì, Gesù suggellò il matrimonio come uno stato onorevole e santo. Dall'intimità di Maria con questa famiglia par probabile che fossero parenti. Le nozze, anche dei più poveri, duravan sette giorni; non è dunque probabile che la provvista di vino fosse così scarsa da durare appena per i primi giorni; dobbiam perciò credere che Gesù arrivò solo in sul finir delle feste, quando il vino era pressoché tutto bevuto, e la presenza di non pochi nuovi convitati doveva rendere difficile la posizione dell'ospite. Maria comunicò subito a Gesù le loro difficoltà; ma egli, con rispettosa fermezza, ripudiò il suo intervento, dandole al tempo stesso a conoscere quali dovevano essere i loro rapporti da quell'ora in poi. Giunto il momento, comandò ai servi di riempire d'acqua sei grandi vasi, e quando quest'acqua fu attinta e presentata a colui che dirigeva la festa, si trovò che, per la potenza miracolosa di Cristo, era stata mutata in vino. L'attestazione di questo miracolo, per parte di quelli che aveano riempito i vasi, e di colui che, avendo assaggiato il vino, lo trovò migliore di quello fino allora bevuto, fu completa ed innegabile. Questo fatto ci è riferito da Giovanni come il primo di una serie di miracoli mediante i quali Gesù Cristo fece risplendere la gloria della sua divinità, e fortificò potentemente la fede dei discepoli che già avevano cominciato a credere in lui come Messia Giovanni 2:1-11.

2. Breve visita a Capernaum. Da Cana Gesù tornò probabilmente a Nazaret, e di lì, colla famiglia e i cinque discepoli, scese a Capernaum per quale scopo, l'Evangelista non lo dice; forse fu per prepararvi il trasferimento della famiglia. Non è probabile che Gesù compiesse in questa occasione, i miracoli che eccitarono l'ira degli abitanti di Nazaret, poiché questa visita non durò più di tre giorni. Si avvicinava la Pasqua che reclamava la sua presenza in Gerusalemme non solo per ubbidire alla legge di Mosè, ma per cominciarvi il suo pubblico ministero Giovanni 2:12.

3. Prima visita officiale di Cristo a Gerusalemme e prima purificazione del tempio. Si calcola che la prima Pasqua, dopo il battesimo di Gesù, fu quella dell'anno 27 dell'era nostra. Giovanni non ci dice che i cinque discepoli accompagnassero il Signore a Gerusalemme; ma le parole di Giovanni 2:17,22 rendono la cosa quasi certa. Conveniva che il ministero pubblico del Messia principiasse nella Giudea, nella Santa Città e più specialmente nel Tempio. Fu probabilmente nel pomeriggio della vigilia di Pasqua (Vedi Nota Luca 22:7), al momento in cui ogni famiglia in Gerusalemme e in tutto il paese era occupata nel ripulire la propria casa da ogni vestigio di lievito, che il Figliuol di Dio si presentò nella Casa di suo Padre, affin di adempiervi il medesimo uffizio. Egli trovò il cortile esterno (il cortile dei Gentili), cambiato in un vero e proprio mercato ove vendevano gli animali per i sacrifici, e cambiavano le monete romane in monete giudaiche. Una tal profanazione accese il suo, sdegno. Senza dubbio egli l'aveva osservata già in altre sue visite a Gerusalemme; ma allora non era venuto per lui il momento di agire; oggi egli viene per fare la volontà del Padre che lo ha mandato, e con una frusta di cordicella, simbolo di autorità, piuttosto che strumento di castigo, scaccia mercanti ed animali, senza che alcuno si faccia ardite di resistere all'autorevole suo comando: "Non fate della casa di mio Padre una casa di mercato". Un atto consimile egli lo compì verso la fine del suo ministero Matteo 21:12; Marco 11:15; Luca 19:45; ma come lo compì questa volta, fu una proclamazione aperta della sua divina autorità, al tempo stesso che una pubblica riprovazione della malvagia condotta dei sacerdoti e dei rettori d'Israele nel permettere una tal profanazione del tempio di Dio. Benché la sua condotta debba avere destato la sorpresa universale, nessuna misura ostile fu presa contro di lui, forse perché i rettori sentivano in coscienza che egli aveva ragione. Si limitarono a chiedergli "un segno", della sua autorità divina, al che egli diede una risposta enigmatica, ricordata poi dal Sinedrio mentre lo giudicava Matteo 26:61; da gli schernitori intorno alla croce Matteo 27:40, e dai suoi discepoli, nel suo vero senso, dopo la risurrezione dai morti Giovanni 2:22. Benché il Signore ricusasse di dare un segno ai rettori de Giudei, diede, durante i giorni della festa, amplissime prove della sua divina potenza ed autorità, mediante i miracoli che compiè, e molti credettero in lui. Ma siccome la loro fede riposava unicamente su miracoli che avevano veduti, e non sopra l'intelligenza morale delle sue opere, l'Evangelista soggiunge "ch'egli conoscendo tutti, non fidava loro sé stesso" e (coll'eccezione di Nicodemo) non strinse con nessuno in Gerusalemme le strette relazioni che lo univano ai suoi discepoli di Galilea Giovanni 2:13-25.

Giovanni 2:1-11. IL PRIMO MIRACOLO DI CRISTO ALLE NOZZE DI CANA IN GALILEA, E LA BREVE SUA VISITA A CAPERNAUM

1. E, tre giorni appresso,

Lett. al terzo giorno, contando dall'ultima data mentovata Giovanni 1:42, quando Filippo fu chiamato, e Gesù partì da Betabara per tornare in Galilea. Il viaggio prese probabilmente la parte migliore di due giorni, e verso la fine della seconda giornata, Gesù giunse in Nazaret, partendone la mattina seguente colla madre, la famiglia e i discepoli affin di prendere parte a delle nozze.

si fecero delle nozze in Cana di Galilea;

Non mancano le leggende fantastiche sulla famiglia in cui si fecero queste nozze; non perderemo tempo però a riferirle; la sola cosa certa è il luogo dove dimorava. Due villaggi attualmente esistenti si disputano l'onore di esser questo Cana, cioè Kefr-Kenna, circa un'ora e mezza al nord di Nazaret, sopra una delle strade che conducono a Tiberiade; e Kana Jelil, che si trova tre ore a Nord-Ovest di Nazaret, vicino al villaggio di Sefúriyeh (l'antica Sepporis). Le tradizioni in favore del primo sono recenti invenzioni fratesche, di cui non c'è traccia prima della metà del sedicesimo secolo, mentreché, oltre alla perfetta identità del nome, una serie di viaggiatori, da Seawulf, (A. D. 1103), in giù, rendono testimonianza, in favore di Kana Jelil. Il diligente esploratore americano Robertson si pronunzia chiaramente in questo senso, e il suo concittadino Thomson, benché un pò a malincuore, confessa che egli ha ragione. In entrambi quei villaggi si trovano frammenti moderni di orci di terra cotta, ma nessuna traccia di pile di pietra.

e la madre di Gesù era quivi

Giovanni non mentova mai Maria per nome; né la chiama mai Vergine, ma sempre la "Madre di Gesù", forse, a motivo del rispetto che nutriva per lei, osserva Brown, soprattutto dopo che l'ebbe ricevuta in casa sua Giovanni 19:27. Non essendoci verbo della presenza di Giuseppe, marito di Maria, alle nozze di Cana (e invero il suo nome è ricordato per l'ultima volta in occasione della prima visita di Gesù al tempio in età di dodici anni), si crede che fosse morto, benché le parole di quei di Nazaret, più tardi, rendano la cosa incerta (Confr. Giovanni 6:42; Matteo 13:55; Luca 4:22).

PASSI PARALLELI

Giovanni 1:43

Genesi 1:27-28; 2:18-25; Salmi 128:1-4; Proverbi 18:22; 19:14; 31:10-12

Efesini 5:30-33; 1Timoteo 4:1-3; Ebrei 13:4

Giovanni 4:46; 21:2; Giosuè 19:28

Riferimenti incrociati:

Giovanni 2:1

Giov 1:43
Ge 1:27,28; 2:18-25; Sal 128:1-4; Prov 18:22; 19:14; 31:10-12; Ef 5:30-33; 1Ti 4:1-3; Eb 13:4
Giov 4:46; 21:2; Gios 19:28

Dimensione testo:


Visualizzare un brano della Bibbia

Aiuto Aiuto per visualizzare la Bibbia

Ricercare nella Bibbia

Aiuto Aiuto per ricercare la Bibbia

Ricerca avanzata