Nuova Riveduta:

Giovanni 2:23

Gr 17:9-10; Eb 4:12-13; Ap 2:23
Mentre egli era in Gerusalemme, alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i segni miracolosi che egli faceva.

C.E.I.:

Giovanni 2:23

Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti, vedendo i segni che faceva, credettero nel suo nome.

Nuova Diodati:

Giovanni 2:23

Ora, mentre egli si trovava in Gerusalemme alla festa della Pasqua, molti credettero nel suo nome vedendo i segni che faceva,

Bibbia della Gioia:

Giovanni 2:23

Per i miracoli che Gesù fece a Gerusalemme, durante le feste di Pasqua, molte persone si convinsero che era davvero lui il Messia.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Giovanni 2:23

Mentr'egli era in Gerusalemme alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch'egli faceva.

Diodati:

Giovanni 2:23

ORA, mentre egli era in Gerusalemme nella pasqua, nella festa, molti credettero nel suo nome, veggendo i suoi miracoli ch'egli faceva.

Commentario:

Giovanni 2:23

23. Ora, mentre egli era in Gerusalemme (ma non più nel tempio), nella pasqua, nella festa, molti credettero nel suo nome, veggendo i suoi miracoli ch'egli faceva

Le parole: "nella festa", indicano l'intero periodo di sette giorni della pasqua. Che Gesù operasse in quei giorni molti segni, ce ne rendono testimonianza Giovanni qual testimone oculare; i molti che da quei miracoli furono costretti a riconoscerlo come Messia; Nicodemo, il quale li proclama appieno convincenti Giovanni 3:2; e i Galilei che erano stati in Gerusalemme per quella festa Giovanni 4:45; eppure, strano a dirsi, nemmeno uno di quei miracoli è qui ricordato o descritto. Sono da mettersi assieme ai "molti altri miracoli", mentovati in Giovanni 20:30. Questo ricordare solo incidentalmente tanti miracoli è una prova innegabile che lo scopo di Giovanni era diverso da quello dei Sinottici, e che egli non si propose di tramandarci un racconto completo di tutto ciò che egli sapeva. Le parole "credettero nel suo nome", implicano che Gesù fu da quei tali ritenuto come il Messia dei loro sogni carnali, senza che mettessero nella sua persona una fiducia ben profonda. Non credettero in lui, ma nel suo nome come Cristo. La loro fede era basata sui miracoli dei quali erano testimoni, ma senza entrare molto addentro nel loro senso profondo. Era una risposta data nell'impulso del momento, non basata sopra, alcuna preparazione antecedente, né risultante da una forte convinzione. Era fede di gran lunga inferiore a quella dei discepoli la cui storia ci è narrata alla fine del capitolo 1; questi ultimi, dall'insegnamento del Battista, erano stati preparati ad una vera conoscenza di Cristo, senza l'aiuto dei miracoli. "Il rapporto fra l'aoristo ed il participio presente caratterizza la loro fede, come essendo poco più durevole della vista, e ciò perché non aveva nulla d'intimo e di morale, ma risultava unicamente dal sentimento di meraviglia che svegliavano in essi i miracoli di Gesù" (Godet).

PASSI PARALLELI

Giovanni 3:2; 6:14; 7:31; 8:30-31; 12:42-43; Matteo 13:20-21; Marco 4:16-17; Luca 8:13

Galati 5:6; Efesini 3:16-17; Giacomo 2:19-20

Riferimenti incrociati:

Giovanni 2:23

Giov 3:2; 6:14; 7:31; 8:30,31; 12:42,43; Mat 13:20,21; Mar 4:16,17; Lu 8:13; Ga 5:6; Ef 3:16,17; Giac 2:19,20

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