Nuova Riveduta:

Giovanni 7:17

Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio.

C.E.I.:

Giovanni 7:17

Chi vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso.

Nuova Diodati:

Giovanni 7:17

Se qualcuno vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, oppure se io parlo da me stesso.

Bibbia della Gioia:

Giovanni 7:17

Se qualcuno di voi è pronto a fare la volontà di Dio, s'accorgerà senza dubbio se ciò che v'insegno viene da Dio o semplicemente da un mio punto di vista.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Giovanni 7:17

Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio.

Diodati:

Giovanni 7:17

Se alcuno vuol far la volontà d'esso, conoscerà se questa dottrina è da Dio, o pur se io parlo da me stesso.

Commentario:

Giovanni 7:17

17. Se alcuno vuol far la volontà d'esso, conoscerà se questa dottrina è da Dio, oppur se io parlo da me stesso.

Gesù continua indicando un metodo sicuro, di provare se la sua dottrina originava da lui, o proveniva da Dio, giusta la sua asserzione. Chiunque desidera onestamente di piacere a Dio, lett. chi vuol far la sua volontà, secondo la conoscenza che egli può avere dei voler di Dio, troverà la dottrina di Cristo talmente appropriata alla sua condizione, talmente utile per illuminare la sua mente, talmente giovevole nei suoi dubbi e nelle sue difficoltà, così corrispondente alle sue aspirazioni, così consolante, così apportatrice di vita, da doverla riconoscere come evidentemente divina. Come il figlio riconosce subito la voce del padre, così quelli la cui volontà è decisa a far la volontà di Dio, e che vivono in armonia coi voleri e coi propositi di Dio, riconoscon, nell'insegnamento di Cristo, la voce di Dio stesso. Il principio qui stabilito è molto importante. Gesù c'insegna che la chiara conoscenza deriva dalla onesta ubbidienza, e che non dobbiamo sperare di farci idee precise della verità divina, se non mettiamo in pratica quello che già ne conosciamo. Vivendo secondo i lumi che abbiamo, avremo luce sempre maggiore Salmi 112:4. D'altra parte ci viene insegnato che la mancanza di quel desiderio integro di servire a Dio, sia che ce ne accorgiamo o no, è la causa precipua della incredulità, che purtroppo regna ancora, a dispetto della luce della religione rivelata. Alcuni scrittori prendono il "far la volontà di Dio", in un senso più esteso che non sia il mero ideale morale prescritto dalla legge, e riconosciuto dalla coscienza. Per "far la volontà di Dio", essi dicono che si deve credere in Cristo, aver cuori nuovi nei quali regni la grazia, e via discorrendo; infatti, secondo essi, Cristo direbbe qui: "Se alcuno vuol divenire un vero credente e un uomo convertito, allora egli conoscerà se questa dottrina ecc. Questo è innegabile; ma è forse un estender le parole di Cristo al di là della sua intenzione, e al tempo stesso restringere il cerchio di coloro ai quali è destinato questo benefizio. Secondo noi, lo scopo di Cristo era semplicemente di incoraggiare l'onesto e sincero ricercatore di verità, accertandolo che, mediante lo sforzo stesso di far la volontà di Dio, egli avrebbe tali prove interne della verità della sua dottrina, da rimanerne soddisfatto e convinto.

PASSI PARALLELI

Giovanni 1:46-49; 8:31-32,43,47; Salmi 25:8-9,12; 119:10,101-102; Isaia 35:8

Geremia 31:33-34; Osea 6:3; Michea 4:2; Malachia 4:2; Matteo 6:22; Luca 8:15; Atti 10:1-6

Atti 11:13-14; 17:11; Filippesi 3:15-16

Riferimenti incrociati:

Giovanni 7:17

Giov 1:46-49; 8:31,32,43,47; Sal 25:8,9,12; 119:10,101,102; Is 35:8; Ger 31:33,34; Os 6:3; Mic 4:2; Mal 4:2; Mat 6:22; Lu 8:15; At 10:1-6; 11:13,14; 17:11; Fili 3:15,16

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