Nuova Riveduta:

Isaia 49:1-7

Il Salvatore d'Israele e delle nazioni
(Is 42:1-7; 53:1-3; 52:13-15)(Lu 1:31; 2:30-32; At 13:46-47)
1 Isole, ascoltatemi!
Popoli lontani, state attenti!
Il SIGNORE mi ha chiamato fin dal seno materno,
ha pronunciato il mio nome fin dal grembo di mia madre.
2 Egli ha reso la mia bocca come una spada tagliente,
mi ha nascosto nell'ombra della sua mano;
ha fatto di me una freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua faretra,
3 e mi ha detto: «Tu sei il mio servo, Israele,
per mezzo di te io manifesterò la mia gloria».
4 Ma io dicevo: «Invano ho faticato;
inutilmente e per nulla ho consumato la mia forza;
ma certo, il mio diritto è presso il SIGNORE,
la mia ricompensa è presso il mio Dio».
5 Ora parla il SIGNORE
che mi ha formato fin dal grembo materno per essere suo servo,
per ricondurgli Giacobbe,
per raccogliere intorno a lui Israele;
io sono onorato agli occhi del SIGNORE,
il mio Dio è la mia forza.
6 Egli dice: «È troppo poco che tu sia mio servo
per rialzare le tribù di Giacobbe
e per ricondurre gli scampati d'Israele;
voglio fare di te la luce delle nazioni,
lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra».
7 Così parla il SIGNORE, il Redentore, il Santo d'Israele,
a colui che è disprezzato dagli uomini, detestato dalla nazione,
schiavo dei potenti:
«Dei re lo vedranno e si alzeranno;
dei prìncipi pure e si prostreranno,
a causa del SIGNORE che è fedele,
del Santo d'Israele che ti ha scelto».

1Corinzi 1:1-9

(At 18:1-18; 20:3)(1Ti 3:14-16)
Saluti e rendimento di grazie
Ro 1:1-7; Gd 1-2; At 18
1 Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sostene, 2 alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati santi, con tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore loro e nostro: 3 grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo.

(Fl 1:3-6; Cl 1:3-6) cfr. Ro 5:1-2; Ef 1:3-14
4 Io ringrazio sempre il mio Dio per voi, per la grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù; 5 perché in lui siete stati arricchiti di ogni cosa, di ogni dono di parola e di ogni conoscenza, 6 essendo stata confermata tra di voi la testimonianza di Cristo; 7 in modo che non mancate di alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. 8 Egli vi renderà saldi sino alla fine, perché siate irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. 9 Fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, nostro Signore.

Giovanni 1:29-42

Mt 3:13-17; Gv 3:28-36
29 Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! 30 Questi è colui del quale dicevo: "Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me". 31 Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acqua». 32 Giovanni rese testimonianza, dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui. 33 Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare in acqua, mi ha detto: "Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quello che battezza con lo Spirito Santo". 34 E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figlio di Dio».
35 Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli; 36 e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l'Agnello di Dio!» 37 I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. 38 Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: «Che cercate?» Ed essi gli dissero: «Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?» 39 Egli rispose loro: «Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora.

I primi discepoli
Mr 1:16-20; Lu 5:1-11; Gv 6:37 (Mt 4:18-22; 9:9) Sl 112:4
40 Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito Giovanni e avevano seguito Gesù. 41 Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» (che, tradotto, vuol dire Cristo); 42 e lo condusse da Gesù. Gesù lo guardò e disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa» (che si traduce «Pietro»).

Salmi 40:1-12

Lode a Dio per il suo intervento
Eb 10:1-14; Sl 70
1 Al direttore del coro. Di Davide. Salmo.
Ho pazientemente aspettato il SIGNORE,
ed egli si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido.
2 Mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione,
dal pantano fangoso;
ha fatto posare i miei piedi sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi.
3 Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico
a lode del nostro Dio.
Molti vedranno questo e temeranno,
e confideranno nel SIGNORE.
4 Beato l'uomo che ripone nel SIGNORE la sua fiducia,
e non si rivolge ai superbi né a chi segue la menzogna!
5 O SIGNORE, Dio mio, hai moltiplicato i tuoi prodigi e i tuoi disegni in nostro favore;
nessuno è simile a te.
Vorrei raccontarli e proclamarli,
ma sono troppi per essere contati.
6 Tu non gradisci né sacrificio né offerta;
m'hai aperto gli orecchi.
Tu non domandi né olocausto né sacrificio per il peccato.
7 Allora ho detto: «Ecco, io vengo!
Sta scritto di me nel rotolo del libro.
8 Dio mio, desidero fare la tua volontà,
la tua legge è dentro il mio cuore».
9 Ho proclamato la tua giustizia nella grande assemblea;
ecco, io non tengo chiuse le mie labbra;
o SIGNORE, tu lo sai.
10 Non ho tenuto nascosta la tua giustizia nel mio cuore;
ho raccontato la tua fedeltà e la tua salvezza;
non ho celato la tua benevolenza
né la tua verità alla grande assemblea.
11 Tu, o SIGNORE, non rifiutarmi la tua misericordia;
la tua bontà e la tua verità mi custodiscano sempre!
12 Poiché mali innumerevoli mi circondano;
i miei peccati mi pesano
e non posso più guardarli.
Sono più numerosi dei capelli del mio capo
e il mio cuore vien meno!

C.E.I.:

Isaia 49:1-7

1 Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome.
2 Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all'ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua faretra.
3 Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
4 Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».
5 Ora disse il Signore
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele,
- poiché ero stato stimato dal Signore
e Dio era stato la mia forza -
6 mi disse: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti di Israele.
Ma io ti renderò luce delle nazioni
perché porti la mia salvezza
fino all'estremità della terra».
7 Dice il Signore,
il redentore di Israele, il suo Santo,
a colui la cui vita è disprezzata, al reietto delle nazioni,
al servo dei potenti:
«I re vedranno e si alzeranno in piedi,
i principi vedranno e si prostreranno,
a causa del Signore che è fedele,
a causa del Santo di Israele che ti ha scelto».

1Corinzi 1:1-9

1 Paolo, chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, 2 alla Chiesa di Dio che è in Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, chiamati ad essere santi insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: 3 grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
4 Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, 5 perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della scienza. 6 La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi così saldamente, 7 che nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. 8 Egli vi confermerà sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo: 9 fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!

Giovanni 1:29-42

29 Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! 30 Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. 31 Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele». 32 Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. 33 Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. 34 E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio».
35 Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36 e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». 37 E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38 Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». 39 Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
40 Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41 Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» 42 e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».

Salmi 40:1-12

1 Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.
2 Beato l'uomo che ha cura del debole,
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
3 Veglierà su di lui il Signore,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà alle brame dei nemici.
4 Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
gli darai sollievo nella sua malattia.
5 Io ho detto: «Pietà di me, Signore;
risanami, contro di te ho peccato».
6 I nemici mi augurano il male:
«Quando morirà e perirà il suo nome?».
7 Chi viene a visitarmi dice il falso,
il suo cuore accumula malizia
e uscito fuori sparla.
8 Contro di me sussurrano insieme i miei nemici,
contro di me pensano il male:
9 «Un morbo maligno su di lui si è abbattuto,
da dove si è steso non potrà rialzarsi».
10 Anche l'amico in cui confidavo,
anche lui, che mangiava il mio pane,
alza contro di me il suo calcagno.
11 Ma tu, Signore, abbi pietà e sollevami,
che io li possa ripagare.
12 Da questo saprò che tu mi ami
se non trionfa su di me il mio nemico;

Nuova Diodati:

Isaia 49:1-7

Il servo dell'Eterno, luce delle nazioni
1 Isole, ascoltatemi, e prestate attenzione, o popoli lontani. L'Eterno mi ha chiamato fin dal grembo materno, ha menzionato il mio nome fin dalle viscere di mia madre. 2 Ha reso la mia bocca come una spada tagliente, mi ha nascosto nell'ombra della sua mano, mi ha reso una freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra. 3 Mi ha detto: «Tu sei il mio servo, Israele, in cui sarò glorificato». 4 Ma io dicevo: «Invano ho faticato, per nulla e inutilmente ho speso la mia forza; certamente però il mio diritto è presso l'Eterno e la mia ricompensa presso il mio DIO». 5 E ora dice l'Eterno che mi ha formato fin dal grembo materno per essere suo servo, per ricondurre a lui Giacobbe e per radunare intorno a lui Israele (io sono onorato agli occhi dell'Eterno, e il mio DIO è la mia forza). 6 Egli dice: «È troppo poco che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre gli scampati d'Israele. Ti ho stabilito come la luce delle nazioni, perché tu sia la mia salvezza fino alle estremità della terra». 7 Così dice l'Eterno, il Redentore d'Israele, il suo Santo, a colui che è disprezzato dagli uomini, al detestato dalla nazione, al servo dei potenti: «I re vedranno e si leveranno, i principi si prostreranno, a causa dell'Eterno che è fedele, il Santo d'Israele, che ti ha scelto».

1Corinzi 1:1-9

Indirizzo, saluti e ringraziamento
1 Paolo, chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Sostene, 2 alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Gesù Cristo, chiamati ad essere santi, insieme a tutti quelli che in qualunque luogo invocano il nome di Gesù Cristo, loro Signore e nostro: 3 grazia e pace a voi da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo. 4 Io rendo continuamente grazie per voi al mio Dio, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, 5 perché in lui siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola e in ogni conoscenza, 6 per la testimonianza di Cristo che è stata confermata tra voi, 7 così che non vi manca alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signor nostro Gesù Cristo, 8 il quale vi confermerà fino alla fine, affinché siate irreprensibili nel giorno del nostro Signore Gesù Cristo. 9 Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati alla comunione del suo Figlio Gesù Cristo, nostro Signore.

Giovanni 1:29-42

29 Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! 30 Questi è colui del quale dissi: "Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché era prima di me". 31 Io non lo conoscevo, perciò sono venuto a battezzare con acqua, affinché egli fosse manifestato in Israele». 32 E Giovanni testimoniò, dicendo: «Io ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui. 33 Io non lo conoscevo, ma colui che mi mandò a battezzare con acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai scendere lo Spirito e fermarsi su di lui, è quello che battezza con lo Spirito Santo". 34 Ed io ho visto ed ho attestato che questi è il Figlio di Dio».

I primi discepoli di Gesù
35 Il giorno seguente, Giovanni era nuovamente là con due dei suoi discepoli. 36 E, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'Agnello di Dio». 37 E i due discepoli, avendolo sentito parlare, seguirono Gesù. 38 Ma Gesù, voltatosi e vedendo che lo seguivano, disse loro: «Che cercate?». Essi gli dissero: «Rabbi (che, tradotto, vuol dire maestro), dove abiti?». 39 Egli disse loro: «Venite e vedete». Essi dunque andarono e videro dove egli abitava, e stettero con lui quel giorno. Era circa l'ora decima. 40 Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito questo da Giovanni e avevano seguito Gesù. 41 Costui trovò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia che, tradotto, vuol dire: "Il Cristo"»; 42 e lo condusse da Gesù. Gesù allora, fissandolo, disse: «Tu sei Simone, figlio di Giona; tu sarai chiamato Cefa, che vuol dire: sasso».

Salmi 40:1-12

Compiacersi nel fare la volontà dell'Eterno
1 [Al maestro del coro. Salmo di Davide.] Io ho fermamente e pazientemente aspettato l'Eterno, ed egli si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido. 2 Mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal fango della palude, ha stabilito i miei piedi su una roccia e ha reso saldi i miei passi. 3 Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico a lode del nostro DIO; molti vedranno questo e tremeranno, e confideranno nell'Eterno. 4 Beato l'uomo che ripone nell'Eterno la sua fiducia e non si rivolge ai superbi, né a quelli che si sviano dietro alla menzogna. 5 O Eterno, DIO mio, molte sono le meraviglie che hai fatto, e nessuno può enumerare le cose che hai ideato per noi. Se dovessi proclamarle e raccontarle, sarebbero troppe per elencarle. 6 Tu non prendi piacere né in sacrificio né in offerta; mi hai forato le orecchie. Tu non hai chiesto né olocausto né sacrificio per il peccato. 7 Allora ho detto: «Ecco io vengo. Nel rotolo del libro sta scritto di me. 8 DIO mio, io prendo piacere nel fare la tua volontà, e la tua legge è dentro il mio cuore». 9 Ho proclamato la tua giustizia nella grande assemblea; ecco, io non tengo chiuse le mie labbra, o Eterno, tu lo sai. 10 Non ho nascosto la tua giustizia nel mio cuore; ho annunziato la tua fedeltà e la tua salvezza; non ho nascosto la tua benignità né la tua verità alla grande assemblea. 11 Non rifiutarmi, o Eterno, le tue tenere compassioni; la tua benignità e la tua verità mi custodiscano sempre. 12 Poiché mali innumerevoli mi circondano; le mie iniquità mi hanno raggiunto e non posso vedere; sono più numerosi dei capelli del mio capo, e il mio cuore vien meno.

Bibbia della Gioia:

Isaia 49:1-7

Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.

1Corinzi 1:1-9

1 
Questa lettera è scritta da Paolo, scelto da Dio per essere apostolo di Gesù Cristo, e dal fratello Sòstene,
2 ed è indirizzata ai cristiani di Corinto, invitati da Dio ad essere suo popolo e resi accettabili a lui per mezzo del Signore Gesù Cristo, insieme con tutti quelli che, in qualsiasi luogo, invocano il nome di Gesù Cristo, Signore nostro e loro.
3 Dio, nostro Padre, e il Signore Gesù Cristo vi diano grazia e pace.

Dio vi ha benedetto, perché litigate?...
4 Continuamente ringrazio il Signore per tutti i doni meravigliosi che vi ha dato, ora che appartenete a Cristo. 5 Egli ha arricchito tutta la vostra vita; vi ha aiutato a parlare di lui e vi ha dato la piena conoscenza della verità. 6 Siccome Gesù Cristo, che vi è stato annunciato, è diventato la base solida della vostra vita, 7 non vi manca più nessun dono spirituale, mentre state aspettando il ritorno del nostro Signore, Gesù Cristo. 8 Sarà lui che vi terrà saldi fino alla fine, perché nessuno vi possa accusare nel giorno in cui tornerà. 9 Certamente il Signore farà questo per voi, perché mantiene sempre ciò che promette, ed è stato lui che vi ha invitati a vivere strettamente uniti a Gesù Cristo, suo figlio e nostro Signore.

Giovanni 1:29-42

29 Il giorno dopo, Giovanni vide Gesù venirgli incontro e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! 30 A lui mi riferivo, quando dissi: "Presto verrà un uomo molto più grande di me, che esisteva molto prima che io nascessi!"
31 Non sapevo chi fosse, ma sono qui per battezzare con acqua e per indicarlo al popolo d'Israele».
32 Poi Giovanni affermò d'aver visto lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, discendere dal cielo e fermarsi sopra Gesù.
33 «Io non lo conoscevo», ripeté Giovanni, «ma quando Dio mi mandò a battezzare, mi disse: "Quando vedrai lo Spirito Santo scendere e fermarsi sopra qualcuno: Costui è quello che cerchi. È colui che battezza con lo Spirito Santo". 34 Ebbene, io ho visto tutto ciò accadere a quest'uomo, quindi ho potuto testimoniare che è lui il Figlio di Dio!»

I primi discepoli.
35 Il giorno seguente, mentre Giovanni stava con due suoi discepoli, Gesù passò di lì. Giovanni lo guardò attentamente, poi esclamò: «Ecco l'Agnello di Dio!»
36  37 A queste parole i due discepoli di Giovanni si misero a seguire Gesù.
38 Gesù, voltandosi, s'accorse che lo seguivano. «Che cosa volete?» domandò loro.
«Maestro», chiesero quelli, «dove abiti?»
39 «Venite a vedere» rispose il Signore. Così lo seguirono fin dove abitava e rimasero con lui dalle quattro del pomeriggio fino a sera. 40 Uno di questi uomini era Andrea, fratello di Simon Pietro.
41 Questi s'imbatté in suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia!» (Messia o Cristo vuol dire Salvatore inviato da Dio). 42 E accompagnò Simone da Gesù.
Gesù lo fissò per un momento, poi disse: «Tu sei Simone, figlio di Giovanni, ma sarai chiamato Cefa, Pietro» (in ebraico Cefa significa pietra).

Salmi 40:1-12

Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Isaia 49:1-7

Il servo dell'Eterno, luce delle nazioni
1 Isole, ascoltatemi! Popoli lontani, state attenti! L'Eterno m'ha chiamato fin dal seno materno, ha mentovato il mio nome fin dalle viscere di mia madre. 2 Egli ha reso la mia bocca come una spada tagliente, m'ha nascosto nell'ombra della sua mano; ha fatto di me una freccia aguzza, m'ha riposto nel suo turcasso, 3 e m'ha detto: 'Tu sei il mio servo, Israele, nel quale io manifesterò la mia gloria'. 4 Ma io dicevo: 'Invano ho faticato, inutilmente, per nulla ho consumato la mia forza; ma certo, il mio diritto è presso l'Eterno, e la mia ricompensa è presso all'Iddio mio'. 5 Ed ora parla l'Eterno che m'ha formato fin dal seno materno per esser suo servo, per ricondurgli Giacobbe, e per raccogliere intorno a lui Israele; ed io sono onorato agli occhi dell'Eterno, e il mio Dio è la mia forza. 6 Egli dice: 'È troppo poco che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre gli scampati d'Israele; voglio far di te la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra'.
7 Così parla l'Eterno, il redentore, il Santo d'Israele, a colui ch'è disprezzato dagli uomini, detestato dalla nazione, schiavo de' potenti: Dei re lo vedranno e si leveranno; dei principi pure, e si prostreranno, a motivo dell'Eterno ch'è fedele, del Santo d'Israele che t'ha scelto.

1Corinzi 1:1-9

Soprascritta, saluti, rendimento di grazie
1 Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio, e il fratello Sostene, 2 alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati ad esser santi, con tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signor nostro Gesù Cristo, Signor loro e nostro, 3 grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Cristo. 4 Io rendo del continuo grazie all'Iddio mio per voi della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù; 5 perché in lui siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola e in ogni conoscenza, 6 essendo stata la testimonianza di Cristo confermata tra voi; 7 in guisa che non difettate d'alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signor nostro Gesù Cristo, 8 il quale anche vi confermerà sino alla fine, onde siate irreprensibili nel giorno del nostro Signore Gesù Cristo. 9 Fedele è l'Iddio dal quale siete stati chiamati alla comunione del suo Figliuolo Gesù Cristo, nostro Signore.

Giovanni 1:29-42

29 Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva a lui, e disse: Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! 30 Questi è colui del quale dicevo: Dietro a me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me. 31 E io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato ad Israele, son io venuto a battezzar con acqua. 32 E Giovanni rese la sua testimonianza, dicendo: Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo a guisa di colomba, e fermarsi su di lui. 33 E io non lo conoscevo; ma Colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo. 34 E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figliuol di Dio.

I primi discepoli di Gesù
35 Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due de' suoi discepoli; 36 e avendo fissato lo sguardo su Gesù che stava passando, disse: Ecco l'Agnello di Dio! 37 E i suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. 38 E Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: Che cercate? Ed essi gli dissero: Rabbì (che, interpretato, vuol dire: Maestro), ove dimori? 39 Egli rispose loro: Venite e vedrete. Essi dunque andarono, e videro ove dimorava, e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora. 40 Andrea, il fratello di Simon Pietro, era uno dei due che aveano udito Giovanni ed avean seguito Gesù. 41 Egli pel primo trovò il proprio fratello Simone e gli disse: Abbiam trovato il Messia (che, interpretato, vuol dire: Cristo); e lo menò da Gesù. 42 E Gesù, fissato in lui lo sguardo, disse: Tu sei Simone, il figliuol di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa (che significa Pietro).

Salmi 40:1-12

1 Per il Capo de' musici. Di Davide. Salmo.
Io ho pazientemente aspettato l'Eterno,
ed egli s'è inclinato a me ed ha ascoltato il mio grido.
2 Egli m'ha tratto fuori da una fossa di perdizione,
dal pantano fangoso;
ha fatto posare i miei piedi sulla roccia,
ed ha stabilito i miei passi.
3 Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico
a lode del nostro Dio.
Molti vedran questo e temeranno
e confideranno nell'Eterno.
4 Beato l'uomo che ripone nell'Eterno la sua fiducia,
e non riguarda ai superbi
né a quei che si svian dietro alla menzogna!
5 O Eterno, Iddio mio, hai moltiplicato le tue maraviglie
e i tuoi pensieri in favor nostro;
non si può farne il conto dinanzi a te.
Se volessi narrarli e parlarne,
son tanti che non si posson contare.
6 Tu non prendi piacere né in sacrifizio né in offerta;
tu m'hai aperto gli orecchi.
Tu non domandi né olocausto né sacrifizio per il peccato.
7 Allora ho detto: Eccomi, vengo!
Sta scritto di me nel rotolo del libro.
8 Dio mio, io prendo piacere a far la tua volontà,
e la tua legge è dentro al mio cuore.
9 Io ho proclamato la tua giustizia nella grande assemblea;
ecco, io non tengo chiuse le mie labbra,
tu lo sai, o Eterno.
10 Io non ho nascosto la tua giustizia entro il mio cuore;
ho narrato la tua fedeltà e la tua salvezza;
non ho celato la tua benignità né la tua verità
alla grande assemblea.
11 Tu, o Eterno, non rifiutarmi le tue compassioni;
la tua benignità e la tua verità mi guardino del continuo!
12 Poiché mali innumerevoli mi circondano;
le mie iniquità m'hanno raggiunto,
e non posso abbracciarle con lo sguardo.
Sono in maggior numero dei capelli del mio capo,
e il mio cuore vien meno!

Diodati:

Isaia 49:1-7

1 ASCOLTATEMI, isole; e state attenti, o popoli lontani. Il Signore mi ha chiamato infin dal ventre, egli ha mentovato il mio nome infin dalle interiora di mia madre. 2 Ed ha renduta la mia bocca simile ad una spada acuta; egli mi ha nascosto all'ombra della sua mano, e mi ha fatto essere a guisa di saetta forbita; egli mi ha riposto nel suo turcasso; 3 e mi ha detto: Tu sei il mio Servitore; Israele è quello, nel quale io mi glorificherò in te. 4 Ed io ho detto: Io mi sono affaticato a vuoto; invano, ed indarno ho consumata la mia forza; ma pur certo la mia ragione è appo il Signore, e l'opera mia appo l'Iddio mio. 5 Ora dunque, avendomi detto il Signore, che mi ha formato infin dal ventre, acciocchè gli sia servitore, che io gli riconduca Giacobbe; benchè Israele non si raccolga, pur sarò glorificato appo il Signore, e l'Iddio mio sarà la mia forza. 6 Ed egli mi ha detto: Egli è leggier cosa che tu mi sii servitore, per ridirizzare le tribù di Giacobbe, e per ricondurre i riserbati d'Israele; perciò, io ti ho dato per luce delle genti; per esser la mia salute infino alle estremità della terra.
7 Così ha detto il Signore, il Rendentore d'Israele, il suo Santo, a colui ch'è sprezzato della persona, ed abbominevole alla nazione, al servo di quelli che signoreggiano: I re ti vedranno, e si leveranno; i principi ancora, e s'inchineranno; per cagion del Signore, ch'è fedele, del Santo d'Israele, che ti ha eletto.

1Corinzi 1:1-9

1 PAOLO, chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo, per la volontà di Dio, e il fratello Sostene; 2 alla chiesa di Dio, la quale è in Corinto, a' santificati in Gesù Cristo, chiamati santi; insieme con tutti coloro, i quali in qualunque luogo invocano il nome di Gesù Cristo, Signor di loro, e di noi; 3 grazia, e pace a voi, da Dio, nostro Padre, e dal Signor Gesù Cristo. 4 Io del continuo rendo grazie di voi all'Iddio mio, per la grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù. 5 Perciocchè in lui siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola, e in ogni conoscenza; 6 secondo che la testimonianza di Cristo è stata confermata fra voi. 7 Talchè non vi manca dono alcuno, aspettando la manifestazione del Signor nostro Gesù Cristo; 8 il quale eziandio vi confermerà infino al fine, acciocchè siate senza colpa nel giorno del nostro Signor Gesù Cristo. 9 Fedele è Iddio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del suo Figliuolo Gesù Cristo, nostro Signore.

Giovanni 1:29-42

29 Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva a lui, e disse: Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo. 30 Costui è quel del quale io diceva: Dietro a me viene un uomo, il qual mi è antiposto; perciocchè egli era prima di me. 31 E quant'è a me, io nol conosceva; ma, acciocchè egli sia manifestato ad Israele, per ciò son venuto, battezzando con acqua. 32 E Giovanni testimoniò, dicendo: Io ho veduto lo Spirito, ch'è sceso dal cielo in somiglianza di colomba, e si è fermato sopra lui. 33 E quant'è a me, io nol conosceva; ma colui che mi ha mandato a battezzar con acqua mi avea detto: Colui sopra il quale tu vedrai scender lo Spirito, e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo. 34 Ed io l'ho veduto, e testifico che costui è il Figliuol di Dio. 35 IL giorno seguente, Giovanni di nuovo si fermò, con due de' suoi discepoli. 36 Ed avendo riguardato in faccia Gesù che camminava, disse: Ecco l'Agnello di Dio.
37 E i due discepoli l'udirono parlare, e seguitarono Gesù. 38 E Gesù, rivoltosi, e veggendo che lo seguitavano, disse loro: Che cercate? Ed essi gli dissero: Rabbi (il che, interpretato, vuol dire: Maestro), dove dimori? 39 Egli disse loro: Venite, e vedetelo. Essi adunque andarono, e videro ove egli dimorava, e stettero presso di lui quel giorno. Or era intorno le dieci ore. 40 Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno de' due, che aveano udito quel ragionamento da Giovanni, ed avean seguitato Gesù. 41 Costui trovò il primo il suo fratello Simone, e gli disse: Noi abbiam trovato il Messia; il che, interpretato, vuol dire: Il Cristo; e lo menò da Gesù. 42 E Gesù, riguardatolo in faccia, disse: Tu sei Simone, figliuol di Giona; tu sarai chiamato Cefa, che vuol dire: Pietra.

Salmi 40:1-12

1 <<Salmo di Davide, dato al Capo de' Musici.>>
IO ho lungamente e pazientemente aspettato il Signore; Ed egli si è inchinato a me, ed ha ascoltato il mio grido; 2 E mi ha tratto fuor di una fossa ruinosa, Di un fango pantanoso; Ed ha rizzati i miei piedi sopra una roccia, Ed ha fermati i miei passi. 3 Ed ha messo nella mia bocca un nuovo cantico Per lode dell'Iddio nostro; Molti vedranno questo, e temeranno, E si confideranno nel Signore. 4 Beato l'uomo che ha posto il Signore per sua confidanza; E non riguarda a' possenti superbi, Nè a quelli che si rivolgono dietro a menzogna. 5 Signore Iddio mio, tu fai grandi le tue maraviglie; E i tuoi pensieri inverso noi Non ponno per alcuna maniera esserti spiegati per ordine; Se io imprendo di narrarli e di parlarne, Son tanti che io non posso annoverarli.
6 Tu non prendi piacere in sacrificio, nè in offerta; Tu mi hai forate le orecchie; Tu non hai chiesto, olocausto, nè sacrificio per lo peccato. 7 Allora io ho detto: Eccomi venuto; Egli è scritto di me nel volume del Libro. 8 Dio mio, io prendo piacere in far la tua volontà; E la tua Legge è nel mezzo delle mie interiora. 9 Io ho predicata la tua giustizia in gran raunanza; Ecco io non ho rattenute le mie labbra; Tu lo sai, Signore. 10 Io non ho nascosta la tua giustizia dentro al mio cuore; Io ho narrata la tua verità e la tua salute; Io non ho celata la tua benignità, nè la tua verità, In gran raunanza.
11 Tu, Signore, non rattenere inverso me le tue compassioni; Guardinmi del continuo la tua benignità e la tua verità. 12 Perciocchè mali innumerabili mi hanno circondato; Le mie iniquità mi hanno giunto, E pur non le posso vedere; Sono in maggior numero che i capelli del mio capo, Onde il cuor mi vien meno.

Commentario:

Isaia 49:1-7

Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.

1Corinzi 1:1-9

1 

L'INTRODUZIONE EPISTOLARE

1Corinzi 1:1-9

L'introduzione comprende IL SALUTO che Paolo manda alla Chiesa di Corinto 1Corinzi 1:1-3 e l'ESPRESSIONE della propria RICONOSCENZA per i doni diversi di cui Dio l'aveva arricchita 1Corinzi 1:4-9.

1Corinzi 1:1-3 Il saluto

Uniformandosi alle regole dello stile epistolare dei loro tempi Atti 23:26; 15:23, gli scrittori del Nuovo Test. cominciano le loro lettere col mandare un saluto ai destinatari di esse; ma questo saluto viene elevato all'altezza dello spirito cristiano. Al suo nome, Paolo aggiunge la sua qualità di Apostolo di Cristo, affinchè i Corinzi ricevano colla dovuta ubbidienza le sue istruzioni e correzioni. «Chi ascolta voi ascolta me».

Paolo chiamato [ad essere] Apostolo,

ossia inviato,

di Cristo Gesù, per la volontà di Dio,

non degli uomini, nè sua, come ben lo prova il modo in cui Cristo lo ha chiamato alla sua conoscenza ed al suo servizio Atti 9; 22:14-16; 26:16-18; Galati 1. L'Apostolo associa umilmente al suo, il nome del

fratello Sostene,

che ha dovuto godere di una certa notorietà ed autorità morale presso i cristiani di Corinto 2Corinzi 1:1. Si tratta probabilmente dell'ex capo della sinagoga mentovato negli Atti 18:17, o di poi convertito e divenuto collaboratore dell'Apostolo. Per la considerazione in cui era tenuto, egli poteva utilmente appoggiare presso ai Corinzi quanto Paolo stava per scrivere, e togliere alle concessioni ogni colore personale Galati 1:2.

2 I destinatari della lettera sono designati in tre modi: sono

la Chiesa di Dio ch'è in Corinto,

vale a dire la raunanza o società di coloro che, mediante l'Evangelo, Dio ha chiamato dal mondo per formare il popolo che gli appartiene Atti 18:10; 1Pietro 2:9. Il verbo da cui è derivata la parola εκκλησια significa infatti, chiamare d'infra... Il popolo d'Israele è chiamato nell'A. T. la «raunanza di Geova». Nel N. T. è chiamata chiesa di Dio tanto l'assemblea dei credenti di un dato luogo, come la totalità dei cristiani che formano il mistico corpo di Cristo Matteo 16:18; 1Corinzi 12:28; Galati 1:13; Efesini 1:22; Ebrei 12:23. I componenti la chiesa sono

santificati in Cristo Gesù.

L'essere per la fede, entrati in comunione con Cristo ha segnato per loro la rottura col male che regna nel mondo e la consecrazione a Dio (Cfr. 1Corinzi 6:11; Romani 6). Uniti a Cristo, essi sono «la generazione eletta, il regal sacerdozio, la gente santa, il popolo d'acquisto» 1Pietro 2:9-10. Non già che sieno d'un tratto giunti alla perfezione Filippesi 3:12; ma sono messi sulla via che vi conduce e posti in grado di giungere all'alta meta cui Dio li chiama, poichè sono

per vocazione (divina) santi, insieme con tutti coloro, che, in ogni luogo, invocano il nome del Signor nostro Gesù Cristo, loro e nostro [Signore]

Tale la costruzione che dà alla frase il senso migliore. Il considerare la lettera ai Corinti come rivolta da Paolo anche a coloro che in ogni luogo invocano il Signor Gesù (vedi traduz. Diodati e Revel), non è conforme all'uso di Paolo, nè trova il minimo appoggio nel contenuto della lettera. L'indirizzo della 2Corinzi, sebbene più comprensivo, è però limitato ai credenti dell'Acaia. Dopo aver posto in rilievo il carattere di santità della Chiesa di Dio, l'Apostolo ricorda quello della sua universalità ed unità. I Corinti non sono soli ad aver ricevuto la vocazione che li chiama a santità perfetta; essi l'hanno in comune con i credenti del mondo intiero che riconoscono in Gesù il Cristo, il Figliuol di Dio venuto a salvare ciò ch'era perduto, e come tale lo invocano. La preghiera fidente rivolta a Cristo è l'atto supremo della fede Gioele 20:23; Romani 10:12; Luca 23:42; Atti 7:59. Cinque volte, nei primi nove versetti, Paolo chiama Cristo Signore, ed ha cura di notare qui ch'egli è il Signore unico di tutti i cristiani Efesini 4:5. A lui, e non agli uomini, essi appartengono. «Tutta l'Epistola è come riassunta anticipatamente nelle due idee rilevate con forza nell'indirizzo: santità delle membra, unità del corpo» (Godet).

3 Grazia a voi e pace.

I greci auguravano allegrezza; i latini, salute; gli orientali, pace. Gli Apostoli, in quasi tutte le loro lettere, non solo uniscono il saluto orientale all'occidentale, ma soprattutto li nobilitano, augurando beni più preziosi della materiale prosperità e più confacenti alla natura superiore dell'uomo. Grazia è «la benevolenza divina che s'inchina pietosa verso il peccatore per perdonarlo, verso il figlio riconciliato per benedirlo» (Godet). Pace è la calma soave e profonda che riempie il cuore di chi si sa e si sente riconciliato con Dio ed oggetto dell'amor suo in Cristo.

AMMAESTRAMENTI

1. La vocazione di Paolo presenta caratteri speciali che non si possono riscontrare nei casi ordinari, in cui la volontà di Dio va ricercata tenendo conto delle attitudini particolari date ad ognuno, come pure delle indicazioni provvidenziali che ci possono aiutare nel discernerla. Ma, si tratti di ministerio della Parola o di qualsiasi altra vocazione terrena, il possedere la certezza che noi occupiamo la posizione assegnataci dalla volontà di Dio è una forza ed un conforto prezioso. «Che cosa dava all'Apostolo la forza d'animo di sopportare ignominia e calunnia [o di accingersi ad un compito sgradevole?] Questo: Io ho una missione. Io sono chiamato ad, essere Apostolo per la volontà di Dio. Questa dovrebbe esser la nostra forza. V'è egli irriverenza nel credersi chiamato ad essere un falegname, un uomo politico, un negoziante, un medico? Dio mi ha mandato a tagliar legna, a governare rettamente, a fare scarpe, ad insegnar bambini: perchè non dovrebbe ognuno aver quel sentimento? È questa una delle più grandi realtà su cui possiam poggiare la nostra vita e con cui possiam dar vigore alla nostra attività» (Fed. Robertson).

2. Il modo in cui Paolo designa la comunità cristiana di Corinto ci fornisce alcuni caratteri distintivi della Chiesa di Cristo.

a) Essa è composta non di persone che ammirano in Cristo un modello di virtù o un dottore sublime, ma di peccatori ravveduti che lo invocano qual Salvatore e Signore.

b) Essa è santa, inquanto i suoi membri si sono separati dal male, consecrati a Dio e camminano verso l'ideale della perfetta santità. Il negare ad una chiesa la qualità di cristiana perchè in essa riscontransi ancora dei difetti molteplici, è contrario all'insegnamento di Paolo il quale chiama «chiesa di Dio» la comunità di Corinto di cui sta per correggere le gravi imperfezioni. Si può essere un uomo, anche se giovane d'età o malato.

c) La Chiesa è universale poichè ne fanno parte tutti quelli che, in qualsiasi luogo, invocano il Signor Gesù.

d) La Chiesa è una perchè i credenti tutti formano un unico corpo di cui è capo e salvatore il Signore Gesù Efesini 4:5.

4 1Corinzi 1:4-9 Il rendimento di grazie

Il ringraziamento va, di solito, unito alla preghiera nel cuor di Paolo. Pensando alle chiese od agli amici, egli non dimentica di render grazie a Dio per i favori già da lui largiti 1Tessalonicesi 1:2; 2Tessalonicesi 1:3; Romani 1:8; Filemone 4; 2Timoteo 1:3.

Io rendo sempre grazie all'Addio mio,

al Dio che ha avuto pietà di me e col quale vivo in personale ed intima comunione,

a vostro riguardo, per la grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù,

cioè per i favori che sono stati largiti a voi come chiesa cristiana facente parte del corpo di Cristo. I numerosi difetti esistenti nella chiesa, non nascondono all'occhio dell'Apostolo quello che pur vi è di rallegrante in essa.

5 Egli non può render grazie per il loro amor fraterno 1Tessalonicesi 4:9, nè per molti altri frutti dello Spirito che fanno lor difetto; ma è riconoscente per la ricchezza dei doni di natura più intellettuale, ch'essi posseggono.

perchè siete stati in lui arricchiti in ogni cosa:

il seguito mostra ch'egli allude all'abbondanza dei doni o carismi concessi alla chiesa:

in ogni [dono di] parola ed in ogni conoscenza.

«Ogni parola accenna ai doni molteplici che servivano ad esprimere e comunicare la verità: così la «parola di sapienza», la «parola di conoscenza», il profetizzare, il parlare in lingue, l'interpretar le lingue 1Corinzi 12:8-10. Ogni conoscenza si riferisce alla intelligenza della verità. Per questo verso, i Corinzi erano ricchi. Se altrove (es. Gerusalemme e Tessalonica), la predicazione dell'Evangelo era stata accompagnata da frutti esternamente meno belli, ma più succosi, in Corinto invece, lo Spirito di Dio si era impadronito della lucida intelligenza e della facilità di parola naturali ai Greci, per sublimare e santificare quelle brillanti facoltà, ponendole al servizio della verità.

6 In questa guisa, era stata

confermata

da Dio stesso, in

mezzo

a loro,

la testimonianza di Cristo,

ossia la testimonianza resa intorno a Cristo dai banditori del Vangelo, i quali sono infatti chiamati ad essere i «testimoni» del Signor Gesù Atti 1:8; 26:16; 1Corinzi 15:15; 2Tessalonicesi 1:10. Anche altrove i segni, i miracoli, le potenti operazioni e distribuzioni dello Spirito Santo sono citate come una divina conferma della verità del Vangelo Ebrei 2:3-4; Marco 16:20.

7 Talchè non vi manca alcun dono,

lett. alcun carisma o dono di grazia (Cfr. 1Corinzi 12:31) che possa contribuire alla vostra edificazione,

mentre state aspettando la rivelazione del Signor nostro Gesù Cristo

Il quale è stato accolto in cielo, ma deve apparire una seconda volta in tutto il fulgore della sua gloria. «Ogni occhio lo vedrà» Apocalisse 1:7; 1Giovanni 3:2. La Chiesa primitiva sperava molto prossimo l'avvenimento del Signore 1Corinzi 7:29; 15:51; Ebrei 9:28;

8 il quale ancora vi confermerà fino alla fine,

vi renderà saldi nella fede, nell'amore, e nella santità, fino alla fine del secolo presente, fino all'apparizione sua che segnerà l'inaugurazione del secolo avvenire. L'amore spiegato dal Cristo a vostro riguardo nel passato è degno ch'egli proseguirà l'opera sua,

[così da rendervi] irreprensibili nel giorno del Signor N. G. C.

Sono ben lungi ancora dall'esser tali; ma quando Cristo avrà compiuta in loro l'opera della sua grazia, essi compariranno innanzi a lui come sposa «senza difetto nè macchia» Efesini 5:27.

9 Fedele è Iddio mercè il quale siete stati chiamati alla comunione del Suo Figliuolo G. C. nostro Signore.

La fedeltà di Dio al suo piano prestabilito di misericordia, è quella su cui Paolo poggia le sue speranze riguardo alla chiesa di Corinto (Cfr. Romani 8:29-30; 1Tessalonicesi 5:24; Filippesi 1:6 «Colui che ha cominciato in voi un'opera buona la compirà fino al giorno di G. Cristo»). E l'opera non sarà compiuta se non quando essi parteciperanno alla perfetta santità ed alla gloria del Figliuol di Dio, coll'essergli resi simili Romani 8:17-29; 1Giovanni 3:2; Giovanni 14:3. Mercè la grazia di Dio, essi sono, infatti, stati chiamati alla «comunione del suo Figlio», ch'è quanto dire alla partecipazione della eredità e della gloria a Lui riservata.

AMMAESTRAMENTI

1. Si tratti di una chiesa o dei suoi singoli membri, di una società qualsiasi o dei suoi componenti, sarà bene ricordarci l'esempio di Paolo, che, pur non nascondendo a sè stesso il male esistente in Corinto, sa discernere altresì il bene che vi è, ed in questo trova motivo di riconoscenza, di conforto nell'opera sua, di speranza per l'avvenire. «Il chiuder gli occhi al bene ci rende impotenti a rimuovere il male».

La riconoscenza di Paolo è:

a) rettamente rivolta a Dio da cui procede «ogni buona donazione ed ogni dono perfetto» Giacomo 1:17;

b) ha un soave profumo di amor figliale: egli ringrazia il «suo» Dio;

c) è costante: rende grazie «sempre»;

d) non ha nulla di egoistico, poichè rende grazie non solo per sè, ma per i suoi fratelli;

e) è illuminata poichè rende grazie per i beni spirituali che sono la vera ricchezza della chiesa;

f) è sincera come ne fa fede il silenzio conservato sulle lacune esistenti.

2. Lo Spirito di Dio nel prender possesso dell'uomo non si sostituisce alle facoltà naturali, ma le santifica, le innalza, volge al bene quelle ch'erano volte al male, mette in attività quelle ch'erano inerti; ma non crea nuove facoltà. Un profeta od un Apostolo ispirato conserva la propria individualità. Per tal modo ogni persona, ogni chiesa, ogni razza avrà dei doni speciali da porre al servizio di Cristo. Il greco si distinguerà per la sua intelligenza e facondia, il romano per il suo talento di organizzazione, il tedesco dell'oggi per la sua scienza, il francese per la sua chiarezza, l'inglese per la sua pratica attività e via dicendo.

3. Nessun dono è da disprezzare. Quando, alla facoltà di comunicare i pensieri va congiuta seria e profonda conoscenza, la Chiesa ne riceve giovamento. La conoscenza che rimane velata da un parlare inintelligibile è un sole che non illumina e non riscalda; ma, d'altra parte, il dono della parola disgiunto dalla conoscenza è vana verbosità. «Ricerchiamo e coltiviamo la facoltà di bene esprimerci, ma cerchiamo, in pari tempo, di aver qualcosa che meriti di venir espresso» (F. Robertson).

4. I frutti della grazia nella vita dei cristiani sono la miglior prova, per i credenti e per gl'increduli, della verità del Vangelo. Anche senza doni straordinari, una vita consecrata a Dio è una «lettera vivente» in cui tutti possono veder confermata l'efficacia dell'Evangelo.

5. La fedeltà di Dio, verso noi o, meglio, verso sè stesso, più ancora del la nostra fedeltà verso Dio, ci è pegno del compimento della nostra individuale salvazione e dei destini finali del regno di Dio.

Giovanni 1:29-42

29 Giovanni 1:29-34. TESTIMONIANZA DI GIOVANNI A GESÙ DINANZI AI SUOI DISCEPOLI, E ALLA FOLLA

29. Il giorno seguente (quello in cui la deputazione del Sinedrio avealo interrogato), Giovanni vide Gesù che veniva a lui e disse:

Il giorno prima, guidato dallo Spirito, egli aveva detto solamente che colui che non era degno di rendere i più umili servigi, trovavasi nella folla; ma ora, vedendo avvicinarsi Gesù, lo addita ai suoi discepoli e alla moltitudine chiamando la loro attenzione su di lui colla esortazione: ecco! Notate quell'uomo, perciocché egli è colui che io vi ho annunziato. Era naturale e conveniente, che dopo la sua prova, e al momento di esordire nel suo ministero di Redentore, Gesù tornasse a Giovanni per dargli l'occasione di compiere fino in fine la sua missione di araldo, presentando ad Israele la persona stessa del Messia. "È, pure probabile", dice Godet, "che il Signore tornò da Giovanni, perché sapeva di trovar fra i suoi discepoli quelli che potevano aiutarlo a spargere la buona novella del suo regno".

Ecco l'Agnello di Dio,

Alcuni suppongono che nella conversazione che passò fra Giovanni e Gesù dopo il battesimo Matteo 3:14-15, il Signore abbia fatto al suo Precursore tali rivelazioni da giustificare il titolo che egli dà quivi a Cristo. Preferiamo credere che questo annunzio col quale Giovanni chiude il suo ministero, fu messo sulle sue labbra dallo Spirito di rivelazione. Questo titolo era il tempo stesso famigliare e pregno di significato, soprattutto se ad esso si uniscono le parole che lo seguono immediatamente e proclamano rimosso il peccato. Eravi l'agnello ucciso e mangiato in ogni casa d'Israele alla Pasqua, in ricordo del riscatto dalla morte nella terra di Egitto; eravi l'agnello ucciso mattina e sera nel Santuario (due ogni volta il Sabato), come sacrificio per il peccato Esodo 29:38-39; Numeri 28:3-10; eravi la nota profezia di Isaia 53 (da tutti i vecchi Commentatori ebrei considerata come messianica), dove Colui "che è stato ferito per i nostri misfatti e fiaccato per le nostre iniquità, e sopra cui è stato il gastigamento della nostra pace", ci vien mostrato "menato all'uccisione come un agnello, e come una pecora mutola davanti a quelli che la tosano" Giovanni 5:7. Si obietta che, in questa profezia, l'agnello è citato solo come esempio di mansuetudine e di dolcezza; ma è impossibile non tener conto del fatto che Colui di cui l'agnello è emblema, secondo la profezia medesima "ha posto l'anima sua per sacrificio per la colpa" Giovanni 1:10, "ha esposto l'anima sua alla morte" Giovanni 1:12, "è stato annoverato coi trasgressori" e "ha portato il peccato di molti" (ibid.). E probabile che lo Spirito avesse in vista tutti questi fatti complessivamente, allorquando mise sulle labbra del Battista quel titolo del Salvatore, che il nostro Evangelista ripete così spesso nell'Apocalisse. "L'AGNELLO" dà qui, in modo non dubbio, alla morte di Cristo il carattere di sacrificio. Di più, egli non è descritto solamente come un agnello, bensì come "l'Agnello di Dio." È un ebraismo ben riconosciuto il chiamare le cose grandi, mirabili, indescrivibili, "cose di Dio" 1Samuele 14:15; Salmi 65:9; Genesi 13:10; Isaia 51:3; Ezechiele 31:8-9, e alcuni, prendendo questa espressione in tal senso leggono: "quel grande, eminente, eccellentissimo Agnello". Questo è vero; ma v'ha di più. Le parole "di Dio" hanno qui un senso enfatico, e c'invitano a considerare questo Agnello come quello che è stato da Dio stesso preparato fin da ogni eternità, e che egli aveva promesso di mandare a morire in terra per i peccatori; come quello che gli era caro e prezioso, perché solo poteva dar soddisfazione per il peccato, secondo il piano della salute. "Chiamandolo l'Agnello di Dio, Giovanni lo addita come l'unico sacrificio espiatorio, da Dio preordinato, da Dio reso perfetto, da Dio accettato" (Brown). Con questo titolo speciale "l'Agnello di Dio", il Santo Spirito volle insegnarci pure che tutti i sacrifici soliti offrirsi dai Giudei, sotto la legge, erano impotenti ad espiare il peccato, erano mere figure, la cui sostanza è rivelata solo in Cristo.

che toglie il peccato del mondo

Vi sono due parole in Greco per indicare l'atto di Cristo nel far propiziazione per noi: una è ha portato 1Pietro 2:24; l'altra che toglie, qui e 1Giovanni 3:5. La parola Ebraica corrispondente nasa ha i due sensi, cioè prendere su se stesso, divenire responsabile per, e togliere il peccato e procurare perdono. Entrambe queste idee si ritrovavano nel rito del capro espiatorio Azazel, nel giorno della espiazione; il peccato d'Israele veniva dal sacerdote figurativamente posto sopra esso; quindi carico di quel peccato, era condotto fuori in terra solitaria Levitico 16:21-22. Esse si trovano pure tutte e due nella parola di questo versetto, imperocché, per togliere il pondo del peccato da quelli sui quali esso grava, Cristo deve prenderlo su di se, e si fu il prendere definitivamente su di sé, quel carico doloroso che strappò perfino alla sua immacolata umanità il grido di angoscia: "Padre mio, se egli è possibile, trapassi da me questo calice" Matteo 26:39. Questa espressione "che toglie", ecc. è una fra le molte che ci presentano la grande verità, così spesso ripetuta nelle Scritture, che la morte di Cristo fu un sacrificio vicario per il peccato 2Corinzi 5:21; Galati 3:13; 1Pietro 2:24; 1Giovanni 3:5. Essa c'insegna che, mediante la efficacia del suo sacrificio, offerto una volta per sempre, Gesù continuamente toglie dal suo popolo il suo peccato. Giovanni parla qui di peccato al singolare, per indicare la corruzione comune a tutti gli uomini, mentre così ci dà pure l'idea del peso collettivo messo sull'Agnello e della universale efficacia del suo gran sacrificio. Questa idea è resa più chiara ancora dalle parole che seguono: "il peccato del mondo". I Giudei credevano che tutti i benefizi che il Messia porterebbe con se sarebbero rigorosamente confinati alla loro nazione; ma Giovanni, in presenza del Messia e nell'atto di introdurlo nell'opera sua corregge questa gretta nozione, e dichiara che del benefizio della salvazione può godere ogni uomo "Giudeo o Gentile, barbaro o Scita, libero o franco". Lungi dall'esser la salute confinata in un popolo speciale, o in un paese qualsiasi del globo, in ogni luogo, dovunque vi sono peccatori schiacciati sotto il peso delle loro colpe, essi hanno solo da guardare a lui per esser salvi 1Giovanni 2:2. In questa universalità della salute viene adempiuta non solo la promessa fatta ad Abrahamo: "tutto le nazioni della terra saranno benedette in te" Genesi 12:3, ma pure quella più antica fatta ad Adamo, prima dell'esilio dall'Eden, che "la progenie della donna triterà il capo del serpente" Genesi 3:15.

PASSI PARALLELI

Giovanni 1:36; Genesi 22:7-8; Esodo 12:3-13

Numeri 28:3-10; Isaia 53:7; Atti 8:32; 1Pietro 1:19; Apocalisse 5:6,8,12-13; 6:1,16

Apocalisse 7:9-10,14,17; 12:11; 13:8; 14:1,4,10; 15:3; 17:14; 19:7,9

Apocalisse 21:9,14,22-23,27; 22:1-3

Isaia 53:11; Osea 14:2; Matteo 20:28; Atti 13:39; 1Corinzi 15:3; 2Corinzi 5:21; Galati 1:4

Galati 3:13; 1Timoteo 2:6; Tito 2:14; Ebrei 1:3; 2:17; 9:28; 1Pietro 2:24; 3:18

1Giovanni 2:2; 3:5; 4:10; Apocalisse 1:5

Esodo 28:38; Levitico 10:17; 16:21-22; Numeri 18:1,23

30 30. Costui è quel del quale Io diceva: Dietro a me viene un altro, il qual mi è antiposto; Perciocché egli era prima di me

(Vedi note Giovanni 1:15.) In entrambi questi versetti, Giovanni allude ad una testimonianza da lui resa a Gesù non c'è detto né quando, né in quale occasione. Ne ripete qui i termini del versetto 15, facendo comprendere, che la persona, la cui venuta era l'avveramento di quel suo annunzio, sarebbe da tutti trovata conforme a questi particolari, per quanto potessero apparire misteriosi ai suoi ascoltanti.

PASSI PARALLELI

Giovanni 1:15,27; Luca 3:16

31 31. E, quant'è a me (lett. e io pure, con riferenza al ver. 26), io nol conosceva;

Giovanni dimorava nel deserto di Giudea, conducendovi una vita ascetica Matteo 3:4. Gesù viveva a Nazaret, a 50 o 60 miglia al Nord, sicché non potevano incontrarsi molto di frequente; ma se teniamo conto della loro stretta parentela, e della puntualità colla quale entrambi osservavano i riti della religione giudaica, "per adempiere ad ogni giustizia", ci par quasi certo che Gesù e Giovanni dovevano incontrarsi periodicamente a Gerusalemme nelle grandi solennità, cosicché dicendo: "io nol conosceva", Giovanni non può aver inteso dire che egli e il suo cugino erano ignoti l'uno all'altro, né si erano visti mai, fino al giorno in cui Gesù venne da Giovanni, per esser battezzato. Una tale supposizione non è punto necessaria, poiché il nesso di questa dichiarazione con le parole che precedono, prova che quella sua ignoranza di Gesù, fino a un momento che egli ora indica, si deve intendere solo del suo carattere ufficiale come Messia. Con questa dichiarazione egli va incontro ad ogni possibile rimprovero di essersi intesi fra loro per propagare una frode. A prima vista, sembra esservi contraddizione fra questa negazione di Giovanni, e le sue parole in Matteo 3:14, quando ricusava di battezzare Gesù, dicendo: "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni a me", e vari modi di togliere questa difficoltà sono stati suggeriti:

1) Giovanni si era formato nella sua mente qualche idea indefinita che colui che gli si presentava potesse essere il Messia.

2) Siccome richiedeva da ogni candidato al battesimo, una confessione dei suoi peccati, Gesù rivelandogli di esser senza peccato, gli aperse gli occhi per conoscerlo.

3) Dio aveagli dato una speciale rivelazione, al momento in cui, per l'appunto, Gesù si avvicinava a lui.

Nessuna di queste spiegazioni ci pare soddisfacente. Altro non conosciamo del carattere di Gesù dal suo duodecimo anno, quando egli divenne Ben-Atorah, (figlio della Legge, Vedi note Luca 2:42) fino al principio del suo ministero in età di trentun anno, se non quello che ci dicono queste parole: "Gesù si avanzava in sapienza, e in istatura, e in grazia appo Dio, e appo gli uomini" Luca 2:52. Un uomo di tal carattere, per quanto umile fosse la sua condizione di falegname, deve essere stato osservato dai suoi parenti e dai suoi vicini. Giovanni specialmente, sapendo che in quanto a purezza di cuore, integrità di carattere e devozione a Dio, Gesù di Nazaret gli era immensamente superiore, doveva essere naturalmente indotto a dirgli: "Io ho bisogno di esser battezzato da te", senza che, a spiegare le sue parole, si debba ricorrere a una rivelazione o mettere in dubbio quanto egli annunzia alle folle (Vedi note Matteo 3:14).

ma, acciocché egli sia manifestato ad Israele, per ciò son venuto, battezzando con acqua

Secondo i Sinottici, la missione del Battista era di preparare Israele alla venuta del Messia, svegliandolo a pentimento per il suo peccato. Questo egli riconosce in Giovanni 1:23; ma a ciò non si limitava la sua missione è suo dovere di Precursore l'annunziare il suo Maestro in persona, e queste parole sono il punto culminante della sua missione, l'atto supremo di tutta la sua opera: "Perciò sono venuto, battezzando con acqua". Non venne a farsi un partito, o a battezzare nel proprio nome. L'intero oggetto della sua predicazione e del suo battesimo era ora patente dinanzi ai suoi uditori, e questo era semplicemente di far noto a Israele "l'Agnello di Dio", che stava ora dinanzi agli occhi loro il termine Israele è sempre usato da Giovanni coll'idea dei privilegi spirituali della razza di Abrahamo Giovanni 1:49; 3:10; 12:13.

PASSI PARALLELI

Giovanni 1:33; Luca 1:80; 2:39-42

Giovanni 1:7; Isaia 40:3-5; Malachia 3:1; 4:2-5; Luca 1:17,76-79

Matteo 3:6; Marco 1:3-5; Luca 3:3-4; Atti 19:4

32 32. E Giovanni testimoniò dicendo Io ho veduto lo Spirito, ch'è sceso dal cielo in somiglianza di colomba, e si è fermato sopra lui

In questo e nei due vers. seguenti, Giovanni proclama le ragioni per le quali egli ha manifestato Cristo ad Israele. A lui stesso era stato dato a conoscere Gesù come Messia, in modo così singolare che gli era impossibile ingannarsi. Senza parlarne, fa però allusione qui al battesimo di Gesù, e le sue parole sono molto notevoli. Quanto aveva veduto in quella occasione era rimasto, e rimaneva tuttora per lui un argomento ognora presente ed inconfutabile: "Io ho veduto, egli dice; e dopo aver descritto la discesa dello Spirito Santo sopra Gesù in forma di colomba, soggiunge che, quello Spirito "si è fermato sopra lui", cioè ha preso possesso durevole e permanente di Gesù. Il significato naturale di questo versetto si è che vi fu una reale apparizione, il che vien confermato d'alle parole: "In forma corporale" Luca 3:22. Se ammettiamo la forma corporale, non v'è ragione valevole per rigettare la colomba o le "lingue di fuoco" Atti 2:3. Quel che vi è di meraviglioso si è che lo Spirito Santo sia stato in qualsiasi modo visibile, e non già che egli abbia assunto la forma speciale di una colomba.

PASSI PARALLELI

Giovanni 5:32; Matteo 3:16; Marco 1:10; Luca 3:22

33 33. E, quant'è a me, io nol conosceva; ma colui che mi ha mandato a battezzare con acqua mi aveva detto:

In queste parole il Battista asserisce non solo che la sua missione di battezzare con acqua aveva una divina origine, ma pure che Dio avevagli dato un segno speciale, cui riconoscere colui il quale, "venuto dietro a lui, gli era stato antiposto", e si fu l'adempimento di questo segno nella persona che in quel momento si avvicinava a lui, che lo aveva indotto a rendergli la testimonianza contenuta in questi versetti.

Colui, sopra il quale tu vedrai scendere lo Spirito, e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo

Siccome Giovanni, durante tutto il suo ministero, aveva messo in contrasto il suo battesimo con acqua, col "battesimo collo Spirito Santo" di colui che doveva seguirlo, importa notare che Dio aveagli descritto precisamente in tali termini l'uomo che egli doveva aspettare. Questi versetti ci forniscono una prova della dottrina della Santissima Trinità, e della personalità distinta del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Vedi note Matteo 3:16; Matteo 3:17). Merita pure di essere notato il fatto che Giovanni conosce perfettamente lo Spirito Santo e la sua opera. "L'opinione che lo Spirito Santo non fosse conosciuto prima della Pentecoste è contraddetta da molti passi dell'Antico Testamento. Lo Spirito Santo è sempre stato nel cuore dei credenti in tutte le età del mondo, e senza di esso nessun'anima è mai stata salvata" (Ryle).

PASSI PARALLELI

Matteo 3:11

Giovanni 1:31; Matteo 3:13-15

Giovanni 1:5,34; Matteo 3:11,14; Marco 1:7-8; Luca 3:16; Atti 1:5; 2:4; 10:44-47

Atti 11:15-16; 19:2-6; 1Corinzi 12:13; Tito 3:5-6

34 34. Ed io l'ho veduto,

Giovanni stava all'erta per vedere il segno datogli da Dio, e quel segno finalmente si presentò, al momento in cui Gesù saliva dal Giordano dopo il suo battesimo. In quel momento steso egli udì pure le parole dal cielo che accompagnavano il segno, e da quell'istante la sua mente rimase appieno convinta che il suo cugino secondo la carne, era il Messia.

e testifico che costui è il Figliuol di Dio

Questa certezza egli ebbe "tosto che Gesù fu battezzato e salì fuor dell'acqua" Matteo 3:16; ma trascorse molto tempo prima che gli si offrisse l'occasione di proclamare pubblicamente quella verità, poiché subito dopo il battesimo, Gesù fu "sospinto" dallo Spirito nel deserto di Giudea Matteo 4.l; Marco 1:12; Luca 4:1, per esservi tentato da Satana, quaranta giorni e quaranta notti. Tornò quindi a Betabara, e il giorno che seguì la visita della deputazione, Giovanni vedendolo avvicinarsi, stese il braccio verso di lui, lo additò ai discepoli e alla folla, e pronunziando le parole di Giovanni 1:32, spiegò a qual segno divino lo aveva riconosciuto, e lo proclamò Figliuol di Dio. Nel dargli quel segno, Dio aveva chiamato "quel che battezza con lo Spirito Santo"; Giovanni in questa sua ultima proclamazione, quale araldo del Messia, va un passo più in là, e ricordandosi le parole scese dal cielo: "Questo è il mio diletto Figliuolo", chiaramente testifica che Gesù "è il Figliuol di Dio", nome che esprime ad un tempo la sua divina origine e le sue relazioni col Padre. "Il nesso fra questa sublime conclusione del Battista e il fatto sul quale essa riposa, trovasi nel pensiero che Colui che battezza collo Spirito Santo, e può impartire i doni e le virtù dello Spirito, deve esser divino" (Milligan). La parola di Giovanni: "Convien ch'egli cresca, e ch'io diminuisca" Giovanni 3:30, principiò ad aver effetto da quel giorno, e fu tosto avverata per il fatto, del suo incarceramento e del suo martirio; ma il Signore era tornato dal deserto precisamente per onorare il fine del ministero del suo Precursore; dandogli l'occasione di additarlo pubblicamente ad Israele, proclamare i suoi titoli, e introdurlo nell'opera sua messianica, e nel suo pubblico ministero.

PASSI PARALLELI

Giovanni 1:18,49; 3:16-18,35-36; 5:23-27; 6:69; 10:30,36; 11:27; 19:7; 20:28,31

Salmi 2:7; 89:26-27; Matteo 3:17; 4:3,6; 8:29; 11:27; 16:16; 17:5; 26:63

Matteo 27:40,43,54; Marco 1:1,11; Luca 1:35; 3:22; Romani 1:4; 2Corinzi 1:19

Ebrei 1:1-2,5-6; 7:3; 1Giovanni 2:23; 3:8; 4:9,14-15; 5:9-13,20; 2Giovanni 9

Apocalisse 2:18

35 Giovanni 1:35-51 GESÙ COMINCIA IL SUO PUBBLICO MINISTERIO

35. Il giorno seguente,

cioè il terzo giorno, contando quello in cui i legati del Sinedrio erano giunti a Betabara. Brown osserva che qui e al ver. 29 Giovanni 1:29 comincia quella cronologia così precisa che è uno dei tratti distintivi del Vangelo di Giovanni.

Giovanni di nuovo si fermò (letteralmente: stava fermato), con due de suoi discepoli

Giovanni aveva molti discepoli, ma probabilmente questi due soli erano con lui al momento in cui Gesù passò. Uno era Andrea Giovanni 1:40, l'altro non può essere che il nostro Evangelista, Giovanni, figlio di Zebedeo. Sappiamo che è sua abitudine non nominarsi mai quando parla di se stesso; e qui abbiamo evidentemente il racconto di un testimonio oculare nella memoria del quale ogni più piccolo particolare di questo primo incontro con Gesù rimase incancellabilmente vivendo fino alla morte.

PASSI PARALLELI

Giovanni 1:25-26; Malachia 3:16

36 36. Ed avendo riguardato in faccia

(e avendo fissato con uno sguardo penetrante; Vedi Giovanni 1:42, il solo altro passo dove l'Evangelista usa questa parola). Gesù che camminava, questa volta non è detto che Gesù andasse a Giovanni; camminava meditando silenziosamente, pronto a testimoniare della verità, ed aspettando fiduciosamente quel trattenimento coi discepoli di Giovanni, che doveva essere il primo atto pubblico del suo ministero.

disse: Ecco l'Agnello di Dio

Il giorno prima, Giovanni aveva fatto pubblicamente nota la presenza del Messia, e l'opera che egli veniva a fare; ripete ora più brevemente quella testimonianza per confermarla nella mente dei suoi discepoli, e invitarli a seguitare Gesù. Non c'è nessun motivo per supporre che quei due discepoli fossero stati assenti il giorno prima, e che queste parole del Battista non avessero altro scopo che di istruirli di quanto già sapevano gli altri. Questo pare esser stato l'ultimo incontro di Giovanni e di Gesù.

37 

La conversione di Andrea e di Giovanni Giovanni 1:37-40

37. E i due discepoli l'udirono parlare, e seguitarono Gesù

Intesero le parole del loro primo maestro nel senso stesso in cui egli le pronunziò. Niente egli aveva detto per rompere il legame che li univa; non una parola dura a dire, dura ad udire era stata pronunziata. Neppure disse loro di seguitare Gesù: questo non occorreva. I due andarono dietro a Gesù, non come discepoli ancora, ma come uomini il cui cuore era stato commosso, il vivo interesse destato, e che bramavano saperne di più a suo riguardo. "Son degni di nota i tre passi successivi descritti in questo versetto. Giovanni Battista "parla", i discepoli "odono"; e, dopo udito, seguitano Gesù. "Ecco in breve il modo in cui Dio salva migliaia di anime!" (Ryle).

PASSI PARALLELI

Giovanni 1:43; 4:39-42; Proverbi 15:23; Zaccaria 8:21; Romani 10:17; Efesini 4:29; Apocalisse 22:17

38 38. E Gesù, rivoltosi, e veggendo che lo seguitavano disse loro: Che cercate?

E interessante notare, con Westcott, le prime parole di Gesù, come vengono riferite in ciascuno dei quattro evangeli (Matteo 3:15; Marco 1:15; Luca 11:49; Giovanni 1:38). Come è amorevole e attraente quella che ci vien qui riferita. E adatta a tutte le età, Gesù invita chi lo ricerca ad aprirgli con fiducia il suo cuore; è il preludio alle amorevoli parole: "Venite a me". Questo primo suo incontro con Gesù, fece una impressione così profonda sul cuore sensibile di Giovanni, che, raccontandolo circa settanta anni dopo, ne ricorda i più minuti particolari. Mentre i due lo seguivano, desiderosi di parlargli, eppur temendo di farlo, Gesù li vede, a loro si volge, e cerca di guadagnare la loro fiducia, e di incoraggiare le loro ricerche, facendo egli a loro la prima domanda - non "chi cercate?" era evidente che cercavano lui, ma "che cercate?" "Posso io far qualcosa per voi? insegnarvi qualche verità? togliere qualche peso d'in sulle vostre spalle? Parlate e non temete".

Ed essi gli dissero: Rabbi, (il che, interpretato, vuol dire - Maestro),

Son notevoli in questo Vangelo le frequenti spiegazioni relative a nomi, usi e luoghi della Palestina Giovanni 1:41-42, che provano non solo che lo scrittore era Giudeo e nativo della Palestina, ma pure che (come Marco e Luca), scrisse per Cristiani usciti dal Gentilesimo, cui tali spiegazioni erano necessarie. Il titolo di Rabbi che significa: Mio Signore o mio Maestro venne a darsi, al tempo di Cristo, a chiunque insegnava; questi due, desiderosi come erano di venire istruiti da Gesù, molto naturalmente lo chiamarono col nome che solevano dare a Giovanni.

dove dimori?

Quelli che venivano da Giovanni per esser battezzati alloggiavano nei cascinali o nei villaggi vicini, o anche in capanne temporanee, e la risposta di questi due alla domanda di Gesù: "Che cercate?" sembra a prima vista diretta al solo scopo di sapere ove Gesù avesse preso alloggio; ma, rettamente intesa, ha un senso assai più profondo: "Maestro, le parole di Giovanni ci spingono a te! Vorremmo conoscerti meglio che non si possa in mezzo alla folla. Permettici di andare a casa tua, per conferire teco con libertà e quiete, delle cose che ci stanno a cuore".

PASSI PARALLELI

Luca 14:25; 15:20; 19:5; 22:61

Giovanni 18:4,7; 20:15-16; Luca 7:24-27; 18:40-41; Atti 10:21,29

Giovanni 1:49; 3:2,26; 6:25; Matteo 23:7-8

Giovanni 1:12-21; Ruth 1:16; 1Re 10:8; Salmi 27:4; Proverbi 3:18; 8:34; 13:20; Cantici 1:7-8

Luca 8:38; 10:39

39 39. Ed egli disse loro: Venite, e vedetelo

Pensavano andarvi più tardi forse il giorno dopo; ma Gesù, con somma degnazione, li invita ad accompagnarlo subito a casa. Lightfoot osserva che queste parole: "Venite e vedetelo" erano t'invito usuale dei rabbini ai loro discepoli, per chiamare l'attenzione su qualche punto importante, o sa qualche nuova dottrina. Checché ne sia di ciò, esse sono il preludio dell'appello di Cristo a tutti gli uomini: "Venite e vedetelo chi io sono, e quello che io sono". "Imparate da me ch'io sono mansueto ed umile di cuore, e voi troverete riposo alle anime vostre" Matteo 11:29.

Essi adunque andarono, e videro ove egli dimorava,

È evidente che i due discepoli accompagnarono volentieri Gesù, e benché l'Evangelista non ci dica nulla, né del luogo, né della natura del trattenimento che seguì, il risultato mostra che quella fu una visita benedetta. Fu per l'Evangelista il sacro punto di partenza di una vita nuova, e ogni dettaglio ne rimase profondamente scolpito nella sua mente e nel suo cuore. "Le parole di Andrea a suo fratello Giovanni 1:41, ci lasciano indovinare quanto solenni sieno stati, in quel giorno, gli insegnamenti di Gesù, le sue misericordiose rivelazioni di se stesso, la sua pazienza nell'istruire la loro ignoranza, la sua tenera sollecitudine nel rimuovere i loro dubbi, tanto che, nella gioia della loro scoperta, poterono dire: 'Noi abbiamo trovato il Messia'" (Milligan).

e stettero appresso di lui quel giorno. Or era intorno le dieci ore

La lunghezza del trattenimento dipende dal senso che si darà alle parole intorno alle dieci ore. I Giudei cominciavano a contare le ore dal levare del sole; i Romani invece le contavano dalla mezzanotte. Nel primo caso la decima ora corrisponderebbe alle 4 pom.; nell'altro alle 10 di mattina. Entrambe queste teorie sono sostenuto da critici distinti; ma probabilmente nessuno avrebbe mai dubitato che Giovanni contasse le ore all'uso giudaico, senza la divergenza fra lui e Marco relativamente all'ora della crocifissione (Confr. Marco 15:25; Giovanni 19:14). Contro la spiegazione delle 4 pom. si dice che il tempo fra quell'ora e le 6, (chiusura del giorno giudaico), era troppo breve per un trattenimento di questa importanza; d'altra parte si dice che dalle 10 di mattina alle 6 pom. è più di quanto si può ragionevolmente credere che Gesù potesse dare ai due, discepoli. Siccome in Giovanni 4:6; 9:9, l'Evangelista segue evidentemente l'orario giudaico, ci pare probabile che lo segua anche qui, come fan pure i Sinottici nei loro scritti. Se la conversazione cominciò alle 4 pom. rimanevano due ore intere prima della chiusura del giorno giudaico, lasciando ampio tempo a Andrea per riferire la cosa a suo fratello, prima di ritirarsi per la notte.

PASSI PARALLELI

Giovanni 1:46; 6:37; 14:22-23; Proverbi 8:17; Matteo 11:28-30

Giovanni 1:40; Atti 28:30-31; Apocalisse 3:20

Luca 24:29

40 40. Andrea fratello di Simon Pietro, era uno dei due, che avevano udito quel ragionamento da Giovanni, ed avevano seguitato Gesù

Fra i discepoli di Gesù, furonvi due coppie di fratelli, i figli di Giona, e i figli di Zebedeo, e se dobbiamo stare all'ordine nel quale vengono nominati, Pietro sarebbe stato il maggiore della prima coppia, e Giacomo della seconda. Alcuni però fanno di Andrea il figlio primogenito di Giona, benché lo conosciamo solo per la sua parentela col più illustre suo fratello. Altro non ci dice la Scrittura di lui, se non che egli indicò il ragazzo che portava i cinque pani e i due pesci Giovanni 6:8; che introdusse i Greci a Gesù Giovanni 12:22; ed era fra i discepoli cui Cristo, sul Monte degli Ulivi, annunziò i segni della sua venuta Marco 13:3. La tradizione ecclesiastica parla in modo assai incerto della Scizia, dell'Acaia, e dell'Asia Minore, come teatri delle sue fatiche apostoliche. Egli e Simone suo fratello appartenevano a Betsaida (Vedi note Matteo 11:21), ma avevano casa a Capernaum, e probabilmente vi dimoravano, quando Gesù li chiamò a seguirlo definitivamente (Vedi nota Marco 1:19).

41 

La conversione di Simone Giovanni 1:41-42

41. Costui trovò il primo il suo fratello (il proprio fratello), Simone,

Il senso della parola protos, il primo in questo versetto è stato origine di molte difficoltà. Gli antichi scrittori, e alcuni fra i moderni, suppongono che Andrea e Giovanni accommiatatisi da Gesù, andarono in cerca di Simone insieme o separatamente e che Andrea fu il primo a trovare colui che cercava. Si obietta che, in quel caso, l'aggettivo, il proprio fratello sarebbe una perifrasi inutile del pronome possessivo suo. Per spiegare il protos e l'idion, alcuni scrittori più recenti han messo avanti e sostenuto l'idea che ciascuno dei due discepoli andò in cerca del proprio fratello Andrea in cerca di Simone, Giovanni in cerca di Giacomo, che entrambi riuscirono a condurli dal Signore, ma che Andrea il primo, in quanto al tempo. Questo ci sembra un grosso edilizio posato su ben tenue fondamento, poiché, in tutto questo versetto, non c'è che quella parola il primo che possa addursi in appoggio di tale idea, mentre al ver. 42 leggiamo che Pietro solo fu condotto a Gesù, il che ci pare contrario a tale interpretazione. Notiamo che il nome di Giacomo non si trova mai in questo Vangelo! Vi è un altro senso che spiega sufficientemente protos, ed è che Andrea è qui ricordato fra i discepoli come il primo il quale, dopo aver personalmente trovato il Signore, lo annunziò ad altri come essendo il Messia, e la sua prima conquista fu suo fratello Simone, il quale ebbe dipoi, nella Chiesa cristiana, una parte assai più importante della sua. Se si adotta questa interpretazione, nel condurre le anime a Cristo, Andrea avrebbe preceduto Pietro! Ma Lachinann, Tregelles, Brown ed altri considerano che la lezione più autorevole qui è proton, neutro, usato avverbialmente e significante il primo in quanto a tempo, cioè: "la prima cosa" che Andrea fece ecc. Questa spiegazione ci sembra preferibile. Lo zelo per la diffusione della buona novella della salute, e l'amore per le anime, sentimenti che si svegliano in coloro che hanno trovato in Gesù la loro vita e la loro felicità, risplendono in questo versetto ed in Giovanni 1:45. Andrea, avendo conosciuto Gesù, non si dà requie che non l'abbia annunziato a Pietro, e Filippo non è contento che dopo aver partecipato la lieta notizia a Natanaele. Questo è naturale in chiunque ha realmente scoperto Cristo. Il primo impulso è di correre in cerca dei nostri parenti ed amici e di dir loro: "Abbiam trovato il Messia".

e gli disse: Noi abbiamo trovato il Messia, (il che, interpretato, vuol dire: il Cristo)

Il plurale non indica necessariamente che Giovanni fosse presente, quando Andrea trovò suo fratello Simone, ma solo che entrambi erano convinti che in colui, col quale avevano lungamente parlato, si doveva riconoscere l'aspettato Messia. Questo titolo si trova un'altra sola volta in questo Vangelo, sulle labbra cioè della donna di Samaria Giovanni 4:25. I due termini Messia e Cristo significano Unto; ma siccome i profeti, i sacerdoti, e i re erano tutti consacrati al loro uffizio mediante l'unzione, l'articolo il è qui enfatico, e significa che Gesù era l'UNTO per eccellenza, Colui che "Iddio, l'Iddio suo ha unto d'olio di letizia sopra i suoi conservi" Salmi 45:8. La preparazione dei loro cuori, sotto il ministero di Giovanni Battista, li condusse rapidamente a questa benedetta convinzione mentre altri rimasero titubanti, finche il dubbio non divenne indurimento. La conversazione del Salvatore non solo li aveva convinti che egli era veramente il Messia, ma aveva pure cambiato il loro cuore, come si poté vedere dalla susseguente loro vita.

PASSI PARALLELI

Giovanni 1:36-37,45; 4:28-29; 2Re 7:9; Isaia 2:3-5; Luca 2:17,38; Atti 13:32-33

1Giovanni 1:3

Giovanni 1:25; Daniele 9:25-26

Salmi 2:2; 45:7; 89:20; Isaia 11:2; 61:1; Luca 4:18-21; Atti 4:27; 10:38

Ebrei 1:8-9

42 42. E lo menò da Gesù

E quasi certo che Pietro pure era stato discepolo di Giovanni, e aveva diviso le speranze e i desideri di suo fratello, intorno al Messia; ma per giudicare da se stesso delle prove che avevano convinto Andrea, egli volentieri acconsente ad andare da Gesù.

E Gesù, riguardatolo in faccia,

indica uno sguardo che penetrava fino al cuore, che leggeva il carattere di Pietro e che lo doveva preparare alle parole che seguirono.

disse: Tu sei Simone, figliuol di Giona;

Benché il Signore non avesse mai veduto quell'uomo fino a quell'istante, non è assolutamente necessario considerare come un miracolo il fatto che egli ne proclama il nome e quello del padre, perché è possibile che Andrea gli avesse detto nella sua prima visita di chi era figlio, e ora gli abbia presentato Simone per nome, come suo fratello; tuttavia, confrontando questo incidente colla prova che Gesù dà più sotto a Natanaele della sua conoscenza Giovanni 1:48, dobbiamo considerarlo dallo stesso punto di vista. Così la pensano Bengel, Stier, Luthardt, Alford, e molti altri. Si suppone che Giona sia una contrazione di Ioannes, (Giovanni), e i revisori del Nuovo Testamento inglese hanno sostituito questo nome così in questo punto, come in Giovanni 21:15; ma Matteo 16:17, dà il nome di Giona esattamente come lo dà Giovanni, e se non lo si trova altrove nel Nuovo Testamento, occorre assai di frequente negli scritti talmudici.

tu sarai chiamato Cefa (che vuol dire Pietra)

Cefa è parola aramaica che significa pietra. Fuorché in questo passo, i Vangeli non danno mai questo nome a Pietro. Paolo glielo dà una volta in Galati 2:9, chiamandolo, insieme a Giovanni, colonna della Chiesa, e quattro volte nella 1Corinzi 1:12; 3:22; 9:5; 15:5, il che ha fatto credere, a torto, che Pietro non fosse noto in Corinto che sotto il nome di Cefa! Perché diede il Signore tal nome a Pietro nel loro primo incontro? Prima di tutto per indicare il cambiamento che la grazia opererebbe in lui. Di natura impulsivo, instabile, mutevole, doveva divenire infine una pietra solida nella Chiesa di Cristo, e dimostrare col martirio la fermezza della sua adesione al Signore. In secondo luogo, per annunziare quel che Pietro diverrebbe al servizio del Vangelo e qual parte avrebbe nell'edificare la Chiesa primitiva. Il suo doveva essere un primato di opera, non di rango. La sua confessione di Cristo è la verità fondamentale sulla quale doveva edificarsi la Chiesa (Vedi note Matteo 10:2; Matteo 16:18).

PASSI PARALLELI

Giovanni 1:47-48; 2:24-25; 6:70-71; 13:18

Giovanni 21:15-17

Matteo 16:17

1Corinzi 1:12; 3:22; 9:5; 15:5; Galati 2:9

Giovanni 1:2; Matteo 10:2; 16:18; Marco 3:16; Luca 5:8; 6:14

Salmi 40:1-12

Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.

Riferimenti incrociati:

Isaia 49:1-7

1 Is 41:1; 42:1-4,12; 45:22; 51:5; 60:9; 66:19; Sof 2:11
Is 55:3; 57:19; Ef 2:17; Eb 12:25
Is 49:5; Sal 71:5,6; Ger 1:5; Mat 1:20,21; Lu 1:15,31-31; 2:10,11; Giov 10:36; Ga 1:15; 1P 1:20

2 Is 11:4; Sal 45:2-5; Os 6:5; Eb 4:12; Ap 1:16; 2:12; 19:15
Is 42:1; 51:16; Sal 91:1; Lu 23:46
Is 50:4; 61:1-3; Sal 45:5; Ger 1:18; 15:19,20

3 Is 42:1; 43:21; 44:23; 52:13; 53:10; Zac 3:8; Mat 17:5; Lu 2:10-14; Giov 12:28; 13:31,32; 15:8; 17:1,4; Ef 1:6; Fili 2:6-11; 1P 2:9

4 Is 65:2; Ez 3:19; Mat 17:17; 23:37; Giov 1:11; Rom 10:21; Ga 4:11
Lev 26:20; 2Co 12:15
Is 53:10-12; Sal 22:22-31; Lu 24:26; Giov 17:4,5; 2Co 2:15; Fili 2:9,10; Eb 12:2
Is 40:10; 62:11

5 Is 49:1
Is 56:8; Mat 15:24; At 10:36; Rom 15:8
Mat 21:37-41; 23:37; Lu 19:42; 1Te 2:15,16
Sal 110:1-3; Mat 3:17; 11:27; 17:5; 28:18; Giov 3:35; 5:20-27; Ef 1:20-22; 1P 3:22

6 2Re 3:18; 20:10
Is 42:6; 60:3; Lu 2:32; Giov 1:4-9; At 13:47; 26:18
Is 11:10; 24:14-16; 46:13; 52:10; Sal 98:2,3; Lu 24:46,47

7 Is 48:7; Ap 3:7
Is 53:3; Sal 22:6-8; 69:7-9,19; Zac 11:8; Mat 26:67; 27:38-44; Lu 23:18,23; Giov 18:40; 19:6,15
Mat 20:28; Lu 22:27
Is 49:23; 52:15; 60:3,10,16; Sal 2:10-12; 68:31; 72:10,11; Ap 11:15
Is 42:1; Lu 23:35; 1P 2:4

1Corinzi 1:1-9

1 Rom 1:1; Ga 2:7,8
1Co 3:9; 9:1,2; 15:9; Lu 6:13; Giov 20:21; At 1:2,25,26; 22:21; Rom 1:5; 2Co 11:5; 12:12; Ga 1:1; Ef 4:11; 1Ti 1:1; 2:7
1Co 6:16,17; Giov 15:16; 2Co 1:1; Ga 1:15,16; Ef 1:1; Col 1:1
At 18:17

2 At 18:1,8-11; 2Co 1:1; Ga 1:2; 1Te 1:1; 2Te 1:1; 1Ti 3:15
Giuda 1:1
1Co 1:30; 6:9-11; Giov 17:17-19; At 15:9; 26:18; Ef 5:26; Eb 2:11; 10:10; 13:12
Rom 1:7; 1Te 4:7; 2Ti 1:9; 1P 1:15,16
At 7:59,60; 9:14,21; 22:16; 2Te 2:16,17; 2Ti 2:22
Ge 4:26; 12:8; 13:4-7,8-13
1Co 8:6; Sal 45:11; At 10:36; Rom 3:22; 10:12; 14:8,9; 2Co 4:5; Fili 2:9-11; Ap 19:16

3 Rom 1:7; 2Co 1:2; Ef 1:2; 1P 1:2

4 Rom 1:8; 6:17; At 11:23; 21:20
1Co 1:3; Giov 10:30; 14:14,16,26; 15:26; 1Ti 1:14

5 1Co 4:7-10; Rom 11:12; 2Co 9:11; Ef 2:7; 3:8
1Co 12:8,10; 14:5,6,26; At 2:4; 2Co 8:7; Ef 6:19; Col 4:3,4
1Co 8:11; 13:2,8; Rom 15:4; 2Co 4:6; Ef 1:17; Fili 1:9; Col 1:9,10; 2:3; 3:10; Giac 3:13; 2P 3:18

6 1Co 2:1,2; At 18:5; 20:21,24; 22:18; 23:11; 28:23; 1Ti 2:6; 2Ti 1:8; 1G 5:11-13; Ap 1:2,9; 6:9; 12:11,17; 19:10
Mar 16:20; At 11:17,21; Rom 15:19; 2Co 12:12; Ga 3:5; Eb 2:3,4

7 2Co 12:13
1Co 4:5; Ge 49:18; Mat 25:1; Lu 12:36; Rom 8:19; Fili 3:20; 1Te 1:10; 2Ti 4:8; Tit 2:13; Eb 9:28; 10:36,37; Giac 5:7,8; 2P 3:12; Giuda 1:21
Lu 17:30; Col 3:4; 2Te 1:7; 1Ti 6:14,15; 1P 1:13; 4:13; 5:4; 1G 3:2

8 Sal 37:17,28; Rom 14:4; 16:25; 2Co 1:21; 1Te 3:13; 5:24; 2Te 3:3; 1P 5:10
Ef 5:27; Fili 2:15; Col 1:22; 1Te 3:13; 5:23,24; 2P 3:14; Giuda 1:24,25
Fili 1:6,10; 2:16; 2P 3:10

9 1Co 10:13; Nu 23:19; De 7:9; 32:4; Sal 89:33-35; 100:5; Is 11:5; 25:1; 49:7; Lam 3:22,23; Mat 24:35; 1Te 5:23,24; 2Te 3:3; Tit 1:2; Eb 2:17; 6:18; 10:23; 11:11; Ap 19:11
Col 1:24; Rom 8:28,30; 9:24; Ga 1:15; 1Te 2:12; 2Te 2:14; 2Ti 1:9; Eb 3:1; 1P 5:10
1Co 1:30; 10:16; Giov 15:4,5; 17:21; Rom 11:17; Ga 2:20; Ef 2:20-22; 3:6; Eb 3:14; 1G 1:3,7; 4:13

Giovanni 1:29-42

29 Giov 1:36; Ge 22:7,8; Eso 12:3-13; Nu 28:3-10; Is 53:7; At 8:32; 1P 1:19; Ap 5:6,8,12,13; 6:1,16; 7:9,10,14,17; 12:11; 13:8; 14:1,4,10; 15:3; 17:14; 19:7,9; 21:9,14,22,23,27; 22:1-3
Is 53:11; Os 14:2; Mat 20:28; At 13:39; 1Co 15:3; 2Co 5:21; Ga 1:4; 3:13; 1Ti 2:6; Tit 2:14; Eb 1:3; 2:17; 9:28; 1P 2:24; 3:18; 1G 2:2; 3:5; 4:10; Ap 1:5
Eso 28:38; Lev 10:17; 16:21,22; Nu 18:1,23

30 Giov 1:15,27; Lu 3:16

31 Giov 1:33; Lu 1:80; 2:39-42
Giov 1:7; Is 40:3-5; Mal 3:1; 4:2-5; Lu 1:17,76-79
Mat 3:6; Mar 1:3-5; Lu 3:3,4; At 19:4

32 Giov 5:32; Mat 3:16; Mar 1:10; Lu 3:22

33 Giov 1:31; Mat 3:13-15
Giov 3:5,34; Mat 3:11,14; Mar 1:7,8; Lu 3:16; At 1:5; 2:4; 10:44-47; 11:15,16; 19:2-6; 1Co 12:13; Tit 3:5,6

34 Giov 1:18,49; 3:16-18,35,36; 5:23-27; 6:69; 10:30,36; 11:27; 19:7; 20:28,31; Sal 2:7; 89:26,27; Mat 3:17; 4:3,6; 8:29; 11:27; 16:16; 17:5; 26:63; 27:40,43,54; Mar 1:1,11; Lu 1:35; 3:22; Rom 1:4; 2Co 1:19; Eb 1:1,2,5,6; 7:3; 1G 2:23; 3:8; 4:9,14,15; 5:9-13,20; 2G 1:9; Ap 2:18

35 Giov 3:25,26; Mal 3:16

36 Giov 1:29; Is 45:22; 65:1,2; Eb 12:2; 1P 1:19,20

37 Giov 1:43; 4:39-42; Prov 15:23; Zac 8:21; Rom 10:17; Ef 4:29; Ap 22:17

38 Lu 14:25; 15:20; 19:5; 22:61
Giov 18:4,7; 20:15,16; Lu 7:24-27; 18:40,41; At 10:21,29
Giov 1:49; 3:2,26; 6:25; Mat 23:7,8
Giov 12:21; Ru 1:16; 1Re 10:8; Sal 27:4; Prov 3:18; 8:34; 13:20; CC 1:7,8; Lu 8:38; 10:39

39 Giov 1:46; 6:37; 14:22,23; Prov 8:17; Mat 11:28-30
Giov 4:40; At 28:30,31; Ap 3:20
Lu 24:29

40 Giov 6:8; Mat 4:18; 10:2; At 1:13

41 Giov 1:36,37,45; 4:28,29; 2Re 7:9; Is 2:3-5; Lu 2:17,38; At 13:32,33; 1G 1:3
Giov 4:25; Dan 9:25,26
Sal 2:2; 45:7; 89:20; Is 11:2; 61:1; Lu 4:18-21; At 4:27; 10:38; Eb 1:8,9

42 Giov 1:47,48; 2:24,25; 6:70,71; 13:18
Giov 21:15-17
Mat 16:17
1Co 1:12; 3:22; 9:5; 15:5; Ga 2:9
Giov 21:2; Mat 10:2; 16:18; Mar 3:16; Lu 5:8; 6:14

Salmi 40:1-12

1 Giob 10:20,21; 14:5,6
Ge 5:24; 42:36; Giob 14:10-12

2 Sal 27:13,14; 37:7; Giac 5:7-11
Sal 116:2; 130:2; Dan 9:18

3 Sal 18:16,17; 71:20; 86:13; 116:3; 142:6,7; 143:3; Is 24:22; Gion 2:5,6; Zac 9:11; At 2:24,27-31
Mat 13:50
Sal 69:2,14,15; Ger 38:6-12; Lam 3:53-55
Sal 27:5; 61:2; Mat 7:24,25
Sal 17:5; 18:36; 37:23; 119:133

4 Sal 33:3; 144:9; Ap 5:9,10; 14:3
Sal 103:1-5; Is 12:1-4
Sal 34:1-6; 35:27; 52:6; 64:9,10; 142:7; Os 3:5; At 2:31-41; 4:4

5 Sal 2:12; 34:8; 84:11,12; 118:8,9; Ger 17:7,8; Rom 15:12,13
Sal 15:4; 101:3-7; 119:21
Sal 125:5; Is 44:18-20; Ger 10:14,15; Gion 2:8; 2Te 2:9-11

6 Sal 136:4; Eso 11:8; 15:11; Giob 5:9; 9:10; 26:14
Sal 71:15; 92:5; 139:6,17,18; Is 55:8,9; Ger 29:11
Giob 37:19,20

7 Sal 50:8; 51:16; 1Sa 15:22; Is 1:11; 66:3; Ger 7:21-23; Os 6:6; Mat 9:13; 12:7; Eb 10:5-12
Eso 21:6; Giob 33:16; Is 50:4,5

8 Eb 10:7-9
Ge 3:15; Lu 24:27,44; Giov 5:39; At 10:43; 1Co 15:3,4; 1P 1:10,11; Ap 19:10

9 Sal 112:1; 119:16,24,47,92; Giob 23:12; Ger 15:16; Giov 4:34; Rom 7:22; 8:29
Sal 37:30,31; Prov 3:1; Ger 31:33; 2Co 3:3

10 Sal 22:22,25; 35:18; 71:15-18; Mar 16:15,16; Lu 4:16-22; Eb 2:12
Sal 119:13,171,172
Sal 139:2; Giov 21:17

11 Ez 2:7; 3:17,18; At 20:20,21,26,27; Rom 10:9,10; 1Te 1:8; Ap 22:17
Rom 1:16,17; 3:22-26; 10:3; Fili 3:9
At 13:32,33; Rom 15:8,9
Is 49:6; Lu 2:30-32; 3:6; 1Ti 1:15
Sal 25:10; 34:6; Mic 7:20; Giov 1:17; 3:16,17

12 Sal 69:13,16
Sal 23:6; 43:3; 57:3; 61:7; 85:10; Eb 5:7

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