Nuova Riveduta:

Levitico 13:6

Il settimo giorno, il sacerdote lo esaminerà di nuovo; se vedrà che ormai la piaga non è lucida e non si è allargata sulla pelle, dichiarerà quell'uomo puro: si tratta di pustola. Quel tale laverà le sue vesti e sarà puro.

C.E.I.:

Levitico 13:6

Il sacerdote, il settimo giorno, lo esaminerà di nuovo; se vedrà che la piaga non è più bianca e non si è allargata sulla pelle, dichiarerà quell'uomo mondo: è una pustola. Quegli si laverà le vesti e sarà mondo.

Nuova Diodati:

Levitico 13:6

Il sacerdote lo esaminerà di nuovo il settimo giorno; e se vedrà che la piaga si è attenuata e non si è diffusa sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà puro: è solo una pustola. Quel tale laverà le sue vesti e sarà puro.

Bibbia della Gioia:

Levitico 13:6

Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.

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Riveduta:

Levitico 13:6

Il sacerdote, il settimo giorno, lo esaminerà di nuovo; e se vedrà che la piaga non è più lucida e non s'è allargata sulla pelle, il sacerdote dichiarerà quell'uomo puro: è una pustola. Quel tale laverà le sue vesti, e sarà puro.

Diodati:

Levitico 13:6

Che se, al settimo giorno, il sacerdote, riguardandolo di nuovo, vede che la piaga si sia ristretta, e non si sia allargata nella pelle, dichiarilo netto; è rogna; e lavi colui i suoi vestimenti; e sarà netto.

Commentario:

Levitico 13:6

Indicazioni al sacerdote per giudicare i colpiti da lebbra. (1-17) Ulteriori indicazioni. (18-44) Come doveva essere dichiarato il lebbroso. (45,46) I vestimenti del lebbroso. (47-59)

Versi 1-17 La piaga della lebbra era un'impurità piuttosto che una malattia. È scritto che Cristo mondava i lebbrosi, non li curava. Non ci sono notizie certe se la lebbra fosse presente tra gli ebrei già durante la loro residenza in Egitto o dopo. Il loro stato di schiavitù e il loro lavoro in quella terra certo li devono avere reso più attaccabili da questa impurità. Ma era una piaga spesso imposta direttamente dalla mano di Dio. La lebbra di Gheazi, di Miriam e del re Uzzia furono punizioni di particolari peccati, eppure a nessuno venne in mente o fece attenzione a questi eventi particolari. Il giudizio spettava ai sacerdoti. La lebbra è l'esempio dei mali morali nei peccatori. Il peccato è la labbra dell'anima e si può guarire prendendo coscienza che Cristo solo può mondare. Il sacerdote poteva solo condannare il lebbroso, (poiché per mezzo della legge conosciamo il peccato), ma solo Cristo può curare il peccatore e può liberarlo dal peccato. È di grande importanza, seppure non sempre facile, tenere sotto controllo il nostro stato spirituale. Abbiamo tutti motivo di avere dei anche sospetti e di essere coscienti di ferite e macchioline ed il problema è se siamo puliti o sporchi, mondi oppure no. Dato che c'erano dei segni per riconoscere la lebbra, così ci sono dei segni per riconoscere il nostro stato, come quello dell'amarezza che perdura in noi. Il sacerdote doveva avere tempo per emettere il suo giudizio. Questo ci insegna a tutti, sia ministri che popolo, a non essere frettolosi nel riconoscere colpevolezze, né a giudicare prima del tempo. Se i peccati degli uomini vengono subito giudicati, quelli di altri seguiranno immediatamente. Se la persona sospettata di lebbra veniva riconosciuta pura, essa doveva lavare i suoi abiti, perché lì poteva essere la fonte sospetta dell'infezione. Dobbiamo essere perciò lavati dal sangue di Cristo anche per le nostre macchioline, sebbene non si tratti di lebbra, infatti chi può dire di essere totalmente puro dal peccato?

Riferimenti incrociati:

Levitico 13:6

Is 11:3,4; 42:3; Rom 14:1; Giuda 1:22,23
Lev 13:2; De 32:5; Giac 3:2
Lev 11:25,28,40; 14:8; 1Re 8:38,45; Sal 19:12; Prov 20:9; Ec 7:20; Giov 13:8-10; 2Co 7:1; Eb 9:10; 10:22; 1G 1:7-9


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