Nuova Riveduta:

Luca 14:27

E chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.

C.E.I.:

Luca 14:27

Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.

Nuova Diodati:

Luca 14:27

E chiunque non porta la sua croce e mi segue, non può essere mio discepolo.

Bibbia della Gioia:

Luca 14:27

E nessuno può essere mio discepolo, se non porta la sua croce e mi segue.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Luca 14:27

E chi non porta la sua croce e non vien dietro a me, non può esser mio discepolo.

Diodati:

Luca 14:27

E chiunque non porta la sua croce, e non vien dietro a me, non può esser mio discepolo.

Commentario:

Luca 14:27

26 26. Se alcuno viene a me, e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie e i figliuoli e fratelli, e le sorelle; anzi ancora la sua propria, vita non può esser mio discepolo. 27. E chiunque non porta la sua croce, e non viene dietro a me, non può esser mio discepolo.

Per la esposizione Vedi Matteo 10:37-38. In questi versetti, il Signore dichiara nel modo più esplicito, che la vita di ogni vero discepolo dev'essere dal principio alla fine, una vita di abnegazione e di sofferenze; e perciò non si deve fare temerariamente e senza serie riflessioni professione di Cristianesimo, bensì solo dopo lunghe riflessioni, accompagnate di preghiere, sulle sue prove, ed una risoluta decisione di sopportarle tutte, colla forza di Dio. Il Cercator dei cuori ben vedeva che anche quella moltitudine, che pure era realmente disposta a riconoscerlo per il Messia, lo seguiva solo perché sperava di veder realizzate le sue aspettazioni terrene relative al regno temporale del Messia, e che il maggior numero di quei suoi seguaci non guardavano più in alto che ai godimenti carnali, alla prosperità temporale, al potere ed agli onori mondani. Egli li avverte che sperando queste cose s'ingannano a partito, e che l'abnegazione (indicata dall'«odiar padre e madre... e ancor la sua propria vita») e la sofferenza, così per lotte interne come per persecuzioni dal di fuori (espresse nel «prendere la sua croce»), dovranno esser l'esperienza di tutta quanta la loro vita. L'odiare i genitori in un senso letterale sarebbe una violazione del quinto comandamento, e non meno contrario allo spirito dell'evangelo sarebbe l'odiare, in quel modo, qualsiasi dei congiunti qui mentovati. L'odiare la propria vita sarebbe una sfida al sesto Comandamento; ma questo ci dà la chiave del vero senso del verbo odiare in questo passo. L'amore e la divozione che veri discepoli portano a Cristo sono tali che gli oggetti più vicini ai loro cuori, se si frappongono fra essi ed il loro dovere inverso Cristo, devono venire abbandonati, anzi odiati ove occorra, come pietre d'inciampo, che impediscono la loro via. La vita è preziosa. «L'uomo darà tutto ciò che egli ha per la sua vita», dice Satana di Giobbe 2:4; e quando il servizio di Cristo mette l'anima in pericolo, l'amor di questa è così forte che spesso Cristo vien rinnegato. L'odiar la propria vita è uno stimarla così che il timor di perderla non sia mai un impedimento per noi quando il servire a Cristo ne richiede il sacrifizio. Tale è pure il significato di questa parola relativamente a tutti gli altri oggetti delle nostre affezioni. «Oltre la prova di Matteo 10:37 che la parola odiare significa amar meno, ne abbiamo un'altra in Matteo 6:24, dove quel vocabolo è usato nello stesso senso. Così pure, quando leggiamo in Romani 9:13: "Io ho amato Giacobbe e odiato Esaù", questo vuol dire: Ho amato Giacobbe più di Esaù. Che tale interpretazione della parola "odiare" non sia arbitraria. ma conforme all'indole dell'idioma ebraico, appare da quanto è detto in Genesi 29:30-31, dove l'espressione "Lea era odiata", viene spiegata col dire che Giacobbe "amò Rachele più che Lea"» (Pearson sul Credo).

PASSI PARALLELI

Deuteronomio 13:6-8; 33:9; Salmi 73:25-26; Matteo 10:37; Filippesi 3:8

Genesi 29:30-31; Deuteronomio 21:15; Giobbe 7:15-16; Ecclesiaste 2:17-19; Malachia 1:2-3

Giovanni 12:25; Romani 9:13

Atti 20:24; Apocalisse 12:11

Luca 9:23-25; Matteo 10:38; 16:24-26; Marco 8:34-37; 10:21; 15:21; Giovanni 19:17

2Timoteo 3:12

Matteo 13:21; Atti 14:22; 2Timoteo 1:12

Riferimenti incrociati:

Luca 14:27

Lu 9:23-25; Mat 10:38; 16:24-26; Mar 8:34-37; 10:21; 15:21; Giov 19:17; 2Ti 3:12
Mat 13:21; At 14:22; 2Ti 1:12


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