Nuova Riveduta:

Luca 15:23

portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,

C.E.I.:

Luca 15:23

Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,

Nuova Diodati:

Luca 15:23

Portate fuori il vitello ingrassato e ammazzatelo; mangiamo e rallegriamoci,

Bibbia della Gioia:

Luca 15:23

Poi ammazzate il vitello che teniamo all'ingrasso. Dobbiamo festeggiare con un gran pranzo,

La Parola è Vita
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Riveduta:

Luca 15:23

e menate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, e mangiamo e rallegriamoci,

Diodati:

Luca 15:23

E menate fuori il vitello ingrassato, ed ammazzatelo, e mangiamo, e rallegriamoci;

Commentario:

Luca 15:23

22 22. Ma il padre disse a' suoi servitori:

Questa parabola ha tre parole per dinotare i servi: misthioi ver. 17, servi presi e pagati a giornata Matteo 20:1 ecc., fra i quali il figliuol prodigo voleva essere annoverato; douloi, ver. 22, schiavi domestici che dimoravano nella casa per un tempo più o meno lungo; e paides, vers. 26, che erano forse impiegati nelle stalle, in sull'aia ecc. La menzione indiretta di queste varie specie di servi indica la ricchezza di quel padre.

portate quà la più bella vesta, e vestitelo, e mettetegli un anello in dito, e delle scarpe ne' piedi. 23. E menate fuori il vitello ingrassato, e ammazzatelo; e mangiamo, e rallegriamoci;

La profonda ed esuberante gioia del padre, presto si converte in atti; i servi son chiamati, al prodigo si toglie ogni vestigio della passata sua degradazione, egli indossa vesti ed onori conformi al rango di figlio di un ricco proprietario (letteralmente la prima veste, non vuol dire, come credono taluni, quella che egli portava prima di abbandonare la casa paterna, né il posto che essa occupava nel guardaroba, ma, come è chiaro dal testo, la più bella, la più preziosa di quelle che eran tenute in serbo per gli ospiti, vedi Note Matteo 6:19; Matteo 22:11). Sin dai primi tempi, le persone di rango usavano anche in Palestina degli anelli, come lo si vede nel caso di Giuda, Genesi 38:18; ma in quelli di Giuseppe, di Jezebel, di Aman, e di Mardocheo, l'anello o sigillo reale, loro affidato, era un emblema di autorità Genesi 41:42; 1Re 21:8; Ester 3:10; 8:2. L'anello posto in dito al figliuol prodigo può esser stato simbolo non solo della restituzione del suo rango, ma pure dell'autorità che egli dovea ricominciare ad avere in casa insieme al padre ed al fratello maggiore. Le scarpe non erano portate dai servi o dagli schiavi, il riceverne era dunque una nuova prova che egli ritornava ad occupare la sua posizione di prima. L'articolo prima del vitello ingrassato indica, non già che non ci fosse che quello nella stalla, ma che quello lo si ingrassava specialmente per qualche sacrifizio o qualche festa. Quasi tutti i commentatori antichi e moderni dànno un significato spirituale a ciascuno di questi doni conferiti al figliuol prodigo. La veste rappresenterebbe la giustizia di Cristo, di cui deve esser coperto il peccatore per ottenere il suo perdono da Dio. Qui la dottrina è senza dubbio ortodossa, ma la interpretazione è erronea, perché, in quanto al tempo, il peccatore deve già esser vestito di quella giustizia prima di avventurarsi alla presenza di Dio; ed è precisamente, perché egli è rivestito di quella giustizia per fede, che il Padre lo riceve amorevolmente. Se deve darsi alle vesti un senso spirituale, dovrebb'esser piuttosto quello della santificazione, il rivestire per parte dell'anima perdonata e accettata da Dio, delle varie grazie della vita divina, i frutti dello Spirito, i quali essi pure vengono paragonati a dei vestimenti Romani 13:12; Efesini 4:24; Colossesi 3:10. In tal caso troviamo un passo parallelo in Zaccaria 3:1-5. L'anello secondo questa interpretazione spirituale significa il suggello dello Spirito, e le scarpe sono una indicazione che il perdonato peccatore cammina in novità di vita; mentre l'ammazzare il vitello ingrassato, Origene, Girolamo ed Agostino (contradicendo in modo strano le summentovate spiegazioni), lo ritengono come un simbolo del sacrifizio di Cristo! Tali interpretazioni sono ingegnosissime, ma a parer nostro, non sono conformi alla mente di Cristo. Nessun significato simbolico dev'essere assegnato a ciascuno di questi articoli di vestiario o di ornamento: sono semplici accessorii del racconto, destinati a dare una più viva impressione del completo ristabilimento del figliuol prodigo nella sua posizione primiera, e della attività esuberante della gioia del padre. L'espressione della gioia del padre raggiunge il suo apice e si diffonde nella festa cui prendon parte con lui e col figlio minore tutti i servi della casa. Come il pastore e la donna nelle precedenti parabole, chiamarono i loro amici e vicini a rallegrarsi seco loro per aver essi trovato quello che avean perduto, così in questa il padre chiama tutti i membri della sua famiglia a dividere la gioia del suo cuore.

PASSI PARALLELI

Salmi 45:13; 132:9,16; Isaia 61:10; Ezechiele 16:9-13; Zaccaria 3:3-5; Matteo 22:11-12

Romani 3:22; 13:14; Galati 3:27; Efesini 4:22-24; Apocalisse 3:4-5,18; 6:11; 7:9,13-14

Apocalisse 19:8

Genesi 41:42; Ester 3:10; 8:2; Romani 8:15; Galati 4:5-6; Efesini 1:13-14; Apocalisse 2:17

Deuteronomio 33:25; Salmi 18:33; Cantici 7:1; Ezechiele 16:10; Efesini 6:15

Genesi 18:7; Salmi 63:5; Proverbi 9:2; Isaia 25:6; 65:13-14; Matteo 22:2-14

Riferimenti incrociati:

Luca 15:23

Ge 18:7; Sal 63:5; Prov 9:2; Is 25:6; 65:13,14; Mat 22:2-14

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