Nuova Riveduta:

Luca 18:11

Il fariseo, stando in piedi, pregava così dentro di sé: "O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri; neppure come questo pubblicano.

C.E.I.:

Luca 18:11

Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.

Nuova Diodati:

Luca 18:11

Il fariseo, stando in piedi, dentro di sé pregava così: "O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri, e neppure come quel pubblicano.

Bibbia della Gioia:

Luca 18:11

L'orgoglioso Fariseo se ne stava in piedi e pregava così: "Grazie Dio, perché non sono un peccatore come tutti gli altri, specialmente come quell'esattore delle tasse là in fondo! Perché non imbroglio la gente, non commetto adulterio,

La Parola è Vita
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Riveduta:

Luca 18:11

Il Fariseo, stando in piè, pregava così dentro di sé: O Dio, ti ringrazio ch'io non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri; né pure come quel pubblicano.

Diodati:

Luca 18:11

Il Fariseo, stando in piè, orava in disparte, in questa maniera: O Dio, io ti ringrazio che io non son come gli altri uomini: rapaci, ingiusti, adulteri; nè anche come quel pubblicano.

Commentario:

Luca 18:11

o Dio, io ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini,

La sua preghiera, a dire il vero, ha la forma di un ringraziamento, e senza dubbio l'essere stato preservato da gravi cadute è un soggetto di gratitudine dinanzi a Dio; ma non entra un simil pensiero nella sua mente; il suo ringraziamento è una glorificazione di se medesimo e non di Dio, e nel ringraziare Iddio per il bene che si figura di trovare in se medesimo, insulta gli altri per il male che si figura di trovare in essi,

rapaci ingiusti, adulteri; neanche come quel pubblicano.

Egli enumera primieramente le sue eccellenze morali. Ringrazia Iddio per non esser simile agli altri uomini, dividendo così l'umanità intera in due classi, una delle quali è formata da lui solo, mentre nell'altra stanno tutti gli uomini. Tanto è la sua arroganza che non si contenta di mettere gli altri un pochino al disotto di se medesimo nella, scala della eccellenza, ma li stimatizza senza eccezione come reprobi ed immorali. Al disotto di tutti poi egli pone il povero pubblicano, sul quale l'occhio suo si posa, come sulla personificazione di ogni malvagità, ed il contrasto più marcato colle sue proprie virtù.

PASSI PARALLELI

Luca 1:9-10; 19:46; 1Re 8:30; Atti 3:1

Luca 7:29-30; Matteo 21:31-32; Atti 23:6-8; 26:5; Filippesi 3:5

Salmi 134:1; 135:2; Matteo 6:5; Marco 11:25

Isaia 1:15; 58:2; Geremia 2:28,35; Ezechiele 33:31; Michea 3:11; 1Corinzi 4:7-8; 15:9-10

1Timoteo 1:12-16; Apocalisse 3:17

Luca 20:47; Isaia 65:5; Matteo 3:7-10; 19:18-20; Galati 3:10; Filippesi 3:6; Giacomo 2:9-12

Riferimenti incrociati:

Luca 18:11

Sal 134:1; 135:2; Mat 6:5; Mar 11:25
Is 1:15; 58:2; Ger 2:28,35; Ez 33:31; Mic 3:11; 1Co 4:7,8; 15:9,10; 1Ti 1:12-16; Ap 3:17
Lu 20:47; Is 65:5; Mat 3:7-10; 19:18-20; Ga 3:10; Fili 3:6; Giac 2:9-12

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