Nuova Riveduta:

Luca 18:13

Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: "O Dio, abbi pietà di me, peccatore!"

C.E.I.:

Luca 18:13

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.

Nuova Diodati:

Luca 18:13

Il pubblicano invece, stando lontano, non ardiva neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: "O Dio, sii placato verso me peccatore".

Bibbia della Gioia:

Luca 18:13

L'esattore, intanto, se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo, mentre pregava, ma, battendosi il petto per il dolore, diceva: "O Dio, abbi pietà di me, peccatore!"

La Parola è Vita
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Riveduta:

Luca 18:13

Ma il pubblicano, stando da lungi, non ardiva neppure alzar gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato verso me peccatore!

Diodati:

Luca 18:13

Ma il pubblicano, stando da lungi, non ardiva neppure d'alzar gli occhi al cielo; anzi si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato inverso me peccatore.

Commentario:

Luca 18:13

13. Ma il pubblicano, stando da lungi,

cioè lontano dal Santuario. Invece di farsi strada, come il Fariseo, fino vicino all'altare, si fermò non appena entrato nel cortile degli Israeliti, mediante la scala che ivi saliva da quello dei Gentili, e così fece perché sentivasi indegno di avvicinarsi al luogo del tabernacolo dell'Altissimo. Nel suo contegno esterno, come negli intimi suoi sentimenti, quest'uomo presenta un contrasto molto marcato, col Fariseo. Questo andò a mettersi nel posto più in vista, il più vicino possibile al tempio, quegli si contentò del posto più umile e meno in vista, dietro a tutti gli altri adoratori; il Fariseo assunse il contegno sancito dalla sua setta per la preghiera, occhi e mani alzati al cielo, il pubblicano

non ardiva neppure d'alzar gli occhi al cielo;

Pieno del sentimento del suo peccato, e col cuore addolorato, se ne sta colla testa bassa, come chi pensa o chi piange, noncurante di tutto e di tutti, fuorché del suo peccato, e col pensiero pieno di Dio e della immacolata sua santità. Sentimenti simili ai suoi avean già indotto in altri tempi Davide, Esdra e Daniele ad umiliarsi in modo analogo Salmi 40:13; Esdra 9:6; Daniele 9:7.

anzi si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato inverso me peccatore.

Il contrasto più grande fra questi due uomini sta nella sostanza delle loro preghiere. L'una è già stata descritta come, un atto di sfacciata lode di sé stesso; l'altra è la preghiera più breve che venga ricordata nella Bibbia, ma proviene dal cuore, esprime l'ansietà e l'angoscia di un'anima convinta del suo peccato (e di ciò il picchiarsi il petto era segno esterno) ed è rivolta a Dio che solo può perdonare, e «che, prende piacere in benignità». Ben sentiva il povero pubblicano che Dio avea messi «davanti a sé le sue iniquità, e i suoi peccati occulti alla luce della sua faccia» Salmi 90:8, epperciò la sua confessione è tutta quanta condensata nelle enfatiche parole: Me IL peccatore. La parola greca sii placato, trovasi in un solo altro passo del Nuovo Testamento Ebrei 2:17, dove è applicata al Signor Gesù, come essendo stato fatto il «misericordioso e fedel sommo sacerdote, per fare il purgamento de' peccati del popolo», e siccome non si può dubitare che le scritture giudaiche insegnavano che il «fare il purgamento dei peccati», era lo scopo ed il senso di tutti i sacrifizii giornalieri, è questo pure il senso in cui va intesa la preghiera del pubblicano. È possibile che egli non ne capisse appieno il senso tipico; ma la sua fede aveva afferrato il purgamento del peccato mediante l'offerta dei sacrifizii istituiti da Dio, e si fa con questo convincimento che egli si presentò nel tempio all'ora in cui il sacrifizio veniva offerto ed il sangue sparso, affin di presentare a Dio l'ardente sua preghiera che egli fosse riconciliato con lui.

Riferimenti incrociati:

Luca 18:13

Lu 5:8; 7:6,7; 17:12; Esd 9:6; Giob 42:6; Sal 40:12; Is 6:5; Ez 16:63; Dan 9:7-9; At 2:37
Lu 23:48; Ger 31:18,19; 2Co 7:11
Sal 25:7,11; 41:4; 51:1-3; 86:15,16; 119:41; 130:3,4,7; Dan 9:5,9-11; 9:18,19; Eb 4:16; 8:12
Lu 15:18-21; 23:40-43; 2Cron 33:12,13,19,23; Sal 106:6; Is 1:18; 64:5,6; Mat 9:13; Rom 5:8,20,21; 1Ti 1:15; 1G 1:8-10

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