Nuova Riveduta:

Luca 22:1

La passione, 22-23
Giuda decide di tradire Gesù

=(Mt 26:1-16; Mr 14:1-11)
La festa degli Azzimi, detta la Pasqua, si avvicinava;

C.E.I.:

Luca 22:1

Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua,

Nuova Diodati:

Luca 22:1

Si avvicinava intanto la festa degli Azzimi, detta Pasqua.

Bibbia della Gioia:

Luca 22:1

L'ultima cena.
Si avvicinava la Pasqua, la festa ebraica, durante la quale si mangia soltanto pane non lievitato.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Luca 22:1

La congiura dei sacerdoti
(Matteo 26:1-5; Marco 14:1,2; Giovanni 11:47-54)
Or la festa degli azzimi, detta la Pasqua, s'avvicinava;

Diodati:

Luca 22:1

OR la festa degli azzimi, detta la pasqua, si avvicinava.

Commentario:

Luca 22:1

CAPO 22 - ANALISI

1. Congiura degli Scribi e dei Farisei per uccidere Gesù. Il Martedì, 13 di Nisan, Gesù dette l'addio al tempio, e passò i due giorni seguenti ritirato in Betania. Intanto i suoi nemici avendo preso la finale, risoluzione di farlo morire durante la, Pasqua, stavano escogitando il modo migliore di mettere ad effetto la, loro risoluzione. La maggior difficoltà proveniva dalle moltitudini riunite in quel giorno in Gerusalemme, e fra le quali Gesù godeva gran popolarità come profeta; esse avrebbero certo fatto una sollevazione se Gesù fosse stato pubblicamente arrestato. D'altra parte, non si presentava loro l'occasione di arrestarlo in segreto, e già eran quasi decisi a differire il loro attentato fin dopo la festa, dopo che il maggior numero se ne sarebbe tornato a casa, allorquando si presentò loro un aiuto proveniente da dove se lo sarebbero meno aspettato. Uno dei dodici, Giuda Iscariot, cui erano ben note le consuetudini di Gesù e del suoi discepoli, stimolato da Satana a soddisfare la sua naturale sete d'oro, si presentò spontaneamente ai cospiratori, offrendo i suoi servigi, per l'adempimento dei loro disegni. Tale offerta venne premurosamente accettata, e per la meschinissima somma di 30 monete d'argento (sicli) il traditore si accinse al nefando suo compito Luca 22:1-6.

2. Preparativi per la Pasqua; la sua celebrazione; istituzione della santa Cena, ed incidenti a quella relativi. I fatti ricordati in questi versetti accaddero il Giovedì 14 di Nisan, e nelle prime ore del Venerdì 15, tenendo in mente che il giorno cominciava, al tramonto. Gesù dà qui un altro esempio della sua, prescienza divina, simile a quello dato già Luca 19, nel caso dell'asino a Betfage, mandando Pietro e Giovanni a fare i preparativi necessari per la Cena pasquale che egli voleva mangiare insieme a tutti i suoi discepoli. Ordinò loro che, appena entrati nella città, stessero attenti e vedrebbero un uomo con un vaso d'acqua in capo; quello doveano seguitare, e domandare al suo padrone l'uso di una stanza riserbata agli ospiti in casa sua, affin di celebrarvi la Pasqua. I discepoli trovarono come il Signore aveva detto. Poco prima del tramonto, Gesù e gli altri suoi discepoli giunsero e si posero a tavola per mangiar la Pasqua, quel sacramento col quale la Chiesa dell'Antico Testamento ricordava la liberazione del popolo d'Israele dalla schiavitù di Egitto, mediante lo spruzzamento del sangue dell'agnello pasquale, mentre esso tipificava pure il sacrifizio dell'Agnello di Dio nel lontano avvenire. Durante questa celebrazione, Gesù fece conoscere ai suoi discepoli, che uno di essi lì presente stava per tradirlo, e con un segno speciale additò loro Giuda Iscariot, il quale poco dopo se ne andò d'infra loro. Benché Cristo venisse a sostituire la nuova all'antica economia, egli non aveva punto l'intenzione di abolire quei sacramenti, che sono così necessari come suggelli del patto eterno di grazia, per sostenere la fede dei credenti; epperciò non appena fu terminata la cena pasquale, senza abbandonar la mensa, prese del pane e del vino, ed istituì, in luogo di quella, la cena del Signore, osservando la, quale i suoi devono annunziar la sua morte, finché egli torni nuovamente in terra. Perfino in questo momento solenne, nacque una contesa fra gli Apostoli, su chi sarebbe il primo nel regno del Messia, e questa attirò loro un ammonimento contro l'orgoglio. Pietro venne quindi avvertito che Satana cercava con ardore di farlo cadere, e che, durante quella stessa notte, egli avrebbe rinnegato il suo Signore non meno di tre volte, ma che Gesù avea pregato perché la sua fede non venisse meno, e la triste esperienza della sua debolezza servisse a fortificare in lui e nei suoi compagni il coraggio e la fiducia in Dio Luca 22:7-38.

3. Gesù nel giardino di Getsemane. Prima di lasciare la sala in cui avevano celebrata la Pasqua, Gesù avea, pronunziato quel mirabile e consolantissimo discorso, e quella preghiera di intercessione che, ci vengono trasmessi da Giovanni solamente Giovanni 14-17, dopo di che egli ed i suoi discepoli partirono in corpo pel monte degli Ulivi. Entrati nel giardino di Getsemane, lasciò, vicino alla porta, otto dei suoi discepoli e si inoltrò accompagnato da Pietro, Giacomo e Giovanni, e essendo preso mentre pregava da grande agonia, sudò grumoli di sangue. Nessun conforto ricevè egli dalla simpatia dei suoi discepoli, poiché, invece di vegliare e di pregare, essi si lasciarono vincere dal sonno; ma un angelo, dal cielo fortificò la sua umana natura, quando essa indietreggiava dinanzi alla terribile prova per cui dovea passare Luca 22:39-46.

4. Gesù, arrestato da una schiera condotta da Giuda, e condannato dal Sinedrio nella casa di Caiafa. Pietro rinnega il suo Signore. Questa schiera si componeva in parte dei guardiani del tempio ed in parte probabilimente, di soldati romani stazionati nella rocca Antonia, nonché di molti fra i cospiratori sacerdotali. Essa fu guidata da Giuda al luogo ove si sapeva che il Signore si sarebbe trovato. Giunto colà, s'accostò a Gesù con incredibile audacia e lo baciò. Questo era il segno innanzi concertato, per cui dovevasi far nota nell'oscurità la persona da arrestarsi. Dopo un lieve tentativo di resistenza per parte di Pietro, che tagliò un orecchio di Malco servitore del sommo Sacerdote; i discepoli tutti abbandonarono il loro maestro, che fu condotto prima alla casa di Anna, di poi a quella di Caiafa sommo Sacerdote. Pietro, avendo ottenuto di entrare nel cortile esterno, aspettò, fra i servitori e i famigliari di Caiafa, di conoscere il destino del suo Signore, durante la notte, nella quale la profezia concernente la sua caduta si verificò alla lettera in tre distinti rinnegamenti del suo maestro, pronunziati in circostanze che rendevano la colpa assai più grave. Il solo Luca ricorda lo sguardo di rimprovero e di tenera compassione che il Signore volse al suo vanaglorioso ma caduto Apostolo, sguardo che destò il suo pentimento, gli fece spargere lagrime amare lo indusse a fuggire la scena della sua tentazione. Spuntata appena l'alba, il Sinedrio venne in tutta fretta convocato nella casa di Caiafa, e gli ultimi versetti del capitolo descrivono Cristo condotto alla presenza del sommo Sacerdote e del Sinedrio; le domande postegli rispetto alla sua Messianità; il suo rifiuto di rispondere (poiché i giudici avevano determinata la sua condanna) finché gli venne porta un'occasione non solo di dichiarare, ma di giurare solennemente, ch'egli era il vero Messia, il Figlio dell'Altissimo; in conseguenza di che venne sentenziato a morte per delitto di bestemmia, e fu abbandonato, come un reo convinto, ai maltrattamenti de' suoi nemici ivi presenti e delle guardie del tempio che lo tenevano prigione Luca 22:47-71.

Luca 22:1-6. CONGIURA DEI SACERDOTI E DEGLI SCRIBI PER UCCIDERE GESÙ CONDOTTA A TERMINE PER IL TRADIMENTO DI GUIDA ISCARIOT Matteo 26:3-5,14-16; Marco 14:1-2,10-11

Per l'esposizione, vedi Matteo 26:3-5; Marco 14:10-11.

Riferimenti incrociati:

Luca 22:1

Eso 12:6-23; Lev 23:5,6; Mat 26:2; Mar 14:1,2,12; Giov 11:55-57; 1Co 5:7,8

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