Nuova Riveduta:

Luca 23:39

Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!»

C.E.I.:

Luca 23:39

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!».

Nuova Diodati:

Luca 23:39

Or uno dei malfattori appesi lo ingiuriava, dicendo: «Se tu sei il Cristo, salva te stesso e noi».

Bibbia della Gioia:

Luca 23:39

Uno dei malviventi appeso alla croce vicino alla sua lo scherniva: «Dunque, tu saresti il Cristo, no? Allora salva te stesso e anche noi!»

La Parola è Vita
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Riveduta:

Luca 23:39

E uno de' malfattori appesi lo ingiuriava, dicendo: Non se' tu il Cristo? Salva te stesso e noi!

Diodati:

Luca 23:39

Or l'uno de' malfattori appiccati lo ingiuriava, dicendo: Se tu sei il Cristo, salva te stesso, e noi.

Commentario:

Luca 23:39

Luca 23:39-43. I DUE LADRONI FRA CUI CRISTO VENNE CROCIFISSO. LA SECONDA DELLE PAROLE MEMORANDE DI GESÙ

Brown introduce egregiamente questo soggetto col dire: «Quest'episodio, proprio di Luca, è uno de' più grandiosi nella narrazione evangelica. Se solo una infernale ingegnosità poteva suggerire lo spediente di crocifiggere il nostro Signore fra due malfattori, allo scopo di mostrarlo al mondo come il peggior dei tre, d'altra parte solo quella saviezza che «prende i savii nella loro astuzia» 1Corinzi 3:9, poteva far sì che questo spediente irradiasse il Redentore, nell'ora sua più tenebrosa, di una gloria altrettanto fulgida all'occhio umano, quanto era inaspettata».

PASSI PARALLELI

Luca 13:47-48; 6:27-28; Genesi 50:17; Salmi 106:16-23; Matteo 5:44; Atti 7:60; Romani 12:14

1Corinzi 4:12; 1Pietro 2:20-23; 3:9

Luca 12:47-48; Giovanni 15:22-24; 19:11; Atti 3:17; 1Corinzi 2:8; 1Timoteo 1:13

Salmi 22:18; Matteo 27:35-36; Marco 15:24; Giovanni 19:23-24

39. Or l'uno de' malfattori appiccati lo ingiuriava,

Imitando l'esempio dei governatori e del popolo che stavano attorno alla croce beffando Gesù, costui diè sfogo alla sua rabbia, trovò forse un sollievo momentaneo ai patimenti crudeli che soffriva nel beffarsi della vittima innocente e paziente che stavagli a fianco. In lui abbiamo una prova lampante che la sofferenza e l'appressarsi della morte non bastano, se manca la grazia di Dio, a convertire un'anima. Era questa una goccia aggiunta al calice d'amaritudine che in quel giorno il nostro Signore bevè fino alla feccia, che non solo ai suoi nemici era concesso di far quel che volevano, ma che lo stesso colpevole crocifisso al suo fianco si assunse il diritto di trattarlo con disprezzo. Matteo e Marco attribuiscono questa condotta ad ambedue i ladroni, mentre Luca non parla che d'un solo. Questo può spiegarsi nell'uno o nell'altro di questi modi: sia col supporre che i due Evangelisti fecero uso del tropo chiamato enallage (o cambiamento di numero, scambiando il plurale col singolare, per la quale dicesi che una cosa è stata fatta da parecchie persone, mentre è stata fatta solo da alcuni ed anche da una sola, Confr. Matteo 14:17; Giovanni 6:8; e Matteo 26:8; Giovanni 12:4; sia coll'adottare l'ipotesi assai più soddisfacente, che, mentre entrambi cominciarono col vilipendere il Signore, uno d'essi di lì a poco subì un cambiamento di sentimento riguardo a lui e cessò le sue provocazioni, mentre l'altro perdurò in esse fino alla fine. L'ipotesi che questo ladrone penitente, dopo aver egli stesso vilipeso Cristo, si volgesse ad un tratto al suo compagno e lo riprendesse per quel che faceva, quest'ipotesi, diciamo, ben lungi dall'essere inconcepibile, come vogliono alcuni, ci pare anzi la prima e naturalissima azione d'un cuore convertito che brama di confessare il male che ha fatto.

dicendo: Se tu sei il Cristo, salva te stesso e noi.

Queste parole sono citate come un saggio delle beffe che riversava sopra Cristo, non sue proprie, ma raccolte dall'empia moltitudine Luca 23:35,37; Matteo 27:42, nel di cui cuore erano state infuse da Satana. Questa sfida manifesta la sua origine, per la calzante rassomiglianza che ha colle tentazioni cui Cristo era stato sottomesso nel deserto: «Se tu sei Figliuol di Dio», ecc. Luca 4:3,9, poiché non devesi dimenticare che, sulla croce, Gesù fu novamente e grandemente tentato dallo stesso astuto nemico che colà aveva disfatto Luca 4:13; Giovanni 14:30.

PASSI PARALLELI

Luca 17:34-36; Matteo 27:44; Marco 15:32

Riferimenti incrociati:

Luca 23:39

Lu 17:34-36; Mat 27:44; Mar 15:32

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