Nuova Riveduta:

Luca 24:7

dicendo che il Figlio dell'uomo doveva essere dato nelle mani di uomini peccatori ed essere crocifisso, e il terzo giorno risuscitare».

C.E.I.:

Luca 24:7

dicendo che bisognava che il Figlio dell'uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno».

Nuova Diodati:

Luca 24:7

dicendo che il Figlio dell'uomo doveva esser dato nelle mani di uomini peccatori, essere crocifisso e risuscitare il terzo giorno».

Bibbia della Gioia:

Luca 24:7

Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Luca 24:7

dicendo che il Figliuol dell'uomo doveva esser dato nelle mani d'uomini peccatori ed esser crocifisso, e il terzo giorno risuscitare.

Diodati:

Luca 24:7

dicendo che conveniva che il Figliuol dell'uomo fosse dato nelle mani degli uomini peccatori, e fosse crocifisso, ed al terzo giorno risuscitasse.

Commentario:

Luca 24:7

CAPO 24 - ANALISI

1. La risurrezione di Cristo annunziata da due angeli alle donne galilee al sepolcro. In questa parte della storia del Signore c'è, conviene riconoscerlo, qualche confusione nella narrazione degli Evangelisti, confusione che rende impossibile di ridurre il tutto in un continuo racconto. Questa non è colpa degli storici; bensì l'effetto naturale delle impressioni che gli avvenimenti medesimi produssero sui sensi e sulla memoria di varii testimonii. Lo scopo che gli Evangelisti si prefiggevano non era di dare una storia completa di tutte le case accadute dalla risurrezione all'ascensione del Signore, ma di porre innanzi alla mente de' loro lettori prove tali che, secondo loro, rendessero incontrovertibile il fatto che Gesù era realmente risuscitato dai morti; ed è dover nostro, invece di lagnarci che i quattro racconti non possono combinarsi in un tutto armonico, di esaminare attentamente le prove che ciascuno degli Evangelisti ci offre a confermare che Gesù «dopo aver sofferto, si presentò vivente, essendo veduto dagli Apostoli per quaranta giorni» Atti 1:3. Molto male è stato fatto dal tentativo degli armonisti di perfezionare il metodo di Dio, nell'esporre questa parte della verità salutare, col disporre in ordine cronologico gl'incidenti mentovati dai sacri scrittori; perché esso ha spesso condotto all'estremo opposto, di negare ogni consistenza ed unità in queste ispirate variazioni d'un unico tema. Qualsiasi apparente contraddizione fra le narrazioni dei quattro Evangeli può venir prontamente rimossa mediante equi paragoni ed ipotesi naturali, quali tutti gli uomini le assumono nel pesare le prove che si riferiscono alle occorrenze comuni della vita. Ma è essenziale di aver presente alla mente che lo scopo specifico che ogni Evangelista sembra essersi prefisso è di segnare i passi successivi, per cui l'incredulità degli Apostoli fu alla fine soggiogata e i loro animi furono preparati ad accogliere e ad eseguire il loro grande mandato. Proseguendo questo piano, Luca mentova in prima la costernazione delle donne galilee che andarono al sepolcro, allorquando trovarono la pietra che lo chiudeva rotolata in disparte e non rinvennero il corpo. Le sostanze ch'esse portarono per ungere il corpo del loro amato Maestro e ritardarne la putrefazione, ci forniscono una sicurissima prova ch'esse non avevano mai sognato ad una risurrezione dai morti. Mentre tuttora oltremodo perplesso intorno alla scomparsa del corpo, furono colte da invincibile terrore nel vedere i due messi celesti che annunziavano loro che il Signore era risuscitato, siccome, essendo egli ancora. in Galilea, lo avea loro predetto. Fatte memori di ciò, una nuova luce penetrò nella lor mente intorno al significato delle parole del Signore; esse credettero alla testimonianza degli angeli, e sollecite tornarono a comunicar quelle nuove agli undici Apostoli e a tutti i fratelli in Gerusalemme. Fra queste donne, Luca mentova Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Giovanna moglie di Cuza, tesoriere d'Erode; ma aggiunge che ve n'erano ancor dell'altre in quella compagnia. Il loro annunzio fu accolto da tutto il corpo dei discepoli con assoluta incredulità; ma Pietro, determinato a verificare il fatto, corse al sepolcro, accompagnato da Giovanni; ed avendo veduto i panni funebri, «se ne andò meravigliandosi tra se stesso», ma non credendo ancora, «perciocché essi non avevano ancora conoscenza della Scrittura, che conveniva ch'egli risuscitasse dai morti» Giovanni 20:8-9. Più tardi, nello stesso giorno, il Signore apparve a Pietro, dissipando in tal modo ogni avanzo di dubbio e suggellando il suo perdono Luca 24:1-12.

2. Apparizione di Gesù ai due discepoli sulla via di Emmaus. Questi discepoli erano evidentemente ancora increduli riguardo alla risurrezione del loro Maestro, benché assai perplessi a motivo dell'assenza del corpo dalla tomba e dalle nuove recate dalle donne che angeli erano loro appariti ed avean loro testimoniato ch'egli era vivente. Gesù si unì ad essi nel loro viaggio, e come se fosse stato uno straniero, prese a domandare qual fosse l'argomento che li teneva siffattamente assorti. A ciò risposero, raccontando gli avvenimenti dei tre ultimi giorni, e terminando colla notizia che le donne aveano portata quella stessa mattina dal sepolcro. Allora lo straniero prese a spiegar loro le Scritture che si riferivano al Messia, in modo tale che, siccome in seguito confessarono l'uno all'altro, «il cuor loro ardeva in loro stessi»: in modo tale, che il lettore non sa capacitarsi come non abbiano immediatamente riconosciuto il Signore nel loro interlocutore. Il nostro Evangelista ne spiega il motivo in queste parole: «Gli occhi loro erano ritenuti per non conoscerlo». Non si stancarono, per altro, della sua compagnia o del suo discorso; giunti al villaggio «gli fecer forza», perché dimorasse con loro quella notte; ed avendo esso accondisceso, si fu il modo in cui benedisse il pane, alla lor cena, e lo ruppe e lo diede loro, che istantaneamente li convinse che il loro compagno di viaggio ed ospite non era altri che il loro Signore. Gesù «sparì da loro», ed essi, abbandonando il loro proposito di pernottare quivi, ritornarono solleciti a Gerusalemme per comunicare le loro nuove agli Apostoli, di cui la maggioranza rigettarono la loro testimonianza come quella delle donne, perché Marco 16:13 dice: «Ma quelli ancora non credettero» Luca 24:13-35.

3. Cristo appare ai discepoli raunati. Questa visita di Gesù ebbe luogo la sera dello stesso giorno in cui egli era risuscitato dei morti, e, come appare, pochi istanti dopo il ritorno dei discepoli da Emmaus. Ben lungi dall'esser convinti che il loro Maestro era risorto, furono colti da grande paura quando lo videro entrare nella camera; perché erano convinti ch'era uno spirito il quale rivestiva solo l'apparenza d'un corpo. Il Signore pertanto si accinge a fornir loro le prove che colui, il quale stava in mezzo a loro, era il loro Maestro, in vera presenza corporale. La prima dovea risultare dalla loro personale ispezione delle sue mani e del suoi piedi, e dal toccar colle mani il suo corpo. La seconda, dal mangiare cibo materiale insieme ad essi, siccome appunto avea fatto prima della sua crocifissione. Così finalmente i dubbi di quelli ch'erano presenti in quella camera furono rimossi, e l'assente Tomaso fu lasciato quasi solo a non credere che il Signore fosse risuscitato. Era giunto ora il tempo opportuno per, illuminare le loro menti intorno al significato delle Scritture; e perciò il Signore spiegò all'assemblea, siccome l'avea fatto coi due che avea accompagnati ad Emmaus, tutto ciò che riferivasi a lui stesso nelle Scritture dell'Antico Testamento, insistendo specialmente, per l'adempimento di esse, sulla necessità della sua morte e della sua risurrezione al terzo giorno. Di questi due fatti importantissimi, egli li costituì testimoni, ordinando loro, dopo che avessero ricevuto la promessa del Padre, lo Spirito Santo, di predicare a tutti i popoli, cominciando da Gerusalemme Luca 24:36-49.

4. L'ascensione gloriosa di Cristo nei cieli. Luca fa noto al suo amico Teofilo Atti 1:3, che un periodo di quaranta giorni trascorse fra la risurrezione e l'ascensione del Signor Gesù, durante il quale egli apparve di frequente ai suoi discepoli, e li ammaestrò; ma nel nostro Vangelo, all'infuori degl'incontri avvenuti il giorno stesso della risurrezione, egli sorvola a tutto questo periodo senza alcuna osservazione, a meno che non si voglia concludere, che il discorso tenuto quella sera nella camera alta fu un riassunto di tutto l'insegnamento del Signore, posteriore alla risurrezione. La narrazione ch'egli ci fa dell'ascensione è breve, ma sublime. Seguendo il ben noto sentiero che valica il monte degli Ulivi, arrivarono alla spalla S. E. che soprasta a Betania e fu lì ch'egli impartì la sua benedizione ai suoi deboli, ma devoti discepoli; e mentre lo stava facendo, fu diviso da loro e portato in su nel cielo. La mente degli Apostoli era stata, in vero, potentemente illuminata, poiché la perdita del loro Maestro ben lungi dal provocare lamento o dal produrre cruccio e smarrimento, riempì i loro cuori di azioni di grazia e di giubilo, diguisaché ritornarono a Gerusalemme con grande allegrezza, e fecero echeggiare i cortili del tempio delle loro lodi al Signore Luca 24:50-53.

Luca 24:1-12. LA RISURREZIONE DI CRISTO ANNUNZIATA DA DUE ANGELI ALLE DONNE GALILEE AL SEPOLCRO. VISITA DI PIETRO AL SEPOLCRO MEDESIMO Matteo 18:1-10; Marco 16:1-11; Giovanni 20:1-18

Per l'esposizione vedi Matteo 18:1-10; Giovanni 20:1-18.

Riferimenti incrociati:

Luca 24:7

6 Lu 24:44-46; 9:22; 18:31-33; Mat 12:40; 16:21; 17:22,23; 20:18,19; 27:63; 28:6; Mar 8:31; 9:9,10,31,32; 10:33,34

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