Nuova Riveduta:

Luca 3:1

Predicazione di Giovanni il battista
=(Mt 3:1-12; Mr 1:1-8) Gv 1:6-8, 19-28
Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, quando Ponzio Pilato era governatore della Giudea, ed Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturea e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell'Abilene,

C.E.I.:

Luca 3:1

Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilène,

Nuova Diodati:

Luca 3:1

Predicazione di Giovanni Battista
Or nell'anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, suo fratello Filippo tetrarca dell'Iturea e della regione della Traconitide e Lisania tetrarca dell'Abilene,

Bibbia della Gioia:

Luca 3:1

Giovanni inizia il suo ministero.
Durante il quindicesimo anno di regno dell'imperatore Tiberio Cesare, un messaggio di Dio giunse a Giovanni, figlio di Zaccaria, mentre viveva nel deserto.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Luca 3:1

Predicazione di Giovanni Battista
(Matteo 3:1-12; Marco 1:1-8)
Or nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, essendo Ponzio Pilato governatore della Giudea, ed Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturea e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell'Abilene,

Diodati:

Luca 3:1

OR nell'anno quintodecimo dell'imperio di Tiberio Cesare, essendo Ponzio Pilato governator della Giudea; ed Erode tetrarca della Galilea; e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturea, e della contrada Traconitida; e Lisania tetrarca di Abilene;

Commentario:

Luca 3:1

CAPO 3 - ANALISI

1. Referenze cronologiche a verificazione della storia di Luca. Queste sono assai più minute di quelle in cui ci siamo imbattuti nei precedenti capitoli. Fra gli avvenimenti notati alla fine del capo 2. e quelli registrati in questo, evvi un intervallo di circa 18 anni, nel quale grandi cambiamenti erano avvenuti nella Giudea. Erode il Grande, il crudele autore della strage di Betlemme, era morto; ed Archelao, a lui succeduto, era stato esiliato nelle Gallie. La Giudea non aveva più ormai nemmeno l'apparenza d'un regno autonomo, ma era divisa in quattro parti, una delle quali comprendeva la Giudea, la Samaria e l'Idumea, ed era Stata annessa all'impero romano. La governava un procuratore o governatore (soggetto al Proconsole della Siria), e non meno di cinque tali funzionari avevano occupato quella carica prima di Ponzio Pilato, mentre Erode Antipas, Erode Filippo e Lisania reggevano le altre tre parti. Cesare Ottaviano Augusto, con le sue pretensioni ad un'origine divina, il suo titolo di Pontefice Massimo e la sua dignità imperiale, era andato per la stessa via di tutti gli uomini, ed aveva lasciato scettro ed onori a Tiberio, il quale già regnava da 15 anni, quando accaddero gli eventi narrati in questo capitolo. Secondo la legge divina, il sommo sacerdozio doveva essere conferito soltanto al primogenito della essa d'Aronne; ma i Romani avevano calpestato il divino comandamento e deposti ed installati sì spesso nuovi individui nel sacro uffizio, che riesce sommamente difficile il chiarire in quale relazione reciproca stessero coloro che avevamo portato la mitra. Luca fa menzione di due Sommi sacerdoti contemporaneamente in uffizio, l'anno 15esimo di Tiberio, cioè Anna e Caiafa suo genero; quelli stessi i quali divisero la responsabilità dell'uffizio, probabilmente come sommo sacerdote e vice sommo sacerdote, tre anni più tardi, allorquando il nostro Signore fu crocifisso Luca 3:1-2.

2. Il pubblico Ministero di Giovanni il Battista. Luca parla delle moltitudini venute ad ascoltar Giovanni; dà alcuni particolari sulle di lui esortazioni a diverse classi di uditori, quali erano il basso popolo, i pubblicani ed i soldati, particolari mancanti negli altri Evangeli Luca 3:3-18.

3. La incarcerazione di Giovanni Battista per opera di Erode Antipa. A completare il quadro della vita e dell'opera del precursore di Cristo, Luca introduce qui brevemente la, narrazione dell'imprigionamento di Giovanni, del motivo che spinse Erode al delitto, e della fine del martire; né parla più di lui in tutto il resto del suo Evangelo Luca 3:19-20.

4. Il battesimo di Gesù. La relazione di Luca, più breve di quella di Matteo, conferma il fatto in tutte le sue circostanze essenziali, cioè l'essere stato Cristo battezzato nel Giordano; lo Spirito Santo esser disceso sopra lui in sembianza di colomba; e una voce dal cielo aver proclamato: «Tu sei il mio diletto Figliuolo, in cui ho preso il mio compiacimento» Luca 3:21-22.

5. La genealogia di Gesù. La genealogia data da Matteo è quella di Giuseppe, di cui Gesù era reputato figlio, secondo il principio fondamentale del matrimonio presso i Giudei, che i figli della moglie appartenevano al marito. Questa seconda genealogia fornitaci da Luca fu cagione di grande perplessità, perché differisce dall'altra, nella linea di discendenza da Davide. Taluni tentano di togliere la discrepanza considerando quella di Matteo come destinata a far conoscere i successori legali al trono di Davide, e quella di Luca come. enumerando gli antenati di Giuseppe. Dalle ripetute e chiare dichiarazioni degli apostoli intorno alla carnale discendenza del Cristo di Davide, è cosa certissima che la di lui madre (per la quale sola egli eredeva questa discendenza naturale), devo avere appartenuto alla famiglia di Davide. Egli è dunque in vista della discendenza non solo legale, ma anche carnale, di Gesù dal re Davide, che Luca ha tracciato la linea della parte materna sino a Davide, Abramo ed Adamo. Per mezzo di Maria, Gesù fu fatto uomo, e per essa doveva esser tracciata e fatta risalire la sua genealogia fino ad Adamo. Ciò concorda mirabilmente collo scopo di questo Evangelo, destinato ai Gentili Luca 3:23-38.

Luca 3:1-3. IL PRINCIPIO DEL MINISTERO DEL BATTISTA FISSATO CRONOLOGICAMENTE Matteo 3:1; Marco 1:4-6

1. Or nell'anno quintodecimo dell'impero di Tiberio Cesare,

Nel fornire queste date, Luca conferma l'asserzione della sua prefazione, che egli aveva «dal capo rinvenuta ogni cosa compiutamento». Il vero nome dell'Imperatore qui menzionato è Tiberio Claudio Nerone. Egli non era in alcun modo consanguineo d'Augusto, ma divenne suo figliastro mediante il matrimonio di sua madre Livia Drusilla coll'Imperatore dopo che questi ebbe costretto il di lei marito Claudio Tiberio Nerone a ripudiarla. La loro affinità divenne anche più stretta quando Augusto costrinse il figliastro a ripudiare la moglie Agrippina, per isposare invece la propria figlia Giulia. Tre dei parenti consanguinei d'Augusto, ai quali egli avea successivamente destinato la porpora, essendo morti prima di lui, egli fece finalmente scelta di Tiberio e se lo associò come coadjutore e successore nel governo (764 U. C.). Augusto morì tre anni dopo, il 19 agosto 767. È ovvio da queste date che vi sono due punti di partenza dai quali si può calcolare quest'anno 15esimo del regno di Tiberio, vale a dire l'anno in cui egli divenne co-imperatore e quello in cui, per la morte di Augusto, il potere imperiale rimase devoluto a lui solo. Scrittori eminenti sono schierati da ambo i lati, quantunque l'opinione più generalmente ricevuta, e più corretta a parer nostro, sia che Luca contava dall'anno 764 quando Tiberio fu associato ad Augusto per volontà di quest'ultimo, e per decreto del Senato. I sostenitori della data posteriore (767), fissano il principio del ministero di Giovanni al 782, ma siccome a quella data Gesù doveva avere 33 anni, essi sentono la necessità di dare un significato alquanto elastico alle parole che riguardo al Signore, troviamo al vers. 23: «Gesù cominciava ad essere come, di trent'anni», come se indicassero qualsiasi momento fra i 30 e i 35 anni. Ma adottando l'anno 764 come il punto di partenza di questo calcolo, l'età che Luca, in questo versetto, attribuisce a Gesù coincide perfettamente coll'epoca della sua nascita, Vedi note Luca 2:7. Così 764+15 (15esimo anno di Tiberio) = 779; - 30 (nascita di Cristo) = 749. V'è un'altra prova che conferma l'accuratezza della cronologia di Luca, cioè che Erode morì in sui primi dell'anno 750; e Gesù essendo nato l'anno precedente, 749 + 30 = 779, ossia l'anno 15esimo del regno di Tiberio.

essendo Ponzio Pilato governatore della Giudea;

A detta di Flavio, Archelao, al quale Erode il Grande lasciò come sua parte di regno la Giudea, la Samaria e l'Idumea, dopo aver regnato dieci anni, fu dall'Imperatore romano esiliato a Vienna nelle Gallie, l'anno 761 U. C. per il suo mal governo e la sua crudeltà. In seguito a questo, la Giudea fu unita alla Siria e amministrata da Governatori, col rango di Procuratori, la cui residenza era Cesarea, quantunque allo scopo di mantenere l'ordine si trasferissero in Gerusalemme durante le feste giudaiche. In questo fatto vediamo un notevole adempimento della profezia pronunziata da Giacobbe sul suo letto di morte Genesi 49:10. Pilato era il 6esto procuratore romano mandato a governare la Giudea. I suoi predecessori, in ordine cronologico, furono Sabinus (che prese il posto di Archelao durante una breve assenza di costui), Coponius, Marus Ambivius, Annius Rufus, e Valerius Gratus, i quali governarono quella provincia dal 761 U. C. (anno della deposizione di Archelao), finché vi giunse Pilato, l'anno 779, il quale coincide col 15esimo di Tiberio, e col principio del ministerio del Battista. Egli rimase in uffizio circa 10 anni, poi dietro alle lagnanze dei Giudei, fu destituito da Vitellio, proconsolo di Siria, e mandato a Roma per rispondere dinanzi a Cesare dei suoi delitti. Giunse in Roma verso il tempo della morte di Tiberio. La tradizione dice che egli fu esiliato a Vienna nelle Gallie e quivi commise il suicidio.

ed Erode tetrarca della Galilea;

Erode Antipa era un figlio di Erode il grande e di Maltace donna Samaritana. Alla morte di suo padre, successe alla quarta parte del regno, cioè alla Galilea ed alla Perea, sulle quali regnò per più di 40 anni, dal 750 al 791 U. C. Da questa circostanza trasse il suo titolo ufficiale di Tetrarca, che significa monarca della quarta parte di un regno o di un paese. Il fatto che egli regnò per sì lunghi anni in tempi così burrascosi è prova che egli possedeva almeno un certo tatto politico e seppe abilmente mantenersi amici dall'una parte i suoi sudditi e dall'altra i Romani. (Per il suo carattere privato e la sua parentela, vedi note Matteo 14:3; Marco 6:14; Marco 6:17; Marco 6:28.) Spinto dall'ambiziosa Erodiade, andò a Roma per sollecitarvi da Caligola il titolo di re, che era stato conferito a suo nipote Erode Agrippa; ma cadde in disgrazia e fu condannato al bando perpetuo, che subì prima nelle, Gallie, poi nella Spagna, mentre la sua tetrarchia veniva aggiunta al regno di suo nipote.

e Filippo, suo fratello,

Era questi un figlio di Erode il Grande e di Cleopatra donna di Gerusalemme. Egli è conosciuto sotto il nome di, Erode Filippo II e deve venire accuratamente distinto da suo fratello Filippo Erode I, figlio di Marianna, il quale fa diseredato da suo padre a motivo del tradimento della madre, ed a cui il fratello, Erode Antipa, tolse sua moglie Erodiada, Vedi nota Marco 6:14. Questo Tetrarca d'Iturea sposò la propria nipote, Salome, figlia di Filippo I e di Erodiada, alla domanda della quale Giovanni Battista ebbe mozzo il capo. A detta di Flavio, egli era un principe di carattere mansueto che si occupava molto del benessere dei suoi sudditi.

tetrarca dell'Iturea, e della contrada Traconitida;

La regione sulla quale egli imperava è identica coll'antico regno di Basan, situato al N. del fiume Hieromax, che Mosè assegnò alla mezza tribù di Manasse insieme ai possessi di Jetur, l'Ismaelita o l'Azarita (oggidì Jedur), che giacciono attorno alla base S. O. del monte Hermon e che quella tribù conquisto più tardi, Confr. Genesi 25:15-16; 1Cronache 5:19-23. Una piccola porzione di paese montuoso attorno a Panias era pure inclusa nella tetrarchia di Filippo, e quivi egli edificò, in onore dell'Imperatore, la città di Cesarea, che fu poi detta «di Filippo», per distinguerla dalla città dello stesso nome, sulle sponde del Mediterraneo Matteo 16:13; Marco 8:27. Sotto l'appellazione generale di «Contrada Traconitide», Luca racchiude le quattro provincie della Gaulonite (di cui Golon, città di rifugio era la capitale); dell'Auronite (o Auran Ezechiele 47:16,18); della Traconitide, l'antica Argob Deuteronomio 3:4; 1Re 4:13, chiamata ora Legia, rozzo e roccioso distretto, come è indicato dai due nomi e della Batanea chiamata ora Ard el Batanìa. Le cinque provincie che costituivano il territorio di Filippo giacevano all'E. del Giordano, nell'ordine sopra indicato, fra la pianura di Damasco al Nord e il fiume Hieromax o Yarmuk a mezzogiorno. La più grande confusione ha esistito dal tempo di Eusebio in poi fra gli scrittori ed i geografi circa la vera posizione e i limiti di queste provincie, e lo studioso della Bibbia va debitore al prof. Porter di Belfast, per aver sciolto in modo soddisfacente questa difficoltà, mediante le accurate sue investigazioni personali di quella regione (Vedi Cinque anni in Damasco. VOL. II).

e Lisania tetrarca di Abilene;

La quarta tetrarchia formata dal regno di Erode il Grande non fu, alla sua morte conferita a nessuno dei suoi figli, ma ad un estraneo, e, ciò probabilmente per motuproprio dell'Imperatore romano. Sembra che questa corrispondesse coll'antico regno di Calcis o Coelo Syria, e come quello, abbracciasse tutta la porzione meridionale dell'Atilibano (inclusive dell'Hermon), coll'eccezione di Iturea che già era stata annessa alla tetrarchia di Filippo. Fin dove si stendesse verso il Nord, frammezzo ai gioghi dell'Antilibano, è cosa incerta: ma la sua capitale Abila era deliziosamente situata in una delle più pittoresche vallate del fiume Abana (ora Barada, 20 miglia all'incirca all'O. di Damasco. Essa e ora chiamata per tradizione popolare, Súk Wady Barada (la fiera di Wady Barada); ma non c'è dubbio che il misero villaggio moderno segna vero sito della capitale di Lisania, non solo a motivo delle rovine romane che si possono vedere lungo la sponda sinistra del fiume, e delle iscrizioni latine che portano il nome della città, ma pure perché corrisponde perfettamente al posto nel quale Ptolomeo (Geografia: Lib. V) pone Abila di Lisania, e perché l'antico nome tuttora rimane al monte che si erge precipitoso al disopra di esso, in vetta al quale trovasi una tomba gigantesca, detta Kabe Abil (la tomba di Abele), che la tradizione designa come il luogo di riposo del figlio di Adamo! Flavio, Ant. 15:4,1 mentova un certo Lisania re di Calcis, il quale trasferì la capitale del suo regno ad Abila, e fu messo a morte da Mare-Antonio, ad istigazione di Cleopatra. Si suppone che il Tetrarca, Lisania, mentovato da Luca, sia il figlio o il nipote del precedente, ma ne mancano le prove storiche. Più tardi l'Abilene fu, da Caligola, aggiunta al regno di Erode Agrippa I. Luca scrisse quando Abilene era stata nuovamente unita alla monarchia giudaica e la sua allusione ad una precedente e ben nota divisione politica, che allora più non esisteva, era pei suoi lettori una data così distinta come la sua menzione delle tetrarchie di Antipa e di Filippo. Essa è al tempo stesso un'altra prova della maravigliosa accuratezza dell'Evangelista, riguardo alla storia politica dei suoi tempi, e dovrebbe insegnarci a metter piena fiducia nelle sue asserzioni, anche quando non sono conformate dalla storia contemporanea (Flavio Ant. 13:6,10; 15,4, l; 15,10,3; Guer. Giud. 11,6; 11,12,8).

PASSI PARALLELI

Luca 2:1

Luca 23:1-4,24; Genesi 49:10; Atti 4:27; 23:26; 24:27; 26:30

Luca 3:19; 9:7; 23:6-11

Matteo 14:3; Marco 6:17

Riferimenti incrociati:

Luca 3:1

Lu 2:1
Lu 23:1-4,24; Ge 49:10; At 4:27; 23:26; 24:27; 26:30
Lu 3:19; 9:7; 23:6-11
Mat 14:3; Mar 6:17

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