Nuova Riveduta:

Luca 5:17

Gesù guarisce un paralitico
=(Mt 9:1-8; Mr 2:1-12) Sl 103:3
Un giorno Gesù stava insegnando; e c'erano, là seduti, dei farisei e dei dottori della legge, venuti da tutti i villaggi della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme; e la potenza del Signore era con lui per compiere guarigioni.

C.E.I.:

Luca 5:17

Un giorno sedeva insegnando. Sedevano là anche farisei e dottori della legge, venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.

Nuova Diodati:

Luca 5:17

Guarigione di un paralitico
Or un giorno avvenne che, mentre egli insegnava, erano presenti, seduti, dei farisei e dei dottori della legge, i quali erano venuti da tutti i villaggi della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme; e la potenza del Signore era con lui, per compiere guarigioni.

Bibbia della Gioia:

Luca 5:17

Un giorno, mentre insegnava, si erano seduti vicino a lui alcuni capi religiosi giudei e dottori della legge, venuti da molti villaggi della Galilea, della Giudea ed anche da Gerusalemme. E la potenza del Signore era con lui per compiere guarigioni.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Luca 5:17

Guarigione d'un paralitico
(Matteo 9:1-8; Marco 2:1-12)
Ed avvenne, in uno di que' giorni, ch'egli stava insegnando; ed eran quivi seduti de' Farisei e de' dottori della legge, venuti da tutte le borgate della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme; e la potenza del Signore era con lui per compier delle guarigioni.

Diodati:

Luca 5:17

ED avvenne un di que' giorni, ch'egli insegnava; e quivi sedevano de' Farisei, e de' dottori della legge, i quali eran venuti di tutte le castella della Galilea, e della Giudea, e di Gerusalemme; e la virtù del Signore era quivi presente, per sanarli.

Commentario:

Luca 5:17

Luca 5:17-26. GUARIGIONE DI UN PARALITICO Matteo 9:1-8; Marco 11:1-12

Per l'esposizione vedi Marco 2:1-12, e nota Matteo 9:1.

17. Ed avvenne uno di que' giorni, che egli insegnava; e quivi sedevano, dei Farisei, e de' dottori della legge, i quali eran venuti di tutte le castella della Galilea, e della Giudea, e di Gerusalemme;

In questo versetto Luca ci fornisce, relativamente a questo miracolo, un particolare nuovo ed importantissimo, di cui gli altri Sinottici non dicono nulla. La fama di Gesù, confinata primieramente al popolo minuto, si era ora talmente sparsa in tutto il paese, da costringere il Sinedrio, i Farisei e gli Scribi, guardiani spirituali uffiziali od officiosi del popolo, ad occuparsi della sua dottrina e della influenza che egli andava sempre più acquistando fra i suoi concittadini, per mezzo dei suoi miracoli. Come custodi della coscienza della nazione, essi aveano già mandato una deputazione a Giovanni Battista nel deserto, per inquisire nella sua missione e dottrina, e per riferirne loro il risultato Giovanni 1:19-28. Non è punto improbabile che i Farisei, di cui Luca ci dice qui, che essi provenivano direttamente da Gerusalemme, avessero una missione analoga, riguardo a Gesù, benché non formassero se non una piccola porzione dei critici gelosi riuniti nella casa dove il Signore stava insegnando il giorno in cui il paralitico fu calato dal tetto fino ai suoi piedi. Era cosa da aspettarsi che i critici, presenti in questa occasione, appartenessero tutti alla setta dei Farisei (Vedi Sette Giudaiche), i quali menavan vanto della loro puntigliosa ortodossia legale, imperocché gli Scribi, la cui vita era spesa nel far copie della legge per uso pubblico o privato, appartenevano quasi tutti ai Farisei. Fra loro venivano naturalmente scelti gli espositori autorevoli della legge, qui detti dottori della legge, e ciò a motivo della conoscenza più profonda che della legge avevano acquistata, vivendo per così dire sempre con essa. A quel momento della sua carriera, la natura dell'opera di Cristo era molto imperfettamente intesa, e molti di quelli che stavano aspettando il Messia non potevano se non sentirsi attirati verso uno che dimostravasi tanto potente in parole ed in opere. Il trovarsi insieme in Capernaum tutti questi uomini, provenienti da lontano e da vicino, dalla Galilea, dalla Giudea e da Gerusalemme, è la più alta testimonianza sin qui resa alla crescente influenza del Signore. Essi non convennero in quel luogo, in quello spirito di aperta e virulenta ostilità che si manifestò dipoi, ma colla mente piena di riserve o di sospetti, pronti a condannare alla prima occasione. Quella non si fece aspettare, udendo Cristo dire al paralitico: «Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi», essi lo accusano subito di bestemmia, e da quel giorno in poi divengono i suoi accusatori. Marco 3:22 riferisce una visita posteriore fatta a Gesù da una deputazione di Scribi di Gerusalemme quando già l'odio loro contro a lui era divenuto così intenso di far loro esclamare: «Egli ha Beelzebub; e, per lo principe dei demoni caccia, i demoni». L'odio li spinse poi a passare da queste pubbliche denunzie a delle congiure segrete per farlo morire, disegno diabolico nel quale non avrebbero potuto riuscire se non mediante l'assistenza di uno dei suoi discepoli, l'apostata Giuda.

e la virtù del Signore era quivi presente, per sanarli.

Questa, virtù è quella di guarire miracolosamente come lo confermano i commenti della folla in questa circostanza: «Le turbe veduto ciò, si maravigliarono e glorificarono Iddio, che avea data cotal podestà agli uomini» Matteo 9:8. Sembrano indicare queste parole che altri miracoli di guarigione furono adempiuti allo stesso tempo; ma uno solo ce ne viene ricordato, a motivo delle notevoli circostanze che lo accompagnarono, e del discorso, non meno degno di nota, di cui fu l'occasione. il potere del Signore, dice Ossterzee, «non si deve intendere del Signor Gesù, il quale è ordinariamente chiamato il Signore, ma del Padre, il quale opera per mezzo del suo Figliuolo». A noi per mancanza di riverenza il ricercar troppo minutamente quale delle persone della Trinità è qui indicata col titolo di Signore. Non le include desso tutte? La potenza di Dio Figlio, esercitata secondo la volontà del Padre, per l'operazione dell'Eterno Spirito? La potenza della essenza divina dimorava in Gesù, anche quando era ridotto allo stato di debolezza e di umiliazione. Lo provano il modo in cui provvide alla salvezza dei suoi discepoli, quando fu fatto egli stesso prigioniero Giovanni 18:8, e la conversione del ladrone in croce Luca 23:43.

PASSI PARALLELI

Luca 5:21,30; 7:30; 11:52-54; 15:2; Giovanni 3:21

Matteo 15:1; Marco 3:22; 7:1

Luca 6:19; 8:46; Matteo 11:5; Marco 16:18; Atti 4:30; 19:11

Riferimenti incrociati:

Luca 5:17

Lu 5:21,30; 7:30; 11:52-54; 15:2; Giov 3:21
Mat 15:1; Mar 3:22; 7:1
Lu 6:19; 8:46; Mat 11:5; Mar 16:18; At 4:30; 19:11

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