Nuova Riveduta:

Marco 10:2

Dei farisei si avvicinarono a lui per metterlo alla prova, dicendo: «È lecito a un marito mandare via la moglie?»

C.E.I.:

Marco 10:2

E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «È lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?».

Nuova Diodati:

Marco 10:2

E i farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «È lecito al marito ripudiare la moglie?».

Bibbia della Gioia:

Marco 10:2

Alcuni Farisei vennero a chiedergli: «Secondo te, è lecito il divorzio?» Naturalmente cercavano di tendergli una trappola.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Marco 10:2

E de' Farisei, accostatisi, gli domandarono, tentandolo: È egli lecito ad un marito di mandar via la moglie?

Diodati:

Marco 10:2

E i Farisei, accostatisi, lo domandarono, tentandolo: È egli lecito al marito di mandar via la moglie?

Commentario:

Marco 10:2

CAPO 10 - ANALISI

1. Viaggio di Gesù Cristo in Perea. Questa visita alla Perea, o regione oltre il Giordano, abitate un tempo dalle tribù di Ruben, di Oad e dalla mezza tribù di Manasse, Gesù la fece dopo aver condotto a termine il suo ministerio in Galilea e mentre era in viaggio, per l'ultima volta, verso Gerusalemme. È probabile che durano per alcune settimane, fors'anco per qualche mese. (Vedi Analisi, I., Matteo 19:1).

2. Capziose domande dei Farisei sulla legge del divorzio. La legge cristiana intorno al divorzio. In risposta alla domanda se fosse lecito ad un uomo di mandar via la moglie, Gesù dapprima rimanda gli interrogatori suoi alla legge di Mosè; e quando essi ebbero specificati i passi da farsi in tali casi secondo la legge, dichiara che per la durezza dei loro cuori, Mosè era stato costretto a riconoscere e circondare di cautele legislative una pratica già esistente ed anteriore alla legge; ma che quel divorzio che essi praticavano, era al tutto contrario alla legge che Dio diede originariamente all'uomo subito dopo la creazione, e che deve sempre essere in vigore nella razza umana: "Ciò adunque che Iddio ha congiunto l'uomo nol separi". Poi quando si fu ritirato coi discepoli nella casa ove alloggiavano, egli spiegò loro la legge del suo regno su tale argomento, cioè che il divorato com'era praticato tra i Giudei, per mero capriccio, era proibito assolutamente; poiché, nel caso di successivo matrimonio, implicherebbe adulterio per tutte le parti interessate. Marco par che si contenti di attestare come il Salvatore condannasse con forza l'uso licenzioso e crudele che i Giudei facevano della legge del divorzio; ma, secondo Matteo Gesù stabilì espressamente questa legge pel suo popolo che cioè non è lecito al marito o alla moglie di far divorzio per altra causa o pretesto che l'infedeltà coniugale Marco 10:2-12.

3. Gesù riceve i piccoli fanciulli e li benedice. Durante, quel viaggio attraverso alla Perea, furono condotti a Gesù, dai loro genitori od altri parenti, dei piccoli fanciulli perché li benedicesse, dando con questo evidentemente a conoscere che lo riverivano qual profeta se non qual Messia, e che erano convinti che "molto può l'orazione del giusto fatta con efficacia" Giacomo 5:16. I discepoli mossi da falsi riguardi alla comodità del Maestro ne mossero rimprovero a quelle persone; ma non ci deve sorprendere che quel Gesù che avea così spesso preso i piccoli fanciulli, come esempio, affine descrivere le interne disposizioni dei veri suoi seguaci, ora riprenda il falso zelo dei suoi discepoli, e si rechi i fanciulli in braccio e li benedica. Benigno incoraggiamento è questo per tutti i genitori, perché sempre presentino i loro figliuoli a Cristo nella preghiera! Marco 10:13-16.

4. Visita del giovane ricco a Gesù. Tutto quanto è narrato in questo capitolo, eccetto l'ultimo incidente Marco 10:46-52, ebbe luogo in Perea; ma sembrerebbe dal modo in cui è introdotta la visita di questo giovine rettore, che non avvenisse contemporaneamente alla benedizione dei piccoli fanciulli, né nello stesso luogo. Questo giovane, conscio della sua costante e rigorosa osservanza dei precetti della legge di Mosè e orgoglioso della propria giustizia, pregò Cristo di assegnargli una qualche opera, facendo la quale ei potesse dimostrare ancor più manifestamente come e quanto ei meritasse la vita eterna. Egli avea bisogno d'imparare che non era così perfetto come si credeva di essere; e Gesù dopo avere enumerati i comandamenti della seconda tavola della legge (come quelli di più facile applicazione, siccome riferentisi all'uomo), e aver avuto in risposta, ch'ei li aveva tutti osservati fin dalla sua giovinezza, comandogli di compiere la somma di questi comandamenti; vendendo tutto quel che aveva e dandolo ai poveri. Un tal sacrifizio avrebbe provato davvero "ch'egli amava il prossimo come sé stesso"; ma la cupidigia del suo cuore non sostenne tale prova, ed ei "se ne andò dolente, perciocché avea di gran beni". Seguì da ciò una conversazione tra Cristo e i discepoli intorno ai pericoli che accompagnano le ricchezza e agli impedimenti alla salute provenienti dalle medesime; ed anche, in risposta ad una domanda di Pietro, intorno alla ricompensa che avrebbero ricevuto essi per tutto quello a cui avean rinunciato per amor suo Marco 10:17-31.

5. Terzo, e più completo annunzio della sua passione, morte risurrezione. Fino a qual punto i discepoli cominciassero ad intendere che il loro Signore dovea morire fra pochi giorni a Gerusalemme, non si vede chiaro; ma una cosa li colpì di profondo stupore, cioè il risoluto proposito con cui, dopo tale annunzio, Gesù rivolse francamente il viso a Gerusalemme, e la fretta con cui moveva incontro al proprio fato, come se provasse impazienza pel lento camminare dei suoi discepoli Marco 10:32-34.

6. Ambiziosa richiesta dei figliuoli di Zebedeo e risposta alla medesima. La riprensione fatta ai discepoli per la loro ambizione a Capernaum pare andasse perduta per Giacomo e Giovanni, i quali non cessavano di ambire gli impieghi ed onori più alti in quel regno temporale che le loro immaginazioni assegnavano al Messia, ed alle proprie modeste domande aggiunsero le sollecitazioni della madre perché nel regno suo l'un d'essi sedesse alla sua destra e l'altro alla sua sinistra. Il Signore dichiarò che avrebbero parte bensì nel suoi patimenti, né in guisa alcuna sarebbero defraudati della loro ricompensa; ma in quanto a quell'onore particolare, che essi ambivano, non stare a lui il darlo, ma esser serbato a coloro che il Padre suo aveva a ciò prescelti. Più non ci voleva ad eccitar tosto la gelosia degli altri discepoli; ma Gesù rimproverò di nuovo e condannò questa ambizione carnale, prevalente sì nelle corti dei re, ma del tutto estranea al suo regno spirituale, e pose davanti a loro il suo stesso esempio qual modello d'umiltà Marco 10:35-45.

7. Il cieco Bartimeo guarito a Gerico. Gesù e i suoi discepoli avean passato di nuovo il Giordano laddove è guadabile sotto Gerico, ed entravano in quella città, quando questo cieco che stava seduto sulla via, chiedendo l'elemosina, udendo chi era colui che passava, lo supplicò di restituirgli la vista; e sebbene la moltitudine gl'intimasse di tacere, continuò a gridare, supplicando Gesù, finché questi comandò che gli fosse menato e lo fece lieto concedendogli la grazia, dopo di che ei tenne dietro a Gesù Marco 10:46-53.

Marco 10:1-12. PARTENZA DEFINITIVA DALLA GALILEA. MINISTERO IN PEREA. DOMANDA INTORNO AL DIVORZIO Matteo 19:1-12; Luca 9:51

Per l'esposizione Vedi Matteo 19:1-12.

Riferimenti incrociati:

Marco 10:2

Mar 8:15; Mat 9:34; 15:12; 23:13; Lu 5:30; 6:7; 7:30; 11:39,53,54; 16:14; Giov 7:32,48; 11:47,57
Mal 2:16; Mat 5:31,32; 19:3; 1Co 7:10,11
Mar 8:11; Mat 16:1; 22:35; Giov 8:6; 1Co 10:9

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