Nuova Riveduta:

Marco 10:23

Gesù, guardatosi attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio!»

C.E.I.:

Marco 10:23

Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!».

Nuova Diodati:

Marco 10:23

Allora Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio!».

Bibbia della Gioia:

Marco 10:23

Gesù, guardandosi attorno, disse rivolto ai discepoli: «È quasi impossibile che un ricco entri nel Regno dei Cieli!»

La Parola è Vita
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Riveduta:

Marco 10:23

E Gesù, guardatosi attorno, disse ai suoi discepoli: Quanto malagevolmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio!

Diodati:

Marco 10:23

E Gesù, riguardatosi attorno, disse ai suoi discepoli: Quanto malagevolmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio!

Commentario:

Marco 10:23

23. E Gesù, riguardatosi attorno, disse ai suoi discepoli: Quanto malagevolmente, coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio! 24. E i discepoli sbigottirono per le sue parole. E Gesù da capo replicò, e disse loro: Figliuoli, quanto malagevole cosa è, che coloro che si confidano nelle ricchezze ne entrino nel regno di Dio.

Marco narra questo fatto più circostanziatamente di Matteo o Luca, sebbene entrambi questi due ci dian la sostanza di quanto disse il Signore. Rivolgendo gli occhi dal giovane che si allontanava, Gesù volse intorno lo sguardo ai discepoli, e vestì in parole il pensiero che avea in mente, esser cioè assai malagevole per coloro che son ricchi l'entrare nel regno di Dio. A questa dichiarazione, i discepoli furon compresi d'un sentimento di poco grata sorpresa e probabilmente lasciarono travedere sul loro viso il dubbio, lo sgomento e l'incredulità. Nostro Signore adunque si fece tosto a spiegare che questa difficoltà pei ricchi d'entrare in cielo, non nasceva già dal semplice possesso delle ricchezze, ma dal confidarsi in esse, cioè dal porvi compiacimento come valevoli a procurare ogni sorta di godimenti; o dall'esser fatto schiavo dall'amore di esse, come se costituissero il sommo bene dell'uomo. Il buon uso delle ricchezze, ben lungi dal mettere ostacolo all'entrata dei ricchi in cielo, può servire ad assicurar loro colassù una grande ricompensa Luca 16:9; ma l'amore disordinato delle ricchezze, e la cupidigia di esse è, pur anco nei più poveri, una insormontabile barriera all'entrare in cielo. Paolo fa la stessa distinzione che fa quì il suo Maestro tra il posseder denaro e l'idolatrarlo: "Ma coloro che vogliono arricchire, caggiono in tentazione, ed in laccio, ed in molte concupiscenze insensate, e nocive, le quali affondano gli uomini in distruzione, e perdizione. Perciocché la radice di tutti i mali è l'avarizia (letteralmente l'amore del denaro); alla quale alcuni datisi, si sono smarriti dalla fede, e si sono fitti in molte doglie" 1Timoteo 6:9-10. Ora le parole dei Signore: Coloro che confidano nelle ricchezze (ver. 24), considerate insieme con quelle di Paolo: "l'amore del denaro", e "cupidi di arricchire", indicano così chiaramente l'idolatria del cuore per le ricchezze, che non occorre far altro che additare un tale stato dell'animo or giustificare la dichiarazione di nostro Signore: "quanto malagevol cosa è che coloro entrino nel regno di Dio". Soltanto a conferma di quanto fa detto, si meditino le seguenti parole di Paolo: "L'avarizia che è idolatria" Colossesi 3:5; "Non v'ingannate; né i fornicatori, né gli idolatri non erederanno il regno di Dio" 1Corinzi 6:9-10. Ma anche laddove questo amore della ricchezze non assume la forma dell'idolatria, metto pur sempre molti ostacoli nella via della salute a quelli che le posseggono. Così, per esempio, anche solo a spenderle (se pur si spendono), l'animo rimane, troppo spesso con grave pregiudizio, occupato e distratto; anche solo ad accumularle (qualora si accumulino), il cuore si contrae ed indurisce: forniscono esse innumerevoli occasioni e tentazioni al lusso e ad ogni maniera di sensuali godimenti; circondano l'uomo di adulatori e non lo lasciano avvicinare liberamente da coloro che più potrebbero giovargli; tendono a renderlo contento di quaggiù e a fargli cercare il suo riposo e la sua porzione la questa vita; accrescon lusinghe ad un mondo già troppo lusinghiero addossano una gravissima responsabilità al loro possessore e aiutano a gonfiarlo d'orgoglio e di falsa fiducia in sé stesso, per cui più non sente vivo bisogno d'altra cosa per esser felice. Nostro Signore specifica "L'inganno delle ricchezze" tra "le spine" che soffocano la parola del vangelo quando essa è stata seminata nel cuore, Vedi Nota Marco 4:19.

PASSI PARALLELI

Marco 3:5; 5:32

Matteo 19:23-26; Luca 18:24; 1Corinzi 1:26; Giacomo 2:5; 4:4

Marco 10:15; Matteo 18:3; Giovanni 3:5; 2Pietro 1:11

Matteo 19:25; Luca 18:26-27; Giovanni 6:60

Giovanni 13:33; 21:5; Galati 4:19; 1Giovanni 2:1; 4:4; 5:21

Giobbe 31:24-25; Salmi 17:14; 49:6-7; 52:7; 62:10; Proverbi 11:28; 18:11; 23:5

Geremia 9:23; Ezechiele 28:4-5; Habacuc 2:9; Sofonia 1:18; Luca 12:16-21; 16:14

1Timoteo 6:17; Giacomo 5:1-3; Apocalisse 3:17

Riferimenti incrociati:

Marco 10:23

Mar 3:5; 5:32
Mat 19:23-26; Lu 18:24; 1Co 1:26; Giac 2:5; 4:4
Mar 10:15; Mat 18:3; Giov 3:5; 2P 1:11

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