Nuova Riveduta:

Marco 7:1

I farisei e la tradizione
=(Mt 15:1-9) Lu 11:37-41
Allora si radunarono vicino a lui i farisei e alcuni scribi venuti da Gerusalemme.

C.E.I.:

Marco 7:1

Allora si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme.

Nuova Diodati:

Marco 7:1

La tradizione degli anziani
Allora si riunirono intorno a lui i farisei e alcuni scribi venuti da Gerusalemme.

Bibbia della Gioia:

Marco 7:1

I capi religiosi interrogano Gesù.
Un giorno, alcuni capi religiosi giudei giunsero da Gerusalemme per indagare su di lui.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Marco 7:1

I Farisei e la tradizione
(Matteo 15:1-20 e parall.)
Allora si radunarono presso di lui i Farisei ed alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme.

Diodati:

Marco 7:1

ALLORA si raunarono appresso di lui i Farisei, ed alcuni degli Scribi, ch'eran venuti di Gerusalemme.

Commentario:

Marco 7:1

CAPO 7 - ANALISI

1. I Farisei e gli Scribi accusano i discepoli di trasgredire le tradizioni. L'accusa è fondata sul fatto che i suoi discepoli erano stati visti a mangiare con mani non lavate. Matteo scrivendo per gli Ebrei, che per propria grave sperienza conoscevano tutte queste usanze, non ne dà che un cenno passando; ma Marco, scrivendo per l'istruzione dei gentili, sente la necessità di entrare nella spiegazione di quegli usi, della cui trascuranza, per parte dei suoi discepoli, i Farisei muovono accusa a Gesù Marco 7:1-5.

2. Cristo convince i Farisei di colpa ben più seria di pervertire cioè ed annullare la legge di Dio con le loro tradizioni Egli dimostra quanto appieno si verificasse nuovamente, nel loro caso, la solenne riprovazione pronunciata da Isaia contro la ipocrisia dei loro padri, mercè la loro minuziosa osservanza di inezie, e la loro trascuratezza dei grandi doveri morali. E in esempio di ciò, cita il modo in cui il quinto comandamento, che ingiunge al figli di onorare i loro genitori, e ben s'intende di sostentarli nella povertà o nella malattia, era annullato, dagli Scribi e dai Farisei, con la legge tradizionale, che permetteva a colui che avesse da compiere questo dovere filiale, di esimersene, dedicando la propria sostanza al servizio di Dio, la qual dedica era detta Corban. La tradizione Farisaica dichiarava che chi avesse fatto ciò, era interamente esonerato dalla obbligazione imposta dal quinto comandamento della legge morale Marco 7:6-13.

3. Discorso sulla contaminazione morale. Dopo aver risposto alle accuse mosse dai Farisei ai suoi discepoli, convincendoli di essere essi invece i veri trasgressori della legge, Gesù si rivolse al popolo, ripigliando il filo del suo discorso su ciò che costituisce la contaminazione, dice loro di osservar bene che il cibo che riceviamo con rendimento di grazie non diventa già contaminato, e per conseguenza non può divenire strumento di contaminazione a tutto l'uomo, col semplice passare per mani non lavate prima di toccarlo; ma che ciò che veramente contamina l'anima e il corpo è la depravazione che procede dal cuore. I suoi discepoli non intesero questo discorso, sebbene per noi chiarissimo; ad essi sembrò "una parabola" un detto oscuro, e, tornando alla loro abitazione, pregarono Gesù di volerne chiarir meglio per essi il significato. L'argomento era veramente importantissimo, siccome Cristo prevedeva che questa dottrina inspecie dell'astenersi da certe vivande, e generalmente la dottrina dei meriti proveniente dal culto legale esteriore, sarebbe sorta di frequente nella storia della sua Chiesa, e perciò egli acconsente a darne una piena spiegazione. Egli dice: "I cibi non possono contaminare la parte immortale dell'uomo, cioè il suo spirito, perché non possono giungervi; essi vanno nello stomaco, la cui azione chimica ne estrae quanto è richiesto alla vita, mentre il soverchio è evacuato dal corpo. Ma i malvagi principii e le ree passioni che hanno sede nel cuore, e lo contaminano ne escono fuori in malvagi discorsi e in malvagie azioni, e così tutto quanto l'uomo, corpo ed anima, è contaminato" Marco 7:14-23.

4. Gesù visita i confini di Tiro e Sidone. I confini di Tiro e Sidone quì menzionati son quelle parti del territorio fenicio che confinavano con il settentrione della Galilea, lungo i gioghi orientali del Libano meridionale. È questa la sola occasione in cui sia ricordato che Gesù passasse il confine d'Israele e visitasse i gentili. Apparentemente il fine che si propose in ciò era di concedere un po' di riposo a sé e ai discepoli. Anche colà v'era un'anima pronta ad abbracciarlo qual suo Salvatore, e questo era, di per sé, motivo sufficiente pel suo viaggio, tanto più che il ricevimento della donna sirofenice, a motivo della sua fede, dovea prefigurare la libera ammissione che un giorno si farebbe dei gentili nella sua Chiesa. Questa donna gentile supplicò istantemente Gesù di guarire la sua figlia, liberandola da uno spirito immondo, che avea presa la sua dimora in lei, e dopo molte difficoltà, mossele nell'intendimento di provarne la fede, la sua domanda le fu accordata con calde parole di elogio Marco 7:24-30.

5. Ritorno di Gesù al lago di Galilea. Questo ritorno non fu per la strada ordinaria, lungo le sponde del Giordano; ma dirigendosi ad oriente, attraverso parte dell'Iturea e della Gaulonitide, Gesù venne alla regione chiamata Decapoli, all'E. del lago di Galilea, in una regione, cioè, di cui avea visitato la sola Gherghesa Marco 5:1, ecc. Marco solo ricorda un miracolo, operato da nostro Signore, durante il suo viaggio attraverso la Decapoli, su di un uomo che era sordo e scilinguato Marco 7:31-37.

Marco 7:1-23 I FARISEI E GLI SCRIBI ACCUSANO I DISCEPOLI DI TRASGREDIRE LE TRADIZIONI DEGLI ANZIANI. GESÙ DENUNZIA QUESTE TRADIZIONI COME VIOLAZIONI DELLA LEGGE MORALE DISCORSO SULLA CONTAMINAZIONE LEVITICA E MORALE Matteo 15:1-20

1. Allora si raunarono appresso di lui i Farisei, ed alcuni degli Scribi, ch'eran venuti da Gerusalemme 2. E, veduti alcuni dei discepoli di esso prender cibo con le mani contaminate,

La parola greca contaminate significa letteralmente comuni in opposizione a consacrate. (Per altri esempi di questa parola, usata nello stesso senso, vedi Atti 10:14,16; Romani 14:14; Ebrei 10:29). L'antitesi tra santo e comune, è derivata dalla legge cerimoniale, per la quale i Giudei eran separati dalle altre nazioni.

Riferimenti incrociati:

Marco 7:1

Mar 3:22; Mat 15:1; Lu 5:17; 11:53,54

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