Nuova Riveduta:

Marco 9:47

Se l'occhio tuo ti fa cadere in peccato, cavalo; meglio è per te entrare con un occhio solo nel regno di Dio, che avere due occhi ed essere gettato nella geenna,

C.E.I.:

Marco 9:47

Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna,

Nuova Diodati:

Marco 9:47

E se l'occhio tuo ti è occasione di peccato, cavalo; è meglio per te entrare con un occhio solo nella vita, che averne due ed essere gettato nella Geenna del fuoco,

Bibbia della Gioia:

Marco 9:47

E se il tuo occhio ti fa peccare, cavalo. Meglio entrare guercio nel Regno di Dio che avere due occhi e vedere il fuoco dell'inferno,

La Parola è Vita
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Riveduta:

Marco 9:47

E se l'occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un occhio solo nel regno di Dio, che aver due occhi ed esser gittato nella geenna,

Diodati:

Marco 9:47

Parimente, se l'occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un occhio solo nella vita, che, avendone due, esser gettato nella geenna del fuoco,

Commentario:

Marco 9:47

43 43. Ora, se la tua mano ti fa intoppare, mozzala, meglio è per te entrar monco nella vita, che, avendo due mani, andar nella geenna, nel fuoco inestinguibile... 47. Parimente, se l'occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un'occhio solo nella vita, che, avendone due, esser gittato nella geenna del fuoco;

(Per l'esposizione vedi Matteo 5:29-30). Dal pericolo soprastante a coloro che scandalizzassero fosse pure il più umile dei suoi discepoli o lo facessero, cadere, Gesù, con una naturalissima transizione passa ai discepoli stessi, e li avverte di badare di non esser essi stessi l'occasione della propria caduta, con le loro inclinazioni, peccaminose, con la loro avarizia e ambizione, col temperamento focoso, con l'orgoglio e la mancanza di carità. In una parola, doveano stare in guardia che talora non fosse in essi alcuna cosa che, per quanto altamente pregiata e diletta, potesse tentarli e farli cadere in peccato. L'esortazione contenuta in questi versetti è equivalente a quella di Paolo Ebrei 12:15: «Prendendo guardia che niuno scada dalla grazia di Dio; che radice alcuna d'amaritudine, germogliando in su, non vi turbi; e che per essa molti non sieno infetti. Questi allettamenti al peccato nel credente, Cristo li descrive figuratamente sotto l'imagine delle diverse membra del corpo, per dimostrare a dirittura che sono inerenti alla persona o parti di essa stessa, e che possono anche, taluni almeno, essergli cari ed utili come un piede o una mano od un occhio. Per quanto sia difficile e doloroso l'abbandonare quelle abitudini che ci sono occasioni di peccato, val meglio assai sradicarle che non esporci, perseverando in esse, a vederle uccidere la grazia nei cuori nostri e precipitarci negli eterni tormenti dell'inferno.

PASSI PARALLELI

Deuteronomio 13:6-8 Matteo 5:29-30; 18:8-9; Romani 8:13; 1Corinzi 9:27; Galati 5:24; Colossesi 3:5

Tito 2:12; Ebrei 12:1; 1Pietro 2:1

Marco 9:45,47

Matteo 15:30-31; Luca 14:13,21

Genesi 3:6; Giobbe 31:1; Salmi 119:37; Matteo 5:28-29; 10:37-39; Luca 14:26; Galati 4:15

Filippesi 3:7-8

Riferimenti incrociati:

Marco 9:47

Ge 3:6; Giob 31:1; Sal 119:37; Mat 5:28,29; 10:37-39; Lu 14:26; Ga 4:15; Fili 3:7,8
Mar 9:43

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