Nuova Riveduta:

Matteo 10:38

Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me.

C.E.I.:

Matteo 10:38

chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.

Nuova Diodati:

Matteo 10:38

E chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me.

Bibbia della Gioia:

Matteo 10:38

Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di appartenermi.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 10:38

e chi non prende la sua croce e non vien dietro a me, non è degno di me.

Diodati:

Matteo 10:38

E chi non prende la sua croce, e non viene dietro a me, non è degno di me.

Commentario:

Matteo 10:38

38. E chi non prende la sua croce, e non viene dietro a me, non è degno di me.

Più e più volte nostro Signore ripete enfaticamente questo detto Matteo 16:24; Luca 9:23; 14:27. Siamo così avvezzi a dare all'espressione: «prendere la sua croce», il senso generale di esser pronti a subire delle prove per amore di Cristo, che quasi quasi perdiamo di vista il significato primitivo e proprio che ha qui, vale a dire quello di esser disposti a sottometterci perfino alla crocifissione per la causa di Cristo. Gesù allude qui alla sua propria morte, e sebbene i discepoli non abbiano inteso allora il senso di queste parole, essi lo compresero in seguito. Essendo il mondo così contrario alla causa di Cristo, ogni credente dovrà sopportare prove e dolori per amore del suo Maestro. Colui che non accetta spontaneamente il carico del vituperio e dei dolori che il mondo infligge ai cristiani, a cagione di Cristo; colui che rifugge dal dovere perché gli costa dei sacrifici; colui che serve Cristo soltanto fin dove lo consigliano le sue convenienze ed i suoi comodi, non è degno di Cristo, il quale sopportò la croce dei peccatori senza curare il vituperio Ebrei 12:2. Sono relativamente pochi i discepoli di Cristo i quali sono stati chiamati a soffrire il vero e proprio martirio, ed anche sono in minor numero quelli che furono letteralmente crocifissi; ma tutti devono avere lo spirito dei martiri, i quali, per amor di Cristo, tengono in conto di onore l'ignominia, di gioie i dolori, di vantaggio proprio l'abnegazione di se Atti 5:41; Filippesi 1:29; 3:8, Ebrei 10:34.

PASSI PARALLELI

Matteo 16:24; 27:32; Marco 8:34; 10:21; Luca 9:23-24; 14:27; Giovanni 19:17

Riferimenti incrociati:

Matteo 10:38

Mat 16:24; 27:32; Mar 8:34; 10:21; Lu 9:23,24; 14:27; Giov 19:17

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