Nuova Riveduta:

Matteo 12:14

Numerose guarigioni
=Mr 3:7-12 (Is 42:1-4); Lu 6:17-19
I farisei, usciti, tennero consiglio contro di lui, per farlo morire.

C.E.I.:

Matteo 12:14

I farisei però, usciti, tennero consiglio contro di lui per toglierlo di mezzo.

Nuova Diodati:

Matteo 12:14

Ma i farisei, usciti fuori, tennero consiglio contro di lui, del come farlo morire.

Bibbia della Gioia:

Matteo 12:14

Allora i Farisei si riunirono per tramare l'arresto e la morte di Gesù.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 12:14

Ma i Farisei, usciti, tennero consiglio contro di lui, col fine di farlo morire.

Diodati:

Matteo 12:14

Ma i Farisei, usciti fuori, presero consiglio contro a lui, come lo farebbero morire.

Commentario:

Matteo 12:14

14. Ma i Farisei, usciti tennero consiglio contro di lui, col fine di farlo morire.

L'effetto che ciò produsse sulle, menti dei nemici di Cristo è così descritto da Luca: «essi furono ripieni di furore», furore che immediatamente si convertì in atto, essendosi essi radunati per tramare la sua morte. È questa la prima volta che si fa menzione dei disegni micidiali dei nemici di Gesù. Marco 3:3 aggiunge che i Farisei presero consigli cogli Erodiani a danno suo. Vedi la nota sulle Sette giudaiche al principio del volume. Perché i Farisei e gli Erodiani, in questa circostanza, unissero, i loro rancori, non è spiegato. È possibile che i Farisei di Galilea desiderassero di guadagnare gli Erodiani, per assicurarsi così la cooperazione di Erode, convinti com'erano che, senza l'aiuto del potere secolare, non sarebbero riusciti a nulla. Gli Erodiani erano politicamente i loro oppositori più forti, perché sostenevano Erode Antipa di Galilea, tributario dei Romani, mentre i Farisei erano accanitamente avversi alla dominazione romana. Ciò fa vedere che i nemici più acerrimi, come Erode e Pilato, possono far causa comune contro Cristo. La inimicizia contro di lui soffocava tutte le altre. Frustrati gli sforzi dei Farisei per pubblicamente accusar Cristo di trasgredire il Sabato, tanto più divenne necessario ideare qualche progetto per far morire il Profeta di Nazaret, prima che divenisse onnipotente presso il popolo.

PASSI PARALLELI

Matteo 27:1; Marco 3:6; Luca 6:11; Giovanni 5:18; 10:39; 11:53,57

RIFLESSIONI

1. Si osservi quanta importanza dànno gli ipocriti alle piccole cose. I discepoli di Cristo furono accusati di infrangere il quarto Comandamento relativo al Sabato, per aver colto e mangiato una manciata di grano. Lo zelo esagerato di quei Farisei non si estendeva ad altri comandamenti egualmente chiari ed obbligatori. Il settimo, contro l'adulterio, per esempio, secondo loro, si doveva osservare soltanto nel senso, letterale; ed il decimo, contro la cupidigia, si poteva trasgredire impunemente, tanto nella lettera, quanto nello spirito. È un sintomo cattivo quando uno comincia a porre in prima linea le cose secondarie della religione, e pospone le cose comandate da Dio a quelle ordinate dall'uomo.

2. Notiamo quanto si fece povero nostro Signore, egli così ricco, affinché, per la sua povertà, fossimo arricchiti 2Corinzi 8:9.

3. Riflettiamo alla perfetta conoscenza che il Signore ha dei pensieri intimi dell'uomo, siccome lo abbiam visto nel modo in cui parlava ai Farisei, e siamo umili, ripensando quanti e quanti pensieri vani, peccaminosi, mondani ci passano per la mente, a tutte le ore, i quali nessun uomo vede, ma che sono però nudi e scoperti agli occhi di Colui cui dovremo renderne conto. Le parole: «egli conosceva i loro pensieri» ed altre simili, sono fra le più chiare testimonianze della divinità di nostro Signore, poiché nessuno, fuori che Dio solo, può leggere i segreti del cuore.

4. Lo scopo del nostro Signore, nei suoi discorsi coi Farisei rispetto al Sabato, era di correggere il loro attaccamento servile alla lettera della legge, mentre la trasgredivano spiritualmente. Nessuna prescrizione divina può esser contraria al far del bene. È lecito sempre ed in qualunque caso, di farlo; e per dimostrare che tali atti di misericordia sono leciti, non meno di sette guarigioni, fatte da nostro Signore in giorno di Sabato, trovansi registrate negli Evangeli: guarigione dell'indemoniato nella sinagoga Marco 1:21; della suocera di Pietro Marco 1:29; del paralitico a Betsaida Giovanni 5:9; del cieco di nascita Giovanni 9:14; della donna invasa da uno spirito d'infermità Luca 13:14; dell'idropico Luca 14:1; e dell'uomo dalla mano secca, in questo capitolo. Ma, in tutti questi casi, Gesù non pronunziò mai una sola parola la quale, indichi ch'egli riguardasse il Sabato come una istituzione puramente ebraica, o che si proponesse di abolirlo; al contrario, dichiarandosi «Signore del Sabato», Gesù conferma che l'istituzione è permanente; e ch'egli esercita al riguardo un'autorità personale ed assoluta.

Riferimenti incrociati:

Matteo 12:14

Mat 27:1; Mar 3:6; Lu 6:11; Giov 5:18; 10:39; 11:53,57

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