Nuova Riveduta:

Matteo 13:12

Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha sarà tolto anche quello che ha.

C.E.I.:

Matteo 13:12

Così a chi ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.

Nuova Diodati:

Matteo 13:12

Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha, gli sarà tolto anche quello che ha.

Bibbia della Gioia:

Matteo 13:12

«Perché a chi ha, sarà dato ancor di più», spiegò Gesù. «Ed avrà in grande abbondanza! Ma chi non ha, sarà privato anche del poco che possiede. Questa è la ragione per cui parlo in parabole, così quella gente udrà e vedrà senza capire.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 13:12

Perché a chiunque ha, sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha, sarà tolto anche quello che ha.

Diodati:

Matteo 13:12

Perciocchè, a chiunque ha, sarà dato, ed egli soprabbonderà; ma, a chiunque non ha, eziandio quel ch'egli ha gli sarà tolto.

Commentario:

Matteo 13:12

12. Perché a chiunque ha, sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha, sarà tolto anche quello che ha.

Sebbene questo aforisma si possa con ogni appropriatezza riferire alla grazia, o alle spirituali influenze in generale, conviene notare che qui il nostro Signore lo applica in special modo alla grazia illuminante, alla conoscenza spirituale. Chi già possiede il senso spirituale ed ha con esso la capacità d'imparare e di intendere la verità divina, può esser certo che il suo fondo di cognizioni, per quanto esiguo, verrà sempre accresciuto. Parabole, avvenimenti, insegnamenti dello Spirito Santo mediante la parola, tutto contribuirà a farlo «crescere in grazia», a far sì che per lui «il sentiero dei giusti sia come la luce che spunta, la quale va vieppiù risplendendo finché sia giorno perfetto» Proverbi 4:18. Dall'altro canto, coloro che sono privi del senso spirituale, e non «hanno fame e sete di giustizia» nell'anima loro, diventano presto indifferenti alle cose divine, e quella poca vita, e quel poco discernimento spirituale che sembravano aver acquistato conversando con persone spirituali, presto cede il campo alla indifferenza ed all'errore, se non forse al peccato scandaloso. Esempi siffatti non di rado si videro nella Chiesa di Cristo. È questo un principio della massima importanza, e, insieme con altre massime importantissime del pari, sembra che il nostro Signore lo esprimesse in varie occasioni Vedi Matteo 25:29.

Come gran principio di etica, noi lo vediamo dovunque in azione sotto la legge generale dell'abitudine, in virtù della quale i principi morali si fanno vieppiù forti coll'esercizio, mentre per disuso, si affievoliscono via via, fino a svanire affatto. Anche nel mondo intellettuale e nell'animale, se non per avventura eziandio nel vegetale, regna questo principio stesso; i fatti della fisiologia lo provano abbastanza. Qui, però, viene riguardato come una regola divina, come una retribuzione giudiziaria operante continuamente sotto l'impero dell'amministrazione divina. Secondo questa regola, quelli che mettono a profitto le opportunità, avranno altre opportunità ed aiuti; mentre all'opposto, coloro che non sanno approfittare delle occasioni per migliorare se stessi, non avranno più occasione di farlo. Secondo questa regola, niuno che chieda la verità la chiede invano, e chiunque la ricerca non resterà a mani vuote.

PASSI PARALLELI

Matteo 25:29; Marco 4:24-25; Luca 8:18; 9:26; 19:24-26; Giovanni 15:2-5

Matteo 21:43; Isaia 5:4-7; Marco 12:9; Luca 10:42; 12:20-21; 16:2,25; Apocalisse 2:5

Apocalisse 3:15-16

Riferimenti incrociati:

Matteo 13:12

Mat 25:29; Mar 4:24,25; Lu 8:18; 9:26; 19:24-26; Giov 15:2-5
Mat 21:43; Is 5:4-7; Mar 12:9; Lu 10:42; 12:20,21; 16:2,25; Ap 2:5; 3:15,16

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