Nuova Riveduta:

Matteo 15:28

Allora Gesù le disse: «Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi». E da quel momento sua figlia fu guarita.

C.E.I.:

Matteo 15:28

Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.

Nuova Diodati:

Matteo 15:28

Allora Gesù le rispose, dicendo: «O donna, grande è la tua fede! Ti sia fatto come tu vuoi». E in quel momento sua figlia fu guarita.

Bibbia della Gioia:

Matteo 15:28

Allora Gesù le disse: «Donna, la tua fede è davvero grande! Sia fatto come tu voi». E sua figlia fu guarita immediatamente.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 15:28

Allora Gesù le disse: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Diodati:

Matteo 15:28

Allora Gesù, rispondendo, le disse: O donna, grande è la tua fede; siati fatto come tu vuoi. E da quell'ora, la sua figliuola fu sanata.

Commentario:

Matteo 15:28

28. Allora Gesù le disse: O donna, grande è la tua fede;

Si palesa qui la ragione per la quale Gesù si era comportato così stranamente verso costei: egli voleva saggiarne la fede. Nel sacrificio chiestogli da Dio dell'unico suo figlio, Abramo diede prova della sua fede, e questa prova dolorosa non gli fu risparmiata in nessun grado fino al momento in cui stava col braccio alzato, per immergere il ferro nel petto d'Isacco. Ma la fede alla fine ebbe il suo trionfo, quando una voce dal cielo gridò: «Non mettere la mano addosso al ragazzo!» Genesi 22:12. Così successe anche alla Cananea. Trascuratezza, rifiuti, insulti furono il crogiuolo nel quale il Raffinatore provò la sua fede, la quale pure ebbe il suo trionfo, quando il Conoscitore dei cuori esclamò: «O donna, grande è la tua fede!». Linguaggio simile a questo, Gesù lo usa un'altra sola volta, nel caso del Centurione Matteo 8:10; Luca 7:1-10. Si osservi che, nei due casi, questo trattamento privilegiato toccò a persone pagane; che la fede di ambedue fu lodata, non soltanto come grande fra i Gentili, ma grande anche in confronto di quella del popolo d'Israele così e che, in tutti e due i casi, la fede lodata non fu già quella degl'infermi, ma bensì di quelli che li rappresentavano o per essi intercedevano.

ti sia fatto come vuoi.

«La grazia ti è concessa tua figlia è guarita!». La donna, avendo ricevuto la briciola che chiedeva, ritornò subito a casa sua. Non domandò alcun segno a guarentigia della parola di Cristo; se ne andò, forte nella sua fede, glorificando Iddio. L'Evangelista aggiunge:

E da quell'ora, la sua figliuola fu guarita

Marco 7:30 narra il fatto più dettagliatamente; «Ed ella, tornata a casa sua, trovò la figliuolina coricata sul letto, e il demonio uscito di lei».

PASSI PARALLELI

Giobbe 13:15; 23:10; Lamentazioni 3:32

Matteo 8:10; 14:31; 1Samuele 2:30; Luca 17:5; Romani 4:19-20; 2Tessalonicesi 1:3

Matteo 8:13; 9:29-30; Salmo 145:19; Marco 5:34; 7:29-30; 9:23-24; Luca 7:9,50

Luca 18:42-43; Giovanni 4:50-53

RIFLESSIONI

1. Impariamo che la vera fede si trova spesso dove meno lo si aspetta; Una Cananea grida aiuto al Messia d'Israele a pro della propria figliuola! La preghiera: «Abbi pietà di me, o Signore, Figlio di David», che avrebbe dimostrato una gran fede anche in un abitante di Betania o di Gerusalemme, ci fa maraviglia quando si ode da persona che viene dalle parti di Tiro e Sidone, e c'insegna che la grazia, non già il paese, fa i credenti. Tu puoi vivere come Gehazi servo di Elia, nella famiglia d'un profeta, ed essere nondimeno impenitente, incredulo e inondano. Puoi trovarti in mezzo alla superstizione e alla idolatria, come la piccola Ebrea nella casa di Naaman, e nonostante rendere testimonianza al vero Dio ed al suo Cristo. Non disperiamo adunque della salute di alcuno, così perché si trova in luogo o condizione poco propizia alla fede; può alcuno abitare sulle coste di Tiro e di Sidone, od assidersi nel regno di Dio!

2. Dal caso della donna Cananea apprendiamo che sovente il dolore conducendo a Cristo coloro che soffrono, si volge in benedizione. Notiamolo bene: nulla c'è che tanto dimostri la nostra ignoranza quanto l'impazienza nei patimenti. Noi dimentichiamo facilmente che ogni croce è un messaggio di Dio, inteso, in ultima analisi, al nostro bene. Le prove ci fanno riflettere, ci svegliano del mondo, ci invitano alla Bibbia ed alla preghiera. Certo, buona cosa è la sanità; ma la malattia è migliore assai se ci conduce a Dio. Vera grazia è la prosperità, ma è preferibile la sventura se ci mena a Cristo.

3. Un grande incoraggiamento noi qui troviamo all'assiduo pregare con fede. Gesù pronunziò una parabola «per mostrare che convien del continuo pregare e non stancarci» Luca 18:1-8; ma qui lo Spirito ci mette sott'occhio, per eccitare la nostra ammirazione e confortarci, un esempio vivo. Parve sulle prime che Gesù non badasse minimamente alla preghiera di questa povera donna; essa nondimeno continuò a pregare. Egli le parlò duramente ed in modo da sgomentarla affatto; ciò nonostante, il proverbio: «la speranza prolungata fa languire il cuore» Proverbi 13:12, non si verificò nel caso della Cananea; le due parole indirizzatele da Gesù non la ridusse al silenzio, anzi essa ne tolse occasione per chiedere con maggiore insistenza un briciolo di pietà; e per la sua persistenza essa ottenne finalmente la grazia desiderata.

4. L'esempio di questa donna deve grandemente incoraggiarci a pregare con perseveranza per i nostri bisogni, e specialmente ad intercedere per gli altri. Se Cristo non esaudisce prontamente le tue preghiere, non ti sgomentare, o Cristiano, ma persevera, con fervore ed umiltà sempre crescente, a pregare; e rammentati che più la tua fede è gagliarda, e più aspri saranno i cimenti ai quali la esporrà il Signore. Se la fede di quella donna fosse stata meno forte, la prova non sarebbe stata così severa; e Colui che in parole sembrava respingerla, pur tuttavia, col suo Spirito la guidava.

5. Ma non perdiamo mai di vista che l'esempio di questa Cananea è inteso peculiarmente a mostrarci il dovere che incombe ad ognuno di intercedere per gli altri: verità di grande importanza, e troppo facilmente dimenticata. Pochi doveri son così fortemente raccomandati dalla Scrittura, come quello d'intercedere a pro d'altrui, nelle nostre preghiere. La Scrittura medesima ci fornisce una lunga serie d'esempi atti a dimostrare il gran bene che agli altri si può fare pregando per loro, lo attestano, fra tanti, il figlio dell'ufficiale reale di Capernaum, il servo del Centurione e la figlia di Jairo. Sembra meraviglioso, ma pure Iddio si compiace di far' grandi cose per un'anima, quando per essa si muovono a pregare amici e parenti Giacomo 5:16. A ciò pensino in particolare i padri e le madri! È non possono dare ai figli dei cuori nuovi ma ben possono pregare per essi. È cosa rarissima che i figli, per i quali furono offerte molte preghiere, siano andati perduti.

Riferimenti incrociati:

Matteo 15:28

Giob 13:15; 23:10; Lam 3:32
Mat 8:10; 14:31; 1Sa 2:30; Lu 17:5; Rom 4:19,20; 2Te 1:3
Mat 8:13; 9:29,30; Sal 145:19; Mar 5:34; 7:29,30; 9:23,24; Lu 7:9,50; 18:42,43; Giov 4:50-53

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