Nuova Riveduta:

Matteo 16:12

Allora capirono che non aveva loro detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dall'insegnamento dei farisei e dei sadducei.

C.E.I.:

Matteo 16:12

Allora essi compresero che egli non aveva detto che si guardassero dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei farisei e dei sadducei.

Nuova Diodati:

Matteo 16:12

Allora essi capirono che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei farisei e dei sadducei.

Bibbia della Gioia:

Matteo 16:12

Soltanto allora capirono che per «lievito» Gesù intendeva gl'insegnamenti sbagliati dei Farisei e dei Sadducei.

«Chi pensi che io sia?»

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 16:12

Allora intesero che non avea lor detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei Farisei e de' Sadducei.

Diodati:

Matteo 16:12

Allora intesero ch'egli non avea detto che si guardassero dal lievito del pane, ma della dottrina dei Farisei, e de' Sadducei.

Commentario:

Matteo 16:12

12. Allora intesero che non aveva loro detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei Farisei e dei Sadducei.

Bravo è quell'insegnante il quale sa a tempo e luogo eccitare gli alunni tardi d'intelletto a pensare da se medesimi! Qui la parola «dottrina» va presa in ampio significato, e vuol dire i principi che queste sette, opposte fra loro, spargevano nella nazione, ora se più terribile sia quel formalismo che consuma e logora la vita spirituale, ovvero quel così detto razionalismo che scalza la fede, è malagevole assai sentenziare.

PASSI PARALLELI

Matteo 15:4-9; 23:13-28; Atti 23:8

RIFLESSIONI

1. Nel vers. 4 Matteo 16:4, il nostro Signore ripete ciò che aveva già detto, in un'altra circostanza, e da ciò rilevasi che egli non si appagava di dir le cose una volta sola, ma usava tornare più e più volte sull'argomento medesimo. Or che c'insegna questo? Che noi non dobbiamo ad imitazione di certuni affannarci troppo per mettere in armonia fra loro le narrazioni dei quattro Evangeli. Né le avvertenze di nostro Signore, le quali troviamo identiche in Matteo e Luca, furono sempre usate al medesimo tempo, né gli avvenimenti ai quali si riferiscono o si connettono sono necessariamente i medesimi.

2. Quanto spesso i figli di Dio si meritano il rabbuffo qui diretto a coloro che sanno distinguere i segni di cambiamenti nell'atmosfera materiale, mercantile, o politica, mentre nulla vedono, e nulla prevedono nel mondo morale, spirituale o religioso!

3. Il nostro Signore premuniva i discepoli contro la dottrina dei Farisei e dei Sadducei. I Farisei erano formalisti, procaccianti la propria giustizia; i Sadducei erano scettici, liberi pensatori e quasi increduli. Se Pietro, Giacomo e Giovanni dovevano guardarsi dalle loro dottrine, ciò prova che i più santi ed i migliori fra i credenti stessi debbono stare in guardia. Quelle dottrine possono bene, al pari del lievito, sembrare piccola cosa in confronto del corpo intiero della verità; ma, come il lievito appunto, lavorano celatamente, e adagio adagio corrompono e snaturano il carattere della religione a cui si frammischiano.

4. I nemici del Redentore lo mettevano al cimento; ma di quando in quando facevan lo stesso anche i suoi dodici discepoli eletti. Quanto poco essi intendevano ciò ch'egli loro diceva! Quali pensieri, indegni di lui, supponevano in lui! E quanto erano meschini i motivi ch'essi attribuivano alle sue azioni! Quanto fu meravigliosa la longanime pazienza colla quale egli sopportò tutto questo! Ma una cotal pazienza non gli è forse necessaria ai dì nostri? Non esistono forse tuttora nel popolo di Cristo molte cose, che ci fanno meravigliare della sua pazienza?

Riferimenti incrociati:

Matteo 16:12

Mat 15:4-9; 23:13-28; At 23:8

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