Nuova Riveduta:

Matteo 16:13

Pietro riconosce in Gesù il Cristo
=(Mr 8:27-30; Lu 9:18-21) Gv 6:67-71
Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?»

C.E.I.:

Matteo 16:13

Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».

Nuova Diodati:

Matteo 16:13

La confessione di Pietro
Poi Gesù, giunto dalle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dicono gli uomini che io, il Figlio dell'uomo, sia?».

Bibbia della Gioia:

Matteo 16:13

Quando Gesù arrivò nel territorio di Cesarea di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «Chi dicono che io sia?»

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 16:13

La confessione di Pietro
(Marco 8:27-33; Luca 9:18-22; Giovanni 6:66-69)
Poi Gesù, venuto nelle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: Chi dice la gente che sia il Figliuol dell'uomo?

Diodati:

Matteo 16:13

POI Gesù, essendo venuto nelle parti di Cesarea di Filippo, domandò i suoi discepoli: Chi dicono gli uomini che io, il Figliuol dell'uomo, sono?

Commentario:

Matteo 16:13

Matteo 16:13-20. PIETRO CONFESSA NOBILMENTE CRISTO, E VIEN BENEDETTO Marco 8:27-30; Luca 9:18-20

13. Poi Gesù, venuto nelle parti di Cesarea di Filippo,

La città qui rammentata si chiamava in origine Panias, o Panium, da una caverna ad essa vicina dedicata al dio Pan. Sotto gli Arabi, riprese, ad eccezione della prima lettera, l'antico nome. Banias è fabbricata sulle falde del Libano, ove era tracciato anticamente il confine tra la Palestina e la Siria, non lungi dalla città di Dan Laisch, la quale chiamasi oggi Tel-el-Kadi, alla sorgente del Giordano. Filippo Erode, tetrarca di Iturea, l'ampliò ed abbellì assai, e cambiò il suo nome in quello di Cesarea, in onore dell'imperatore Tiberio. Egli aggiunse, in pari tempo, a quel nome, il suo proprio, per distinguere questa città da Cesarea marittima, fondata da suo padre Erode il Grande, a 30 miglia a Nord di Gioppe. Questa, sotto il dominio dei Romani, fu la metropoli della Palestina e la residenza del procuratore; quella, ritiro tranquillo e remoto presso il quale Gesù ultimamente era passato recandosi ai confini del paese fenicio, fu da lui scelta per conferire privatamente coi suoi discepoli sul profitto ch'essi avevano tratto dai suoi ammaestramenti, e per annunziar loro la sua morte che si avvicinava.

domandò ai suoi discepoli: Chi dice la gente che sia il Figliuol dell'uomo?

Luca ci racconta che, prima di fare codesta domanda ai suoi discepoli, Gesù si era ritirato in disparte per pregare, com'era, suo esemplare costume nei momenti difficili. Gesù aveva appunto allora chiuso il primo periodo del suo ministero, ed entrava nel secondo ed ultimo; e siccome gli Apostoli si erano aggirati non poco fra il popolo, egli desiderava sapere da loro quale idea generalmente il popolo si facesse di lui. Ma la domanda ch'egli loro volgeva mirava inoltre ad illuminarli sull'opera che il Figliuol dell'uomo era venuto a compiere. La locuzione: «Figliuol dell'uomo» non trovansi né in Marco, né in Luca, ed è difficile di precisare il senso nel quale Gesù la usò in questo luogo. Dal contrasto fra questa e la locuzione: «Figlio di Dio» adoperata da Pietro nel rispondere Matteo 16:16 parrebbe che il Signore volesse qui significare la propria perfetta umanità, senza però escludere l'idea della sua missione messianica, che egli vi annetteva ordinariamente, Una cosa interessante e notevole assai da osservare si è che il Signore non diede mai a se medesimo, se n'eccettuiamo una sola occasione Giovanni 17:3, i nomi di Gesù e di Cristo; e in pochissime occasioni prese quello di Figlio di Dio Matteo 11:27; Giovanni 5:25;9:35;11:4. La qualifica ch'egli soleva dare alla sua persona era quella medesima qui usata: «Figliuol dell'uomo». Se ne citano non meno di quaranta esempi nei suoi discorsi. Ciò nonostante quel titolo non gli fu mai dato né dagli Evangelisti, né dai suoi amici o nemici. Stefano però ne fece uso per indicare la perfetta umanità del suo Signore, esclamando in estasi, nel momento del suo martirio: «Ecco, io veggo i cieli aperti, e il Figliuol dell'uomo in piè alla destra di Dio» Atti 7:56. Molti rintracciano l'origine di questo titolo in quella celebre profezia di Daniele 7:13 ove si legge che «uno, simile ad un figliuol d'uomo» s'accostava al Vegliardo, e ne riceveva signoria e gloria e regno. Noi ammettiamo che questo titolo, nella profezia di Daniele, si riferisca al regno eterno ivi descritto, ma crediamo che l'origine di questa locuzione sia molto più antica. La troviamo nella promessa del «seme della donna» Genesi 3:15, fatta ai nostri primi genitori dopo la caduta. Gesù adunque, prendendo quel titolo, non solamente indica la sua vera e reale umanità, ma proclama eziandio ch'egli è governatore di quel regno di Dio che dove estendersi sopra tutta la terra, ch'egli è quel secondo Adamo che deve rialzare l'umanità dalla rovina del peccato, e regnare finché egli abbia messi tutti i nemici sotto i suoi piedi» 1Corinzi 15:25, e gittato nello stagno del fuoco l'antico serpente, cioè il diavolo Apocalisse 20:2,10.

PASSI PARALLELI

Marco 8:27

Luca 9:18-20

Matteo 8:20; 9:6; 12:8,32,40; 13:37,41; 25:31; Daniele 7:13; Marco 8:38; 10:45

Giovanni 1:51; 3:14; 5:27; 12:34; Atti 7:56; Ebrei 2:14-18

Riferimenti incrociati:

Matteo 16:13

Mat 15:21; At 10:38
Mar 8:27
Lu 9:18-20
Mat 8:20; 9:6; 12:8,32,40; 13:37,41; 25:31; Dan 7:13; Mar 8:38; 10:45; Giov 1:51; 3:14; 5:27; 12:34; At 7:56; Eb 2:14-18


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