Nuova Riveduta:

Matteo 21:45

I capi dei sacerdoti e i farisei, udite le sue parabole, capirono che parlava di loro;

C.E.I.:

Matteo 21:45

Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.

Nuova Diodati:

Matteo 21:45

I capi dei sacerdoti e i farisei, udite le sue parabole, si avvidero che parlava di loro.

Bibbia della Gioia:

Matteo 21:45

Quando i primi sacerdoti e gli altri capi giudei si accorsero che Gesù stava parlando di loro (erano loro i malvagi contadini della sua storia),

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 21:45

E i capi sacerdoti e i Farisei, udite le sue parabole, si avvidero che parlava di loro;

Diodati:

Matteo 21:45

E i principali sacerdoti, e i Farisei, udite le sue parabole, si avvidero ch'egli diceva di loro.

Commentario:

Matteo 21:45

45. E i capi sacerdoti, e i Farisei, udite le sue parabole, si avvidero che parlava di loro. 46. E cercavano di pigliarlo; ma temettero le turbe che lo tenevano per profeta.

Gli evangelisti fanno tutti quest'osservazione sui sacerdoti e Farisei. Questi si avvidero che, nelle parabole surriferite, egli li prendeva di mira, ed infuriati, cercarono un motivo per mettergli le mani addosso: ma Gesù godeva ancora di tanta popolarità: come profeta, che essi non ardirono toccarlo. Confrontando i Sinottici, sembra che i sacerdoti ed i Farisei abbiano più volte consultato insieme sulla possibilità di prendere Gesù, durante quella Pasqua, ed abbiano poi rinunziato al loro progetto per tema di una, sommossa Matteo 26:5, finché il traditore Giuda non venne a profferire loro il suo aiuto.

PASSI PARALLELI

Matteo 12:12; Luca 11:45; 20:19

2Samuele 12:7-13; Proverbi 9:7-9; 15:12; Isaia 29:1; Giovanni 7:7

Matteo 21:11; Luca 7:16,39; Giovanni 7:40-41; Atti 2:22

RIFLESSIONI

1. La risposta del Signore alla deputazione del Sinedrio c'insegna che, mentre è dover nostro di non rifuggire da alcuna indagine sul principi della nostra santa religione, e d'essere quando che sia pronti a rendere conto della nostra fede e a difenderla, noi dobbiamo altresì farlo con prudenza, astenendoci dal "gettare le perle davanti ai porci".

2. La propria giustizia dei Farisei che disprezzano il Vangelo, e la bassa condizione in cui sanno di trovarsi i pubblicani e i peccatori che l'hanno accolto con gratitudine, riappariscono di età in età come tipi caratteristici. Dovunque il Vangelo è fedelmente, predicato e seriamente applicato alla coscienza del peccatore, coloro che confidano nella propria giustizia manifestano la vecchia riluttanza di riceverlo alle condizioni medesime dei malvagi; laddove i grandi peccatori, consapevoli del profondo bisogno ch'essi hanno delle sue benedizioni, e che non ardiscono sperarle poiché sanno di non aver nessun merito, lietamente lo ricevono come un messo di libera grazia.

3. La parabola dei due figliuoli c'insegna qual sia l'incoraggiamento offerto dal Signore a chi si pente. Sia pertanto principio fisso del nostro cristianesimo, che l'Iddio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo è sempre pronto ad accogliere i peccatori penitenti. Il passato di un uomo non importa nulla, s'egli adesso è veramente pentito e vuol andare a Cristo. "Le cose vecchie son passate; ecco, tutte le cose son fatte nuove" 2Corinzi 5:17. Ciò che importa, non è la professione religiosa di un uomo, ma il sapere se abbia rinunciato ai suoi peccati. Ecco ciò che importa! Se non lo fece, la sua professione è in abbominio a Dio, ed egli ancor si trova sotto il peso della maledizione. Se noi siamo stati sinora grandi peccatori, facciamo animo, ravvediamoci e crediamo in Cristo, e ci è da sperare. Invitiamo parimenti gli altri a ravvedersi. Spalanchiamo la porta anche al "primo fra i peccatori". Giammai non verrà meno questa parola: "Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da rimetterei i peccati, e purificarci d'ogni iniquità" 1Giovanni 1:9.

4. Benché il Signor nostro sempre rappresenti se stesso in tutta la sua opera di Messia come il servitore mandato dal Padre, tuttavia, di fronte agli altri servitori e messaggeri di Dio, egli ha cura di separare se da tutti loro, dandosi a conoscere come il FIGLIO unico e diletto, e ciò nel senso naturale, che implica manifestamente la sua divinità.

5. A quel modo che non erano i Gentili assolutamente esclusi dal popolo di Dio, sotto l'economia giudaica, così neppure i Giudei vanno ora esclusi dalla Chiesa di Cristo. Come Iddio si era proposto di fare, nei tempi antichi, del seme di Abramo il suo popolo visibile, così adesso, a motivo della LORO infedeltà, quel privilegio è stato, per un tempo, trasferito ai Gentili, d'infra i quali, pertanto, Iddio formasi ora un popolo per la gloria del suo nome. Ma tempo verrà in cui "tutto Israele sarà salvato" Romani 11:26; il che non significa soltanto ch'essi, di quando in quando e individualmente, entreranno nella Chiesa cristiana, perché han sempre così fatto sinora; ma che verranno, una volta ancora, come nazione, "innestati sul proprio ulivo", per costituire, insieme al Gentili, una Chiesa universale sopra la terra.

Riferimenti incrociati:

Matteo 21:45

Mat 12:12; Lu 11:45; 20:19

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