Nuova Riveduta:

Matteo 23:23

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta, dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia, e la fede. Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre.

C.E.I.:

Matteo 23:23

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle.

Nuova Diodati:

Matteo 23:23

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché calcolate la decima della menta, dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia e la fede; queste cose bisogna praticare senza trascurare le altre.

Bibbia della Gioia:

Matteo 23:23

Guai a voi Farisei e a tutti voi capi religiosi! Ipocriti! Perché pagate la decima fino all'ultima foglia di menta del vostro giardino, ma poi trascurate le cose importanti della legge di Dio: la giustizia, la pietà e la fede! Certo, dovete pagare la decima, ma non dovete tralasciare le cose più importanti.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 23:23

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre.

Diodati:

Matteo 23:23

Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perciocchè voi decimate la menta, e l'aneto, e il comino, e lasciate le cose più gravi della legge: il giudizio, e la misericordia, e la fede; ei si conveniva far queste cose, e non lasciar quelle altre.

Commentario:

Matteo 23:23

Quinta minaccia: contro lo zelo religioso eccessivo per cose da nulla non prescritte, accompagnato da una totale trascuratezza per la religione spirituale ed intima richiesta da Dio Matteo 23:23-24

23. Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti! perché pagate la decima della menta, e dell'aneto, e del comino,

Erbette di poco valore. La "menta" è nota per il suo sapore gradevole e pungente; l'"aneto" è tanto simile al finocchio, che gl'inesperti spesso confondono l'uno con l'altro. Si usava come commestibile, e si adoperava la sementa a guisa di condimento e di rimedio. È conosciuto tuttora in Oriente, sotto il nome di shabit, che, secondo il trattato Massaroth 4:5, era sottoposto alla decima. Il "comino" è una pianta simile all'anice, al l'aneto ed al coriandolo. Queste due ultime piante producono semi dai quali si ricava un che di grato sapore, e sono riscaldanti e stimolanti. Colla menta è menzionata "la ruta" in Luca 11:42. Quest'erba si adoperava come condimento, ed anche come commestibile ordinario. Quindi, Luca aggiunge: "ed ogni erba", sottinteso: atta al nutrimento. È stato messo in dubbio se quelle erbe andavano soggette alla decima seconde la legge levitica: è assai probabile che non lo fossero; ma i Farisei poggiavano la loro pratica sopra una stretta interpretazione di Levitico 27:30. Era un detto volgare, presso i Giudei, che la decima del grano era stabilita dalla legge, mentre la decima delle erbette era imposta dai rabbini; ciononostante, quest'ultima era considerata come obbligatoria quanto la prima.

e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede;

queste cose non erano soltanto "più gravi" delle sopraccennate minute osservanze, ma anche dell'intero codice cerimoniale, poiché esse sono la sostanza stessa della legge morale. In Luca 11:42 si legge: "il giudicio e l'amor di Dio", variante probabilmente dovuta alla ripetizione della stessa idea in due diverse occasioni. In ambedue i passi Gesù allude alle parole di Michea 6:8 secondo le quali la religione gradita da Dio consta di tre elementi: "il praticare ciò ch'è giusto, l'amare la misericordia, ed il camminare in umiltà con Dio". Quest'ultimo elemento presuppone e compendia la "fede" di Matteo e "l'amore" di Luca.

Queste son le cose che bisognava fare senza tralasciar le altre.

Con queste parole, il Signore non condanna la minuziosa esecuzione dei doveri di minor importanza. Poiché i vari doveri dei cristiani non possono essere in opposizione fra loro; però dobbiamo accuratamente notare che, riguardo ai doveri più grandi e più importanti, Gesù dice: "Bisognava far queste cose", mentre dei doveri minori dice soltanto: "senza tralasciare le altre". Donde ricaviamo che la minaccia è profferita contro la ipocrisia che di un nonnulla fa un caso di coscienza, mentre trascura la sostanza della religione e della moralità, che sono di dovere.

PASSI PARALLELI

Luca 11:42

Matteo 9:13; 12:7; 22:37-40; 1Samuele 15:22; Proverbi 21:3; Geremia 22:15-16; Osea 6:6

Michea 6:8; Galati 5:22-23

Matteo 5:19-20

Riferimenti incrociati:

Matteo 23:23

Lu 11:42
Mat 9:13; 12:7; 22:37-40; 1Sa 15:22; Prov 21:3; Ger 22:15,16; Os 6:6; Mic 6:8; Ga 5:22,23
Mat 5:19,20

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