Nuova Riveduta:

Matteo 27:62

Il sepolcro sigillato e custodito
Mt 28:1-4, 11-15
L'indomani, che era il giorno successivo alla Preparazione, i capi dei sacerdoti e i farisei si riunirono da Pilato, dicendo:

C.E.I.:

Matteo 27:62

Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo:

Nuova Diodati:

Matteo 27:62

E il giorno seguente, che era quello successivo alla Preparazione, i capi dei sacerdoti e i farisei si riunirono presso Pilato,

Bibbia della Gioia:

Matteo 27:62

Il giorno dopo, alla conclusione del primo giorno delle cerimonie di Pasqua, i capi sacerdoti e i Farisei andarono da Pilato

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 27:62

E l'indomani, che era il giorno successivo alla Preparazione, i capi sacerdoti ed i Farisei si radunarono presso Pilato, dicendo:

Diodati:

Matteo 27:62

E il giorno seguente, ch'era il giorno d'appresso la preparazione, i principali sacerdoti, e i Farisei si raunarono appresso di Pilato,

Commentario:

Matteo 27:62

La guardia posta al sepolcro Matteo 27:62-66

62. E l'indomani, ch'era il giorno successivo alla preparazione,

La paraskeue, ossia il giorno della preparazione, corrispondeva al nostro Venerdì, ed era così chiamato perché i Giudei, non potendo fare opera alcuna nel Sabato, che era per loro il giorno del riposo, dovevano fare i loro preparativi domestici il giorno prima. Flavio Antiq. 16:6,2, cita un decreto di Cesare, nel quale veniva riconosciuto "il giorno della preparazione", e si esentavano i Giudei da ogni molestia giudiziaria dopo la nona ora 3 pom. di quel giorno. Wettstein dà la seguente enumerazione, ricavata dai Rabbini, dei giorni della settimana: "Primo, secondo, terzo, quarto, quinto, paraskeue e Sabato". La relazione esistente tra quel giorno e il Sabato è poi messa fuori dubbio dalla osservazione che Marco 15:42, fa in una parentesi, dicendo: "Perché era la preparazione, cioè l'antisabato". Erano necessarie queste osservazioni, perché Giovanni 19:14 chiama quello stesso giorno "la preparazione della Pasqua", espressione che ha dato origine ad accuse di divergenze fra il suo Vangelo e i Sinottici, e quindi ad un numero di teorie diverse, per metterli d'accordo Vedi Note Giovanni 13:1. Che Giovanni abbia voluto parlare della paraskeue del Sabato pasquale, è evidente dal modo con cui si esprime ai versetti 31 e 42 del cap. 19. Giovanni 19:31,42 La paraskeue terminava al tramonto del Venerdì sera, e allora cominciava il Sabato. Ma, per esser certi che nessuno toccherebbe il corpo che era ora deposto nel sepolcro, i nemici di Cristo non si fecero scrupolo di trasgredire il quarto comandamento, quantunque fosse quello il Sabato più solenne della festa; né di recarsi nel Palazzo dove abitava Pilato, quantunque, così facendo, si contaminassero in faccia alla legge cerimoniale confr. Giovanni 18:28.

I capi sacerdoti, e i Farisei, si raunarono Presso Pilato; 63. dicendo: Signore, ci siamo ricordati che quel seduttore,

Merita di essere notato il fatto che i rettori dei Giudei non chiamarono mai Gesù col suo proprio nome. Senza dubbio usano l'epiteto di impostore o seduttore, affine di far tacere nel cuore di Pilato ogni scrupolo di coscienza od ogni rimorso per avere acconsentito alla morte di Gesù! ma la rabbia colla quale danno questo nome ad un morto, rammentando le parole che egli stesso aveva pronunziate, ci pare indichi pure che nel segreto del loro cuore si nascondeva il sospetto che Gesù non fosse, in fin dei conti, quel grande impostore che essi dicevano.

Riferimenti incrociati:

Matteo 27:62

Mat 26:17; Mar 15:42; Lu 23:54-56; Giov 19:14,42
Mat 27:1,2; Sal 2:1-6; At 4:27,28

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