Nuova Riveduta:

Matteo 28:19

Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,

C.E.I.:

Matteo 28:19

Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,

Nuova Diodati:

Matteo 28:19

Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,

Bibbia della Gioia:

Matteo 28:19

Perciò andate ad ammaestrare tutti i popoli e battezzate chi crede in me nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 28:19

Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo,

Diodati:

Matteo 28:19

Andate adunque, ed ammaestrate tutti i popoli; battezzandoli nel nome del Padre, e del Figliuolo, e dello Spirito Santo;

Commentario:

Matteo 28:19

19. Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli

fate discepoli tutte le nazioni, convertendole alle dottrine del Vangelo. Che questo comando riguardasse non solo gli apostoli, ma tutta la moltitudine dei discepoli ivi radunati, risulta chiaramente dalla natura stessa del caso, e dal fatto che la prima volta in cui quell'ordine fu messo in esecuzione, ciò non accadde per il ministerio degli apostoli, ma per quello di alcuni semplici, membri della Chiesa Conf. Atti 8:1; 11:19. È di grande importanza che i cristiani si persuadano dell'obbligo loro di adempiere l'ordine dato in questo versetto; obbligo, imposto, senza distinzione a tutti quelli che si dicono discepoli di Cristo. È invalsa purtroppo la credenza che solo a quelli che sono stati consacrati al ministerio spetti la predicazione di Cristo, e che i semplici fedeli possano dispensarsi di parlare, anche ai loro congiunti più intimi, della salute delle loro anime. Mentre pochi son quelli che possiedono i requisiti per il pubblico ministero, tutti i cristiani sono competenti ad ammaestrare i loro vicini.

battezzandoli

Nella Chiesa giudaica, e sotto la dispensazione levitica, due erano i "sacramenti", ossia segni e suggelli del patto di grazia, cioè la Circoncisione e la Pasqua. Due altresì sono i sacramenti e suggelli di quel patto, nella nuova economia; il Battesimo e la Cena del Signore. Ognuno di essi è destinato a prendere il posto di quello dei primi a cui corrisponde. Il battesimo, come la circoncisione è il segno e il suggello del nettamento delle brutture della carne; la Cena del Signore, come la Pasqua, è il segno ed il suggello del sacrificio espiatorio dell'Agnello di Dio, per mezzo del quale solo gli uomini possono essere salvati. Riguardo al tempo, la Cena del Signore fu la prima ad essere istituita, quando cioè il divino Redentore celebrò la Pasqua coi suoi discepoli, immediatamente prima della sua morte Vedi Matteo 26:26-28, sostituendo così quella a questa nel modo più perentorio. Sol quando fu in procinto di salire al cielo e di mandare sopra i suoi discepoli lo Spirito santificatore, l'opera del quale, è simboleggiata nel Battesimo, Gesù istituì questo secondo sacramento. Noi troviamo al tempo stesso, nelle parole che ci occupano, la istituzione del Battesimo e l'autorizzazione di amministrarlo. Siccome gli elementi del pane e del vino, impiegati dal Signore nell'istituire la Santa Cena, lo erano già nella Pasqua; così pure l'uso dell'elemento dell'acqua per il sacramento del Battesimo non riusciva cosa nuova. È provato da testimonianze giudaiche che i Farisei praticavano il rito del battesimo d'acqua per ammettere i Gentili nella congregazione d'Israele. Giovanni Battista, quale precursore di Cristo, fece uso del battesimo di acqua come suggello della sua, dottrina, amministrandolo unicamente ai suoi connazionali. Ma siccome il battesimo non era stato mai imposto a dei Giudei, quella pratica del Battista diede origine a molte domande indirizzate dai Giudei ai suoi discepoli e dagli anziani del popolo a lui stesso Vedi Giovanni 1:24-27; 3:25. Anzi, ci narra Giovanni che lo stesso Gesù, al principio del suo ministerio, faceva uso del battesimo d'acqua per suggellare quelli che diventavano suoi discepoli, lasciando però che lo amministrassero i dodici Giovanni 3:26; 4:1-2. Questo battesimo pare aver tenuto un posto intermedio fra quello di Giovanni ed il sacramento istituito dal Signore sul monte di Galilea. Al pari del primo, era amministrato ai soli Giudei Matteo 10:5-6;15:24; ma superava quello in quanto era conferito, non più a coloro che credevano nella futura venuta del Messia, ma a coloro che ritenevano essere il Messia già apparso nella persona di Gesù. Quello istituito sul monte è superiore poi a quest'ultimo, in quanto che doveva esser dato a tutti i credenti senza distinzione, così Giudei come Gentili. Inoltre, dovea essere un solenne riconoscimento che la salute dell'uomo è opera di tutte e tre le persone della Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Sarebbe interessante di sapere se i discepoli di Cristo hanno continuato ad amministrare il battesimo istituito dal Signore al principio del suo ministerio sino alla fine di esso; ma è impossibile rispondere categoricamente a cotesto quesito perché, all'infuori dei cap. 3. e 4. di Giovanni, citati più sopra, le S. Scritture non ne fanno più alcuna menzione. Siamo però disposti a credere che sia stato continuato: ciò spiega in modo soddisfacente la brevità colla quale la istituzione del Battesimo è riferita in questo passo, mentre quella della Santa Cena è raccontata molto più a lungo. Due altre domande si presentano relativamente a questo battesimo: in nome di chi era egli amministrato? e: Dovette egli essere ripetuto dopo la discesa dello Spirito Santo nel giorno della Pentecoste? in risposta alla prima domanda possiamo dire, senza esitazione, che il battesimo era dato nel nome di Gesù, come Messia; ed alla seconda, che il libro degli Atti non ci parla di un secondo battesimo eccetto il caso di alcuni discepoli che, vent'anni dopo la morte di Cristo, non conoscevano altra dottrina che quella di Giovanni, Atti 19:1-7, ma che, senza dubbio, era lecito ripeterlo a chiunque desiderasse fare una più ampia confessione della sua fede nel Dio Uno e Trino.

I sacramenti del Battesimo e della Santa Cena sono di gran giovamento a tutti i veri cristiani. Essi sono, per così dire, i suggelli visibili all'occhio della fede, della immutabilità di quell'eterno patto di grazia che unisce a Dio quelli che credono in Cristo. La Chiesa romana ed una parte del clero delle Chiese anglicana e luterana insegnano che la "nuova nascita" di cui il Signore parlò a Nicodemo Giovanni 3:3,5, è operata dal Battesimo, quando questo sia debitamente amministrato da coloro che sono stati consacrati secondo la successione apostolica; in modo che quelli che lo ricevono sono per ciò stesso nati da Dio, diventano nuove creature, e son fatti eredi del regno dei cieli. Ma l'insegnamento di Paolo differisce assai dal loro 2Corinzi 5:17; Galati 5:6; 6:15; e l'esperienza prova ogni giorno quanto una cotal dottrina sia erronea e perniciosa per le anime di coloro che vi si confidano. Il Battesimo non doveva essere amministrato, come fa la Chiesa romana ai pagani, a guisa di opus operatum, ossia come un mezzo di conversione, ma a quelli che già si erano "convertiti dagli idoli a Dio, per servire all'Iddio vivente e vero", e per essere segno e suggello di quel loro cambiamento. Nulla v'ha in ciò che escluda il conferimento del Battesimo alla figliolanza di coloro che hanno fatto aperta professione del Vangelo; anzi la pratica apostolica, checché ne dicano alcuni eccellenti cristiani, è favorevole ad una tale usanza Atti 10:47-48; 16:33. Se così non fosse, l'economia del Vangelo sarebbe meno larga di quella dell'Antico Patto, il quale ordinava che tutti i maschi del popolo di Dio fossero circoncisi all'ottavo giorno. Siccome Abramo, quando venne stabilito il patto di Dio con lui, "ricevette il segno della circoncisione, suggello della giustizia della fede" così il Battesimo è, per il credente, sotto l'economia evangelica il suggello delle benedizioni dell'eterna alleanza di grazia.

nel nome del Padre, dei Figliuolo, e dello Spirito Santo;

lett. Per il nome. Troviamo le stesse parole relativamente a Mosè 1Corinzi 10:2 ed a Cristo Galati 3:27. Esse tornano a dire: per appartenere a... per entrare nell'alleanza di... Tale era precisamente il caso dei membri della Chiesa apostolica, i quali primieramente credettero, poi ricevettero il suggello dell'alleanza di grazia. La divinità del Figlio, nonché la divinità e la personalità dello Spirito Santo, sono enfaticamente insegnate in questo passo, poiché quelli che partecipano a questo rito, sono battezzati nel nome del Figlio e dello Spirito, non meno che nel nome del Padre. Sarebbe una bestemmia evidente se il Figlio e lo Spirito non fossero divini al pari del Padre.

PASSI PARALLELI

Salmo 22:27-28; 98:2-3; Isaia 42:1-4; 49:6; 52:10; 66:18-19; Marco 16:15-16

Luca 24:47-48; Atti 1:8; 13:46-47; 28:28; Romani 10:18; Colossesi 1:23

Atti 2:38-39,41; 8:12-16,36-38; 9:18; 10:47-48; 16:15-33; 19:3-5

1Corinzi 1:13-16; 15:29; 1Pietro 3:21

Matteo 3:16-17; Genesi 1:26; Numeri 6:24-27; Isaia 48:16; 1Corinzi 12:4-6; 2Corinzi 13:14

Efesini 2:18; 1Giovanni 5:7; Apocalisse 1:4-6

Riferimenti incrociati:

Matteo 28:19

Sal 22:27,28; 98:2,3; Is 42:1-4; 49:6; 52:10; 66:18,19; Mar 16:15,16; Lu 24:47,48; At 1:8; 13:46,47; 28:28; Rom 10:18; Col 1:23
At 2:38,39,41; 8:12-16,36-38; 9:18; 10:47,48; 16:15-33; 19:3-5; 1Co 1:13-16; 15:29; 1P 3:21
Mat 3:16,17; Ge 1:26; Nu 6:24-27; Is 48:16; 1Co 12:4-6; 2Co 13:14; Ef 2:18; 1G 5:7; Ap 1:4-6

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