Nuova Riveduta:

Matteo 5:20

Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli.

C.E.I.:

Matteo 5:20

Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Nuova Diodati:

Matteo 5:20

Perciò io vi dico: Se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli.

Bibbia della Gioia:

Matteo 5:20

Ma state attenti: se la vostra bontà non è maggiore di quella dei Farisei o degli altri capi giudei, non potrete affatto entrare nel Regno dei Cieli!

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 5:20

Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e de' Farisei, voi non entrerete punto nel regno dei cieli.

Diodati:

Matteo 5:20

Perciocchè io vi dico che se la vostra giustizia non abbonda più che quella degli Scribi e de' Farisei, voi non entrerete punto nel regno de' cieli.

Commentario:

Matteo 5:20

20. Perché io vi dico che, se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei Farisei,

Questo versetto contiene un corollario dedotto dai tre precedenti. Gli Scribi ed i Farisei non osservavano la legge, poiché essi l'annullavano colle loro tradizioni, e la mettevano in pratica soltanto esternamente. Perciò essi pretendevano invano di essere giusti; e Gesù Cristo dichiara che coloro i quali desiderano entrare nel regno dei cieli devono essere più santi di loro. Il nostro Signore diede così ai suoi uditori, che avevano fino a quel momento, creduto che gli Scribi ed i Farisei avessero «le chiavi della scienza» e fossero i più giusti degli uomini, una idea molto più elevata della santità della legge. La «giustizia» di cui si tratta qui, non è quella che ci è imputata per la fede, ma bensì una vita giusta e santa che è la conseguenza della prima. Perciò se vogliamo che la nostra giustizia superi quella degli Scribi e dei Farisei, conviene che essa abbia la sua sede nei nostri cuori, e si manifesti nella, nostra vita.

voi non entrerete punto nel regno dei cieli.

Gesù Cristo insegna in queste parole che senza una giustizia superiore a quella dei Farisei, noi non possiamo far parte della sua Chiesa, né in questo mondo, né nel mondo avvenire.

PASSI PARALLELI

Matteo 23:2-5,23-28; Luca 11:39-40,44; 12:1; 16:14-15; 18:10-14; 20:46-47

Romani 9:30-32; 10:2-3; 2Corinzi 5:17; Filippesi 3:9

Matteo 3:10; 7:21; 18:5; Marco 10:15,25; Luca 18:17,24-25; Giovanni 3:3-5; Ebrei 12:14

Apocalisse 21:27

RIFLESSIONI

1. Guai a chi disprezza la legge contenuta nel Decalogo! Essa è l'eterna misura del bene e del male. Per essa lo Spirito convince l'uomo di peccato, e gli fa sentire il bisogno di un Salvatore. Essa non può salvare nessuno: ma Gesù Cristo, confermandone l'autorità la presenta ai suoi seguaci, come la regola secondo la quale essi devono vivere. Nel posto che le viene assegnato essa è importante quanto l'Evangelo. «Or noi sappiamo,», dice S. Paolo, «che la legge è buona, se alcuno l'usa legittimamente» 1Timoteo 1:8.

2. Quando la legge è disprezzata è segno che la religione si trova in decadenza, ed i suoi detrattori sono sempre le vittime dell'ignoranza o dell'orgoglio spirituale. Il vero Cristiano «si diletta nella legge di Dio» Romani 7:22. Lungi da noi la supposizione che l'Evangelo abbia abbassato il livello della legge, e che il cristiano non abbia l'obbligo di vivere santamente guanto l'israelita. Anzi più egli è illuminato, più il suo amore per Dio deve essere grande; e più il sentimento del perdono è profondo nel suo cuore, più egli si dedicherà con zelo al servizio divino. Dal versetto 21 sino alla fine del capitolo, il nostro Signore, con parecchi esempi, dimostra il contrasto che esisteva fra le tradizioni degli Scribi e dei Farisei ed il suo insegnamento intorno alla legge. Egli espone in primo luogo l'interpretazione tradizionale di un comandamento; quindi stabilisce definitivamente la propria.

Riferimenti incrociati:

Matteo 5:20

Mat 23:2-5,23-28; Lu 11:39,40,44; 12:1; 16:14,15; 18:10-14; 20:46,47; Rom 9:30-32; 10:2,3; 2Co 5:17; Fili 3:9
Mat 3:10; 7:21; 18:5; Mar 10:15,25; Lu 18:17,24,25; Giov 3:3-5; Eb 12:14; Ap 21:27

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