Nuova Riveduta:

Matteo 6:9

Voi dunque pregate così:
"Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;

C.E.I.:

Matteo 6:9

Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;

Nuova Diodati:

Matteo 6:9

Voi dunque pregate in questa maniera: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome.

Bibbia della Gioia:

Matteo 6:9

Pregate così:
"Padre nostro che sei in cielo,
sia santificato il tuo nome.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 6:9

Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;

Diodati:

Matteo 6:9

Voi adunque orate in questa maniera: PADRE NOSTRO che sei ne' cieli, sia santificato il tuo nome.

Commentario:

Matteo 6:9

La preghiera modello Matteo 6:9-13

9. Voi dunque pregate così:

Alla proibizione che precede, il nostro Signore aggiunge un esempio di preghiera breve, semplice, e che esprime in succinto tutti i nostri bisogni, collo scopo di preservare per sempre i suoi seguaci dalle vane ripetizioni dei pagani. Essa è comunemente chiamata «l'Orazione Domenicale», ossia la Preghiera del Signore, perché Cristo ne fu l'autore. Essa doveva servirci di guida, e di modello nelle nostre orazioni. Infatti Gesù c'indica in essa piuttosto le cose che dobbiamo chiedere, che le parole che dobbiamo pronunziare. In Luca 11:1, ecc., leggiamo che il Signore insegnò questa preghiera ai suoi discepoli, in risposta alla loro domanda: «Signore, insegnaci ad orare». Perciò alcuni hanno supposto che Matteo l'abbia copiata da Luca, per completare i pensieri espressi nei versetti precedenti, e che il Signore non l'abbia in realtà pronunziata nel suo Sermone in sul monte. A noi pare invece naturalissimo che il Signore, dopo aver insegnato come non si debba pregare, insegni subito dopo come convenga farlo. E d'altra parte non è punto improbabile che, rispondendo ai discepoli, i quali gli avevan domandato d'insegnar loro a pregare, egli abbia dato loro, una seconda volta, in Luca 11:1-4, il modello di preghiera contenuto nei versetti che commentiamo. Le varianti che rinvengonsi, confrontando questa preghiera, qual essa è data qui col capo 11 di Luca, tolgono affatto di mezzo la supposizione ch'essa fosse dettata dal nostro Signore come una forma per uso liturgico; o che come tale fosse usata nel tempo in cui furono scritti gli Evangeli. Tholuck osserva che «essa non, è mentovata nei nel Atti degli Apostoli, né in alcuno scrittore anteriore al secolo terzo». Ma mentre è Vero che il nostro Signore non l'impone e che i cristiani non sono tenuti ad usarla con, rituale in ciascuna occasione, è cosa assai strana che altri abbia potuto dubitare se fosse adatta alla Chiesa cristiana, e se fosse lecito di usarla! Le precise parole, colle quali ella incomincia la seconda volta, in Luca 11:2, e le variazioni che essa contiene distruggono ogni dubbio: «Quando pregate dite: Padre nostro, ecc. ». Ciò nondimeno dobbiamo guardarci dal farne uso in modo superstizioso. Quando l'uso superstizioso abbia incominciato a manifestarsi negli uffizi della Chiesa, e fin dove sia giunto in seguito, ognuno che sia versato nella storia ecclesiastica lo sa bene.

Secondo i Padri latini e la Chiesa luterana, le domande della preghiera del Signore sono in numero di sette; secondo i Padri greci, la Chiesa riformata ed i Teologi di Westminster, solamente di sei; le due ultime essendo considerate come una sola. Quest'ultima opinione pare preferibile. Le prime tre domande si riferiscono esclusivamente a Dio: «sia santificato il tuo nome, il tuo regno venga, la tua volontà sia fatta». Ed esse seguono un ordine discendente, principiando da Lui medesimo il nome sta per l'essenza e per gli attributi divini, sino alla sua manifestazione nel suo regno; e dal suo regno, alla intiera sottomissione dei suoi sudditi, ossia al completo adempimento della sua volontà. Le altre tre domande si riferiscono a noi medesimi: «Dacci il nostro pane; rimettici i nostri debiti; e non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno». Queste ultime domande, all'opposto delle prime, vengono in un ordine ascendente, dai bisogni giornalieri della vita, fino alla liberazione finale da ogni male.

Invocazione

Padre nostro che sei nei cieli,

In questa invocazione entrano in pari tempo le idee della prossimità e della distanza. Padre nostro esprime parentela con Dio non solamente come nostro Creatore, Conservatore, Governatore e Benefattore, ma come nostro Padre, secondo il patto di Cristo. Le parole nei cieli esprimono incommensurabile distanza tra noi e quell'Ente glorioso, che permette ai credenti di chiamarlo Padre; e sono atte ad innalzare gli animi nostri al cielo, ove egli dimora. «Questa è una protesta», dice Agostino, «contro le idee panteistiche, e contro tutti i sistemi filosofici! sull'identità del nostro spirito collo spirito di Dio». Noi non possiamo pregare di cuore, finché non abbiamo il sentimento della nostra adozione nella famiglia di Dio, per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, L'invocazione di Dio, come Padre, era quasi sconosciuta sotto l'antica alleanza. Si dava, è verso, di quando in quando, quel nome a Dio, per ricordare ai figliuoli la loro ribellione Isaia 1:2,4, Malachia 1:6, o per consolare gli orfani e gli afflitti Isaia 43:6; ma il significato di esso non era ancora pienamente rivelato, e doveva esserlo soltanto alla venuta di Colui, per mezzo del quale «abbiamo ricevuto l'adozione dei figli». I santi dell'Antico Testamento potevano solamente dire «Signore», ma in Cristo, noi possiamo dire «Abba, Padre». Si osservi inoltre che Gesù Cristo, adoprando le parole «Nostro Padre», c'insegna che non dobbiamo dimenticare i nostri fratelli nelle nostre preghiere.

Prima domanda

Sia santificato

cioè sia considerato come santo, riverito e glorificato da tutte le tue creature ragionevoli.

il tuo nome.

Primieramente, nome è da prendersi nel proprio senso come un titolo o appellativo, con speciale allusione al nome Iehova, con cui Dio era distinto da tutti i falsi dèi, e descritto non solamente come un Ente eterno, e che esiste di per se che è il senso del nome; ma anche come il Dio che aveva stabilito la sua alleanza con Israele, il Dio della rivelazione, e il Dio della grazia, o, nel linguaggio del N. T.: «il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo» 2Corinzi 11:31. Ma il nome di Dio indica pure, nella Scrittura, i suoi attributi, ordini, parole ed opere. Tale è il significato che esso ha in questo passo: in modo che in questa prima domanda si chiede che Iddio sia adorato da tutti gli uomini, e glorificato, da tutte le sue creature.

PASSI PARALLELI

Luca 11:1-2

Matteo 6:1,6,14; 5:16,48; 7:11; 10:29; 26:29,42; Isaia 63:16; 64:8

Luca 15:18,21; Giovanni 20:17; Romani 1:7; 8:15; Galati 1:1; 4:6; 1Pietro 1:17

Matteo 23:9; 2Cronache 20:6; Salmo 115:3; Isaia 57:15; 66:1

Levitico 10:3; 2Samuele 7:26; 1Re 8:43; 1Cronache 17:24; Nehemia 9:5; Salmo 72:18; 111:9

Isaia 6:3; 37:20; Ezechiele 36:23; 38:23; Habacuc 2:14; Zaccaria 14:9; Malachia 1:11

Luca 2:14; 11:2; 1Timoteo 6:16; Apocalisse 4:11; 5:12

Riferimenti incrociati:

Matteo 6:9

Lu 11:1,2
Mat 6:1,6,14; 5:16,48; 7:11; 10:29; 26:29,42; Is 63:16; 64:8; Lu 15:18,21; Giov 20:17; Rom 1:7; 8:15; Ga 1:1; 4:6; 1P 1:17
Mat 23:9; 2Cron 20:6; Sal 115:3; Is 57:15; 66:1
Lev 10:3; 2Sa 7:26; 1Re 8:43; 1Cron 17:24; Ne 9:5; Sal 72:18; 111:9; Is 6:3; 37:20; Ez 36:23; 38:23; Abac 2:14; Zac 14:9; Mal 1:11; Lu 2:14; 11:2; 1Ti 6:16; Ap 4:11; 5:12

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