Nuova Riveduta:

Matteo 8:22

Ma Gesù gli disse: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

C.E.I.:

Matteo 8:22

Ma Gesù gli rispose: «Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti».

Nuova Diodati:

Matteo 8:22

Ma Gesù gli disse: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Bibbia della Gioia:

Matteo 8:22

Ma Gesù rispose: «Seguimi ora! Lascia che quelli spiritualmente morti si prendano cura dei propri defunti!»

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 8:22

Ma Gesù gli disse: Séguitami, e lascia i morti seppellire i loro morti.

Diodati:

Matteo 8:22

Ma Gesù gli disse: Seguitami, e lascia i morti seppellire i loro morti.

Commentario:

Matteo 8:22

22. Ma Gesù gli disse: Seguitami, e lascia i morti seppellir i loro morti.

Luca aggiunge: «Ma tu, va' e annunzia il regno di Dio». suppongono alcuni che fosse questa una antica locuzione proverbiale di cui Gesù si serviva; ma non è facile vedere su che poggia codesta asserzione. La chiave per spiegare questo detto dall'apparenza paradossale si trova nei sensi diversi, fisico l'uno, spirituale l'altro, nei quali viene usata la parola morti. «Non temere», vuol dir Gesù, «che il tuo padre, nella tua assenza, sia trascurato, e che quando renderà l'anima non vi sieno parenti ed amici pronti a prestargli l'estremo dovere. Anche coloro che sono estranei alla vita spirituale, che sono morti ad essa, praticano i doveri usuali di umanità; ma il regno di Dio si trova ora negletto e bisognosissimo; pochi conoscono l'alta natura di esso ed i suoi diritti superiori di tanto agli umani, e pochissimi sono quelli atti a predicarlo. Or tu sei tale; il Signore ha bisogno di te; «lascia adunque che i morti seppelliscano i loro morti, e tu, va' ad annunziare il regno di Dio».

PASSI PARALLELI

Matteo 4:18-22; 9:9; Giovanni 1:43

Luca 15:32; Efesini 2:1,5; 5:14; Colossesi 2:13; 1Timoteo 5:6

3. Il discepolo irresoluto Luca 9:61-62

Questo esempio di discepolo è riferito solamente da Luca, ma viene esposto qui in connessione cogli esempi precedenti.

61. E un altro ancora gli disse: Ti seguiterò, Signore; ma permettimi prima d'accomiatarmi da que' di casa mia.

Luca 9:61

Quest'uomo e il precedente sembrano a prima vista rassomigliarsi assai. Par probabile, che anche questo rispondesse ad un appello del Salvatore: «Seguitami»; e non pare vi sia gran differenza fra le scuse messe innanzi nei due casi; niuna delle quali poteva dirsi in se medesima peccaminosa. Solamente, considerando con attenzione la risposta di Gesù, noi vediamo che nel primo caso l'indugio ad entrare al servizio di Cristo, per quanto inopportuno, veniva richiesto da uno, il cui cuore era risoluto di seguitare Gesù; nel secondo, la bramosia di tornare a casa è manifestata da uno, il cui cuore era indeciso, e poteva agevolmente esser mosso da affetti di famiglia ad abbandonare il Salvatore, e ritornare nel mondo, Nell'un caso si trattava soltanto d'indugiare quando appunto l'opera dell'Evangelo premeva, niente di più; nell'altro, era l'indugio d'un cuore ancora diviso, tra il mondo e Cristo.

PASSI PARALLELI

Matteo 14:18-20,26 Deuteronomio 33:9 1Re 19:20 Ecclesiaste 9:10 Matteo 10:37-38

62. Ma Gesù gli disse: Nessuno che abbia messa la mano all'aratro, e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio.

Luca 9:62

Nelle parole «riguardare indietro», hanno alcuni veduto un'allusione al caso della moglie di Lot Genesi 19:26; che infatti illustra molto acconciamente il pericolo contro al quale Gesù mette in guardia questo indeciso discepolo. Ma qui si tratta di uno che ha posto mano all'aratro. Siccome l'aratore deve guardare intento il solco ch'egli va scavando, e siccome il guardare indietro, o volgere altrove la sua attenzione, guasterebbe l'opera sua; così colui che facesse l'opera di Dio con un cuore diviso la farebbe male. «Che diventerebbe l'opera divina nelle mani d'un uomo che vi si consacrasse con un cuore distratto da altre preoccupazioni?» Godet. Questa riflessione può riferirsi in primo luogo ai ministri dell'Evangelo; ma ognuno deve applicarla a se ed imprimerla nel proprio cuore,

PASSI PARALLELI

Matteo 17:31-32; Salmo 78:8-9; Atti 15:37-38; 2Timoteo 4:10; Ebrei 10:38; Giacomo 1:6-8

2Pietro 2:20-22

RIFLESSIONI

1. C'è in questi detti alcun che di forte e penetrante, che dovrebbe essere ponderato da ognuno il quale professa la religione cristiana. L'offerta del discepolo avventato: «Signore, io ti seguiterò, ecc.»; suonava benissimo: era un passo che molti altri ancora non avevano fatto. Migliaia, di persone, che pure avevano udito le parole di Cristo, non avevano mai pensato di parlare come quest'uomo parlava; pure è chiaro ch'egli non metteva nelle sue parole la debita riflessione. I doveri, le prove, i sacrifici che porta seco l'essere discepoli di Cristo, ei non li aveva ponderati mai. L'entusiasmo del momento lo trasportava; egli non aveva mai pensato che, per seguire il Salvatore, gli conveniva lasciare ogni cosa, e prendere ogni giorno la sua croce. Quindi il bisogno del grave avvertimento che Gesù diresse a lui, e a tutti coloro i quali, in qualsiasi tempo, professano di voler essere suoi discepoli. Ei ci rammenta che dobbiamo portare la croce, che dobbiamo aspettarci d'essere afflitti, disprezzati, e perseguitati per causa del nostro divino Maestro, e il significato di quell'avvertimento: «le volpi hanno delle tane, ecc. », è appunto questo: «Cristiano, hai tu considerato queste cose? Sei tu disposto a «soffrire afflizioni come buon guerriero di Gesù Cristo?» 2Timoteo 2:3.

2. Le parole di Cristo al discepolo indugiatore c'insegnano che vi sono tempi ne' quali un Cristiano deve letteralmente rinunziare a tutto per amore di Cristo Matteo 19:29; Luca 14:26-27, quand'anche si trattasse dei doveri più santi, e quando gli estremi onori funebri al padre o alla madre dovessero lasciarsi a persone estranee. i troveranno sempre gente pronta a compiere tali doveri, i quali non sono certo da confrontare col dovere, di gran lunga maggiore, di predicare l'Evangelo, e di fare nel mondo l'opera di Cristo.

3. Dalla risposta di Cristo al discepolo irresoluto, noi apprendiamo come il servire Cristo con un cuore diviso sia cosa impossibile. Se c'è nel mondo qualche cosa che più di Cristo attragga i nostri affetti, noi non siamo atti ad essere discepoli suoi. Chiunque, al pari della moglie di Lot, riguarda indietro desidera di retrocedere. Gesù vuole tutto quanto il cuor nostro. Se egli ci chiama ad un tanto sacrificio, dobbiamo essere preparati a volgere le spalle alle persone più care. Atroci dolori noi dovremo soffrire in siffatte prove; ma talvolta esse sono indispensabili alla nostra salvazione. Il cimento al quale i giovani indiani, convertiti dai missionari evangelici al cristianesimo, sono esposti innanzi di essere battezzati, offre spesso una prova del pericolo di guardare indietro. Dopo che il convertito ha saputo resistere vittoriosamente alle lagrime, alle carezze, alla minacce, alle maledizioni dei parenti, l'ultimo scongiuro di questi è ch'egli ritorni, almeno un'altra volta, a casa sua, per dire addio ai parenti, promettendo, che dopo ciò essi non si opporranno più al suoi voleri. La richiesta sembra ragionevole; il ricusarla pare inutile opposizione all'affetto dei genitori. «Io vo», dice il giovane ai suoi maestri, «ma il mio cuore è con voi e sarò subito di ritorno». Ei va infatti, ma non è raro il caso che non ritorni più, poiché, dopo aver messo la mano all'aratro, egli ha guardato indietro!

4. Ben sarebbe che le Chiese di Cristo rammentassero più sovente questi suoi detti. Purtroppo è da temere che i ministri dell'Evangelo dimentichino spesso di inculcare la lezione che è qui contenuta, a coloro che si presentano per essere ricevuti nella Chiesa; e che moltissimi vengano ammessi senza essere avvertiti dei sacrifici ai quali devono essere preparati, per rimanere fedeli al Salvatore. Rammentiamoci bene che il numero solo non fa la forza. Diciamo chiaramente ai giovani professanti che alla fine li aspetta, sì, una corona di gloria; ma non meno chiaramente facciam loro intendere che, per la via, bisogna portare giornalmente la croce.

Riferimenti incrociati:

Matteo 8:22

Mat 4:18-22; 9:9; Giov 1:43
Lu 15:32; Ef 2:1,5; 5:14; Col 2:13; 1Ti 5:6


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