Nuova Riveduta:

Matteo 8:4

Gesù gli disse: «Guarda di non dirlo a nessuno, ma va', mostrati al sacerdote e fa' l'offerta che Mosè ha prescritto, e ciò serva loro di testimonianza».

C.E.I.:

Matteo 8:4

Poi Gesù gli disse: «Guardati dal dirlo a qualcuno, ma va' a mostrarti al sacerdote e presenta l'offerta prescritta da Mosè, e ciò serva come testimonianza per loro».

Nuova Diodati:

Matteo 8:4

Allora Gesù gli disse: «Guardati dal dirlo ad alcuno; ma va', mostrati al sacerdote, e presenta l'offerta prescritta da Mosè, affinché questo serva loro di testimonianza».

Bibbia della Gioia:

Matteo 8:4

Allora Gesù gli ordina: «Non fermarti a parlarne con nessuno, ma vai subito dal sacerdote a farti vedere e porta con te l'offerta richiesta dalla legge di Mosè per i lebbrosi che sono guariti: sarà una pubblica testimonianza della tua guarigione».

La Parola è Vita
Copyright © 1981, 1994 di Biblica, Inc.®
Usato con permesso. Tutti i diritti riservati in tutto il mondo.

Riveduta:

Matteo 8:4

E Gesù gli disse: Guarda di non dirlo a nessuno: ma va', mostrati al sacerdote e fa' l'offerta che Mosè ha prescritto; e ciò serva loro di testimonianza.

Diodati:

Matteo 8:4

E Gesù gli disse: Guarda che tu nol dica ad alcuno; ma va', mostrati al sacerdote, ed offerisci l'offerta che Mosè ordinò, in testimonianza a loro.

Commentario:

Matteo 8:4

4. E Gesù gli disse: Guarda di non dirlo ad alcuno; ma va', mostrati al sacerdote,

il sacerdote, secondo la legge mosaica, era il giudice competente per sentenziare se la lebbra fosse o no guarita; quindi il lebbroso, aveva interesse e dovere di presentarsi, il più sollecitamente che gli fosse possibile, al sacerdote medesimo in Gerusalemme, per aver da lui l'attestato giudiziale della propria purità. Ecco perché Gesù ordinò al guarito di recarsi a Gerusalemme, dando con questo una prova di più che la legge cerimoniale era una istituzione divina, e conservava tutta la sua forza. finché Gesù, col sacrificio di se stesso, non l'avesse abrogata. Il comando di non dirlo ad alcuno, era temporaneo e relativo da valere soltanto finché la dichiarazione legale fosse pronunziata dal sacerdote; era una precauzione per evitare che, se la cosa si fosse sparsa, il sacerdote potesse maliziosamente negare l'attestato richiesto dalla legge. Forse anche Gesù diede quest'ordine, perché non era venuto ancora il tempo per lui di manifestarsi pubblicamente in qualità di Messia. Da Marco 1:45, infatti apprendiamo, che, per essersi sparsa la notizia della cura fatta a quell'uomo, egli fu costretto di ritirarsi in un luogo deserto, perché le moltitudini gli chiedevano miracoli, e non gli lasciavano tempo di insegnare e di predicare. Alcuni si valgono del comando, «Va', mostrati al sacerdote», per confortare la teoria della confessione al prete, e della successiva assoluzione; ma anch'essi sono costretti a convenire che in questo caso Cristo solo purifica. Essi sbagliano totalmente, considerando il sacerdozio levitico come tipo del romano, e dimenticano che tutti i sacerdozi umani furono aboliti quando venne il Sacerdote che «dimora in eterno, che ha un sacerdozio che non trapassa ad un altro» Ebrei 7:24. In Cristo non già una classe di cristiani, ma tutti i veri credenti sono sacerdoti a Dio 1Pietro 2:5; Apocalisse 1:5-6.

e fa' l'offerta che Mosè ha prescritto,

secondo il Levitico 14:10,21-22;

e ciò serva loro di testimonianza.

Ai sacerdoti, cioè, ed al popolo. La lebbra lasciava sulla pelle cicatrici evidenti ed incancellabili; il sacerdote doveva esaminare il caso, e pubblicamente attestare della grazia ricevuta da Dio, quindi l'uomo guarito da Gesù doveva essere reso alla società. Così il sacerdote diventava, suo malgrado, un mezzo per avverare e propalare il miracolo. Che il guarir la lebbra esser dovesse un carattere del Messia, ne convenivano gli stessi Rabbini; quindi, affinché tanto i sacerdoti quanto il popolo fossero convinti che Gesù era veramente il Messia, faceva d'uopo che venissero a cognizione di questo fatto, in simile modo, giova che la conversione di un peccatore da Satana a Dio sia manifestata, per servire di «testimonianza» agl'increduli, ed eccitarli a convertirsi.

PASSI PARALLELI

Matteo 6:1; 9:30; 12:16-19; 16:20; 17:9; Marco 1:43-44; 5:43; 7:36; Luca 5:14

Giovanni 5:41; 7:18; 8:50

Matteo 3:15; 5:17; Levitico 13:2-46; 14:2-32; Isaia 42:21; Luca 17:14

Matteo 10:18; 2Re 5:7-8; Marco 1:44; 6:11; 13:9; Luca 5:14; 21:13; Giovanni 10:37-38

RIFLESSIONI

1. Che questo primo lebbroso da Cristo guarito fosse quel Simone lebbroso, il quale, pochi giorni innanzi la morte del Signore, apparecchiò per lui, in Betania, una cena, non è che una semplice congettura, e molto potrebbe dirsi per dimostrarla vana.

2. Notiamo il potere assoluto assunto da Cristo, e riconosciuto dal lebbroso stesso, di guarire o no, a piacere suo; e notiamo pure la piena testimonianza che, con questa cura istantanea, Iddio ci dà della personale divinità di Gesù Cristo.

3. Apprendano da questo passo coloro i quali gemono sotto il peso del peccato, che, per ottenere una guarigione completa, debbono riconoscere col cuore la potenza e la volontà che ha Cristo di sanarli, e non saranno delusi.

4. Noi non dobbiamo seguire il nostro giudizio, allorquando esso è in opposizione coi comandamenti di Dio; ogni nostro pensiero dove essere subordinato all'ubbidienza a Cristo. E qui il lebbroso sbagliò; credette onorare Gesù più col trascurare l'ordine suo, che coll'adempierlo! Ubbidire doveva, non giudicare. Ora però, voi tutti che foste guariti dalla lebbra del peccato, niuno vi prescrive il silenzio; l'amore di Cristo adunque vi spinga a «celebrare la gloria del suo nome ed a rendere la sua lode gloriosa».

Riferimenti incrociati:

Matteo 8:4

Mat 6:1; 9:30; 12:16-19; 16:20; 17:9; Mar 1:43,44; 5:43; 7:36; Lu 5:14; Giov 5:41; 7:18; 8:50
Mat 3:15; 5:17; Lev 13:2-46; 14:2-32; Is 42:21; Lu 17:14
Mat 10:18; 2Re 5:7,8; Mar 1:44; 6:11; 13:9; Lu 5:14; 21:13; Giov 10:37,38


Visualizzare un brano della Bibbia

Aiuto Aiuto per visualizzare la Bibbia

Ricercare nella Bibbia

Aiuto Aiuto per ricercare la Bibbia

Ricerca avanzata