Nuova Riveduta:

Matteo 9:14

Il digiuno; parabole della stoffa nuova e degli otri nuovi
=(Mr 2:18-22; Lu 5:33-39)
Allora si avvicinarono a lui i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo, e i tuoi discepoli non digiunano?»

C.E.I.:

Matteo 9:14

Allora gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?».

Nuova Diodati:

Matteo 9:14

Del digiuno
Allora si accostarono a lui i discepoli di Giovanni, e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo spesso, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

Bibbia della Gioia:

Matteo 9:14

Un giorno i discepoli di Giovanni Battista vennero da Gesù e gli chiesero: «Perché i tuoi discepoli non digiunano come facciamo noi ed i Farisei?»

La Parola è Vita
Copyright © 1981, 1994 di Biblica, Inc.®
Usato con permesso. Tutti i diritti riservati in tutto il mondo.

Riveduta:

Matteo 9:14

Il digiuno
(Marco 2:18-22; Luca 5:33-39)
Allora gli s'accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: Perché noi ed i Farisei digiuniamo, e i tuoi discepoli non digiunano?

Diodati:

Matteo 9:14

ALLORA si accostarono a lui i discepoli di Giovanni, dicendo: Perchè noi ed i Farisei digiuniamo noi spesso, e i tuoi discepoli non digiunano?

Commentario:

Matteo 9:14

Domanda dei discepoli di Giovanni a Gesù Matteo 9:14-17

14. Allora gli si accostarono i discepoli di Giovanni,

Secondo Luca parrebbe che la domanda intorno al digiuno venisse fatta, come la precedente, da' Farisei; secondo Marco sembrerebbe che la facessero i Farisei, insieme coi discepoli di Giovanni: quegli però che mette la cosa in chiaro è Matteo. Il Signore, giustificando la propria condotta nel mangiare coi pubblicani, e censurando la pretensione dei suoi interlocutori a giustificare se stessi davanti a Dio, li aveva ridotti al silenzio, e se essi non erano usciti dalla casa di Levi, dovevano però aver perduto la voglia di continuare la conversazione. Ma presenti pure erano alcuni discepoli del Battista, nei quali il contrasto fra il rigore del loro Maestro, e la libertà che Cristo accordava ai suoi discepoli, faceva nascere dubbi gravissimi; onde, nella semplicità ed onestà del loro cuore, e non già come strumenti dei Farisei, chiesero di siffatta differenza una spiegazione. Il Signore lesse ne' loro cuori il motivo che li spingeva a parlare, ed è importante assai notare la differenza che corre fra la risposta che dà a questi, e quella che aveva data ai Farisei. Non rimproveri di sorta, ma spiegazione piena e chiara delle loro difficoltà. C'è, fra gli espositori, chi ha poco buon concetto di questi discepoli di Giovanni, quasi volessero costituire un partito religioso separato. Ma questa supposizione ci pare priva di fondamento, perché alcuni fra i discepoli di Gesù erano già stati discepoli di Giovanni; e, qualche tempo dopo questo banchetto, Giovanni medesimo ne mandò altri a lui, perché appunto si persuadessero ch'egli era il Messia, e lo seguissero Matteo 11:2. Essi erano in buona fede, e non intendevano affatto prendere parte alla inimicizia dei Farisei.

e gli dissero: Perché noi ed i Farisei,

Giovanni, quale ultimo profeta della dispensazione antica, sorse, al pari di Elia, a distogliere il popolo dall'empietà, col predicare il pentimento. Egli rappresentò la legge nel suo massimo rigore, esigendo da tutti coloro che divenivano suoi discepoli una disciplina, la quale comprendeva tutte le osservanze cerimoniali vigenti a' suoi giorni.

digiuniamo.

L'unico digiuno prescritto dalla legge mosaica è quello del gran giorno delle espiazioni, nel quale si compendiavano tutte le cerimonie espiatorie dell'anno Levitico 16:29-34. Se non che col tempo furono dagli Ebrei istituiti alcuni digiuni addizionali Ester 9:31; Zaccaria 8:19, e Gesù medesimo dice Luca 18:12, che, al tempo suo, i Farisei digiunavano almeno due volte la settimana. Che Giovanni stabilisse qualche altro digiuno, non abbiamo ragione di crederlo. Digiunare vuol dire astenersi dal cibo coll'intendimento di mortificare gli appetiti carnali, e coltivare le disposizioni spirituali, soffocando la sensualità della vita. Tenuto in giusti limiti, il digiunare è utile, e viene sanzionato dal nostro Signore anche sotto la dispensazione dell'Evangelo; ma i Farisei ne abusavano come mezzo di giustificazione innanzi a Iddio, e i discepoli di Giovanni non erano ancora bene istruiti intorno ad esso.

e i tuoi discepoli non digiunano?

La vista stessa dei dodici discepoli di Cristo seduti ad un tal convito avrebbe potuto suggerire ai discepoli di Giovanni quelle parole sulla diversità fra la loro ascetica confraternita e costoro; ma siccome i Farisei ed i loro seguaci non si astenevano dal banchettare, altro che nei giorni di digiuno, è probabile assai che il giorno del convito di Levi fosse uno di quelli nei quali i Farisei e i discepoli di Giovanni digiunavano; da ciò la interrogazione, che comprendeva Maestro e discepoli. La quale conferma ciò che d'altronde ci è noto, che cioè la vita di Cristo e dei suoi discepoli era lontana del pari dagli estremi opposti d'una frivola, rilassatezza e d'una eccessiva severità.

PASSI PARALLELI

Matteo 11:2; Giovanni 3:25; 4:1

Matteo 6:16; 11:18-19; Proverbi 20:6; Marco 2:18-22; Luca 5:33-39; 18:9-12

Riferimenti incrociati:

Matteo 9:14

Mat 11:2; Giov 3:25; 4:1
Mat 6:16; 11:18,19; Prov 20:6; Mar 2:18-22; Lu 5:33-39; 18:9-12

Dimensione testo:


Visualizzare un brano della Bibbia

Aiuto Aiuto per visualizzare la Bibbia

Ricercare nella Bibbia

Aiuto Aiuto per ricercare la Bibbia

Ricerca avanzata