Nuova Riveduta:

Matteo 9:15

Gesù disse loro: «Possono gli amici dello sposo fare cordoglio finché lo sposo è con loro? Ma verranno i giorni che lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno.

C.E.I.:

Matteo 9:15

E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno.

Nuova Diodati:

Matteo 9:15

E Gesù disse loro: «Possono gli amici dello sposo essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Ma verranno i giorni in cui lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno.

Bibbia della Gioia:

Matteo 9:15

«Dovrebbero forse digiunare ed essere tristi gli amici dello sposo, mentre lui è ancora con loro?» rispose Gesù. «No di certo! Ma verrà il momento in cui sarò separato da loro, allora sì che digiuneranno!

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 9:15

E Gesù disse loro: Gli amici dello sposo possono essi far cordoglio, finché lo sposo è con loro? Ma verranno i giorni che lo sposo sarà loro tolto, ed allora digiuneranno.

Diodati:

Matteo 9:15

E Gesù disse loro: Que' della camera delle nozze posson eglino far cordoglio, mentre lo sposo è con loro? ma verranno i giorni, che lo sposo sarà loro tolto, ed allora digiuneranno.

Commentario:

Matteo 9:15

15. E Gesù disse loro: Gli amici dello sposo posson essi far cordoglio, finché lo sposo è con loro?

Replicando, il Signore giustifica i suoi discepoli con tre esempi comprovanti la necessità in cui siamo di aver riguardo sempre all'opportunità ed alla convenienza delle cose. Il primo esempio è tratto da una festa nuziale, nella quale il lutto e il digiuno sarebbero del tutto fuori luogo. Era uso fra gli Ebrei che, in occasione delle nozze, lo sposo fosse accompagnato da un drappello di giovanotti, chiamati letteralmente, all'ebraica, i «figli della camera delle nozze» mentre la sposa era accompagnata da un corteo di fanciulle, sue amiche Giudici 14:2; Salmo 45:14. Questi giovani erano gli amici particolari dello sposo Cfr. Giovanni 3:29, e Gesù dà ai suoi discepoli questo titolo onorevole prendendo egli stesso quello di sposo, per indicare che in lui si adempiva un intiero ciclo di profezie e di figure dell'Antico Testamento Vedi Isaia 54:5-6; Salmo 45:12; Ezechiele 16:8; cui conf. Rut 3:9; Osea 2:16,19-20. Questa figura è adoprata anche nel Testamento Nuovo, nel quale la sposa rappresenta la Chiesa di Cristo universale e spirituale a cui il nuovo patto appartiene Si Veda l'interpretazione che Paolo fa d'Isaia 54:5, ne' Galati 4:26-31, e confrontinsi Matteo 22:1-13;25:1-13; Romani 7:4; Efesini 5:23-32; Apocalisse 21:2,9. «Far cordoglio» = Il digiunare di Marco e Luca. Il digiuno era il simbolo esterno del cordoglio ed in questo senso viene qui usata siffatta parola, poiché Gesù risponde ad una domanda sul digiuno. Il tempo durante il quale egli viveva quaggiù doveva essere per i suoi discepoli un continuo giorno di nozze, nel quale il cordoglio sarebbe stato del tutto fuor di luogo; e la forma interrogativa qui usata equivale ad una più energica affermazione.

ma verranno i giorni che lo sposo sarà loro tolto, ed allora digiuneranno.

Lo sposo non sarà sempre presente in modo visibile; la sua partenza segnerà il tempo del digiuno. Notiamo che Gesù fa uso a bella posta della parola sarà tolto, che esprime violenza, e preannunzia in un modo sublime gli avvenimenti futuri, e il gran dolore che aspettava i discepoli. Particolare allusione sembra qui fare Gesù a quell'intervallo di tempo che corse fra la sua crocifissione e la sua risurrezione, nel quale i discepoli sentirono un dolore speciale che d'allora in poi non può essere sentito da nessuno. Tutti quelli che propugnano le idee premillenarie, e credono che Cristo verrà personalmente a regnare in terra, sostengono che «i giorni nei quali lo sposo sarà loro tolto» si riferiscono a tutta quanta la dispensazione evangelica, dal giorno in cui Cristo fu ricevuto in cielo, fino a quello in cui apparirà nella sua gloria per iniziare il millennio. Ma chi voglia ponderatamente considerare l'allegrezza che empiè il cuore dei discepoli fin dal momento in cui Cristo fu salito in cielo Luca 24:52-53, i gloriosi effetti della diffusione dello Spirito Santo nel giorno della Pentecoste, e soprattutto la preziosa e positiva promessa che il Salvatore fece ai suoi discepoli innanzi di ascendere al cielo, «di esser con loro in ogni tempo infino alla fin del mondo» Matteo 28:20 vedrà cadere ogni ragionevole fondamento di siffatta opinione. Ne ha meno ancora la dottrina della Chiesa di Roma, secondo la quale, la Chiesa, dopo la partenza di Cristo, dev'essere digiunatrice; perché, questo sarebbe come dire che l'esaltazione di Cristo ha immerso il suo popolo in un perpetuo dolore.

PASSI PARALLELI

Matteo 25:1-10; Giudici 14:11-20; Salmo 45:14-15; Giovanni 3:29; Apocalisse 19:9; 21:2

Luca 24:13-21; Giovanni 16:6,20-22; Atti 1:9-10

Isaia 22:12; Atti 13:1-3; 14:23; 1Corinzi 7:5; 2Corinzi 11:27

Riferimenti incrociati:

Matteo 9:15

Mat 25:1-10; Giudic 14:11-20; Sal 45:14,15; Giov 3:29; Ap 19:9; 21:2
Lu 24:13-21; Giov 16:6,20-22; At 1:9,10
Is 22:12; At 13:1-3; 14:23; 1Co 7:5; 2Co 11:27


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