Nuova Riveduta:

Romani 1:1

(Ac 2:4; At 26:17-18)
Indirizzo e saluti
Tt 1:1-4; Ga 1:1-5
Paolo, servo di Cristo Gesù, chiamato a essere apostolo, messo a parte per il vangelo di Dio,

C.E.I.:

Romani 1:1

Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio,

Nuova Diodati:

Romani 1:1

Indirizzo e saluti
Paolo, servo di Gesù Cristo, chiamato ad essere apostolo, appartato per l'evangelo di Dio,

Bibbia della Gioia:

Romani 1:1


Cari fratelli di Roma, chi vi scrive è Paolo, servo di Gesù Cristo, scelto come missionario e mandato a predicare il Vangelo di Dio.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Romani 1:1

Soprascritta e saluto
Paolo, servo di Cristo Gesù, chiamato ad essere apostolo, appartato per l'Evangelo di Dio,

Diodati:

Romani 1:1

PAOLO, servo di Gesù Cristo, chiamato ad essere apostolo,

Commentario:

Romani 1:1

IL PREAMBOLO DELL'EPISTOLA

Romani 1:1-7

Il Preambolo comprende:

A) Il saluto di Paolo ai Cristiani di Roma Romani 1:1-7;

B) l'espressione del vivo interesse ch'egli, da tempo, nutre per loro Romani 1:8-15;

C) l'indicazione dell'argomento che tratterà nell'Epistola Romani 1:16-17.

A) IL SALUTO APOSTOLICO (Romani 1:1-7)

Secondo l'uso antico di cui abbiamo esempi Atti 23:26; 15:23, la lettera ai Romani, al pari delle altre contenute nel Nuovo Testamento, principia con un saluto mandato dall'autore ai destinatari di essa. Trattandosi, però, di presentarsi ad una chiesa da lui non fondata, nè visitata mai fino ad ora, Paolo non si limita alla menzione del suo nome (cfr. Filippesi 1:1; 1Tessalonicesi 1:1; 2Tessalonicesi 1:1); ma vi aggiunge, con insolita ampiezza, quella dell'ufficio apostolico per cui si sente in obbligo di scrivere ai cristiani della capitale. Tutti i redenti sono «servi» di Cristo, inquantochè, comperati a prezzo dal Redentore, non si appartengono più e devono porre al suo servizio ogni cosa Romani 6:22; 1Corinzi 7:22; Efesini 6:6. Lo sono però, in senso speciale, coloro ai quali il Signor Gesù affida un ufficio nella Chiesa Filippesi 1:1; Colossesi 4:12; 2Timoteo 2:24; Giacomo 1:1.

Paolo

si chiama perciò,

servo di Cristo Gesù;

ed infatti, dal giorno in cui è stato arruolato, mente, cuore, volontà, forze del corpo, tempo, beni, tutto è stato consacrato all'opera che il suo Signore gli ha dato da compiere. L'ufficio nel quale Paolo serve a Cristo è il più alto: l'apostolato. Egli è

chiamato ad essere apostolo

cioè «inviato», «ambasciatore» speciale di Cristo 2Corinzi 5:20, al par dei Dodici. E poichè le circostanze in cui avvenne la sua vocazione le davano carattere straordinario, unico Atti 26:16-18, Paolo, riconoscendo in questo la manifestazione d'un disegno misericordioso di Dio (cfr. Galati 1:15-16), aggiunge:

appartato per l'Evangelo di Dio,

cioè scelto di fra le moltitudini umane, eletto fra i credenti stessi e messo da parte per proclamare la Buona Novella di quella salvazione di cui Dio è l'autore. L'Evangelo è il centro del disegno di Dio riguardo all'umanità, e perciò, secoli prima che fosse compiuta la salvazione, Dio l'avea preannunziata.

Riferimenti incrociati:

Romani 1:1

At 13:9; 21:40; 22:7,13; 26:1,14
Rom 1:9; 15:16; 16:18; Giov 12:26; 13:14-16; 15:15,20; At 27:23; 2Co 4:5; Ga 1:10; Fili 1:1; 2:11; 3:6,7; Tit 1:1; Giac 1:1; 2P 1:1; Giuda 1:1; Ap 1:1; 22:6,9
Rom 1:5; 11:13; At 9:15; 22:14,15,21; 26:16-18; 1Co 1:1; 9:1,16-18; 15:8-10; 2Co 1:1; 11:5; 12:11; Ga 1:1,11-17; Ef 1:1; 3:5-7; 4:11; Col 1:1,25; 1Ti 1:1,11,12; 2:7; 2Ti 1:11; Tit 1:1; Eb 5:4
Lev 20:24-26; Nu 16:9,10; De 10:8; 1Cron 23:13; Is 49:1; Ger 1:5; At 13:2-4; Ga 1:15; 1Ti 1:15,16; Eb 7:26
Rom 1:9,16; 15:16,29; 16:25; Mar 16:15,16; Lu 2:10,11; At 20:24; Ef 1:13; 1Te 2:2; 2Te 2:13,14; 1Ti 1:11

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