Nuova Riveduta:

Romani 3:24

ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.

C.E.I.:

Romani 3:24

ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù.

Nuova Diodati:

Romani 3:24

ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.

Bibbia della Gioia:

Romani 3:24

Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.

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Riveduta:

Romani 3:24

e son giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù,

Diodati:

Romani 3:24

Essendo gratuitamente giustificati per la grazia d'esso, per la redenzione ch'è in Cristo Gesù.

Commentario:

Romani 3:24

e son giustificati gratuitamente per la sua grazia,

La giustificazione dei credenti è un dono, non una retribuzione, e scaturisce «dalla libera benevolenza divina che si china spontaneamente verso l'uomo per conferirgli un favore. Non vi è nell'atto, giustificante di, Dio alcun obbligo o cieca necessità; Vi è la libera ispirazione della compassione e dell'amore» (Godet). Cfr. Romani 6:23; Efesini 2:8; 2Corinzi 5:18. Per il senso del verbo giustificare, vedi nota Romani 3:26.

Se la sorgente è la grazia, il mezzo è la redenzione:

mediante la redenzione ch'è in Cristo Gesù.

«Redenzione» ( απολυτρωσις) ha talvolta nel Nuovo Testamento il senso generico di liberazione da un male: Luca 21:28; Romani 8:23; 1Corinzi 1:30; Efesini 1:14; 4:30; Ebrei 11:35. Ma del suo senso proprio e completo, vale: liberazione da un male mediante un prezzo di riscatto. Così Efesini 1:7; Colossesi 1:14; Ebrei 9:15. La stessa idea trovasi contenuta in altre espressioni, come, «comperare a prezzo» 1Corinzi 6:20; 7:23; Galati 3:13, «riscattare» (Tito 2:14; 1Pietro 1:18; cfr. Matteo 20:28: «per dar la vita sua come prezzo di riscatto, λυτρον, per molti»; Marco 10:45; 1Timoteo 2:6: «dar sè stesso qual prezzo di riscatto, αντιλυτρον»; Atti 20:28: «acquistata col proprio sangue»). Certo l'idea di un contratto commerciale col diavolo considerato come padrone, dei peccatori, va esclusa e non trova appoggio nel Nuovo Testamento. Il male da cui l'uomo è, liberato è l'ira di Dio, la condannazione. Il prezzo di riscatto ch'è Cristo stesso, o il suo prezioso sangue, viene offerto a Dio a soddisfazione e dimostrazione della sua giustizia. Togliendo l'idea di una soddisfazione data alla giustizia di Dio nel sacrificio volontario di Cristo, qual sostituto dell'umanità, si toglie ogni senso al termine «redenzione», ed a tutti gli altri analoghi. Non si, scorge più il nesso tra la giustificazione gratuita del peccatore e l'opera di Cristo.

Quel nesso l'Apostolo, lo spiega più ampiamente in Romani 3:25-26 che sono stati chiamati il «midollo della teologia», «l'acropoli della fede cristiana», il «breve sommario della, sapienza divina» «in cui i pensieri più decisivi sono concentrati, in poche linee».

In che sta l'efficacia redentrice, dell'opera di Cristo? Sia, risponde Paolo, nel carattere propiziatorio del suo sacrificio. Per qual mezzo l'efficacia di quel sacrificio è, essa applicata all'individuo? Per mezzo della fede nel suo sangue. In che risiede la necessità di questo sacrificio espiatorio? Nella giustizia inalienabile di Dio, il quale non può spiegare i tesori della sua grazia rinnegando la sua giustizia. Nel sacrificio di Cristo, la giustizia di Dio è ad un tempo soddisfatta e dimostrata.

Riferimenti incrociati:

Romani 3:24

Rom 4:16; 5:16-19; 1Co 6:11; Ef 2:7-10; Tit 3:5-7
Rom 5:9; Is 53:11; Mat 20:28; Ef 1:6,7; Col 1:14; 1Ti 2:6; Tit 2:14; Eb 9:2-14; 1P 1:18,19; Ap 5:9; 7:14

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