Nuova Riveduta:

Romani 5:1

Gli effetti della giustificazione ottenuta per fede
1P 1:3-9 (1Gv 4:9-10; Ro 8:32)
Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore,

C.E.I.:

Romani 5:1

Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo;

Nuova Diodati:

Romani 5:1

Pace e riconciliazione con Dio
Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore,

Riveduta:

Romani 5:1

Gli effetti della giustificazione per fede
Giustificati dunque per fede, abbiam pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore,

Diodati:

Romani 5:1

GIUSTIFICATI adunque per fede, abbiam pace presso Iddio, per Gesù Cristo, nostro Signore.

Commentario:

Romani 5:1

SEZIONE C Romani 5:1-21 La giustizia recata dal secondo Adamo, celebrata nel suo trionfo sulle conseguenze del peccato recato dal primo Adamo.

È conforme all'uso di Paolo, pare anzi un bisogno dell'anima sua compenetrata dallo Spirito, il chiudere le esposizioni dottrinali più sistematiche, più ricche di dialettica, con la calma contemplazione, delle conseguenze derivanti dalle, verità insegnate. Egli si eleva allora alle maggiori altezze, della conoscenza e della eloquenza religiosa; e la sua parola ispirata diventa un canto, un inno di trionfo e di adorazione. Si confronti nella nostra Epistola Romani 8 e la fine di Romani 11; 1Corinzi 13 e la fine di Romani 15.

L'Apostolo ha mostrata la universale necessità della giustizia di fede, l'ha de scritta, nei suoi grandi caratteri e considerata nei suoi rapporti con le precedenti dispensazioni divine Romani 1:18-4:25. Ora, in un capitolo che ha l'intonazione d'un inno di vittoria, ne contempla, il trionfo sulle conseguenze del peccato.

a. Rispetto all'individuo, la, sua relazione con Dio è del tutto mutata: riconciliato con Dio, il suo presente è pace con Lui, l'avvenire che gli è assicurato sarà gloria presso di Lui Romani 5:1-11.

b. Rispetto all'umanità considerata nella sua grande unità organica come famiglia, Cristo, il nuovo Adamo, trionfa dell'opera del primo. Questi, colla sua disubbidienza, avea costituito l'umanità peccatrice e soggetta alla morte. Il nuovo Adamo la rialza e riabilita col dono della giustizia acquistata dalla sua ubbidienza. Al regno del peccato e della morte, sottentra per Cristo il regno della grazia e della vita Romani 5:12-21.

Romani 5:1-11 Rispetto all'individuo, la grazia che giustifica trasforma, la triste situazione del peccatore davanti a Dio, in una situazione felice e gloriosa.

Giustificati adunque per fede,

come lo sono stati tutti i cristiani fin dal momento in cui essi hanno creduto,

abbiamo pace con Dio, per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo.

La maggioranza dei codici e delle antiche versioni legge il soggiuntivo εχωμεν (facciamo d'aver pace), invece dell'indicativo εχομεν (noi abbiamo). Ma va notato che i due più antichi codici, il sinaitico ed il vaticano, portano come correzione di seconda mano l'indicativo. Inoltre non è senza importanza il fatto che lo scambio dell'o breve coll'o lungo s'incontra spesso nei MSC, anche quando come 1Corinzi 15:49; Galati 6:10, il soggiuntivo fa a pugni col contesto («come abbiam portato l'immagine del terreno, così porteremo anche (nella risurrezione) l'immagine del celeste» - non certo: cerchiamo di portare. «Così dunque mentre ne abbiamo l'opportunità...»). Viceversa si troverà pure l'o lungo mutato in o breve, come in Romani 14:19. La cosa si spiega quando si rifletta che i codici erano scritti sotto dettatura e che anche l'originale dell'Epistola ai Romani fu scritto da Terzio sotto la dettatura di Paolo. Di fronte alla facilità ed alla frequenza, dello scambio delle due vocali, le ragioni interne vengono ad esser decisive. Ora, nel caso presente, la quasi totalità degli interpreti riconosce che il brano non ha alcun carattere esortativo. Così Alford, pur conservando il soggiuntivo nel suo testo critico, scrive: «L'intero passo è inteso a proclamare le conseguenze della giustificazione per fede; non esorta, ma afferma». Così Scrivener, Godet, B. Weiss, Lipsius, Julicher, Feine, Lietzimann, Barth, Cornely (catt.), ecc. Kühl si esprime così: «Con accento di fiduciosa e vittoriosa certezza, l'Apostolo descrive ora le beate conseguenze della, giustificazione per fede dei cristiani. È scomparso lo stato di sfiducia e d'inimicizia di fronte a Dio ed è entrato nei loro cuori un senso beato e giulivo di pace con Dio... quindi dobbiamo considerare la lezione εχωμεν senz'altro come inammissibile sebbene sostenuta da molti codici.

Il senso esortativo è derivato probabilmente, dal fatto che molti Padri interpretavano l'aver pace come equivalente al conservar la pace. Nestle stesso, costretto dai principi posti alla base della sua edizione critica ad accettare l'echõmen, ha dichiarato ch'egli personalmente riteneva l'indicativo, echomen come l'unica lezione giusta. Anche il P. Lagrange dice che «fin dal principio del di Romani 5: la giustificazione appare come cosa posseduta di cui non resta che ad enumerare i frutti... Il primo risultato, della riconciliazione è la pace con Dio».

L'aor. essendo stati giustificati che accenna ad un fatto oramai avvenuto, e il dunque, indicano chiaramente che Paolo intende ora dedurre dal fatto compiuto le conseguenze benedette ch'esso comporta. La situazione del peccatore di fronte a Dio, all'infuori di Cristo, è quella d'un «figlio d'ira» Efesini 2:3, sottoposto a condanna. Il giustificato trovasi in una situazione del tutto mutata: egli è entrato nello stato di grazia e seguita a starvi. La sua relazione con Dio è relazione, di pace, di riconciliazione, ottenuta mediante l'opera espiatoria garantita dalla, risurrezione e dalla intercessione di Cristo Isaia 53; Efesini 2:14-18; Colossesi 1:20-22.

Riferimenti incrociati:

Romani 5:1

Rom 5:9,18; 1:17; 3:22,26-28,30; 4:5,24,25; 9:30; 10:10; Abac 2:4; Giov 3:16-18; 5:24; At 13:38,39; Ga 2:16; 3:11-14,25; 5:4-6; Fili 3:9; Giac 2:23-26
Rom 5:10; 1:7; 10:15; 14:17; 15:13,33; Giob 21:21; Sal 85:8-10; 122:6; Is 27:5; 32:17; 54:13; 55:12; 57:19-21; Zac 6:13; Lu 2:14; 10:5,6; 19:38,42; Giov 14:27; 16:33; At 10:36; 2Co 5:18-20; Ef 2:14-17; Col 1:20; 3:15; 1Te 5:23; 2Te 3:16; Eb 13:20; Giac 2:23
Rom 6:23; Giov 20:31; Ef 2:7

Dimensione testo:


Visualizzare un brano della Bibbia

Aiuto Aiuto per visualizzare la Bibbia

Ricercare nella Bibbia

Aiuto Aiuto per ricercare la Bibbia

Ricerca avanzata