Matteo 13:44

Matteo 13:44-46. PARABOLE DEL TESORO NASCOSTO, E DELLA PERLA DI GRAN PREZZO

Queste parabole ricordate solamente da Matteo corrispondono l'una all'altra nel mettere in rilievo l'alto valore dell'Evangelo; ma differiscono l'una dall'altra, nel descrivere due diverse classi di persone le quali, avendo scoperto quel carattere prezioso, danno tutto ciò che posseggono per assicurarsi il possesso dei beni del Regno.

Parabola del Tesoro nascosto Matteo 13:44

44. Il regno dei cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo,

Il campo non ha una speciale significazione; è menzionato qui unitamente per completare la parabola. Fra le nazioni orientali vigeva non solo nei tempi antichi, ma anche nel tempo presente, la costumanza di seppellire il denaro e le gioie sotterra, tanto poca è la sicurezza della proprietà per le frequenti rapine, le guerre l'oppressione dei governi dispotici, e il difetto di quel mezzi sicuri e fruttiferi d'impiegare il danaro, dei quali v'ha abbondanza fra noi. Se il proprietario veniva a morire senza aver palesato il suo segreto, il tesoro poteva rimanere nascosto per secoli. I viaggiatori europei che esplorano le rovine in Oriente, sono gelosamente sorvegliati dagl'indigeni, i quali credono comunemente ch'essi vadano cercando tesori nascosti.

che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde;

i miscredenti, per gettare il discredito sulla morale insegnata dal nostro Signore, fanno loro pro del contegno di quest'uomo, il quale nasconde di nuovo il tesoro, e compra poi il campo per un prezzo, al quale il proprietario non glielo avrebbe ceduto mai, se avesse saputo ciò che vi era; ma il Signore, rivestendo con questa similitudine una grande verità religiosa, e ponendosi nelle circostanze in cui si sarebbe trovato un uomo del suo tempo, non intende però di approvare tutto ciò che costui avrebbe fatto. Egli non commenda quest'uomo per aver di nuovo celato il tesoro, più di quel che commendi e lodi la condotta del Giudice iniquo Luca 18:1-6, o del fattore infedele Luca 16:18. La morale della parabola non ha nulla che vedere col nascondimento, il quale non ha alcun spirituale significato o, se ne ha, denota solamente l'ansietà e la premura dell'uomo di assicurarsi il possesso di quel tesoro.

e per l'allegrezza che ne ha, va, e, vende tutto ciò ch'egli ha, e compera quel campo.

Questo tesoro rappresenta la intima beatitudine di coloro che sono salvati in Cristo. Il fatto che il tesoro è sepolto fuor della vista altrui è inteso forse a rappresentare le benedizioni dell'Evangelo, nascoste ab eterno nei consigli di Dio, o involte sotto i tipi e le cerimonie della dispensazione levitica. Certo però il significato più rilevante è questo: la luce spirituale è dal peccato nascosta all'intelletto ed al cuore dell'uomo 2Corinzi 4:3-4. L'uomo che trova questo tesoro così inopinatamente, è il tipo di quei molti a cui lo Spirito di Dio si rivelò mentre vivevano lontani dalle cose spirituali, ed ai quali la coscienza, destatasi ad un tratto, fece conoscere il pericolo del peccato. Del che sono esempi la Donna Samaritana, ed i Gentili convertiti dalla predicazione di Paolo e dei suoi compagni. La vendita di «tutto ciò che egli ha» per comprare quel campo, rappresenta la gioia di coloro che sono subitamente svegliati e messi in possesso di Cristo e di tutte le sue benedizioni. Veramente, il comprare e il vendere non han che fare colla religione di Cristo; e quando Roma fece di questa un mercato, dimenticò la dichiarazione del patriarca Giobbe relativa alla sapienza celeste: «Non la si ottiene in cambio d'oro, né la si compra a peso d'argento», ecc. Giobbe 28:15-19. Quando l'umano orgoglio vuol comprare il cielo col proprio merito, ei dimentica la dichiarazione di Paolo: «Nessuno sarà giustificato dinanzi a lui per le opere della legge; Essendo gratuitamente giustificati per la grazia d'esso, mediante la redenzione ch'è in Cristo Gesù» Romani 3:20,24. «Comperare» qui vale scambiare, perché il peccatore quando accetta Cristo ed una piena e gratuita salvazione per mezzo suo, cede, per tali beni, i propri piaceri, i vizi, i sogni dell'ambizione umana, ogni pensiero mondane; anzi egli è pronto e disposto ad abbandonare poderi, case, moglie, figliuoli, e perfino, se fa di bisogno, la vita, per non dipartirsi mai dal suo tesoro, che è Cristo.

PASSI PARALLELI

Matteo 6:21; Proverbi 2:2-5; 16:16; 17:16; 18:1; Giovanni 6:35; Romani 15:4

1Corinzi 2:9-10; Colossesi 2:3; 3:3-4,16

Matteo 19:21,27,29; Luca 14:33; 18:23-24; 19:6-8; Atti 2:44-47: 4:32-35

Filippesi 3:7-9; Ebrei 10:34; 11:24-26

Proverbi 23:23; Isaia 55:1; Apocalisse 3:18


Visualizzare un brano della Bibbia

Aiuto per visualizzare la Bibbia

Ricercare nella Bibbia

Aiuto per ricercare la Bibbia
Ricerca avanzata

Indirizzo di questa pagina: http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=matteo+13%3A44&versioni[]=Commentario.