Nuova Riveduta:

Matteo 1:25

e non ebbe con lei rapporti coniugali finché ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù.

C.E.I.:

Matteo 1:25

la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

Nuova Diodati:

Matteo 1:25

ma egli non la conobbe, finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesù.

Bibbia della Gioia:

Matteo 1:25

Maria, vergine, partorì il bambino, a cui Giuseppe mise nome Gesù.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 1:25

e non la conobbe finch'ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù.

Diodati:

Matteo 1:25

Ma egli non la conobbe, finchè ebbe partorito il suo figliuol primogenito. Ed ella gli pose nome Gesù.

Commentario:

Matteo 1:25

24 24. e Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l'angelo del Signore gli avea comandato, e prese con sé sua moglie; 25. e non la conobbe finch'ella non ebbe partorito un figlio. E gli pose nome GESÙ.

La parola primogenito del testo ordinario, autentica in Luca 2:7, è qui cancellata dai critici. Ma il versetto distrugge ugualmente l'idea della perpetua verginità di Maria, perché l'espressione la conobbe» indica l'unione dei sessi; e la dichiarazione che Giuseppe se ne astenne finché essa non ebbe partorito un figlio, prova con evidenza che in seguito non fu più così. Se Maria fosse rimasta sempre vergine, come lo pretende la Chiesa di Roma e se Giuseppe non avesse mai convissuto maritalmente con lei, l'Evangelista, a scanso di ogni equivoco, avrebbe detto: «non la conobbe mai». Non lo dice: dunque non vi ha dubbio su questo punto. Maria può avere avuto dei figli da Giuseppe. D'altronde non esiste ragione alcuna per cui si devono considerare come cugini, o figli d'un primo letto di Giuseppe, i fratelli di Gesù menzionati negli Evangeli. Insomma, a noi sembra che nessun lettore possa mai dare a questo versetto altro senso che il letterale a meno ch'egli lo legga col concetto premeditato della perpetua verginità di Maria.

PASSI PARALLELI

Genesi 6:22; 7:5; 22:2-3; Esodo 40:16,19,25,27,32; 2Re 5:11-14; Giovanni 2:5-8

Giovanni 15:14; Ebrei 11:7-8,24-31; Giacomo 2:21-26

Esodo 13:2; 22:29; Luca 2:7; Romani 8:29

Luca 2:21

Riflessioni

1. Ringraziamo il Signore di averci dato prove autentiche e sicure per dimostrarci che Gesù è il Messia. Lo scettico non può desiderarle maggiori. Basterebbe sapere che le sue dottrine erano le più pure e celesti; che la sua vita fu un modello di benevolenza e di virtù; che i suoi miracoli avevano l'impronta della divinità, e che furono confermati da testimoni, i quali suggellarono col proprio sangue la verità delle loro asserzioni, tanto su quelli che sulla di lui morte e risurrezione, di più, abbiamo minutissimi ragguagli e documenti conservati dagli Ebrei medesimi, atti a provare come Cristo fosse precisamente della famiglia predetta dai profeti e della progenie d'Abrahamo. Ed ancora dubiteremmo?

2. Esultiamo per lo scopo della missione di Cristo. Egli venne per salvare il suo popolo dal peccato; non già per salvarlo nel peccato, ma da esso, cioè dalla colpa del peccato, dalle sue sozzure, dal suo dominio, e dalle sue eterne conseguenze; egli può salvarci appieno, poiché egli è Emmanuele, Dio con noi!

PASSI PARALLELI

Genesi 6:22; 7:5; 22:2-3; Esodo 40:16,19,25,27,32; 2Re 5:11-14; Giovanni 2:5-8

Giovanni 15:14; Ebrei 11:7-8,24-31; Giacomo 2:21-26

Riferimenti incrociati:

Matteo 1:25

Eso 13:2; 22:29; Lu 2:7; Rom 8:29
Lu 2:21


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