Nuova Riveduta:

Matteo 15:21-28

Gesù e la donna cananea
=(Mr 7:24-30) Ge 32:24-29; Sl 123:2
21 Partito di là, Gesù si ritirò nel territorio di Tiro e di Sidone. 22 Ed ecco una donna cananea di quei luoghi venne fuori e si mise a gridare: «Abbi pietà di me, Signore, Figlio di Davide. Mia figlia è gravemente tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rispose parola. E i suoi discepoli si avvicinarono e lo pregavano dicendo: «Mandala via, perché ci grida dietro». 24 Ma egli rispose: «Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d'Israele». 25 Ella però venne e gli si prostrò davanti, dicendo: «Signore, aiutami!» 26 Gesù rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per buttarlo ai cagnolini». 27 Ma ella disse: «Dici bene, Signore, eppure anche i cagnolini mangiano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le disse: «Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi». E da quel momento sua figlia fu guarita.

C.E.I.:

Matteo 15:21-28

21 Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. 22 Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro». 24 Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». 25 Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!». 26 Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». 27 «È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.

Nuova Diodati:

Matteo 15:21-28

La donna Cananea
21 Poi Gesù, partito di là, si diresse verso le parti di Tiro e di Sidone. 22 Ed ecco una donna Cananea, venuta da quei dintorni, si mise a gridare, dicendo: «Abbi pietà di me, Signore, Figlio di Davide! Mia figlia è terribilmente tormentata da un demone!». 23 Ma egli non le rispondeva nulla. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano dicendo: «Licenziala, perché ci grida dietro». 24 Ma egli, rispondendo, disse: «Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d'Israele». 25 Ella però venne e l'adorò, dicendo: «Signore, aiutami!». 26 Egli le rispose, dicendo: «Non è cosa buona prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». 27 Ma ella disse: «È vero, Signore, poiché anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le rispose, dicendo: «O donna, grande è la tua fede! Ti sia fatto come tu vuoi». E in quel momento sua figlia fu guarita.

Bibbia della Gioia:

Matteo 15:21-28

21 Poi Gesù lasciò quella zona del paese e camminò per ottanta chilometri fino a Tiro e Sidone.

Altri miracoli.
22 Una donna cananea che viveva in quei paraggi gli si avvicinò, implorandolo: «Abbi pietà di me, o Signore, figlio di Davide! Mia figlia è posseduta da un demonio che la tormenta continuamente!»
23 Gesù, però, non le rispose, non le disse una parola. Allora i discepoli cercarono di persuaderlo a mandarla via e gli dissero: «esaudiscila, vedi come ci sta infastidendo con la sua insistenza».
24 Allora Gesù disse alla donna: «Sono stato mandato per aiutare i Giudei, non gli stranieri».
25 Ma la donna si fece avanti, s'inginocchiò e implorò di nuovo: «Signore, aiutami!» 26 Allora Gesù rispose: «Non va bene togliere il pane ai figli per buttarlo ai cani». 27 Ma la donna disse: «Dici bene, Signore, eppure anche ai cagnolini sotto la tavola è permesso mangiare le briciole che cadono ai loro padroni». 28 Allora Gesù le disse: «Donna, la tua fede è davvero grande! Sia fatto come tu voi». E sua figlia fu guarita immediatamente.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 15:21-28

La donna cananea
(Marco 7:24-30)
21 E partitosi di là, Gesù si ritirò nelle parti di Tiro e di Sidone. 22 Quand'ecco una donna cananea di que' luoghi venne fuori e si mise a gridare: Abbi pietà di me, Signore, figliuol di Davide; la mia figliuola è gravemente tormentata da un demonio. 23 Ma egli non le rispose parola. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano dicendo: Licenziala, perché ci grida dietro. 24 Ma egli rispose: Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d'Israele. 25 Ella però venne e gli si prostrò dinanzi, dicendo: Signore, aiutami! 26 Ma egli rispose: Non è bene prendere il pan dei figliuoli per buttarlo ai cagnolini. 27 Ma ella disse: Dici bene, Signore; eppure anche i cagnolini mangiano dei minuzzoli che cadono dalla tavola dei lor padroni. 28 Allora Gesù le disse: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita.

Diodati:

Matteo 15:21-28

21 POI Gesù, partitosi di là, si ritrasse nelle parti di Tiro, e di Sidon. 22 Ed ecco, una donna Cananea, uscita di que' confini, gli gridò, dicendo: Abbi pietà di me, o Signore, figliuol di Davide! la mia figliuola è malamente tormentata dal demonio. 23 Ma egli non le rispondeva nulla. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano, dicendo: Licenziala, perciocchè ella grida dietro a noi. 24 Ma egli, rispondendo, disse: Io non son mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele. 25 Ed ella venne, e l'adorò, dicendo: Signore, aiutami. 26 Ma egli, rispondendo, disse: Non è cosa onesta prendere il pan de' figliuoli, e gettarlo a' cagnuoli. 27 Ed ella disse: Ben dici, Signore; poichè anche i cagnuoli mangiano delle miche che cadono dalla tavola de' lor padroni. 28 Allora Gesù, rispondendo, le disse: O donna, grande è la tua fede; siati fatto come tu vuoi. E da quell'ora, la sua figliuola fu sanata.

Commentario:

Matteo 15:21-28

21 Matteo 15:21-28 LA DONNA CANANEA E LA SUA FIGLIA Marco 7:24-30

21. E partitosi di là,

L'ultimo luogo nominato Matteo 14:34-36 fu Gennesaret; e di là appunto, o probabilmente da Capernaum che era vicino, Cristo partì per andare nelle parti di Tiro e di Sidon. Ciò che Marco 6:56 dice sull'entrare che Gesù fece «nei villaggi, nelle città, o nelle campagne», viene introdotto qui incidentalmente, come cenno generico di ciò che accadeva ovunque Gesù si recasse.

Gesù si ritirò

lungi dalla malevolenza dei suoi nemici, ed, anche dall'affollamento dei suoi stessi seguaci ed amici. È probabile, ciò nonostante, che un motivo di più alto rilievo lo inducesse a ritirarsi in quel modo, vo' dire, l'intendimento di dimostrare con un atto della sua vita pubblica, che, sebbene il personale suo ministero fosse per gli Ebrei Vedi Matteo 15:24,26, conf. con Romani 15:8, i benefizi della salvazione andavano anche a favore dei Gentili. Si osservi che questi viaggi non si facevano a caso né senza norma, ma tutti coordinati ad uno scopo prestabilito; e se a noi non riesce sempre rintracciare questa coordinazione nella storia, ciò non vuol dire ch'ella non sia cosa reale.

nelle parti di Tiro e di Sidon.

Non dobbiamo immaginare che il nostro Signore passasse per Cana, Sefori, ed il Ras Abiad Capo Bianco, per recarsi in qualunque parte del litorale fenicio, poiché «le parti di Tiro e di Sidon», vogliono dire i confini, o la frontiera fra la Galilea superiore e la Fenicia, in mezzo alle montagne al N. O. di Banias antico Dan, verso il luogo ove il castello di Belfort fu costruito dai crociati. Non è ben chiaro se Gesù abbia o no varcato la frontiera e sia entrato in terra pagana.

PASSI PARALLELI

Marco 7:24

Matteo 10:5-6; 11:21-23; Genesi 49:13; Giosuè 11:8; 13:6; 19:28-29; Giudici 1:31

22 22. Quand'ecco, una donna Cananea, di que' luoghi, venne fuori,

S'intende: fuori di casa sua, o dal suo villaggio. Il nostro evangelista la chiama «una donna Cananea», cioè discendente dagli antichi abitanti del paese; ma Marco ci dà, con maggior precisione, una indicazione doppia egli la chiama «Greca», cioè Gentile, di religione pagana; e «Siro-Fenice», vale a dire, nativa di quel tratto della Fenicia che apparteneva alla Siria. Da Marco 3:8 e da Luca 6:17 ci viene detto che la fama del nostro Signore era già nota in quelle parti, e che le turbe eran venute di là a lui per implorare guarigioni. Non era adunque il paese di questa donna, ma sebbene la sua discendenza, che sorgeva qual muro di separazione fra essa e il ministero del nostro Signore.

e si mise a gridare:

Dice Marco che Gesù entrò in una casa dove la donna andò a trovarlo, mentre Matteo ci dice che ella gridava a lui già per via. Marco principia la sua narrazione al punto descritto dal versetto 25 di questo capitolo, mentre quella di Matteo è più ampia.

Abbi pietà di me, Signore, figliuol di Davide!

Oltre il titolo generale di onore Signore, essa lo saluta qual Messia promesso ad Israele; cosicché, in un modo o nell'altro, ella doveva aver udito parlare della promessa.

la mia figliuola è gravemente tormentata da un demonio.

La sua preghiera era per la sua cara figlia; ma l'affetto la portava ad immedesimarsi con questa, poiché ella dice al Salvatore: «Abbi pietà di me!». Esempio di affetto materno, mirabile anche in una pagana.

PASSI PARALLELI

Matteo 3:8-9; Salmo 45:12; Ezechiele 3:6; Marco 7:26

Matteo 9:27; 17:15; Salmo 4:1; 6:2; Luca 17:13; 18:13

Matteo 1:1; 20:30-31; 22:42-45; Luca 18:38-39; Giovanni 7:41-42

Matteo 17:15; Marco 7:25; 9:17-22

23 23. Ma egli non le rispose parola.

Strano invero è questo trattamento usato dal pietoso Salvatore, al quale «i travagliati e gli aggravati» non ricorrevano mai in vano! Egli passò oltre come se non l'avesse udita. È questa l'unica volta che Gesù rifiuta di guarire miracolosamente un ammalato; ma egli vuol far prova della fede di costei, e fornire agli Apostoli un esempio dell'effetto della perseveranza nella preghiera. Nel fatto, Gesù ben mostrò che non gli mancava la volontà di aiutare quella donna; ma usa la disciplina dell'amore, mostrandosi in pari tempo coerente a ciò ch'egli aveva detto ai dodici: «Non andate fra i Gentili» Matteo 10:5!

E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano, dicendo, licenziala, perché ci grida dietro.

I discepoli non potevano comprendere il loro Maestro; lo avevamo veduto fin allora così pronto ad ascoltare ed aiutare tutti coloro che a lui ricorrevano, che il suo contegno in questa occasione li fece trasecolare, e, contro il loro solito Matteo 19:13, intercedettero a favore di lei. Essi la stimarono un'importuna che col suo gridare radunava gente intorno a loro, e chiesero al Signore di licenziarla, vale a dire di compiacerla e sbrigarsene, non tanto per riguardo a lei, quanto per riguardo a se.

PASSI PARALLELI

Genesi 42:7; Deuteronomio 8:2; Salmo 28:1; Lamentazioni 3:8

Matteo 14:15; Marco 10:47-48

24 24. Ma egli, rispose: Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d'Israele.

Rispondendo ai suoi discepoli, Gesù cita i termini della commissione a lui data da suo Padre: detto di cui Marco non fa parola. Nel suo terrestre ministero, egli non era stato mandato ai Gentili; i soli Ebrei dovevano imprima ricevere l'Evangelo. Quelle parole però non costituiscono un rifiuto formale; erano intese al duplice scopo di provare sempre più la fede della povera donna, e di persuadere i discepoli che una fede, la quale resisteva a siffatte prove, dimostrava esser costei veramente figlia del credente Abramo, e quindi compresa fra le «pecorelle smarrite della casa d'Israele» alle quali egli era mandato. La povera Siro-Fenice credette, senza dubbio, di esser riuscita nel proprio intento, quando vide che i discepoli del Signore si erano costituiti suoi difensori fosse pure per un motivo egoista: or qual effetto dovette produrre sopra di essa la risposta di Gesù? La condusse essa ad abbandonar ogni speranza, come fanno molte anime bisognose quando le loro preghiere non sono immediatamente esaudite? o veramente, la sua fede, che seppe poi discernere «i figliuoli» dai «cani», le fece essa comprendere che, sebbene Cristo non fosse stato inviato ai Gentili, egli accoglieva non di meno tutti quelli che lo cercavano, e che confidavano in lui? Oppure, l'impulso che la indusse a perseverare e ad insistere, sta egli soltanto in quell'amore materno, che per rifiuto non si stanca, e che nella sua forza e purezza maggiormente si avvicina all'amore di Dio? Isaia 49:15-16.

PASSI PARALLELI

Matteo 9:36; 10:5-6; Isaia 53:6; Geremia 50:6-7; Ezechiele 34:5-6,16,23; Luca 15:4-6

Atti 3:25-26; 13:46; Romani 15:8

25 25. Ella però venne, e gli si prostrò dinanzi, dicendo: Signore, aiutami!

Il bisogno che stringeva la povera donna e la fede incrollabile ch'ella aveva nella potenza di Cristo a guarire, si uniscono in questa pietosa invocazione. Gli avvocati umani non le poterono giovare come non lo possono la Madonna ed i Santi, ond'ella dovette rinnovare personalmente la sua, preghiera e rivolgerla direttamente a Cristo. Ella si Prostrò adunque ai suoi piedi, piena di angoscia, esclamando: «Signore, aiutami!» come se essa medesima fosse stata l'inferma. Volesse Iddio che i nostri lettori sperimentassero la potenza di questa breve preghiera indirizzata con fede a Cristo, e per mezzo suo a Dio Padre! Fu per attestare la potenza di una simile preghiera che Giacobbe ricevette il nome d'Israele ossia di «valente con Dio» Genesi 32:28. «Molto può la supplicazione del giusto, fatta con efficacia» Giacomo 5:16.

PASSI PARALLELI

Matteo 20:31; Genesi 32:26; Osea 12:4; Luca 11:8-10; 18:1-8

Matteo 14:33

Marco 9:22,24

26 26. Ma egli, rispose:

Questa preghiera così ingenua, la quale scaturiva dalle più profonde latébre di un cuore credente, mosse finalmente il Redentore a rompere il silenzio; egli parlò direttamente alla donna, ma in che modo? È egli possibile che colui che non «spezzava la canna rotta, né spegneva il lucignolo fumante», abbia pronunziato le sprezzanti parole:

Non è bene prendere il pan dei figliuoli, per buttarlo ai cagnuoli.

Gli Ebrei, come discendenti di coloro ai quali erano state date la promessa del Messia e le benedizioni del patto stretto da Dio con Abrahamo, si consideravano come figli di Dio, ad esclusione degli altri, ed applicavano alle altre nazioni degli epiteti disprezzanti, fra i quali il più comune era quello di cani. Il nostro Signore però, parlando di cagnuoli, non intese già di sanzionare l'uso degli epiteti ingiuriosi Quella parola, diminutivo di cane, non implica già un'idea disprezzante, né si riferisce minimamente alla figlia di quella donna: il Signore volle provare la sua fede e la sua umiltà, e le diede nel medesimo tempo, la forza per vincere la prova.

PASSI PARALLELI

Matteo 7:6; Marco 7:27-28; Atti 22:21-22; Romani 9:4; Galati 2:15; Efesini 2:12; Filippesi 3:2

Apocalisse 22:15

27 27. Ma ella disse: Dici bene, Signore; eppure anche i cagnuolini mangiano dei minuzzoli che cadono dalla tavola dei loro padroni.

Per quanto le parole del Signore fossero pungenti, quasi scottanti, la donna non se ne offese. Ella dimostrò la propria umiltà riconoscendo il privilegio dei figliuoli, e non arrischiandosi a chiedere un posto fra loro; ma mostrò pure, nel modo più manifesto, la propria fede, appropriandosi le parole stesse del Salvatore come argomento a sostenere la propria richiesta. Non chiedo il pane dei figliuoli, ma solo le briciole che, cadono e vanno ai cani. Qual prontezza nel comprendere la verità, quale istintiva sagacia in questa donna pagana!

PASSI PARALLELI

Matteo 8:8; Genesi 32:10; Giobbe 40:4-5; 42:2-6; Salmo 51:4-5; Ezechiele 16:63; Daniele 9:18

Luca 7:6-7; 15:18-19; 18:13; 23:40-42; Romani 3:4,19; 1Corinzi 15:8-9

1Timoteo 1:13-15

Matteo 5:45; Luca 16:21; Romani 3:29; 10:12; Efesini 3:8,19

28 28. Allora Gesù le disse: O donna, grande è la tua fede;

Si palesa qui la ragione per la quale Gesù si era comportato così stranamente verso costei: egli voleva saggiarne la fede. Nel sacrificio chiestogli da Dio dell'unico suo figlio, Abramo diede prova della sua fede, e questa prova dolorosa non gli fu risparmiata in nessun grado fino al momento in cui stava col braccio alzato, per immergere il ferro nel petto d'Isacco. Ma la fede alla fine ebbe il suo trionfo, quando una voce dal cielo gridò: «Non mettere la mano addosso al ragazzo!» Genesi 22:12. Così successe anche alla Cananea. Trascuratezza, rifiuti, insulti furono il crogiuolo nel quale il Raffinatore provò la sua fede, la quale pure ebbe il suo trionfo, quando il Conoscitore dei cuori esclamò: «O donna, grande è la tua fede!». Linguaggio simile a questo, Gesù lo usa un'altra sola volta, nel caso del Centurione Matteo 8:10; Luca 7:1-10. Si osservi che, nei due casi, questo trattamento privilegiato toccò a persone pagane; che la fede di ambedue fu lodata, non soltanto come grande fra i Gentili, ma grande anche in confronto di quella del popolo d'Israele così e che, in tutti e due i casi, la fede lodata non fu già quella degl'infermi, ma bensì di quelli che li rappresentavano o per essi intercedevano.

ti sia fatto come vuoi.

«La grazia ti è concessa tua figlia è guarita!». La donna, avendo ricevuto la briciola che chiedeva, ritornò subito a casa sua. Non domandò alcun segno a guarentigia della parola di Cristo; se ne andò, forte nella sua fede, glorificando Iddio. L'Evangelista aggiunge:

E da quell'ora, la sua figliuola fu guarita

Marco 7:30 narra il fatto più dettagliatamente; «Ed ella, tornata a casa sua, trovò la figliuolina coricata sul letto, e il demonio uscito di lei».

PASSI PARALLELI

Giobbe 13:15; 23:10; Lamentazioni 3:32

Matteo 8:10; 14:31; 1Samuele 2:30; Luca 17:5; Romani 4:19-20; 2Tessalonicesi 1:3

Matteo 8:13; 9:29-30; Salmo 145:19; Marco 5:34; 7:29-30; 9:23-24; Luca 7:9,50

Luca 18:42-43; Giovanni 4:50-53

RIFLESSIONI

1. Impariamo che la vera fede si trova spesso dove meno lo si aspetta; Una Cananea grida aiuto al Messia d'Israele a pro della propria figliuola! La preghiera: «Abbi pietà di me, o Signore, Figlio di David», che avrebbe dimostrato una gran fede anche in un abitante di Betania o di Gerusalemme, ci fa maraviglia quando si ode da persona che viene dalle parti di Tiro e Sidone, e c'insegna che la grazia, non già il paese, fa i credenti. Tu puoi vivere come Gehazi servo di Elia, nella famiglia d'un profeta, ed essere nondimeno impenitente, incredulo e inondano. Puoi trovarti in mezzo alla superstizione e alla idolatria, come la piccola Ebrea nella casa di Naaman, e nonostante rendere testimonianza al vero Dio ed al suo Cristo. Non disperiamo adunque della salute di alcuno, così perché si trova in luogo o condizione poco propizia alla fede; può alcuno abitare sulle coste di Tiro e di Sidone, od assidersi nel regno di Dio!

2. Dal caso della donna Cananea apprendiamo che sovente il dolore conducendo a Cristo coloro che soffrono, si volge in benedizione. Notiamolo bene: nulla c'è che tanto dimostri la nostra ignoranza quanto l'impazienza nei patimenti. Noi dimentichiamo facilmente che ogni croce è un messaggio di Dio, inteso, in ultima analisi, al nostro bene. Le prove ci fanno riflettere, ci svegliano del mondo, ci invitano alla Bibbia ed alla preghiera. Certo, buona cosa è la sanità; ma la malattia è migliore assai se ci conduce a Dio. Vera grazia è la prosperità, ma è preferibile la sventura se ci mena a Cristo.

3. Un grande incoraggiamento noi qui troviamo all'assiduo pregare con fede. Gesù pronunziò una parabola «per mostrare che convien del continuo pregare e non stancarci» Luca 18:1-8; ma qui lo Spirito ci mette sott'occhio, per eccitare la nostra ammirazione e confortarci, un esempio vivo. Parve sulle prime che Gesù non badasse minimamente alla preghiera di questa povera donna; essa nondimeno continuò a pregare. Egli le parlò duramente ed in modo da sgomentarla affatto; ciò nonostante, il proverbio: «la speranza prolungata fa languire il cuore» Proverbi 13:12, non si verificò nel caso della Cananea; le due parole indirizzatele da Gesù non la ridusse al silenzio, anzi essa ne tolse occasione per chiedere con maggiore insistenza un briciolo di pietà; e per la sua persistenza essa ottenne finalmente la grazia desiderata.

4. L'esempio di questa donna deve grandemente incoraggiarci a pregare con perseveranza per i nostri bisogni, e specialmente ad intercedere per gli altri. Se Cristo non esaudisce prontamente le tue preghiere, non ti sgomentare, o Cristiano, ma persevera, con fervore ed umiltà sempre crescente, a pregare; e rammentati che più la tua fede è gagliarda, e più aspri saranno i cimenti ai quali la esporrà il Signore. Se la fede di quella donna fosse stata meno forte, la prova non sarebbe stata così severa; e Colui che in parole sembrava respingerla, pur tuttavia, col suo Spirito la guidava.

5. Ma non perdiamo mai di vista che l'esempio di questa Cananea è inteso peculiarmente a mostrarci il dovere che incombe ad ognuno di intercedere per gli altri: verità di grande importanza, e troppo facilmente dimenticata. Pochi doveri son così fortemente raccomandati dalla Scrittura, come quello d'intercedere a pro d'altrui, nelle nostre preghiere. La Scrittura medesima ci fornisce una lunga serie d'esempi atti a dimostrare il gran bene che agli altri si può fare pregando per loro, lo attestano, fra tanti, il figlio dell'ufficiale reale di Capernaum, il servo del Centurione e la figlia di Jairo. Sembra meraviglioso, ma pure Iddio si compiace di far' grandi cose per un'anima, quando per essa si muovono a pregare amici e parenti Giacomo 5:16. A ciò pensino in particolare i padri e le madri! È non possono dare ai figli dei cuori nuovi ma ben possono pregare per essi. È cosa rarissima che i figli, per i quali furono offerte molte preghiere, siano andati perduti.

Riferimenti incrociati:

Matteo 15:21-28

21 Mar 7:24
Mat 10:5,6; 11:21-23; Ge 49:13; Gios 11:8; 13:6; 19:28,29; Giudic 1:31

22 Mat 3:8,9; Sal 45:12; Ez 3:6; Mar 7:26
Mat 9:27; 17:15; Sal 4:1; 6:2; Lu 17:13; 18:13
Mat 1:1; 20:30,31; 22:42-45; Lu 18:38,39; Giov 7:41,42
Mat 17:15; Mar 7:25; 9:17-22

23 Ge 42:7; De 8:2; Sal 28:1; Lam 3:8
Mat 14:15; Mar 10:47,48

24 Mat 9:36; 10:5,6; Is 53:6; Ger 50:6,7; Ez 34:5,6,16,23; Lu 15:4-6; At 3:25,26; 13:46; Rom 15:8

25 Mat 20:31; Ge 32:26; Os 12:4; Lu 11:8-10; 18:1-8
Mat 14:33
Mar 9:22,24

26 Mat 7:6; Mar 7:27,28; At 22:21,22; Rom 9:4; Ga 2:15; Ef 2:12; Fili 3:2; Ap 22:15

27 Mat 8:8; Ge 32:10; Giob 40:4,5; 42:2-6; Sal 51:4,5; Ez 16:63; Dan 9:18; Lu 7:6,7; 15:18,19; 18:13; 23:40-42; Rom 3:4,19; 1Co 15:8,9; 1Ti 1:13-15
Mat 5:45; Lu 16:21; Rom 3:29; 10:12; Ef 3:8,19

28 Giob 13:15; 23:10; Lam 3:32
Mat 8:10; 14:31; 1Sa 2:30; Lu 17:5; Rom 4:19,20; 2Te 1:3
Mat 8:13; 9:29,30; Sal 145:19; Mar 5:34; 7:29,30; 9:23,24; Lu 7:9,50; 18:42,43; Giov 4:50-53


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