Nuova Riveduta:

Matteo 16:1-4

Gesù rimprovera i farisei
=(Mr 8:11-21) Mt 12:38-42; Lu 12:1-15
1 I farisei e i sadducei si avvicinarono a lui per metterlo alla prova e gli chiesero di mostrare loro un segno dal cielo. 2 Ma egli rispose: «Quando si fa sera, voi dite: "Bel tempo, perché il cielo rosseggia!" 3 e la mattina dite: "Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo!" L'aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni dei tempi non riuscite a discernerli? 4 Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno, e segno non le sarà dato se non quello di Giona». E, lasciatili, se ne andò.

C.E.I.:

Matteo 16:1-4

1 I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. 2 Ma egli rispose: «Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia; 3 e al mattino: Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo. Sapete dunque interpretare l'aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi? 4 Una generazione perversa e adultera cerca un segno, ma nessun segno le sarà dato se non il segno di Giona». E lasciatili, se ne andò.

Nuova Diodati:

Matteo 16:1-4

Il lievito dei farisei
1 Poi si accostarono a lui i farisei e i sadducei e, per tentarlo, gli chiesero di mostrar loro un segno dal cielo. 2 Ma egli rispose loro e disse: «Quando si fa sera, voi dite: "Farà bel tempo perché il cielo rosseggia". 3 E la mattina dite: "Oggi farà tempesta perché il cielo tutto cupo rosseggia". Ipocriti, ben sapete dunque distinguere l'aspetto del cielo, ma non riuscite a discernere i segni dei tempi? 4 Una generazione malvagia ed adultera richiede un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno del profeta Giona». E, lasciatili, se ne andò.

Bibbia della Gioia:

Matteo 16:1-4

«Vogliamo un miracolo».
1 Un giorno i Farisei e i Sadducei vennero per verificare ciò che Gesù sosteneva, cioè di essere il Messia, chiedendogli di mostrar loro un segno dal cielo.
2 Gesù rispose: «Voi siete in grado di prevedere il tempo dal cielo. Il cielo rosso stasera indica che domani il tempo sarà buono; se invece è rosso di mattina vuol dire che sarà brutto tempo per tutto il giorno. Ebbene, sapete interpretare l'aspetto del cielo, eppure non siete capaci di capire i segni ben comprensibili dei tempi! 3  4 Questo popolo malvagio e incredulo mi sta chiedendo un segno straordinario nel cielo, ma non gli sarà dato nessun altro segno, eccetto il segno di Giona!» E Gesù si allontanò da loro.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 16:1-4

Il segno dal cielo. Il lievito de' Farisei
(Marco 8:11-21; Luca 12:54-56)
1 Ed accostatisi a lui i Farisei e i Sadducei, per metterlo alla prova, gli chiesero di mostrar loro un segno dal cielo. 2 Ma egli, rispondendo, disse loro: Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia! 3 e la mattina dite: Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo! L'aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni de' tempi non arrivate a discernerli? 4 Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno, e segno non le sarà dato se non quello di Giona. E, lasciatili, se ne andò.

Diodati:

Matteo 16:1-4

1 ED accostatisi a lui i Farisei, e i Sadducei, tentandolo, lo richiesero di mostrar loro un segno dal cielo. 2 Ma egli, rispondendo, disse loro: Quando si fa sera, voi dite: Farà tempo sereno, perciocchè il cielo rosseggia. 3 E la mattina dite: Oggi sarà tempesta, perciocchè il cielo tutto mesto rosseggia. Ipocriti, ben sapete discernere l'aspetto del cielo, e non potete discernere i segni de' tempi! 4 La gente malvagia ed adultera richiede un segno, ma segno alcuno non le sarà dato, se non il segno del profeta Giona. E, lasciatili, se ne andò.

Commentario:

Matteo 16:1-4

1 CAP0 16 - ANALISI

1. Gesù passa al paese di Magadan. Dopo il miracolo narrato alla fine del cap. 15. Gesù passò sulle coste di Magadan all'O. del lago, ove i Farisei ed i Sadducei, venuti da Capernaum, lo trovarono. È questa la prima volta che si parla di una lega a danno del Salvatore tra i Farisei ed i Sadducei. Questi ultimi fin allora avevano riguardato Gesù con apparente disprezzo. In questo caso però essi lo tentano, dando a credere che l'avrebbero riconosciuto, se non come Messia, almeno come profeta, a patto che Egli desse loro un qualche segno dai cieli; ma, come in un'altra occasione Matteo 12:39-40, il nostro Signore ricusa, e rimanda costoro al segno di Giona. Egli li proclama ipocriti, siccome quelli che hanno abbastanza discernimento per distinguere l'aspetto del cielo e il cambiamento del tempo e delle stagioni, e sono incapaci di conoscere i segni dei tempi nei quali vivono, nonostante gl'insegnamenti uditi e i miracoli dei quali sono stati spettatori Matteo 16:1-4.

2. Il lievito dei Farisei e dei Sadducei. Gesù e i suoi discepoli ritornarono prestamente per mare sulla sponda orientale del lago, in un luogo che non è indicato né da Matteo, né da Marco. Nella fretta del partire, i discepoli avevano dimenticato di fare una nuova provvista, di pane, e dell'antica ne rimaneva loro soltanto una pagnotta, i pensieri dei discepoli eran tutti concentrati in questo incidente, mentre il loro divino Maestro stava riflettendo alla misera condizione di quei Farisei e di quei Sadducei che egli aveva pur allora lasciati. Quando fece loro un'osservazione sul lievito dei Farisei e dei Sadducei, essi capirono tutto a rovescio credendo volesse parlare della loro dimenticanza e della, difficoltà di ripararvi nel luogo ove erano diretti. Il qual malinteso dimostra come i discepoli approfittassero poco degl'insegnamenti d'un tal Maestro, e fornisce a questi l'occasione di richiamare alla loro mente i miracoli coi quali egli aveva nutrito le turbe miracoli che poteva ripetere, in caso di bisogno, come pure di premunirli contro l'ipocrisia dei Sadducei e dei Farisei Matteo 16:5-12.

3. Gesù guarisce un cieco a Betsaida, quindi parte per Cesarea di Filippo Marco 8:22-26 Giunto nelle vicinanze di Cesarea, Gesù interroga i suoi discepoli intorno alla opinione che essi avevano della sua persona e delle sue opere; e quando Pietro, a nome anche dei suoi compagni, ebbe dichiarato, che Gesù era ad un tempo il Messia e il Figlio del Dio vivente, Gesù lo dichiarò benedetto, siccome quegli che dall'alto ere stato ammaestrato in una verità, che il cuore e l'intelletto naturale non ammettono. Sulla gran verità che, le parole di Pietro contengono, il Signore dichiarò che avrebbe fabbricata la sua Chiesa, contro la quale gli sforzi di Satana e dei suoi ministri, non, avrebbero potuto mai prevalere. Dirigendo sempre la parola a Pietro, Gesù dichiarò inoltre che gli avrebbe affidato le chiavi del suo Regno, affinché, coll'insegnare e col predicare potesse ammettere in esso coloro che credevano, ed escluderne gli indegni. Sul senso però del Tu es Petrus..., ecc., rimandiamo il lettore alle note Matteo 16:13-20.

4. Gesù annunzia la propria morte, ed è ripreso da Pietro. Il Signore, nell'esercizio del suo ministero profetico, annunziò con maggiore ampiezza le circostanze che avrebbero accompagnata la sua morte a Gerusalemme, e predisse la sua risurrezione nel terzo giorno; argomenti dolorosi non poco ai suoi discepoli, i quali aspettavano una ben diversa manifestazione del Messia; onde Pietro, che non volle accettarli, n'ebbe dal suo Signore un rabbuffo Matteo 16:21-23.

5. Necessità dell'abnegazione. In questa occasione viene dichiarato pubblicamente: esser dovere, anzi necessità, che tutti coloro i quali divengono discepoli di Cristo rinuncino a se stessi. Corre grave pericolo di rovinare l'anima sua colui che preferisce gli agi ed i comodi della vita presente, al rinunziamento di se stesso, ed ai patimenti per amore di Cristo. Nulla importa il guadagno del mondo intero, a confronto della perdita dell'anima. Gesù termina l'esortazione colla dichiarazione che il regno del Signore era vicino Matteo 16:24-28. Tutti gli argomenti trattati in questo capitolo sono connessi insieme col doppio legame della successione cronologica, e dell'associazione delle idee. Un passo parallelo a questo capitolo si trova in Marco; in Luca se ne trova uno parallelo all'ultima parte di esso, sebbene Matteo abbia, in parecchi luoghi, parole ed incidenti che negli altri non si trovano. In tutti gli Evangeli però l'ordine generale delle materie è lo stessa.

Matteo 16:1-4. GESÙ RIFIUTA DI OPERARE UN MIRACOLO DAL CIELO Marco 7:11-13

1. E accostatisi a lui i Farisei e i Sadducei per metterlo alla prova,

Confrontando le narrazioni di Matteo e di Marco si vede chiaro che Gesù sbarcò in quella parte della spiaggia occidentale del lago che prese il nome della borgata di Magadan, secondo che si legge nel testo emendato, e che risponderebbe al moderno El-Mejdel e al Magdala di alcuni MSC. Dalmanuta mentovato da Marco doveva trovarsi vicino. È molto improbabile che i Farisei ed i Sadducei, di cui trattasi in questo versetto, abitassero in quei piccoli villaggi. Crediamo piuttosto ch'essi vi sieno venuti da Capernaum, poche miglia distante. Fin allora sembra che i Sadducei non avessero preso parte pubblicamente all'opposizione fatta a Gesù, forse perché disprezzavano tanto lui quanto l'opera sua; ma via via che la sua potenza cresceva, e che i suoi ammaestramenti svelavano i loro errori, si destava la loro ostilità. Da allora in poi si unirono coi Farisei per metterlo alla prova. Essi non avevano il minimo desiderio di essere convinti della verità col mezzo d'un nuovo miracolo, ma speravano di compromettere Gesù per aver motivo di condannarlo.

gli chiesero di mostrar loro un segno dal cielo.

La medesima domanda era stata fatta, a Gesù dagli Ebrei che egli aveva scacciati dal tempio in cui compravano e vendevano Giovanni 2:18. La risposta che allora diede: «Disfate questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere», aveva sostanzialmente il senso medesimo della replica data in questa occasione. Un'altra domanda allo stesso scopo venne fatta Giovanni 6:30 subito dopo il primo miracolo dei pani, o ancora nelle circostanze ricordato da Matteo 12:38. Questa domanda viene ripetuta in questo versetto e con linguaggio più esplicito. Non bastavano, secondo i Farisei, i segni terreni, cioè i numerosi miracoli che Gesù operava, per dimostrare la divinità della sua missione. Essi volevano un segno dal cielo. Mosè aveva fatto piovere la manna dal cielo per nutrire il popolo d'Israele nel deserto Esodo16:4, Samuele aveva fatto tuonare e grandinare nel tempo della mietitura nel mese di Giugno, fenomeno inaudito in quei climi 1Samuele 12:17, Isaia aveva fatto retrocedere di dieci gradi l'ombra sull'orologio solare di Achaz Isaia 38:8, essi dunque richiedevano da Gesù un segno consimile dal cielo, se pur voleva che lo ritenessero per Messia. Ora, sebbene Cristo guardando al motivo loro, ricusasse di compiacerli, non dobbiamo mai perdere di vista che, alla sua morte, furono dati, dal cielo appunto, segni più stupendi di tutti quelli che furono dati agli antichi profeti.

PASSI PARALLELI

Matteo 5:20; 9:11; 12:14; 15:1; 22:15,34; 23:2; 27:62

Matteo 16:6,11; 3:7-8; 22:23; Marco 12:18; Luca 20:27; Atti 4:1; 5:17; 23:6-8

Matteo 19:3; 22:18,35; Marco 10:2; 12:15; Luca 10:25; 11:16,53-54; 20:23; Giovanni 8:6

Matteo 12:38-39; Marco 8:11-13; Luca 11:16,29-30; 12:54-56; Giovanni 6:30-31

1Corinzi 1:22

2 2. Ma egli, rispondendo, disse loro: Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia. 3. E la mattina dite: Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo.

Comunissime sono fra la gente di campagna siffatte osservazioni; variano, è vero secondo i climi; ma i segni, dei quali è qui fatta menzione, son tali fra noi quali sono in Palestina.

3 L'aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni dei tempi non arrivate a discernerli?

cioè non sapete leggere la venuta del Messia nei segni notevoli che si mostrano intorno a voi. Si era allontanato da Giuda lo scettro Genesi 49:10, si compievano le settanta settimane di Daniele 9:24, ed era agevole discernere da molti indizi che l'antica economia stava per chiudersi, e se ne preparava una più libera e vasta; ma per costoro tutto era inutile.

PASSI PARALLELI

Luca 12:54-56

Matteo 7:5; 15:7; 22:18; 23:13; Luca 11:44; 13:15

Matteo 4:23; 11:5; 1Cronache 12:32

4 4. Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno non le sarà dato, se non quello di Giona.

Parole proferite già in un'altra risposta Vedi note Matteo 12:39. Marco omette le parole relative a Giona, e Matteo non dichiara pienamente il segno, perché il nostro Signore l'aveva già spiegato. Marco 8:12 omette pure le parole di Cristo relative ai cambiamenti del tempo, e la prova d'ipocrisia che n'è tratta; ma egli indica l'effetto prodotto, dalla slealtà di quei postulanti, sopra Gesù, il quale «dopo aver sospirato nel suo spirito disse: Perché questa generazione chiede ella un segno?». Preziosissimi sono gl'indizi che Marco ci somministra relativamente ai pensieri intimi del Salvatore. Il linguaggio qui usato è assai forte, e dimostra che la durezza di cuore dei Farisei aveva commosso profondamente Gesù.

E, lasciatili, se ne andò.

Il modo col quale Gesù troncò la conversazione indica ch'egli, qual giudice, li lasciò nei loro peccati; il che è confermato dalla sua subitanea partenza da quel luogo, e dagli avvertimenti ch'egli diede ai discepoli contro l'ipocrisia dei suoi interlocutori. Questi egli abbandona alla loro incredulità.

PASSI PARALLELI

Matteo 12:39-40; Marco 8:12,38; Atti 2:40

Giona 1:17; Luca 11:29-30

Matteo 15:14; Genesi 6:3; Osea 4:17; 9:12; Marco 5:17-18; Atti 18:6

Matteo 16:5-12

Riferimenti incrociati:

Matteo 16:1-4

1 Mat 5:20; 9:11; 12:14; 15:1; 22:15,34; 23:2; 27:62
Mat 16:6,11; 3:7,8; 22:23; Mar 12:18; Lu 20:27; At 4:1; 5:17; 23:6-8
Mat 19:3; 22:18,35; Mar 10:2; 12:15; Lu 10:25; 11:16,53,54; 20:23; Giov 8:6
Mat 12:38,39; Mar 8:11-13; Lu 11:16,29,30; 12:54-56; Giov 6:30,31; 1Co 1:22

2 Lu 12:54-56

3 Mat 7:5; 15:7; 22:18; 23:13; Lu 11:44; 13:15
Mat 4:23; 11:5; 1Cron 12:32

4 Mat 12:39,40; Mar 8:12,38; At 2:40
Gion 1:17; Lu 11:29,30
Mat 15:14; Ge 6:3; Os 4:17; 9:12; Mar 5:17,18; At 18:6


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