Nuova Riveduta:

Matteo 5:23-24

23 Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, 24 lascia lì la tua offerta davanti all'altare, e va' prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta.

C.E.I.:

Matteo 5:23-24

23 Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24 lascia lì il tuo dono davanti all'altare e va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.

Nuova Diodati:

Matteo 5:23-24

23 Se tu dunque stai per presentare la tua offerta all'altare, e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, 24 lascia lì la tua offerta davanti all'altare e va' prima a riconciliarti con tuo fratello; poi torna e presenta la tua offerta.

Bibbia della Gioia:

Matteo 5:23-24

23 Perciò, se siete davanti all'altare del tempio per fare un'offerta a Dio e improvvisamente vi ricordate che un amico ha qualcosa contro di voi, 24 lasciate la vostra offerta vicino all'altare e andate a scusarvi e a riconciliarvi con lui; poi tornate e fate la vostra offerta a Dio.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Matteo 5:23-24

23 Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull'altare, e quivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te, 24 lascia quivi la tua offerta dinanzi all'altare, e va' prima a riconciliarti col tuo fratello; e poi vieni ad offrir la tua offerta.

Diodati:

Matteo 5:23-24

23 Se dunque tu offerisci la tua offerta sopra l'altare, e quivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualche cosa contro a te, 24 lascia quivi la tua offerta dinanzi all'altare, e va', e riconciliati prima col tuo fratello; ed allora vieni, ed offerisci la tua offerta.

Commentario:

Matteo 5:23-24

23 23. Se dunque tu stai per offerire la tua offerta sull'altare, e quivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualche cosa contro di te;

I quattro versetti seguenti Matteo 5:23-26, contengono un'applicazione pratica degli insegnamenti di Gesù relativi al sesto comandamento; applicazione che l'uso della seconda persona singolare rende più chiara e più diretta. Se la legge condanna sentimenti e parole apparentemente insignificanti, è chiaro che i dissidi, quantunque i Farisei li considerassero come poco importanti, saranno più severamente condannati di quelli, ed esigono pronta riconciliazione. Il Signore lo dimostra nei vers. Matteo 5:23-24, rammentando che gli atti religiosi di quelli che ricusano di riconciliarsi coi loro nemici non sono accettevoli a Dio. Tutti i sacrifici offerti al Signore dal popolo d'Israele, tanto gli espiatori, quanto gli eucaristici, dovevano essergli presentati sull'altare del tempio di Gerusalemme. Riferendosi a cotesto uso, noto ad ognuno nella folla, Gesù Cristo ha l'intenzione d'indicare la religione nel suo insieme. Quantunque il nostro primo dovere sia di rendere il nostro culto a Dio, Gesù Cristo, per dimostrare l'importanza e la necessità della riconciliazione, dichiara che l'offensore, anche se egli fosse in procinto di rendere il suo culto a Dio, dovrebbe sospenderlo, finché non avesse confessato il suo torto al suo avversario, e non si fosse riconciliato con lui. Sono dunque in un grave errore coloro i quali vorrebbero trovare in questo versetto e così fanno la Chiesa romana e le Chiese orientali, una sanzione qualunque dell'offerta di sacrifici sotto la nuova alleanza.

PASSI PARALLELI

Matteo 8:4; 23:19; Deuteronomio 16:16-17; 1Samuele 15:22; Isaia 1:10-17; Osea 6:6; Amos 5:21-24

Genesi 41:9; 42:21-22; 50:15-17; Levitico 6:2-6; 1Re 2:44; Lamentazioni 3:20; Ezechiele 16:63

24 24. lascia quivi la tua offerta dinanzi all'altare,

L'ordine di riconciliarsi col suo nemico non è dato da Cristo a quelli soltanto che si preparano ad offrire un sacrificio solenne, o a partecipare alla Santa Cena, ma a chiunque professa di essere cristiano,

e va' prima a riconciliarti col tuo fratello; e poi vieni ad offrir la tua offerta.

Chi vuol sinceramente riconciliarsi col suo avversario, non soltanto deve deporre ogni sentimento maligno, ed ogni rancore, ma deve pur fare tutto ciò che è in suo potere affinché l'offeso stesso deponga, per parte sua, quei medesimi sentimenti. S'egli non raggiunge il suo scopo, egli avrà almeno fatto il suo dovere.

PASSI PARALLELI

Matteo 18:15-17; Giobbe 42:8; Proverbi 25:9; Marco 9:50; Romani 12:17-18; 1Corinzi 6:7-8

1Timoteo 2:8; Giacomo 3:13-18; 5:16; 1Pietro 3:7-8

Matteo 23:23; 1Corinzi 11:28

Riferimenti incrociati:

Matteo 5:23-24

23 Mat 8:4; 23:19; De 16:16,17; 1Sa 15:22; Is 1:10-17; Os 6:6; Am 5:21-24
Ge 41:9; 42:21,22; 50:15-17; Lev 6:2-6; 1Re 2:44; Lam 3:20; Ez 16:63; Lu 19:8

24 Mat 18:15-17; Giob 42:8; Prov 25:9; Mar 9:50; Rom 12:17,18; 1Co 6:7,8; 1Ti 2:8; Giac 3:13-18; 5:16; 1P 3:7,8
Mat 23:23; 1Co 11:28


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