Cantico 3

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CAPITOLO III

Versetti 1-5. Le prove della Chiesa per il ritorno di Cristo. 6-11. Le eccellenze della Chiesa. L'aiuto di Cristo nei suoi confronti.

Vv. 1-5. Era difficile per la chiesa del vecchio testamento trovare Cristo nella legge cerimoniale: essa si agitava senza riuscire a trovare pienamente il suo Creatore. Le guardie di quella chiesa, inoltre, davano uno scarso aiuto a chi camminava in cerca di Lui. La notte è un momento di freddo, di oscurità, di turbamento e di apprensioni riguardo alle cose spirituali. In primo luogo, quando si è turbati, si fanno sforzi deboli per cercare e ottenere la consolazione della comunione con Cristo. E ciò non è saggio: il credente allora è sollecitato a una diligenza più grande. Le vie ed i sentieri larghi sembrano implicare la tolleranza con cui non si cerca il Signore. Ciò deve essere evitato da coloro che hanno a cuore la propria anima. Non dobbiamo affidarci ad altri mezzi, se non alla fede, per andare direttamente a Cristo. Affidarsi a Cristo senza tentennamenti vuol dire affidarsi a Lui con fervore. Il risultato è una preghiera umile e ardente, con manifesta professione di fede nelle sue promesse. Quando la fede dei credenti è alimentata da Cristo, Egli non si offenderà per le loro ansie spirituali, ma anzi, si compiacerà di questo. Il credente desidera, infatti, che altri vengano al loro Salvatore. Dovunque troviamo Cristo, dobbiamo portarlo a casa con noi, specialmente nella casa del nostro cuore e dobbiamo preoccuparci e invitare gli altri a non contristar il nostro santo Consolatore, né provocare il nostro Amato.

6 Vv. 6-11. Il deserto è il simbolo del mondo; il credente lo lascia quando rifiuta l'amore per i piaceri, il camminare peccaminosamente e le abitudini e le mode del mondo, per cercare la felicità nella comunione con il Salvatore. La povera anima si innalzerà verso Dio, infine, grazie alla guida del Consolatore, come una colonna di incenso che sale dall'altare, o come il fumo degli olocausti. Ciò significa l'affetto del credente devoto e pio e l'ascesa al cielo dell'anima sua. Il credente è ripieno così della fragranza dello Spirito di Dio e i suoi affetti ora sono molto chiari. Le polveri aromatiche sono le grazie e le consolazioni date dallo Sposo celeste. Salomone deriva dal termine "Shalom", pace: chi è La Pace della città, se non il re della Sion celeste? Egli ha provveduto a salvare i suoi redenti dal deserto di questo mondo. La lettiga è progettata per fare risposare e per facilitare il movimento, ma la sua bellezza e magnificenza dimostrano le qualità del suo proprietario, Gesù. La chiesa è ben guardata da guardie armate: sono più con lei che contro di lei: i credenti, quando dipendono da Cristo e da lui soltanto, anche se hanno timori notturni, non sono mai in pericolo. Il baldacchino è qui l'emblema del patto di .redenzione, il compimento della nostra salvezza. Questo ha fatto Cristo, l'amato ed ammirato dai credenti. È stato addobbato per la gloria di Cristo ed per la consolazione dei credenti; è ben curato in ogni aspetto. Il sangue del patto è questa porpora ricca che ricopre il baldacchino, con cui i credenti sono protetti dal vento, dalle tempeste dell'ira divina e delle sollecitazioni di questo mondo; ma il centro ricamato è l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, laddove i credenti si riposano. Cristo, nel suo Vangelo, lo dice Egli stesso. Notate specialmente la corona di Salomone. L'applicazione di questa a Cristo ci rammenta l'onore, la potenza e il dominio a Lui dato dal Padre.

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