Esodo 12

1 Capitolo 12

Si cambia il calendario, l'istituzione della Pasqua. (1-20) Le istruzioni per osservare la Pasqua. (21-28) La morte dei primogeniti d'Egitto. Gli Israeliti sono esortati a lasciare la terra d'Egitto. (29-36) Gli Israeliti in viaggio verso Succot. (37-42) L'ordine di rispettare la Pasqua. (43-51)

Versi 1-20: il Signore fa nuove tutte le cose in coloro che egli salva dalla schiavitù di Satana e li fa diventare suo popolo. Quando Egli fa questo, è l'inizio di una nuova vita per il nuovo credente. Dio stabilì che, nella notte in cui essi dovevano uscire dall'Egitto, ogni famiglia avrebbe dovuto uccidere un agnello o che due o tre piccole famiglie avrebbero dovuto uccidere un solo agnello. Questo agnello doveva essere mangiato nel modo che qui è descritto e il suo sangue doveva essere spruzzato sugli stipiti delle porte per differenziare le case degli Israeliti da quelle degli egiziani. L'angelo del Signore, quando distrusse i primogeniti degli egiziani, sarebbe passato sopra le case segnate dal sangue dell'agnello: da qui il nome di questa festa o di questa ricorrenza santa. Il passaggio doveva essere ricordato ogni anno, sia come ricordo della liberazione di Israele dall'Egitto, sia come un prototipo dell'azione di Cristo. La loro sicurezza e la loro liberazione non furono una ricompensa per la propria rettitudine, ma un dono di Grazia. Di questo essi dovevano ricordarsi e la ricorrenza doveva insegnare loro questo, cioè che tutti i benefici vennero a loro mediante lo spargimento di sangue. Osservate:

1. L'agnello pasquale: Cristo è la nostra Pasqua 1Co 5:7. Cristo è l'Agnello di Dio, Giovanni 1:29; in Apocalisse Egli è spesso chiamato l'Agnello. L'agnello doveva essere nel suo stato migliore: Cristo si offri quando fu adulto e non quando fu bambino a Betlemme. L'agnello doveva essere senza macchia: il Signore Gesù fu un Agnello senza difetto: il giudice che ha condannato Cristo lo dichiarò pure innocente. L'agnello doveva essere scelto quattro giorni prima, indicando la designazione del Signore Gesù come Salvatore promesso. L'agnello doveva essere ammazzato e arrostito al fuoco, indicando le sofferenze dolorose del Signore Gesù condannato a morte e alla morte in croce. L'ira di Dio è come un fuoco e Cristo fu reso una maledizione per noi. Non un osso dell'agnello doveva essere rotto e ciò si è adempiuto in Cristo, Giov 19:33, simbolo della forza non piegata del Signore Gesù.

2. Il sangue: Il sangue dell'agnello doveva essere spruzzato, simbolo dell'aspersione dei meriti della morte di Cristo sulle nostre anime e, pertanto, dobbiamo ricevere l'espiazione, Romani 5:11. La fede è il rametto di issopo con cui applichiamo le promesse e i vantaggi del sangue di Cristo su noi stessi. Doveva essere spruzzato sugli stipiti, simbolo della professione pubblica che siamo chiamati a fare della nostra fede in Cristo. Non doveva essere spruzzato sulla soglia, e questo ci avverte di stare attenti a non calpestare sotto i piedi il sangue del patto. È un sangue prezioso e deve essere veramente prezioso per noi. Il sangue, così spruzzato, era il mezzo per preservare gli Israeliti dall'angelo distruttore, che non avrebbe fatto nulla nelle case dov'era il sangue. Il sangue di Cristo è la protezione del credente dalla collera di Dio, dalla maledizione della legge e dalla dannazione dell'inferno, Romani 8:1.

3. Il cibo solenne dell'agnello ci rammenta il nostro dovere di nutrirci del vangelo di Cristo. L'agnello pasquale non doveva solamente essere guardato, ma doveva essere pure mangiato. Così dobbiamo per fede fare la stessa cosa con Cristo e ricevere forza e alimento spirituali da Lui, oltre al nostro cibo materiale, vedete Giovanni 6:53,55. Doveva essere mangiato tutto: quelli che per fede si alimentano di Cristo, devono alimentarsi di tutto il Cristo ricevendo Lui e il suo giogo, Cristo e la sua croce per ricevere Cristo e la sua corona. Doveva essere mangiato immediatamente, non l'indomani. Oggi Cristo si offre e oggi deve essere accettato, quando cioè Egli chiama, prima che ci colga il sonno della morte. Doveva essere mangiato con erbe amare, in ricordo dell'amarezza della loro schiavitù in Egitto: dobbiamo alimentarci di Cristo con umiliazione e con un cuore rotto, in ricordo del nostro peccato. Cristo ci sarà dolce se il peccato sarà veramente amaro per noi. Doveva essere mangiato in piedi, con il bastone in mano, come pronti alla partenza. Quando ci alimentiamo di Cristo per fede, dobbiamo abbandonare la regola e il dominio del peccato su di noi, liberandoci dal mondo e a ogni cosa; abbandonare tutto per Cristo e non considerarlo alcun cattivo affare, Ebrei 13:13-14.

4. La festa degli azzimi era celebrata dai Cristiani, 1Corinzi 5:7-8. Avendo ricevuto Cristo Gesù il Signore, dobbiamo dilettarci continuamente Cristo Gesù. Nessun lavoro deve essere fatto, cioè, nessuna cura va sbrigata, che ci piaccia o no, senza questa santa gioia. I Giudei si attivarono in quella Pasqua affinché nemmeno una briciola di lievito si trovasse nelle loro case: le ricorrenze vanno celebrato nell'amore, senza il lievito della malizia e nella sincerità, senza il lievito dell'ipocrisia. Fu una ricorrenza eterna e finché viviamo dobbiamo continuare ad alimentarci di Cristo, gioire sempre in Lui, ringraziandolo per le grandi cose che egli ha fatto per noi.

21 Versi 21-28: Quella notte, in cui i primogeniti dovevano essere distrutti, nessun Israelita doveva uscire fuori da casa se non per marciare fuori dall'Egitto. La loro sicurezza era in quel sangue spruzzato. Se essi non si mettevano sotto la protezione di quello, erano in pericolo. E dovevano attendere la salvezza del Signore ed è bene fare questo. In altri tempi essi avrebbero insegnato con attenzione ai loro bambini il significato di questo servizio. È bene che i bambini facciano domande sulle cose di Dio e chiedono di Lui lo troveranno. L'osservanza di questa solennità annuale consisteva nel:

1. Guardare per ricordare quali grandi cose Dio aveva fatto per loro e per i loro padri. La bontà che Dio ha mostrato a noi stessi o ai nostri padri non deve essere dimenticata affinché possiamo lodare Dio e la nostra fiducia in Lui incoraggiata.

2. È stata istituita per restare in attesa, quale garanzia del grande sacrificio dell'Agnello di Dio nella pienezza dei tempi. Cristo, la nostra pasqua, è stato sacrificato per noi e la sua morte è stata la nostra vita.

29 Versi 29-36: Gli Egiziani erano stati per tre giorni e notti in ansietà e terrore per l'oscurità e ora il loro silenzio è rotto da una calamità di gran lunga più terribile. La piaga colpì i loro primogeniti, cioè la gioia e la speranza delle loro famiglie. Essi avevano ucciso i figli degli ebrei, ora Dio li ricambiava. La piaga si estese dal trono alla prigione sotterranea: il principe e il campagnolo furono trattati allo stesso modo davanti il giudizio di Dio. L'angelo distruttore entrò in ogni abitazione non segnata dal sangue, quale messaggero di lutto. Egli compì la sua opera terribile e non lasciò una casa in cui non c'era un morto. Immaginate quindi il grido che risuonò in la terra d'Egitto e lo strillo lungo e forte di agonia che scoppiò da ogni abitazione. Sarà così in quell'ora terrificante quando il Figlio dell'uomo visiterà i peccatori con l'ultimo giudizio. I figli di Dio, i suoi primogeniti, solo ora sono rilasciati. Sarebbe meglio che gli uomini vengano a Dio prima della morte piuttosto che mai. Ora è umiliato l'orgoglio di Faraone ed egli si sveglia. La parola di Dio si compirà e non passiamo discutere per ritardarne il suo adempimento. In questi momenti di terrore gli egiziani ricevettero la benedizione e lasciarono partire rapidamente Israele. Il Signore si assicurò così che i loro salari sudati sarebbero stati ripagati e il loro viaggio consentito.

37 Versi 37-42: Gli Israeliti si misero in viaggio senza indugio. Una folla eterogenea partì con loro. Alcuni, forse lasciarono il paese a causa della perdita causata dalle piaghe, altri per curiosità, altri forse per disprezzo di essi e della loro religione. Ma ce n'erano tra costoro che non erano Israeliti. E così ci sono pure gli ipocriti nella chiesa. Questo grande evento avvenne 430 anni dalla promessa fatta ad Abramo: vedete Galati 3:17. Così avanti nel tempo fu adempiuta la promessa. Ma sebbene le promesse di Dio non si realizzino velocemente, esse saranno adempiute al loro tempo. Ecco la notte del Signore, quella notte notevole che sarebbe stata celebrate per tutte le generazioni. Le grandi cose che Dio fa per la sua gente non devono apparirci come un prodigio solo per qualche giorno, ma devono essere ricordate per tutte le età, specialmente l'opera della nostra redenzione per mezzo di Cristo. Questa prima notte pasquale fu istituita per essere osservata come notte del Signore ma l'ultima notte pasquale in cui fu tradito Cristo superò quella prima Pasqua, assieme a tutte le restanti cerimonie giudee e doveva essere ricordata come notte del Signore molto di più. Infatti un giogo, molto più pesantemente di quello dell'Egitto, fu tolto via dai nostri colli e una terra, meglio di quella di Canaan, è stata posta davanti a noi. Doveva essere celebrata quale redenzione in cielo, per sempre.

43 Versi 43-51: Da ora in poi Israele dovrà celebrare la Pasqua. Doveva essere grato per tutte le benedizioni di Dio ricevute. La Pasqua del Nuovo Testamento, la Cena del Signore, non deve mai essere trascurata da nessuno. Gli stranieri, se circoncisi, potevano mangiare la pasqua. Ecco qui una profezia a favore dei gentili. Questo voleva insegnare ai Giudei che il loro essere una nazione favorita da Dio non dipende dalla loro discendenza da Abramo. Cristo, la nostra Pasqua, è stato sacrificato per noi, 1Corinzi 5:7 ed il suo sangue è l'unico riscatto per le nostre anime; senza il versamento di esso non c'è alcuna remissione; senza il suo spargimento non ci può essere alcuna salvezza. Abbiamo anche noi, per mezzo della fede in Lui, protetto le nostre anime dalla vendetta meritata mettendoci sotto la protezione del suo sangue? Rimaniamo vicini a lui, dipendendo costantemente da lui? Professiamo così la nostra fiducia nel Redentore e i nostri obblighi verso di Lui, in modo che tutti si accorgano a chi apparteniamo? Siamo pronti per il suo servizio, a percorrere le sue vie e a separarci dai suoi nemici? Queste sono domande di grandissima importanza per l'anima; possa il Signore guidare le nostre coscienze per rispondere sinceramente.

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