Genesi 19

1 Capitolo 19

Schema del capitolo

La distruzione di Sodoma e la liberazione di Lot.

(1-29)

Il peccato e la disgrazia di Lot.

(30-38)

Versi 1-29

Lot era una persona buona e non c'era nessun altro come lui in quella città. Tutta la gente di Sodoma era veramente malvagia e vile. Perciò la preoccupazione divina fu quella di salvare Lot e la sua famiglia. Lot indugiò perdendo del tempo utile: così fanno molti che, pur essendo sotto la condanna divina a causa del loro stato spirituale e avendo bisogno della conversione, rimandano quell'opera necessaria. La salvezza dei giusti avviene per la misericordia di Dio, non per i loro meriti: siamo salvati per grazia. La potenza di Dio va riconosciuta anche nella capacità divina di portare le anime fuori dallo stato peccaminoso, infatti, se Dio non avesse avuto misericordia di noi, il nostro indugiare ci avrebbe portato alla rovina. Lot dovette fuggire per salvarsi la vita. Non doveva fortemente attaccarsi a Sodoma. Tali comandi divini sono dati a quelli che, mediante la grazia, devono essere liberati da uno stato e da una condizione peccaminosa. Bisogna quindi rifiutare il peccato e Satana e non confidare in sé stessi o nel mondo. Bisogna invece tendere a Cristo e verso il cielo e pertanto fuggire verso la montagna senza mai fermarsi. Riguardo a questa distruzione osservate che essa è una rivelazione della collera di Dio contro il peccato e i peccatori di tutte le età. Impariamo perciò il male provocato dal peccato: esso porta alla rovina.

30 Versi 30-38

Osservate il pericolo che deriva dal sentirsi al sicuro. Lot si mantenne casto a Sodoma, anzi era triste per la malvagità dei suoi abitanti, testimoniando così contro di essa. Ma quando si trovò sulla montagna e, come pensava, fuori da ogni tentazione, cadde vergognosamente. Chi pensa di stare in piedi e saldo in alto, guardi di non cadere. Osservate il pericolo dell'ubriachezza: non solo è un grande peccato ma conduce a molti altri peccati che portano una ferita duratura e un gran disonore. Molte azioni compiute in stato di ubriachezza fanno vergognare quando si è sobri. Vedere anche il pericolo della tentazione provocate da parenti e amici che amiamo e stimiamo e da cui ci aspettiamo rispetto. Dobbiamo sempre temere insidie, dovunque ci troviamo e, di conseguenza, non dimenticarci di sempre stare in guardia. No, non ci sono scuse per le figlie, né per Lot. Non si può non ammettere che il cuore è ingannevole in tutto e disperatamente malvagio: chi può conoscerlo? Sul silenzio delle Scritture riguardo a Lot da ora in poi apprendiamo che l'ubriachezza, come rende smemorati gli uomini, così li fa dimenticare.

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